Resident Evil 4 Gold Edition

Il remake più ambizioso dei tre arriva su Switch 2 con qualche compromesso, ma anche con il pacchetto più completo di tutti

Pubblicato il 28 Ottobre 2026 alle ore 18:00
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Resident Evil 4 occupa da sempre un posto particolare tra i nostri giochi preferiti. Lo avevamo conosciuto ai tempi del GameCube, quando faceva parte di quelle produzioni che avrebbero dovuto contribuire a rafforzare il rapporto tra Capcom e Nintendo, anche se sappiamo tutti quanto poco sia durata la sua permanenza esclusiva sulla console della casa di Kyoto. Negli anni successivi è infatti arrivato praticamente ovunque, diventando quasi lo Skyrim di Capcom, con conversioni, riedizioni e nuove versioni pubblicate in concomitanza con generazioni hardware differenti. Quando nel 2023 lo sviluppatore giapponese decise di ricostruire completamente uno dei capitoli più importanti della propria storia, il rischio di intervenire su qualcosa che funzionava ancora straordinariamente bene era quindi evidente. Il risultato, fortunatamente, dimostrò quanto fosse possibile modernizzare Resident Evil 4 senza cancellare ciò che lo aveva reso così importante. Ora Resident Evil 4 Gold Edition approda anche su Nintendo Switch 2, seguendo Resident Evil 2 e Resident Evil 3 e completando una tripletta di remake che possiamo finalmente giocare nativamente anche sulla nuova console Nintendo.

La storia si svolge sei anni dopo il disastro di Raccoon City e ritroviamo un Leon S. Kennedy profondamente diverso dal giovane agente di polizia che avevamo conosciuto in Resident Evil 2. Dopo essere sopravvissuto all’epidemia, Leon è entrato al servizio del governo degli Stati Uniti ed è stato sottoposto a un intenso addestramento che lo ha trasformato in un agente decisamente più preparato. La sua nuova missione lo porta in una remota regione europea per ritrovare Ashley Graham, la figlia del presidente degli Stati Uniti, rapita da un’organizzazione le cui intenzioni inizialmente risultano poco chiare. Naturalmente, ciò che dovrebbe essere una missione di recupero si complica quasi immediatamente. Gli abitanti del villaggio nel quale Leon arriva non sembrano particolarmente felici di accogliere visitatori e ben presto diventa evidente che ciò che sta accadendo nella zona ha ben poco a che vedere con gli zombie incontrati a Raccoon City. Senza entrare eccessivamente nei dettagli narrativi, anche perché ormai la storia di Resident Evil 4 è probabilmente una delle più conosciute dell’intera serie, l’avventura ci conduce attraverso il villaggio, un enorme castello e altre ambientazioni che aumentano progressivamente la portata degli eventi.
Rispetto a Resident Evil 2, il cambiamento più evidente riguarda naturalmente il combattimento. Resident Evil 4 Gold Edition è molto più orientato all’azione, ma riesce comunque a conservare quella gestione delle risorse che impedisce a Leon di diventare completamente invincibile. Continuiamo a controllare le munizioni rimaste, decidere quali oggetti curativi utilizzare e valutare attentamente cosa portare nella valigetta, ma disponiamo di un protagonista molto più efficace durante gli scontri. Leon può muoversi mentre prende la mira, utilizzare attacchi corpo a corpo quando i nemici vengono storditi e soprattutto sfruttare il coltello non soltanto come arma secondaria, ma come vero strumento difensivo.

