

Dopo l’eccellente lavoro svolto con il remake di Resident Evil 2, le aspettative nei confronti di Resident Evil 3 erano inevitabilmente molto alte. Il capitolo dedicato a Jill Valentine partiva quasi svantaggiato, perché avrebbe dovuto confrontarsi con uno dei remake più riusciti degli ultimi anni e, allo stesso tempo, reinterpretare un gioco originale che possedeva una struttura molto diversa rispetto al predecessore. Capcom scelse quindi di seguire una strada più diretta, costruendo un’esperienza maggiormente orientata all’azione, più rapida nel ritmo e decisamente più compatta. Ora che Resident Evil 3 è disponibile anche su Nintendo Switch 2, possiamo dire che quella filosofia continua a funzionare bene, soprattutto grazie a una conversione tecnicamente molto convincente.
La differenza principale rispetto a Resident Evil 2 emerge praticamente fin dai primi minuti. Questo remake concede meno spazio alla lenta esplorazione e alla tensione costruita attraverso corridoi angusti, porte chiuse e gestione esasperata delle risorse, preferendo invece aumentare sensibilmente il ritmo degli scontri e delle sequenze d’azione e il motivo principale ha naturalmente un nome: Nemesis. La gigantesca creatura creata per eliminare i membri della S.T.A.R.S. costituisce una presenza costante durante buona parte dell’avventura e costringe Jill Valentine a muoversi continuamente sotto pressione. Rispetto a Leon e Claire, inoltre, Jill arriva agli eventi di Raccoon City con un’esperienza decisamente maggiore nei confronti delle creature generate dal virus, essendo già sopravvissuta agli eventi della villa Spencer, e questa differenza viene riflessa direttamente nel gameplay. Jill è più agile, possiede una schivata capace di trasformarsi in uno strumento estremamente efficace quando impariamo a padroneggiarne il tempismo e affronta numerose situazioni con un approccio molto più dinamico rispetto ai protagonisti del capitolo precedente. Resident Evil 3 non abbandona completamente il survival horror, perché continuiamo a dover amministrare munizioni, cure e inventario, ma utilizza questi elementi all’interno di una struttura decisamente più veloce e il Nemesis contribuisce enormemente a questa sensazione. Quando compare, difficilmente possiamo limitarci a ignorarlo e continuare tranquillamente l’esplorazione. La sua velocità, la capacità di raggiungerci rapidamente e l’aggressività con cui ci attacca trasformano diversi momenti dell’avventura in vere fughe, nelle quali dobbiamo adattarci alla situazione piuttosto che limitarci a scegliere il percorso più sicuro.
Il problema è che questa maggiore intensità ha inevitabilmente un prezzo. Resident Evil 3 è sensibilmente più breve del remake precedente e una prima partita può essere completata indicativamente in cinque-otto ore, a seconda del livello di difficoltà scelto e del tempo dedicato all’esplorazione. Non è necessariamente una durata insufficiente per il tipo di esperienza proposta, soprattutto considerando quanto poco tempo venga sprecato durante la campagna, ma il confronto con Resident Evil 2 rimane inevitabile e mette in evidenza una quantità di contenuti nettamente inferiore. All’uscita originale, Capcom aveva cercato di compensare questa caratteristica includendo Resident Evil Resistance, modalità multiplayer asimmetrica distribuita insieme al gioco e successivamente abbandonata. Nella versione Switch 2 Resistance non è presente, ma il prezzo di vendita inferiore rispetto alle edizioni di Resident Evil 2 e Resident Evil 4 aiuta a rendere l’offerta più proporzionata a ciò che viene effettivamente incluso. Purtroppo anche dal punto di vista dei contenuti aggiuntivi questa edizione è decisamente più essenziale. Resident Evil 2 arriva sulla console Nintendo nella Deluxe Edition, ricca di costumi, armi e altri extra, mentre Resident Evil 4 viene proposto nella Gold Edition con ulteriori contenuti e uno scenario aggiuntivo. Resident Evil 3, invece, comprende sostanzialmente il gioco originale accompagnato da un pacchetto di costumi classici. È però necessario contestualizzare questa differenza, non sono mai stati pubblicati DLC narrativi sostanziali per Resident Evil 3, quindi non esiste realmente un’enorme quantità di contenuti lasciati fuori da questa versione. Quello disponibile su Switch 2 rappresenta praticamente l’esperienza completa così come era stata concepita da Capcom, senza espansioni da integrare successivamente. La durata contenuta viene inoltre compensata almeno in parte da una struttura che incoraggia fortemente la rigiocabilità.
