Trails series – L’inizio della fine: Cold Steel III

Pubblicato il 18 Settembre 2019 alle ore 10:00
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di Peppe090
@Peppe090

Eccoci arrivati alle battute finali del nostro viaggio alla scoperta della serie “Trails” di Falcom. Oggi è arrivato il momento di parlare di Trails of Cold Steel III, prima parte di quello che segna la fine di un intero arco narrativo della serie iniziato con Trails in the Sky, e che, a due anni dall’uscita in Giappone, arriverà in Europa il prossimo 22 ottobre su PS4.

Cari amici e amiche della Tribù, prima di cominciare è giusto informarvi che il seguente paragrafo di questo speciale contiene grossi spoiler sulla trama principale e il suo finale, quindi, qualora voleste attendere l’uscita del gioco senza rovinarvi eventuali sorprese, potete saltare il paragrafo in questione e passare a quello successivo. 

Un nuovo inizio

Ambientato un anno e mezzo dopo gli eventi del secondo capitolo della saga, e di conseguenza seguito sia di Cold Steel II che la saga di Crossbell, Cold Steel III vede ancora una volta come protagonista Rean Schwarzer, diplomato con successo presso l’Accademia Militare Thors e conosciuto adesso come “l’Ashen Chevalier”, l’eroe che ha messo fine alla guerra civile. Terminati i suoi doveri in ambito militare, il giovane diventa istruttore presso una filiale secondaria di Thors che riunisce gli studenti non solo dell’Impero, ma anche delle regioni conquistate di recente come Crosbell. Qui Rean ritrova Towa, l’ex presidentessa del consiglio studentesco anch’ella insegnante insieme ad alcuni volti noti, come Randy Orlando, uno dei protagonisti di Zero e Ao no Kiseki, e Aurelia Le Guin, preside dell’istituto.
Rean verrà messo così a capo di una classe composta inizialmente da tre studenti: Kurt Vander, Juna Crawford e Altina Orion, vecchia conoscenza di Rean che ha come missione quella di tenerlo d’occhio. I quattro formeranno così la Nuova Classe VII. Inizialmente saranno molti gli ostacoli da superare, sia per fraintendimenti vari sia per l’ostilità di Juna verso l’Impero in quanto cittadina di Crossbell. Buona parte della storia, infatti, è incentrata sulla crescita della nuova classe VII e su Rean come insegnante e persona. Successivamente, ai quattro si uniranno altri due studenti, Ash Carbide, dal temperamento molto irruento e sfacciato e la misteriosa Musse Egret, che in più di un’occasione cercherà di sedurre Rean. Questi due personaggi si riveleranno di un certa rilevanza per la storia, perché Ash è in realtà il terzo sopravvissuto alla tragedia di Hamel e a sua insaputa chiave dei piani di Osborne, mentre Musse è la nipote del Duca Cayenne, responsabile della guerra civile. Sullo sfondo della storia inizia a muoversi Ourobous, intenzionata a mettere le mani sul Sept-Terrion of Steel e che sarà il nemico principale nel corso del gioco, ma nel frattempo vediamo l’entrata in scena di nuovi Awakener come il ritorno di Crow, creduto morto dopo gli avvenimenti di Cold Steel II, ma che si scoprirà più avanti essere stato riportato in vita per uno scopo preciso e di cui parleremo nel prossimo speciale; Rutger Caussel, padre adottivo di Fie e anch’esso dato per morto e riportato in vita e awakener di Zector, il “Palatinate Knight”;  Arianrhod, awakener di Argreion, il White Knight. Il perché tutti i Divine Knight si stiano riunendo è dovuto proprio alla resurrezione del Great One, voluta da Ouroubous per impossessarsi di esso e di Osborne, che nel finale si rivelerà essere l’awakener di Ishmelga, il “Black Knight” che svelerà una volta per tutte i suoi piani: l’avvento della “Great Twilight”, evento che sparge la maledizione di Erebonia su tutto il continente di Zemuria. La chiave di tutto sono Rean e la Classe VII, sia nuova che vecchia. Il gruppo, infatti, prima dovrà affrontare il Drago Zoro-Agruga, la causa della maledizione che grava su Testa-Rossa e che lo rende pressoché inutilizzabile; tolto di mezzo lui, Osborne, insieme ad Ourobous adesso suo alleato, dà via al suo piano che prevede il sacrificio di Millium e Altina: le due ragazze sono Homunculus (come KeA), il cui scopo è quello di essere il sacrificio e l’arma che ucciderà il Nameless One, ovvero la Bestia Sacra a protezione del Great One che è stato corrotto dalla maledizione di Erebonia. I piani di Osborne andranno in maniera leggermente diversa da quanto stabilito: infatti sarà solo Millium a morire, uccisa dal mostro, con Rean che perderà definitivamente il controllo del suo potere causandogli una trasformazione irreversibile e che in preda all’ira ucciderà il Nameless One diventando lui stesso il sacrificio al posto di Altina, la quale verrà così salvata. Nel frattempo Osborne, tramite gli Gnomi e il suo leader Black Alberich, che si rivela essere il padre di Alisa, fanno esplodere la Corageous con a bordo il principe Olivert e Victor Arseid davanti allo sguardo impietrito dei loro familiari. Il gioco termina di conseguenza con la proclamazione della guerra contro Calvard, la classe VII che si ritrova emotivamente distrutta da quanto accaduto e Rean prigioniero, in attesa di essere sacrificato per realizzare i piani di suo padre.