La possibilità di parare numerosi attacchi modifica profondamente il ritmo degli scontri, soprattutto quando impariamo correttamente il tempismo necessario, e permette di affrontare alcune situazioni in maniera molto più aggressiva rispetto ai remake dei capitoli precedenti. Nonostante questo, Resident Evil 4 riesce ancora a mantenere un equilibrio che diversi episodi successivi della serie avrebbero poi progressivamente abbandonato. Leon è indubbiamente più potente, ma difficilmente abbiamo la sensazione di avere completamente il controllo della situazione. I nemici attaccano spesso in gruppo, possono circondarci rapidamente e alcune creature richiedono quantità considerevoli di munizioni prima di essere eliminate. Ci troviamo quindi continuamente in quella piacevole situazione nella quale sappiamo di avere gli strumenti necessari per combattere, ma dobbiamo comunque utilizzarli con attenzione per evitare di ritrovarci senza risorse pochi minuti più tardi. Proprio questo equilibrio rappresenta ancora oggi uno degli aspetti migliori di Resident Evil 4. Il gioco originale aveva contribuito a ridefinire non soltanto la serie, ma buona parte degli action game in terza persona pubblicati negli anni successivi, e alcune delle sue soluzioni continuarono a essere imitate a lungo. Rigiocandolo oggi, però, emergono inevitabilmente elementi che appartengono alla sua epoca, soprattutto per quanto riguarda controlli e gestione della telecamera. Per questo motivo abbiamo sempre considerato corretta la decisione di Capcom di non realizzare un semplice rifacimento grafico. Il remake cambia parecchio rispetto all’opera originale. Alcune aree sono state completamente ripensate, altre modificate nella struttura, mentre l’atmosfera generale assume tonalità decisamente più cupe. Anche numerose meccaniche sono state ampliate o riorganizzate per adattarsi meglio agli standard contemporanei ed è un approccio che continuiamo a preferire.

Resident Evil 4 è stato giocato e rigiocato da milioni di persone e ricostruire semplicemente la stessa avventura con modelli più dettagliati avrebbe probabilmente prodotto un risultato piacevole, ma poco interessante. Il remake conserva abbastanza momenti riconoscibili da risvegliare continuamente i ricordi di chi conosce l’originale, ma modifica percorso, disposizione degli avversari e situazioni abbastanza spesso da evitare che quella conoscenza possa trasformarsi in una guida anticipata a tutto ciò che sta per accadere. Anche dal punto di vista della quantità di contenuti siamo molto lontani dalla struttura estremamente compatta di Resident Evil 3. La campagna principale di Resident Evil 4 Gold Edition è sensibilmente più lunga rispetto a quelle dei due remake precedenti e concede molto più spazio alla sperimentazione con armi, potenziamenti ed equipaggiamento. Il Mercante torna naturalmente a rappresentare uno degli incontri più piacevoli e contemporaneamente più pericolosi per il nostro portafoglio, permettendoci di acquistare nuove armi, migliorare quelle già possedute e vendere i tesori recuperati durante l’esplorazione. Le richieste secondarie disseminate nelle varie zone aggiungono inoltre piccoli obiettivi facoltativi, spesso abbastanza semplici da completare, che ci consentono di ottenere risorse utili da scambiare con il Mercante. Anche il poligono di tiro torna in una forma ampliata e, come spesso accade con attività di questo tipo, siamo entrati convinti di trascorrerci pochi minuti per poi accorgerci di aver perso molto più tempo del previsto cercando semplicemente di migliorare un punteggio.
Arriviamo quindi al motivo principale per cui stiamo nuovamente parlando di Resident Evil 4 Gold Edition nel 2026: la versione Nintendo Switch 2. Come già accaduto con Resident Evil 2 e Resident Evil 3, Capcom è riuscita a realizzare una conversione nativa senza trasformare il gioco in una versione pesantemente ridimensionata rispetto alle altre piattaforme. Il risultato è particolarmente interessante perché Resident Evil 4 rappresenta chiaramente il titolo più impegnativo dal punto di vista tecnico tra i tre remake arrivati sulla console. Il gioco punta ai 60 fotogrammi al secondo e riesce a mantenersi vicino a questo valore per buona parte dell’esperienza, offrendo una fluidità decisamente convincente considerando l’hardware sul quale sta girando.