Completando la campagna possiamo accedere a un negozio interno attraverso il quale acquistare armi, oggetti e bonus utilizzabili nelle partite successive, mentre le differenti modalità di difficoltà non si limitano semplicemente ad aumentare danni e resistenza dei nemici. Salendo di livello cambiano anche determinate disposizioni degli avversari e alcune situazioni vengono modificate, creando run sufficientemente diverse da giustificare più di un ritorno a Raccoon City e proprio questa struttura rende Resident Evil 3 particolarmente adatto alle partite ripetute. Dopo aver completato una prima volta la campagna e aver imparato percorsi, nemici e boss, il gioco assume quasi una nuova dimensione, spingendoci a migliorare i tempi, sperimentare difficoltà superiori e sfruttare gli oggetti sbloccati. Naturalmente non raggiunge la quantità di contenuti proposta dal capitolo precedente, ma chi entra nel meccanismo della rigiocabilità può facilmente trascorrere molte più ore rispetto alla semplice durata della prima campagna.
Dal punto di vista tecnico, la versione Switch 2 ci ha convinti praticamente quanto quella di Resident Evil 2: Deluxe Edition. Il RE Engine continua a dimostrarsi estremamente versatile e Capcom è riuscita a trasferire il gioco sulla console Nintendo mantenendo un’ottima qualità visiva e prestazioni generalmente molto solide. Il target dei 60 fotogrammi al secondo viene raggiunto con buona regolarità e l’esperienza rimane fluida sia in modalità docked sia utilizzando la console in portatile. Considerando la quantità di effetti, creature e sequenze d’azione presenti durante la campagna, il risultato è particolarmente convincente. Raccoon City mantiene la propria atmosfera decadente, i modelli dei personaggi rimangono dettagliati e anche Nemesis continua a essere visivamente impressionante, soprattutto durante le sue trasformazioni più avanzate. Naturalmente esistono alcuni compromessi rispetto alle versioni disponibili sulle piattaforme più potenti, ma nulla che abbia inciso seriamente sulla nostra esperienza. Ciò che avremmo voluto vedere sfruttato maggiormente sono invece le caratteristiche specifiche di Switch 2.
Come già accaduto con Resident Evil 2, mancano funzioni che avrebbero potuto adattarsi perfettamente alla struttura del gioco, come la mira giroscopica. Considerando quanto siano frequenti gli scontri e quanto il remake sia orientato verso una maggiore componente action, l’implementazione del giroscopio avrebbe potuto rappresentare un’aggiunta particolarmente interessante. Per il resto, Resident Evil 3 continua a offrire praticamente tutto ciò che ci aspettiamo da un capitolo moderno della serie. Esploriamo ambientazioni infestate, raccogliamo risorse, risolviamo enigmi, gestiamo l’inventario e cerchiamo di conservare abbastanza munizioni per affrontare la prossima creatura mutata, mentre Nemesis rimane costantemente pronto a trasformare una situazione apparentemente sotto controllo in qualcosa di molto più complicato. La maggiore componente action non cancella completamente l’identità survival horror, ma ne modifica sensibilmente il ritmo. Dove Resident Evil 2 costruiva buona parte della propria tensione attraverso l’esplorazione metodica della stazione di polizia, Resident Evil 3 preferisce spingerci continuamente in avanti e metterci davanti a situazioni sempre più spettacolari, e questa differenza potrebbe naturalmente dividere i giocatori. Chi preferisce un Resident Evil più lento e oppressivo continuerà probabilmente a considerare il remake del secondo capitolo superiore, mentre chi apprezza un’esperienza più dinamica potrebbe trovare nella campagna di Jill un ritmo decisamente più coinvolgente. La questione più controversa rimane però il rapporto con il gioco originale del 1999.