La nascita del miglior Trails di sempre

Ma come nasce CSIII? I primi indizi sul gioco vengono svelati nel 2014/15, quando Falcom svelò lo sviluppo di un terzo capitolo di Cold Steel, a questo seguì un lungo periodo di silenzio interrotto a settembre del 2016 con l’uscita di Tokyo Xanadu eX+ su PS4. All’interno del gioco, infatti, è presente un curioso easter egg nella sala giochi, dove possiamo vedere un poster promozionale di tale “Sen no Kiseki III”, con un’immagine che raffigura quello che sembra essere Rean e dietro di lui Crow. Lo stesso artwork promozionale viene riproposto al TGS di quell’anno, insieme ad un volantino che ritrae quella che pare Alisa nella città di Crossbell e come si dice in questi casi, due indizi fanno una prova. A dicembre del 2016 arriva l’annuncio ufficiale: Trails of Cold Steel III uscirà su PS4 nell’Autunno del 2017 e ancora una volta sarà Rean ad essere il protagonista, affiancato da vecchi e nuovi personaggi. Nei mesi successivi saranno svelati altri dettagli sul gioco e, come detto prima, Kondo stesso dichiarerà che si tratta dell’ultimo capitolo della saga, salvo poi rimangiarsi le sue parole un mese dopo l’uscita del gioco, spiegando che il titolo era davvero troppo grande e che un quarto gioco era necessario per chiudere degnamente la storia. Non a caso veniamo a sapere che era già stato deciso in partenza di interrompere Cold Steel III in quel particolare punto della storia e proseguirla in CSIV in quanto nel quarto capitolo non ci sarebbero stati attimi di pausa per la storia, e in effetti è proprio così.
Nonostante il finale a dir poco traumatico, soprattutto se si considera quanto detto da Kondo, i fan sono concordi sul fatto che il gioco sia il punto più alto raggiunto dalla serie Trails ad oggi, anche meglio del quarto capitolo. Il motivo sta principalmente nella gestione della trama, cosa di cui vi parlerò nello specifico nella recensione, e di come questa si sviluppa. Ovviamente non è solo la storia ad essere uno dei punti forti del gioco, ma il suo profondo rinnovamento grazie al passaggio da PS3/Vita a PS4: CSIII, infatti, è il primo vero gioco sviluppato da Falcom direttamente su PS4 e non un porting come Tokyo Xanadu eX+ o YS VIII. Cambia completamente lo stile grafico, gli ambienti e il mondo di gioco sono enormi (basti pensare che ho impiegato circa 204 ore  per completare la versione giapponese) e l’interfaccia grafica viene stravolta in favore di una molto simile a quella di Persona 5. Tanti piccoli elementi che hanno contribuito al plebiscito dei fan nello stabilire che il gioco è a tutti gli effetti il migliore della serie.

Verso il gran finale

A sorpresa è NIS America ad accaparrarsi l’onore e l’onere di localizzare in Occidente il titolo, riconosciuto come il secondo videogioco al mondo per lunghezza dei testi presenti al suo interno. I dubbi sulla compagnia sono stati tantissimi all’inizio, ma l’annuncio dello staff dei giochi precedenti come collaboratori ha subito messo a tacere qualsiasi lamentela. Un lavoro mastodontico al quale sicuramente bisognerà aggiungere anche CSIV, difficile che Falcom abbia licenziato il gioco ad altre compagnie vista la connessione dei due giochi. Ad oggi, basandosi su quanto mostrato da NISA, è chiaro come la traduzione del gioco sia stata completata da un pezzo ed è lecito pensare che i lavori sul nuovo capitolo siano già iniziati, con eventuale annuncio previsto per i primi mesi del 2020. Intanto, noi aspettiamo l’uscita di CSIII, rinviata già una volta non per problemi nella localizzazione, come avvenuto in passato con NISA e YS VIII, ma al volere della compagnia di assicurarsi un gran successo al lancio, cosa impensabile se il gioco fosse uscito come previsto inizialmente, il 27 settembre insieme a “mostri” quali Dragon Quest XI S e Code Vein. Scelta saggia, quindi, quella di NISA che ha pensato bene di far uscire il gioco in un periodo dove non vi sono giochi di rilievo. Al momento il gioco è previsto solo su PS4, ma la classica versione PC non è da escludere in futuro; inoltre sarà presente una feature esclusiva per il mercato occidentale: la modalità turbo, presente nelle versioni PS4 dei primi due Cold Steel, ma non nella versione giapponese di CSIII. Questa modalità è stata aggiunta in seguito al preciso volere di Falcom che ha pensato che i fan occidentali avrebbero gradito l’aggiunta.

Arriviamo così alla fine anche di questo speciale. Il prossimo ed ultimo appuntamento con la serie Trails arriverà tra un mese, vicino l’uscita europea di Cold Steel III e che risponderà a tutte le domande lasciate in sospeso dal finale del gioco e di tutta la serie.

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