Naturalmente, qualche compromesso è presente. Rispetto a Resident Evil 2 e Resident Evil 3 abbiamo notato più frequentemente alcuni problemi nel caricamento delle texture, soprattutto passando velocemente attraverso determinate zone, anche se raramente la situazione è diventata abbastanza evidente da distoglierci realmente dall’azione. La risoluzione subisce inoltre una riduzione più marcata rispetto agli altri due remake, mentre la distanza visiva è leggermente inferiore e alcuni nemici posizionati più lontano possono essere animati con una fluidità ridotta durante le situazioni più affollate. Se posizioniamo questa versione accanto a quella PlayStation 5, le differenze sono ovviamente visibili. Durante una normale partita, però, questi compromessi risultano molto meno invasivi di quanto il semplice confronto tecnico potrebbe suggerire e non abbiamo mai avuto la sensazione che l’esperienza fosse stata realmente compromessa per riuscire a funzionare sull’hardware Nintendo. Visivamente Resident Evil 4 Gold Edition rimane infatti un titolo estremamente piacevole. I modelli dei personaggi conservano un livello di dettaglio elevato, gli ambienti più bui vengono riprodotti molto bene e zone come il villaggio o il castello continuano a offrire alcuni degli scorci migliori dell’intera avventura. Personalmente continuiamo a preferire la modalità docked per un gioco di questo tipo, soprattutto collegando Switch 2 a un buon televisore OLED, ma poter interrompere una sessione e riprenderla successivamente in portabilità rappresenta comunque un vantaggio notevole. Considerando la lunghezza della campagna, questa flessibilità finisce per avere un peso maggiore rispetto a quanto potrebbe sembrare inizialmente. A differenza delle altre conversioni, questa volta troviamo anche la mira giroscopica; non la consideriamo indispensabile per godersi Resident Evil 4, ma la possibilità di utilizzarla è certamente gradita e può risultare particolarmente comoda per chi ha già familiarità con questo tipo di controlli. Per certi versi ci ha anche riportato alla mente la vecchia versione Wii, che proprio grazie al sistema di puntamento era riuscita a offrire una maniera completamente differente di affrontare l’avventura originale.

Nel complesso, quindi, Resident Evil 4 Gold Edition mette Switch 2 sotto una pressione sensibilmente maggiore rispetto agli altri due remake e in alcuni momenti la differenza è evidente, ma il lavoro svolto da Capcom rimane notevole. Mantenere una qualità visiva di questo livello cercando contemporaneamente di avvicinarsi ai 60 fotogrammi al secondo rende questa conversione una delle più interessanti tra quelle viste finora sulla console. Bisogna poi considerare che non stiamo parlando semplicemente della campagna base, perché la Gold Edition rappresenta un pacchetto decisamente più ricco rispetto a quello offerto da Resident Evil 3. Il contenuto più importante è naturalmente Separate Ways, una vera campagna aggiuntiva che ci permette di vivere parte degli eventi dal punto di vista di Ada Wong. Non si tratta di una piccola modalità bonus costruita riciclando qualche area della storia principale, ma di un’avventura sufficientemente articolata da funzionare come complemento concreto alla campagna di Leon. Attraverso Ada possiamo scoprire cosa stesse facendo durante buona parte degli eventi che coinvolgono Leon e Ashley, incontrando personaggi e visitando luoghi da una prospettiva differente. Separate Ways recupera inoltre alcune situazioni che non erano state inserite nella campagna principale del remake, diventando quindi particolarmente interessante anche per chi conosce molto bene il Resident Evil 4 originale. Una volta conclusa la storia di Leon, rappresenta senza dubbio il primo contenuto che consigliamo di affrontare. Poi abbiamo The Mercenaries, che abbandona quasi completamente la componente narrativa per concentrarsi sul combattimento. La struttura è sostanzialmente quella di una modalità orda nella quale dobbiamo eliminare rapidamente grandi quantità di nemici, accumulare punti e cercare di mantenere viva la combo il più a lungo possibile. Sulla carta può sembrare una semplice attività secondaria, ma la velocità delle partite e le differenze tra i personaggi disponibili la rendono estremamente facile da rigiocare. Ogni personaggio possiede caratteristiche e strumenti differenti e questo modifica sensibilmente il modo in cui affrontiamo le varie arene, offrendo abbastanza varietà da spingerci a tornare più volte soprattutto quando iniziamo a inseguire punteggi migliori.

