The Evil Within 2

Pubblicato il 17 Ottobre 2017 alle ore 14:00
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di Dario Bin
@DrioAkuma

Dopo l'incidente al Beacon, quello che rimane dell'ex-detective Sebastain Castellanos è soltanto l'ombra di un uomo immerso nell'alcool e nei rimorsi, con il ricorrente incubo di non essere riuscito a salvare sua figlia Lily; in una sera come tante altre, svegliatosi dall'ennesimo incubo, si ritrova davanti a sé una vecchia conoscenza: Juli Kidman.
Dopo tre anni torna a farsi viva, informando Sebastian che la figlia è ancora viva ma ha bisogno del suo aiuto per salvarla e l'unico modo per farlo è quello di rientrare nello STEM. Contro la sua volontà si trova costretto a cadere nuovamente all'inferno; questa volta però non si trova in un ospedale, ma in una città di nome Union che sta pian piano collassando a causa del malfunzionamento del macchinario, rendendo quindi il posto un covo di creature aberranti alquanto familiari a Sebastian.
Riuscirà il nostro ex-detective a salvare e riavere sua figlia? Non vi resta che scoprirlo in questo nuovo incubo intitolato The Evil Within 2, mentre il vostro Drio di fiducia vi parla di com'è stata la sua esperienza di gioco con la versione PlayStation 4 del titolo; quindi non ci resta che partire.

Nuova città, nuovo incubo

Come accennato precedentemente, in questo nuovo capitolo ci si trova in un ambiente urbano e moderno, la tipica città tranquilla che rappresenta il “sogno di ogni americano”; se non fosse che al posto dei cittadini vi sono creature mostruose e letali pronte a dare la caccia a qualunque essere vivente per ucciderlo.
In buona parte dell'esperienza vi è modo di esplorare i vari meandri delle diverse locazioni che compongono il gioco; questo permette di poter individuare e sbloccare una delle prime novità del titolo: le missioni secondarie.
Nonostante vi è una trama principale da seguire, il gioco propone anche delle altre missioni che servono per diversi scopi, come dare una trama di background agli eventi che stanno avvenendo in città come le “memorie residue”, oppure fornire nuovi equipaggiamenti e risorse che servono nel corso della storia.
Le varie missioni (sia principali che secondarie) si possono individuare e seguire tramite il comunicatore; quando si raggiungono determinate zone, il macchinario emana un suono per indicare che ha captato delle particolari sequenze. Una volta decisa quale seguire, su di essa appare un valore sempre visibile che indica quanto si è distanti dall'obiettivo che si sta seguendo.

