Minecraft Dungeons II

Più dungeon, più bottino e più possibilità: il sequel di Mojang amplia tutto ciò che funzionava senza perdere immediatezza e divertimento

Pubblicato il 28 Settembre 2026 alle ore 15:00
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Alcuni giochi hanno bisogno di diverse ore prima di riuscire a conquistarci completamente. Altri impiegano pochi minuti per farci capire che difficilmente poseremo il controller tanto presto. Minecraft Dungeons II appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Avevamo apprezzato moltissimo il primo capitolo, quindi ci siamo avvicinati a questo sequel con aspettative piuttosto semplici: volevamo più contenuti, più profondità e soprattutto più motivi per continuare a esplorare dungeon. Dopo averlo giocato a lungo su Xbox Series X, possiamo dire che Mojang ha centrato praticamente tutti questi obiettivi. Minecraft Dungeons II dimostra che, quando le fondamenta funzionano, non è sempre necessario rivoluzionarle.

Il sequel conserva infatti una struttura immediatamente riconoscibile per chiunque abbia trascorso del tempo con il primo episodio, ma amplia quasi ogni elemento che componeva quella formula. Abbiamo più possibilità nella costruzione del personaggio, un numero maggiore di ambientazioni, dungeon più articolati, nuovi nemici e soprattutto un sistema di bottino capace di alimentare continuamente il desiderio di affrontare un’altra missione. La caratteristica che ci ha conquistati maggiormente rimane, però, molto più semplice da spiegare: Minecraft Dungeons II è tremendamente divertente. Potrebbe sembrare quasi banale sottolinearlo parlando di un videogioco, ma non lo è affatto. Sempre più produzioni sembrano concentrate sull’accumulare sistemi, meccaniche, attività secondarie e decine di ore di contenuti, rischiando talvolta di dimenticare che questo deve innanzitutto essere piacevole da giocare; qui accade l’opposto. Possiamo entrare in un dungeon, iniziare a massacrare creature e divertirci praticamente dal primo minuto. Questa immediatezza nasconde, però, una profondità maggiore di quanto l’aspetto apparentemente semplice possa suggerire.

Minecraft Dungeons II è facilissimo da comprendere nelle sue fondamenta, ma diventa progressivamente più articolato man mano che aumentano difficoltà, quantità di equipaggiamento e possibilità di personalizzazione. Funziona molto bene anche giocando completamente da soli, ma non abbiamo particolari dubbi sul modo in cui consigliamo di viverlo: insieme ad altri giocatori raggiunge un livello completamente diverso. La nostra recensione è stata realizzata su Xbox Series X, dove il gioco mantiene quell’identità visiva che aveva caratterizzato perfettamente il predecessore. Il mondo di Minecraft continua a fondersi con la prospettiva isometrica e la struttura tipica del dungeon crawler in maniera estremamente naturale. Blocchi, creature, costruzioni e ambientazioni sono immediatamente riconoscibili, ma vengono utilizzati per creare scenari molto più dinamici rispetto a quelli che normalmente associamo al gioco principale. Non aspettatevi però una rivoluzione grafica. Da questo punto di vista, Minecraft Dungeons II rimane molto vicino al predecessore e la differenza tra i due capitoli non nasce da un salto tecnologico spettacolare. Non crediamo comunque che ne avesse realmente bisogno.

