recensione

SiN: Reloaded

La guerra alla SinTEK è ora in 4K

Pubblicato il 24 Settembre 2026 alle ore 9:00
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Vi avevamo già parlato in occasione della Gamescom 2026 di SiN: Reloaded (QUI trovate l'articolo), ma ora, grazie ai ragazzi di Atari e agli sviluppatori di Nightdive Studios, siamo riusciti ad avere per le mani la versione finita del gioco. Per chi non sapesse di cosa parliamo, due parole di introduzione sono d’obbligo. Atari è infatti un publisher che, nel tempo, si è concentrato sul riproporre versioni rimasterizzate di vecchie glorie del passato, con lo scopo di preservarne lo spirito, ma anche il gameplay. Quello che va capito è che non ci troviamo di fronte a dei remake o delle versioni riproposte per il pubblico odierno, quanto piuttosto a delle elaborate remastered, arricchite con qualche miglioria e quality of life. In altre parole, si tratta di portare l’esperienza di gioco che i veterani di queste serie ricordano nel 2026, ma senza rivoluzionare o snaturare né la parte grafica né il gameplay.
Prima di iniziare la recensione vera e propria, ci teniamo quindi a sottolineare come SiN: Reloaded sia a tutti gli effetti un gioco del 1998, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta. Non va quindi valutato con gli occhi di un giocatore moderno, ma piuttosto va preso per quello che è, ossia un’esperienza retrò e un tentativo di preservare nel tempo l’esperienza originale del titolo per farla conoscere ai giocatori futuri senza fronzoli e rimaneggiamenti eccessivi.

SiN: Reloaded

Pallottole e SinTEK

In SiN: Reloaded vestiremo i panni del colonnello John R. Blade, individuo eccentrico e sopra le righe [come molti action hero di quegli anni N.d.R.] alle prese con un cattivo piuttosto atipico, la SinTEK Industries, casa farmaceutica guidata dalla malvagia dottoressa Elexis Sinclaire. Questa losca, ma seducente, donna ha in mente di diffondere una droga molto speciale, capace di alterare il DNA degli individui e trasformarli in mutanti aggressivi. Sarà nostro il compito di riportare l’ordine e, nel mentre, indagare su questa azienda per sventarne i piani, il tutto mentre annichiliamo a suon di piombo ondate di nemici di vario genere e natura. Come potete immaginare, si andrà dagli scagnozzi umani della SinTEK fino ai più disparati mutanti generati dalla droga. Se poi la storia principale non fosse sufficiente per voi, sappiate che SiN: Reloaded contiene anche l’espansione denominata Wages of Sin, che in realtà più che un’espansione è un pacchetto di missioni aggiuntive dove si approfondisce un po’ di più il discorso sui mutanti e si introducono un paio di nuove meccaniche di gameplay, qui riportate anche nel gioco principale.

Rapportato al panorama del 1998, sia la storia che le vicende qui narrate erano una parentesi interessante e ben accetta: si tratta in fin dei conti di un titolo che presentava una campagna intera collegata da una vera e propria narrativa, con tanto di colpi di scena e momenti concitati e al cardiopalma. Purtroppo, se paragonato a produzioni più orientate alla narrativa o a giochi più vicino a noi, la storia appare poco più che un pretesto per fornire bersagli mobili al nostro arsenale, ma in fin dei conti uno sparatutto rapido e adrenalinico come Sin non ha bisogno di molto altro per essere godibile, e anche se si poteva forse fare di più, di sicuro il ritmo e lo storytelling adoperato al suo interno fanno il loro lavoro in modo più che sufficiente.