Andare alla ricerca degli eventuali segreti che si nascondo o recuperare risorse non è comunque facile, dato che le creature brulicano sulle strade della città e negli edifici, per questo va ben sfruttato l'ambiente circostante; Sebastian infatti ha modo di nascondersi dietro elementi come muretti o macchine e girarci attorno, da sfruttare per compiere azioni come le uccisioni silenziose tramite un agguato evitando di attirare l'attenzione.
Oltre a nascondersi dietro gli oggetti è possibile anche mimetizzarsi nei cespugli, in quel caso compare una piccola aura di colorazione diversa per indicare che non si è visibili ai nemici; difatti le creature che compongono il gioco utilizzano soltanto vista (fino a un certo limite, dato che non notano la luce di una torcia se gliela si punta contro) e udito, se si corre si può diventare facilmente rintracciabili mentre rimanendo chinati e ben nascosti c'è maggiore possibilità di aggirarli o eliminarli senza farsi individuare.
Come alternative per distrarli ci sono le bottiglie di vetro (che si possono accumulare fino a un massimo di cinque), così come la possibilità di suonare il clacson di un auto; tutto chiaramente sta a rischio e pericolo del giocatore e, quello che è ancora più importante, è capire quand'è il caso di combattere e quando rinunciare per risparmiare i colpi, che già a difficoltà normale sono limitati se non si è abbastanza parsimoniosi.
Data la grandezza delle mappe (e i loro collegamenti tramite una sottomappa chiamata Midollo) sono stati introdotti i rifugi; tali edifici sono evidenziati da un palo sul tetto che emette una luce rossa, all'interno di essi non è possibile trovare presenze nemiche e permettono di dare un attimo di respiro. In gran parte di essi si possono trovare macchinette del caffè che curano l'intera salute di Sebastian, ma richiedono tempo per un secondo utilizzo (indicato da una barra luminosa su di esse) e si trovano delle stazioni di salvataggio per salvare la partita.
Non manca inoltre lo specchio, vecchia conoscenza del primo capitolo, che porta nel più importante riparo che il subconscio del nostro eroe ha creato per proteggersi; il suo vecchio ufficio quando era detective e al suo interno si trova: La stazione di salvataggio, un proiettore di diapositive, un banco da lavoro e una sedia a rotelle.
Il proiettore permette di utilizzare uno dei diversi elementi collezionabili presenti nel titolo, delle diapositive, dove Sebastian fa due parole con Kidman; la sedia a rotelle ci riporta a trovare un altro elemento familiare, l'infermiera Tatiana.
All'interno "dell'ufficio di Tatiana” si incrementano le abilità di Sebastian che sono suddivise in cinque categorie: Salute, Atletica, Recupero, Furtività e Combattimento; per sbloccare le singole abilità è richiesto il liquido verde ottenibile di base dall'uccisione dei nemici (e tramite altri metodi alternativi), ma non tutte sono subito accessibili: per sbloccare i lucchetti ed accedere a quelle mancanti viene richiesta un'unità di liquido rosso per ognuno di essi.
Questa meccanica permette di accrescere il protagonista secondo lo stile del giocatore, che può prediligere un approccio più aggressivo negli scontri come al contrario affrontare le situazioni in maniera più tattica e silenziosa; nonostante questo, in caso il personaggio cominci a risultare poco equilibrato, non mancherà l'intervento di Tatiana che fornirà dei consigli per avvisare che qualcosa non quadra come dovrebbe. Inoltre vi sono nuovamente le cassette di sicurezza, che possono fornire un buon aiuto in base a quel che si può trovare all'interno di esse; ma per aprirle, ovviamente, sono richieste le chiavi che sono sparse nella mappa di gioco nascoste sotto forma di statuette da rompere.
Infine il banco da lavoro (che si può trovare anche in altre locazioni oltre all'ufficio di Sebastian) prende la meccanica del crafting già leggermente presente nel suo predecessore e l'accresce in maniera soddisfacente; quando si accede ad esso appare un menù con due opzioni, Crea e Potenzia Armi.
La prima permette di creare munizioni per le proprie armi da fuoco, in caso non si siano trovati proiettili in giro, dardi per la balestra ed anche le cure scegliendo tra siringhe e cassette del pronto soccorso; ogni munizione richiede un certo numero di polvere da sparo per singolo proiettile, mentre i vari dardi (tolto quello classico ad arpione che chiede solo i tubi di ferro) necessitano sia della polvere che di un secondo materiale, in base a quello che si desidera realizzare; per esempio il dardo elettrico chiede polvere da sparo e un fusibile.
Il potenziamento delle armi si suddivide in diverse categorie (un po' come le abilità di Sebastian) come potenza di fuoco, colpi nel caricatore, velocità di ricarica e cadenza di tiro; a eccezione fatta della balestra che ha una sua serie a parte, basata sulla gittata e sui vari dardi che può lanciare con una linea di miglioramenti per ognuno di essi. Come prima, il requisito base per sbloccare i vari potenziamenti sono le “parti di armi”, ma per rimuovere i blocchi e accedere a quelli più potenti è richiesta una “parte di livello superiore”.
È possibile tramite il menù a scelta rapida in gioco di accedere a una modalità di “crafting improvvisato”, dov'è possibile usufruire della sezione di creazione dei proiettili e delle cure per realizzarle sul posto; ovviamente i costi sono maggiori rispetto a quelli del banco da lavoro e non si può accedere a quello di potenziamento delle armi. Questo porta a saper scegliere quante risorse consumare e quando, perché nel momento in cui possono servire d'emergenza si scopra amaramente di essere rimasti a secco.
Tutti questi materiali si possono ottenere in diverse maniere, principalmente esplorando i vari meandri della mappa guardando nei bidoni o spaccando le casse di legno; questi sono comunque facilmente visibili dato che sono evidenziati da un'accesa colorazione bianca su di essi. In alternativa ci sono altri mezzi, come per esempio il poligono di tiro (accessibile più avanti nel gioco solo nell'ufficio di Sebastian, risultando anche un buon passatempo per allentare la tensione accumulata in gioco) tramite due minigiochi presenti, che servono per migliorare le capacità di mira ed i riflessi del giocatore fornendo in premio i materiali (e anche altro come gel e chiavi) se si raggiungono determinati requisti richiesti.