Mojang ha preferito lavorare sull’ampiezza e sulla varietà delle ambientazioni, introducendo nuove regioni e una dimensione aggiuntiva da esplorare. I dungeon risultano maggiormente interconnessi e le differenti zone mantengono perfettamente l’estetica di Minecraft, pur riuscendo a portarci attraverso scenari abbastanza diversi da evitare quella sensazione di ripetitività che poteva affiorare nel primo episodio. Ci sono momenti nei quali il comparto visivo riesce inoltre a diventare molto più spettacolare semplicemente grazie a ciò che accade sullo schermo. Quando decine di nemici iniziano ad attaccare contemporaneamente, quattro giocatori lanciano abilità in ogni direzione e l’ambiente si riempie di effetti, proiettili e creature, Minecraft Dungeons II diventa una vera esplosione di caos controllato e sono proprio queste situazioni a mostrare meglio l’identità del gioco. Mojang non ha cercato di trasformare il sequel in qualcosa che non aveva bisogno di essere, ha conservato ciò che funzionava, aumentando semplicemente la scala dell’esperienza. Qualcuno avrebbe potuto aspettarsi un’evoluzione tecnica molto più marcata, soprattutto considerando che stiamo parlando di un vero seguito, ma non abbiamo sentito particolarmente la mancanza di una rivoluzione grafica. Quando siamo nel mezzo di un dungeon con altri tre giocatori, circondati da creature mentre cerchiamo disperatamente di raccogliere un nuovo oggetto leggendario, l’ultima domanda che ci viene in mente è se servisse davvero qualche riflesso o effetto visivo in più.

Il vero motivo per cui Minecraft Dungeons II riesce a funzionare così bene emerge invece dal suo ciclo di gameplay... Crea dipendenza. La formula rimane estremamente semplice da comprendere: scegliamo il nostro equipaggiamento, entriamo in una missione, eliminiamo tutto ciò che prova a fermarci, raccogliamo il bottino e utilizziamo ciò che abbiamo ottenuto per rendere il nostro personaggio progressivamente più forte e poi ricominciamo. Spiegato in questo modo potrebbe sembrare quasi elementare e nelle prime ore, in parte, lo è davvero. Questa accessibilità rappresenta però uno dei suoi principali punti di forza. Possiamo iniziare a giocare senza dover trascorrere un’ora davanti a schermate piene di statistiche, alberi complessi e sistemi spiegati attraverso interminabili tutorial. Le basi vengono assimilate rapidamente e il gioco lascia che la complessità emerga in maniera naturale attraverso la progressione: più andiamo avanti, più le cose cambiano. La difficoltà cresce, i nemici diventano maggiormente aggressivi e iniziano a comparire equipaggiamenti capaci di modificare sensibilmente il nostro modo di affrontare gli scontri. Il sistema di bottino completamente rivisto diventa quindi una componente sempre più importante. Personalizzare il personaggio smette rapidamente di significare soltanto scegliere l’arma con il numero più alto e comincia a richiedere una maggiore attenzione alle sinergie tra ciò che stiamo utilizzando.

Possiamo affidarci a spade, alabarde, mazze, archi e numerose altre tipologie di equipaggiamento, sperimentando continuamente alla ricerca di configurazioni più adatte al nostro stile. Il fascino nasce proprio dal modo in cui ogni nuova ricompensa riesce a mettere in discussione quella precedente. Terminiamo un dungeon, troviamo qualcosa di interessante, vogliamo capire immediatamente se funziona meglio di ciò che stiamo usando. A quel punto la soluzione più semplice è entrare nella missione successiva e, quando ce ne rendiamo conto, è passata un’altra ora. Quella sensazione del “solo un altro dungeon” rappresenta probabilmente la migliore descrizione possibile della progressione di Minecraft Dungeons II. La componente cooperativa porta questa struttura a un livello superiore. Abbiamo apprezzato molto anche le sessioni in solitaria e vogliamo sottolineare che l’intera esperienza rimane perfettamente godibile senza altri giocatori. Non siamo davanti a uno di quei titoli nei quali giocare da soli sembra una versione incompleta della proposta. In compagnia, però, tutto diventa più interessante. Possiamo affrontare l’avventura fino a quattro giocatori, sia online sia attraverso la cooperativa locale, e, proprio quando il gruppo è completo, il sequel mostra probabilmente la propria forma migliore. Con l’aumentare della difficoltà e del numero di nemici presenti contemporaneamente, gli scontri possono trasformarsi in un caos quasi totale. È però un caos estremamente divertente.