La Gold Edition comprende inoltre costumi aggiuntivi per Leon e Ashley, gli abiti e i filtri Eroe e Cattivo, le armi Sentinel Nine e Skull Shaker, la possibilità di utilizzare la colonna sonora originale, nuove mappe del tesoro e diversi accessori e ciondoli per la valigetta. Presi individualmente sono contenuti che difficilmente cambieranno il nostro giudizio sul gioco, ma contribuiscono comunque a rendere il pacchetto decisamente completo. Separate Ways e The Mercenaries rappresentano naturalmente le aggiunte più importanti e, considerando anche la lunghezza della campagna principale, Resident Evil 4 Gold Edition offre una quantità di contenuti nettamente superiore rispetto alle altre conversioni della serie pubblicate su Switch 2. Da questo punto di vista il confronto con Resident Evil 3 è praticamente opposto; una volta terminata la campagna di Jill Valentine avremmo voluto avere qualche contenuto sostanziale in più da affrontare, mentre qui il problema non è tanto trovare qualcosa da fare dopo i titoli di coda, quanto decidere quando possiamo realmente considerare conclusa la nostra esperienza. Resident Evil 4 rimane uno dei capitoli più importanti della saga e il remake del 2023 continua a essere, a nostro parere, un ottimo esempio di come si possa reinterpretare un classico senza limitarsi a modernizzarne la grafica. Non tutte le modifiche saranno necessariamente apprezzate allo stesso modo da chi conosce perfettamente l’originale, ma nel complesso Capcom è riuscita a preservarne identità e ritmo introducendo contemporaneamente abbastanza novità da giustificare pienamente l’esistenza del remake.

La versione Switch 2 aggiunge inevitabilmente qualche compromesso tecnico in più rispetto alle conversioni di Resident Evil 2 e Resident Evil 3, soprattutto per quanto riguarda risoluzione, distanza visiva e caricamento di alcune texture, ma nessuno di questi aspetti ha inciso in maniera significativa sul nostro giudizio complessivo. Il gioco rimane fluido, graficamente convincente e soprattutto completamente godibile anche in modalità portatile, mentre l’introduzione della mira giroscopica rappresenta finalmente un utilizzo concreto di una caratteristica che avevamo sentito mancare nelle altre conversioni. Considerando inoltre la presenza della campagna principale, di Separate Ways, The Mercenaries e degli altri contenuti della Gold Edition, siamo davanti alla proposta più completa tra i tre remake di Resident Evil arrivati contemporaneamente sulla console Nintendo.

Chi possiede già Resident Evil 4 Gold Edition su PC, PlayStation 5 o Xbox Series X|S e non è interessato alla portabilità difficilmente troverà motivi sufficienti per acquistarlo nuovamente. Per chi invece non ha mai affrontato questo remake, oppure desidera avere l’intera esperienza disponibile anche su una console portatile, la versione Switch 2 rappresenta un’ottima alternativa. Non è tecnicamente l’edizione migliore disponibile sul mercato e i compromessi rispetto alle piattaforme più potenti rimangono visibili, ma il lavoro svolto da Capcom permette di godersi uno dei migliori capitoli della serie senza sacrifici tali da alterarne realmente l’esperienza. Per quantità di contenuti, qualità del remake e solidità della conversione, Resident Evil 4 Gold Edition è probabilmente anche il pacchetto più interessante tra i tre Resident Evil pubblicati su Switch 2.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per Switch 2.

Good

Conversione Switch 2 tecnicamente molto valida
Campagna principale lunga e ricca di contenuti
Separate Ways è una vera espansione narrativa
The Mercenaries aumenta molto la rigiocabilità
Gameplay ancora oggi eccellente
Mira giroscopica finalmente presente
La Gold Edition è un pacchetto estremamente completo

Bad

Compromessi grafici più evidenti rispetto agli altri remake
Qualche problema occasionale nel caricamento delle texture
9.5
TRIBE APPROVED

Sviluppatore: Capcom
Distributore: Capcom
Data di uscita: 16 ottobre 2026
Genere: Survival Horror
PEGI: 18+
Piattaforme: Switch 2

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