Furtivi o aggressivi?

Passiamo quindi a parlare dei mostri e di come affrontarli; come già accennato precedentemente i nemici si basano su due sensi, vista e udito: questi aspetti vengono evidenziati da due indicatori in alto al centro dello schermo (il simbolo delle onde sonore per il rumore e quello dell'occhio per la vista), quando l'occhio è semi aperto sta a indicare che i nemici sono in allerta e sentono la presenza di Sebastian, nel momento in cui diventa spalancato vuol dire che l'hanno scoperto e sanno dove si trova.
In questi casi viene data la scelta di scappare e nascondersi oppure di affrontarli; se si sceglie un approccio più furtivo torna la possibilità di eliminarli prendendoli alle spalle, oppure (grazie all'acquisto di un talento specifico) ci si può far leggermente notare per poi nascondersi e nel momento in cui il nemico è dietro l'angolo ed eliminarlo con un agguato. Ovviamente non è sempre una scelta obbligatoria, dato che alcuni nemici potrebbero non morire al primo colpo, mettendosi quindi in una situazione più rischiosa che altro.
Per quanto riguarda il combattimento diretto già i nemici base sono alquanto resistenti, quindi è una scelta che va presa con cura per risparmiare le munizioni, oppure si può prendere in mano la situazione e li si affronta grazie all'opportunità di sfruttare i diversi elementi ambientali creandosi delle tattiche; per esempio si può attirare i nemici su una pozza d'acqua (che può essere già presente o creandola colpendo un idrante) per poi sparare un dardo elettrico, così da eliminarli in un solo colpo, oppure calciando un bidone di benzina (solo quelli rossi) e sparare su di esso per dargli fuoco. Questo titolo propone molti modi e scelte per affrontare le situazioni, sta al giocatore capire cosa conviene fare e cosa no.
Bisogna fare comunque attenzione e cercare di subire il minore numero di danni, specialmente agli inizi in cui Sebastian è molto vulnerabile, perché si possono incontrare anche nemici cui l'unica via di fuga da applicare è nascondersi e allontanarsi usando lo scatto (che consuma stamina), perché basta venire presi una sola volta per assistere alla morte del nostro sfortunato protagonista.
Oltre alla tattica è richiesto anche uno studio dei nemici nel loro move set, seppure alcuni hanno delle movenze nevrotiche o rapidi che li rende difficili da anticipare, e dei percorsi che fanno perché per alcuni casi essere evasivi risulta maggiormente vincente, anche se al costo di possibili risorse come il liquido verde; mentre nell'affrontarli è importante apprendere quali sono i loro punti deboli così da tentare di eseguire dei colpi critici per risparmiare le munizioni. Per il corpo a corpo Sebastian è munito del classico coltello da sopravvivenza, i cui i danni non sono particolarmente efficaci (tolto quando viene usato in buona parte delle uccisioni silenziose); ma in alcuni punti o su un nemico è possibile trovare un'ascia: quest'arma ha un buon raggio d'azione, perché un fendente ha la possibilità di colpire più nemici, inoltre per una parte di essi basta subire un singolo colpo per essere uccisi, ma nel momento in cui si esegue anche solo un'uccisione questa viene buttata e bisogna trovarne una nuova per utilizzarla nuovamente.
Nel loro insieme i combattimenti sono molto interessanti con un buon livello di potenziale che mantiene vivo il concetto di survival, permettendo di applicare diversi approcci in base ai diversi stili di gioco dei giocatori; ma non sono mancate alcune problematiche, come parte di alcune hitbox che a volte non funzionano a dovere. Per esempio, sparando ad un nemico con la pistola a distanza ravvicinata non sono stati presi in considerazione i colpi esplosi, con il risultato di averli sprecati. In altri casi si sono create situazioni spiacevoli, come l'impossibilità di eseguire uccisioni silenziose seppure nascosti a dovere dentro un cespuglio, oppure non è apparsa l'icona per eseguirla nonostante ci si trovasse chinati alle spalle del nemico che poi si è voltato colpendo Sebastian, subendo danni inutili (fortuna questo secondo caso è capitato poche volte).
Ma il vero problema che torna nuovamente anche in questo capitolo sono le movenze del nostro protagonista che sono ancora alquanto legnose; mettendosi quindi in situazioni di difficoltà in scontri con numerosi nemici, in alcuni casi si aggiunge la videocamera che si piazza in alcuni punti, impedendo di vedere cosa si sta mirando o avere una visuale scomoda rimanendo senza capire cosa c'è attorno. Dopo un primo capitolo in cui questo aspetto aveva già reso ai tempi frustranti diversi scontri (se si calcolava un diverso numero di nemici che potevano uccidere con un colpo solo), ci si aspettava un certo miglioramento che purtroppo non è riuscito come si sperava.