La collaborazione nasce in maniera molto naturale, senza bisogno di imporre ruoli rigidi, ogni giocatore comincia progressivamente a costruire il proprio personaggio attorno a capacità differenti. Qualcuno preferisce avvicinarsi ai nemici e assorbire una maggiore quantità di danni, altri si specializzano negli attacchi dalla distanza, mentre determinate configurazioni risultano perfette per controllare gruppi numerosi. Vedere queste costruzioni iniziare a completarsi reciprocamente aggiunge uno strato tattico che nelle prime ore potrebbe passare quasi inosservato. Anche il sistema di combattimento è stato sensibilmente migliorato rispetto al predecessore. Gli scontri sono più rapidi e aggressivi, mentre il numero di situazioni nelle quali dobbiamo prestare attenzione a ciò che ci circonda aumenta con la progressione. L’immediatezza iniziale non scompare mai, ma Minecraft Dungeons II riesce ad aumentare gradualmente la complessità senza diventare improvvisamente ostile verso chi non possiede grande esperienza con i dungeon crawler. È un equilibrio tutt’altro che semplice da raggiungere. Non bisogna essere appassionati del genere per cominciare a divertirsi, ma questo non significa che dopo dieci ore tutto si riduca a premere continuamente lo stesso pulsante. Le diverse tipologie di nemici, la disposizione degli scontri, l’equipaggiamento e la necessità di adattare le proprie capacità mantengono il combattimento sufficientemente dinamico. La trama continua invece a svolgere principalmente la funzione di accompagnarci da una missione all’altra ,il che non è necessariamente un difetto.

Questa volta dobbiamo affrontare una minaccia più ampia che coinvolge due mondi, mentre l’Alto Consiglio degli Illager si trova al centro di una crisi provocata dall’abuso del potere delle anime. Il nostro compito consiste nel cercare di ristabilire l’equilibrio prima che la situazione degeneri ulteriormente. Non aspettatevi una narrazione intenzionata a interrompere costantemente l’azione attraverso lunghi dialoghi o sequenze cinematografiche. Abbiamo un contesto, personaggi, nuove ambientazioni e un motivo sufficientemente chiaro per continuare il viaggio. Il protagonista rimane però il gameplay. Per un titolo costruito attorno a missioni relativamente rapide, bottino e rigiocabilità, pensiamo sia la scelta corretta. Minecraft Dungeons II sa perfettamente che il motivo principale per cui continuiamo a giocare non è scoprire la prossima svolta narrativa. Vogliamo entrare in un altro dungeon!

Parlare della longevità esclusivamente attraverso il numero di ore necessario per raggiungere la conclusione della storia sarebbe quindi riduttivo. La durata dipende enormemente da quanto vogliamo sviluppare il nostro personaggio, dal desiderio di ottenere nuovo equipaggiamento e soprattutto dalla voglia di continuare a ripetere missioni e scoprire ogni angolo dei dungeon. Il ciclo funziona proprio perché esiste quasi sempre qualcosa che possiamo migliorare. La nuova dimensione, la maggiore interconnessione delle aree, l’equipaggiamento e un sistema di progressione più ricco riescono a generare continuamente nuovi obiettivi. Nel nostro caso, il problema non è mai stato chiederci quanto mancasse alla fine, ma trovare una buona ragione per fermarci. Chi cerca semplicemente un’indicazione numerica può tranquillamente aspettarsi oltre venticinque ore giocando in solitaria e dedicandosi con una certa attenzione ai contenuti offerti dal nuovo mondo. Naturalmente, quella cifra può aumentare sensibilmente entrando nel cuore della progressione e del farming. La cooperativa moltiplica ulteriormente il potenziale. Ripetere un dungeon insieme ad altri giocatori produce dinamiche completamente differenti rispetto a una partita solitaria, soprattutto quando iniziamo a sperimentare nuove configurazioni o cerchiamo equipaggiamenti specifici.