Retrò, ma non troppo

SiN: Reloaded è uno sparatutto in prima persona, e fin qui c’è ben poco da dire. Si tratta di un genere piuttosto diffuso e con canoni piuttosto definiti. All’interno del gioco disporremo di un vasto arsenale, ricco di armi di tutti i generi, poco realistiche ed estremamente particolari. Si parte con pistole, shotgun e fucili, per poi arrivare a cose sempre più strane e distruttive, come lanciagranate e balestre. Non tutto però è esattamente come nella versione del 1998 e, grafiche a parte, di cui parleremo a breve, c’è qualcos’altro che è stato migliorato. Come già detto, ora il gioco include migliorie, ad esempio l’uso di sorgenti luminose come torce e stick luminosi, non solo nel pacchetto Wages of Sin, ma anche nel gioco base. Stessa cosa per la modalità akimbo con le pistole. Oltre a questo, il gioco è stato migliorato a livello tecnico, permettendogli di girare sui moderni computer, supportare le moderne risoluzioni (anche quella ultrawide) e arrivare al 4K a 144 FPS. Questo chiaramente permette di avere accesso a un gioco scattante, rapido ed estremamente adrenalinico, un mondo dove i nostri movimenti saranno responsivi, rapidi, ma purtroppo anche poco precisi. Il motore di gioco espone il fianco, infatti, nelle manovre di platforming più precise, aggiungendo spesso un’inerzia nei movimenti poco gestibile, ma soprattutto presentando delle collisioni con l’ambiente spesso imprecise e infide. Se infatti cercherete di tagliare un angolo mentre camminate su un cornicione, con ogni probabilità cadrete giù, in quanto lo spigolo, collidendo con la hit-box del personaggio, finirà con l’infliggerci uno spintone laterale che ci farà finire di sotto. Purtroppo questi sono spesso rimasugli di un motore grafico vecchio che, per evitare compenetrazioni tra i modelli, applicava delle forze per dividerli, con risultati non sempre ottimi però.

SiN: Reloaded

A dispetto quindi della grafica rinnovata, delle texture in HD, dei nuovi menù e delle piccole migliorie aggiunte a SiN: Reloaded, la verità è che ci troviamo di fronte a un gioco che ha una certa età. Questo lo si può evincere sia dal suo concepimento, sia dal suo level design, non sempre chiaro e semplice da leggere. In aggiunta a questo, i nemici non dispongono di una grande IA e, oltre a possedere una barra della vita piuttosto lunga [non sono spugne per pallottole, ma, se non ricorrerete ai colpi alla testa, potreste ritrovarvi a corto di munizioni N.d.R], sono anche piuttosto numerosi, trasformando le sparatorie in scenette spesso tragicomiche, dove ci si ritrova a sparare all’impazzata a bruciapelo per secondi senza che nessuno cada a terra morto. Oltre a questo, lo shooting non fornisce un granché come feedback, rendendo difficile persino capire se si sta colpendo qualcosa o meno (il mirino infatti cambia colore, ma si tratta solo di una scelta cromatica per renderlo visibile passando sopra a colori diversi, non fornisce in effetti alcuna informazione sulla dinamica degli spari). Certo, come abbiamo detto, tutti questi difetti vanno contestualizzati all’interno di un’opera di fine anni ’90, ed è per questo che abbiamo cercato di fornirvi un contesto il più possibile chiaro fin dal principio, in modo che sia possibile inquadrare questo gioco e valutarlo in funzione proprio di questa sua natura.

SiN: Reloaded

Conclusioni

SiN: Reloaded è un titolo che, pubblicato ai nostri tempi, porta a chiare lettere la parola “manovra nostalgia” sopra alla testa. Questo non è affatto un male, ma, come vi abbiamo già detto, valutare questo gioco come un titolo del 2026 sarebbe uno sbaglio. Per comprendere questa manovra va quindi capito a chi è rivolto questo Reloaded, e perché. In primis, SiN: Reloaded si rivolge ai giocatori che, a suo tempo, hanno giocato l’originale e ora vogliono riprovare le stesse emozioni, ritrovando un gameplay familiare, ma con qualche miglioria per rendere l’esperienza come nei loro ricordi di bambini. In secondo luogo, SiN: Reloaded fa al caso di chi non ha mai giocato l’opera originale e la vuole vivere nel modo più concreto possibile, senza costosi remake che rischiano poi di travisare l’esperienza e tradirne i contenuti originali. In ultima istanza, SiN: Reloaded si rivolge anche a quei giocatori che, banalmente, vogliono sperimentare uno sparatutto retrò, ma senza rinunciare a qualche comodità, e soprattutto senza il mal di testa di trovare un modo per far girare copie dell’epoca su pc moderni tramite emulatori o hardware dedicato.
Insomma, SiN: Reloaded è un’occasione e una manovra pensata per portare nel futuro un pezzo del nostro passato, nonostante qualche limite nel gameplay e qualche stilema forse fin troppo classico.

Good

Remastered fedele all'originale e anche con qualche milgioria
Una versione completa e accessibile anche su computer moderni
Grafica portata in 4K e 144 FPS
Comparto sonoro completamente ricostruito

Bad

Si tratta sempre di un gioco del 1998
Mappe non sempre chiare
Shooting privo di fisicità e feedback
7
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Nightdive Studios, Ritual Entertainment
Distributore: Nightdive Studios, Atari
Data di uscita: 24 settembre 2026
Genere: Sparatutto, Azione
PEGI: 18+
Piattaforme: PC, PlayStation, Xbox, Switch

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