Tecnicamente parlando

Passiamo quindi a parlare del lato tecnico del titolo: sull'aspetto grafico il gioco ha alti e bassi; di sicuro sul livello di dettaglio dei personaggi ci sono stati degli ottimi progressi e i filmati realizzati col motore grafico del gioco stesso lo mettono bene in chiaro nei primi piani delle inquadrature, così come nuovamente di alta qualità il character design sia dei personaggi che dei mostri.
Questi ultimi e alcuni personaggi antagonisti hanno una caratterizzazione ben realizzata, le creature che compongono questo nuovo incubo riescono a mettere in risalto il concetto di disturbo mentale sotto diversi aspetti, come le stesse movenze e i suoni che emettono; assieme a loro, per rendere il tutto ancora più inquietante e disturbante, ci pensa il buon lavoro fatto anche nel level design con location che sin dagli inizi fanno comprendere il concetto del caos e lo aumentano gradualmente sempre di più con l'avanzare del gioco.
Nonostante la grandezza delle mappe che concedono un buon livello di esplorazione, queste vengono minate da un comparto texture che guardato nel dettaglio non sempre dimostra avere un buon livello di qualità; si aggiunge anche il fatto che in alcuni punti sono stati applicati dei muri invisibili superficiali che hanno creato un problema anche in rari scontri, perché hanno bloccato Sebastian rendendolo un bersaglio facile per i nemici.
Altro problema, accennato prima, sono i movimenti del protagonista a cui sommare anche alcune problematiche legate all'assegnazione dei tasti (come la scalata che si attiva facendo avanti più X) e parte di alcune superfici che rendevano imprecise le azioni da compiere mentre si era in fase stealth, portando a essere scoperti dai nemici.
Oltre a qualche effetto pop up nel caricare in certe fasi le texture, non sono mancati alcuni cali di framerate che sono durati anche fino a 4-5 secondi; nel caso più grave è successo due volte che il gioco andasse in crash, fortuna vuole che il titolo a normale abbia i salvataggi automatici; ma in caso questi mancassero, diverrebbe un problema se il gioco dovesse crollare in fasi delicate costringendo il giocatore a ripetere il pezzo

In compenso vi è un buon doppiaggio italiano che sa rendere le diverse situazioni ed emozioni nell'arco narrativo, così come il comparto musicale composto da ottime tracce musicali che riescono a trasmettere la giusta atmosfera nei diversi frangenti che accompagnano Sebastian in questo incubo.

Conclusioni

Arrivando finalmente alle conclusioni finali, come si è comportato questo The Evil Within 2?
Su diversi aspetti il gioco ha fatto notevoli passi avanti rispetto al suo predecessore, essendo un titolo dalla storia avvincente che riesce sia ad emozionare e inquietare allo stesso tempo; il tutto accompagnato da alcune meccaniche di gameplay ampliate e migliorate che portano il giocatore a scoprire tutto quello che si nasconde ad Union, riuscendo inoltre a tenere vivo il concetto stesso di survival horror ed amalgamare bene al suo interno elementi tattici e crafting.
Purtroppo parte dell'esperienza è minata da un problema già presente nel primo capitolo e una piccola parte del comparto tecnico non sempre all'altezza; tolto questo però, il giocatore ha davanti a sé un titolo con un buon livello di sfida. In una partita a normale, cercando di trovare il maggiore numero di segreti possibile, il gioco può durare fino a 14-18 ore a cui si aggiunge la possibilità di giocarlo in New Game + e recuperare ciò che non è stato ancora trovato, oppure aumentare il livello di difficoltà.
Possiamo quindi dire che, nonostante qualche difetto, abbiamo tra le mani un ottimo titolo per tutti gli amanti del genere survival horror; anche questa volta Shinji Mikami ha saputo creare qualcosa che ricorda i significati di ansie a paura.

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