Terminare la campagna non coincide quindi necessariamente con aver terminato Minecraft Dungeons II. Per noi è esattamente ciò che dovrebbe offrire un sequel di questo tipo. Avevamo adorato il primo Minecraft Dungeons e quindi sapevamo abbastanza bene cosa volevamo dal seguito. Non chiedevamo una rivoluzione, volevamo più dungeon, più nemici, più bottino, più possibilità di personalizzazione e più motivi per dire “facciamone ancora uno”. Minecraft Dungeons II riesce a offrirci praticamente tutto questo e, sotto numerosi aspetti, supera nettamente ciò che aveva costruito il predecessore. Mojang non ha sentito il bisogno di distruggere le proprie fondamenta soltanto per dimostrare che siamo davanti a un nuovo capitolo, ha riconosciuto ciò che funzionava e gli ha semplicemente dato più spazio per crescere. Sul piano puramente grafico avremmo certamente potuto assistere a un’evoluzione più evidente ed è probabilmente l’area nella quale le differenze rispetto all’originale risultano meno marcate e qualcuno potrebbe considerarlo un limite. Dopo tutte le ore trascorse all’interno dei suoi dungeon, però, fatichiamo a considerarlo un problema particolarmente importante. Il combattimento è migliore, la progressione è più profonda, il sistema di bottino ci spinge continuamente a sperimentare, la difficoltà cresce insieme alla nostra comprensione delle meccaniche e le nuove ambientazioni rendono l’avventura sensibilmente più varia.

Tutto questo conta, ma c’è ancora una qualità che pesa più di qualsiasi sistema. Minecraft Dungeons II è semplicemente divertente, giocarlo da soli funziona benissimo. Possiamo procedere con il nostro ritmo, sviluppare il personaggio, esplorare con calma e trascorrere ore alla ricerca dell’equipaggiamento perfetto. Con altre tre persone, però, raggiunge un equilibrio quasi irresistibile. Quando lo schermo si riempie di nemici, attacchi, esplosioni e oggetti mentre quattro giocatori cercano contemporaneamente di capire cosa stia accadendo, Minecraft Dungeons II diventa esattamente ciò che speravamo potesse essere: caotico, frenetico, immediato e soprattutto capace di farci desiderare un’altra partita semplicemente perché ci stiamo divertendo. Il primo capitolo aveva costruito delle fondamenta eccellenti. Questo sequel non prova ad abbandonarle, le prende, le espande e dimostra quanto altro fosse ancora possibile costruirci sopra.

Dopo aver trascorso parecchie ore con la versione Xbox Series X, abbiamo la sensazione che Mojang e Microsoft abbiano compreso perfettamente quale fosse la strada da seguire. Minecraft Dungeons II è più grande, più profondo, più ricco e soprattutto più difficile da smettere di giocare. A volte un sequel non ha bisogno di reinventare tutto, deve semplicemente darci un motivo per volerne ancora e qui di motivi ne abbiamo parecchi.

Il codice ci è stato fornito per Xbox Series X da Xbox Italia.

Good

Gameplay immediato e tremendamente divertente
Sistema di bottino molto più gratificante
Maggiore profondità nella personalizzazione
Cooperativa fino a quattro giocatori eccellente
Combattimenti più frenetici e articolati
Nuovi scenari e dungeon più ricchi
Ottimo equilibrio tra accessibilità e progressione
Longevità molto elevata

Bad

Evoluzione grafica poco marcata
La struttura resta fortemente derivativa dal predecessore
9
TRIBE APPROVED

Sviluppatore: Double Eleven, Mojang
Distributore: Xbox Game Studios
Data di uscita: 29 ottobre 2026
Genere: Dungeon Crawler
PEGI: 7+
Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PS5, Nintendo Switch, Switch 2

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