recensione

NBA 2K27

Il parquet perfetto, a patto di tenere il portafoglio chiuso

Pubblicato il 12 Ottobre 2026 alle ore 9:50
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C’è un modo di giocare a NBA 2K27 che non richiede nulla oltre al gioco stesso ed è anche il più riuscito: offline, con le squadre della lega e lontano dal proprio alter ego virtuale. Dopo averlo provato a fondo su PlayStation 5, il paradosso è evidente. La simulazione di basket più convincente sul mercato convive con un ecosistema online che punisce chi non spende. Capire dove finisce l’una e comincia l’altra è il vero esercizio di questa recensione.
Ma andiamo per gradi, perché anche quest'anno 2K è riuscita a confezionare un titolo sportivo dedicato al basket quanto più divertente possibile e le carte in tavola sono decisamente variegate.

Un interessante (ma lento) viaggio nel tempo

La novità che ci ha conquistati di più è Eras, la nuova introduzione di MyCareer che permette al proprio giocatore personalizzato di calarsi in alcuni dei periodi più importanti della storia NBA, da Magic Johnson e Larry Bird al dominio di LeBron James, passando per i Bulls degli anni Novanta e i Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O’Neal. Il basket di ogni epoca viene riproposto attraverso filtri grafici che ne replicano l’estetica e il risultato è ottimo.
Chi preferisce la carriera classica trova Fire & Concrete, che racconta in 11 capitoli la risalita di una promessa del basket dopo un devastante incidente d’auto. Dopo due anni di riabilitazione, il protagonista viene notato al Rucker Park dagli scout della G-League, da cui passa direttamente alla NBA. La proposta funziona, anche se non raggiunge la qualità della campagna diretta da Spike Lee di qualche anno fa. La possibilità di giocare in cooperativa nei panni di Cam, il cugino interpretato dal rapper Vince Staples, è però la scelta più azzeccata. Pesano invece una scalata fin troppo lenta e dei filmati massicci che spezzano il ritmo, a cui sarebbe bastata una sfoltita nei dialoghi per trovare il giusto equilibrio.

Per chi, come il sottoscritto, non ama particolarmente l’online, il porto sicuro resta MyNBA. Quest’anno è possibile gestire il morale dello spogliatoio scegliendo con cura le personalità da inserire in squadra, mentre il draft è più realistico e la parte amministrativa più profonda. Non mancano, inoltre, personalizzazioni che consentono di cucirsi addosso la simulazione desiderata.

Vince chi paga

Giriamoci pochissimo attorno, la monetizzazione di NBA 2K27 è ancora aggressiva. Cosmetici, pacchetti di carte per MyTeam e miglioramento degli attributi del MyPlayer sono soltanto alcuni esempi di un sistema in cui ogni modalità offre una scorciatoia a pagamento attraverso i VC. Il guaio è che online il campo è in mano a chi ha il portafoglio più pieno, con giocatori al massimo delle caratteristiche che dominano ogni campetto.
The City torna con qualche aggiunta sensata, come il campo privato QG e il Casual Corner, pensato per far crescere i neofiti lontano da chi spende per massimizzare il proprio giocatore. Resta però la sensazione di una struttura già vista, con una mappa più compatta e meglio gestita, ma anche qualche problema di frame rate di troppo, limitato a quest’area online.
Nella creazione del giocatore arrivano infine i Distintivi, che definiscono la specializzazione e la sinergia con il resto della squadra. I modelli predefiniti, ispirati alle stelle della NBA e della WNBA, aiutano invece chi non vuole inventarsi da zero il nuovo Stephen Curry.

L’anno in cui si difende davvero

Veniamo al campo, dove il lavoro di Visual Concepts è notevole e, con Wembanyama in copertina, il 2026 è l’anno della difesa. Eliminati diversi automatismi, il giocatore diventa finalmente determinante nel pitturato.
Un tasto permette di andare in pressing, ma bisogna scegliere se chiudere le linee di passaggio o tentare la rubata. Quest’ultima è più efficace, ma anche più rischiosa, perché sbagliare il tempismo regala all’avversario un vantaggio numerico e due o tre punti facili. Anche le stoppate sono state ridimensionate, dato che saltare in anticipo non garantisce più nulla, nemmeno con un colosso come “Wemby”.
In attacco si è scelto di eliminare alcune facilitazioni, soprattutto sui tiri a campo aperto, con una finestra di tempismo ridotta che rende più impegnativo e soddisfacente padroneggiare la tecnica. Arrivano nuove mosse come l’up and under, mentre l’alley-oop diventa più difficile da sfruttare, a danno degli exploit con cui online si cercava di rompere le partite.
Le statistiche dei singoli giocatori contano di più, quindi scaricare il pallone su un tiratore da tre punti è molto meglio che affidarsi a un centro con poca mano. Per imparare tutto, la modalità Learn2K è il punto di partenza consigliato. Serve studio e i comandi cambiano a ogni edizione, ma una volta padroneggiato il sistema ci si ritrova davanti a una delle simulazioni più interessanti del 2026.

Sul piano audiovisivo, il divario tra partita vera e simulazione continua ad assottigliarsi. Il merito è soprattutto della tecnologia PROPlay, che attraverso un numero elevato di nuove animazioni conferisce a ogni movimento un realismo impressionante. A questo si aggiunge una presentazione curata fin dall’introduzione delle squadre, con un occhio di riguardo per materiali, tessuti e illuminazione.

C’è poi il capitolo DLSS 5. NBA 2K27 è il primo gioco compatibile, ma avendo effettuato la nostra prova su PlayStation 5 non abbiamo potuto vederlo all’opera. In compenso, sulla console Sony il gioco si è comportato senza problemi, dimostrandosi stabile. Un lavoro tecnico pulito e solido che, al di fuori delle piazze online di The City, non lascia nulla da recriminare.

Pensieri finali

NBA 2K27 è il classico gioco di basket degli ultimi anni, incredibilmente divertente e quasi perfetto, ma rovinato dalle microtransazioni. I miglioramenti al gameplay si sentono, la difesa ripensata è la novità più riuscita e PROPlay rende ogni azione bellissima da vedere.
Il problema nasce quando, per giocare online in modo decente, bisogna spendere, così da non essere schiacciati da chi ha il portafoglio a fisarmonica. È un dispiacere vedere una simulazione così vicina alla perfezione frenata dalla necessità di rivalersi sui giocatori con costi extra, oltre a quelli del gioco stesso.

Good

Eras e MyNBA tra le modalità più riuscite
Fire & Concrete mette buone basi per il futuro...
Animazioni PROPlay altamente realistiche
Difesa ripensata e gameplay profondo

Bad

Soliti problemi di frame rate a The City
...ma attualmente rallentata da troppi filmati
Monetizzazione ancora troppo aggressiva
8
PEM-PEM

Sviluppatore: Visual Concepts
Distributore: 2K
Data di uscita: 4 settembre 2026
Genere: Sportivo
PEGI: 16+
Piattaforme: PS5, Xbox Series, Nintendo Switch 2, PC

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