Il remake elimina o riduce in maniera considerevole diverse aree presenti nella versione PlayStation e questa decisione continua a essere probabilmente il suo limite maggiore, soprattutto per chi conosce molto bene il capitolo originale. Alcuni luoghi e situazioni avrebbero meritato una reinterpretazione moderna simile a quella riservata alle aree migliori del remake di Resident Evil 2 e la loro assenza contribuisce inevitabilmente alla sensazione di trovarsi davanti a un’avventura più compressa di quanto avrebbe potuto essere. Giudicato però per ciò che effettivamente propone, piuttosto che esclusivamente per quello che decide di non riprendere, Resident Evil 3 rimane un action survival horror estremamente divertente. Jill Valentine è una protagonista eccellente, Carlos Oliveira riceve molto più spazio rispetto all’originale e Nemesis, pur essendo utilizzato in maniera più controllata rispetto a quanto alcuni fan avrebbero desiderato, continua a rappresentare uno degli elementi più riconoscibili dell’intera esperienza. La campagna procede rapidamente, raramente presenta veri tempi morti e riesce a costruire una sequenza di momenti spettacolari che rende molto semplice completarla nuovamente una volta arrivati ai titoli di coda. Questa versione Switch 2 non modifica naturalmente il giudizio che possiamo dare sul remake. Non aggiunge contenuti inediti, non recupera le sezioni eliminate dall’originale e non trasforma Resident Evil 3 in un’esperienza più ampia rispetto a quella pubblicata inizialmente. Ciò che fa è offrirci una conversione nativa tecnicamente eccellente, capace di mantenere una buona qualità grafica e un frame rate convincente anche in modalità portatile. Per chi possiede già il gioco su altre piattaforme, quindi, l’unico vero motivo per acquistarlo nuovamente rimane la possibilità di portarlo ovunque. Chi invece non ha mai affrontato la fuga di Jill Valentine da Raccoon City trova su Switch 2 una versione completa, fluida e proposta a un prezzo più contenuto rispetto agli altri capitoli della trilogia disponibile sulla console.
Resident Evil 3 rimane inferiore a Resident Evil 2 per quantità di contenuti, costruzione dell’esplorazione e fedeltà al materiale originale, ma questo non significa che sia diventato improvvisamente un brutto gioco. È semplicemente un’esperienza diversa, più breve e aggressiva, che preferisce la pressione costante e lo spettacolo alla lenta costruzione della tensione. Su Switch 2 questa filosofia funziona esattamente come sulle altre piattaforme, con il vantaggio non trascurabile di poter affrontare l’intera campagna anche in portabilità e senza alcuna dipendenza dal cloud. Avremmo voluto qualche contenuto in più e soprattutto un maggiore sfruttamento delle peculiarità della console, ma per il resto è difficile muovere critiche concrete alla qualità della conversione. Se Resident Evil 2: Deluxe Edition rimane il capitolo che consiglieremmo per primo a chi vuole scoprire i remake della serie su Switch 2, Resident Evil 3 rappresenta il complemento ideale per chi desidera tornare a Raccoon City con un ritmo completamente differente. È più corto, meno ambizioso e inevitabilmente più controverso del suo predecessore, ma quando Nemesis irrompe sulla scena e ci costringe ancora una volta a correre senza sapere esattamente dove andare, ricordiamo immediatamente perché continuiamo a divertirci così tanto a fuggire da questa città.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per Switch 2.

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