

Dopo averlo provato alla Gamescom 2026 e avervi dato le nostre prime impressioni, eccoci ora a fare i conti con la recensione di Dreadline Express, gioco sviluppato da David Konecny e pubblicato da Shoreline Games. Questo titolo è molto particolare, persino per il suo genere, e come vedremo mescola delle meccaniche estremamente originali tra loro per raccontare una storia in cui saremo investigatori e vittime allo stesso tempo. Ispirato ai miti lovecraftiani e alla letteratura gotica e dark, Dreadline Express ci trascina su di un vecchio treno bavarese e ci mette nei panni di uno dei pochi superstiti della razza umana a seguito di un cataclisma di qualche tipo. Il treno su cui viaggiamo, però, non è esattamente un luogo sicuro e al suo interno si respira un’atmosfera pesante e criptica. Come siamo finiti sul treno? Che fine fanno i passeggeri e perché tendiamo a dimenticare coloro che scompaiono così facilmente? Ma soprattutto, cosa è successo prima del treno, e cosa accadrà dopo? Tutti interrogativi pressanti e oscuri, ma tutti senza una risposta, almeno per ora. Salite tutti in carrozza, quindi, signori, perché il Dreadline Express sta per iniziare il suo viaggio e la destinazione potrebbe essere un luogo in cui davvero non vorreste andare.
Come abbiamo già avuto modo di raccontarvi nel nostro provato, il gioco inizia all’interno della nostra cabina, risvegliati da quello che sembra un annuncio da uno strano altoparlante. Il treno sta visibilmente rallentando e oscuri tentacoli adombrano i finestrini, lasciando presagire un’oscurità strisciante ormai incombente sul nostro convoglio. La voce ci annuncia la necessità di un nuovo sacrificio e l’imminente estrazione dei nomi tramite una lotteria dei "fortunati" che dovranno alimentare a modo loro la sacra motrice. Una storia già vista in passato, la motrice ha già preso nostra moglie e nostra figlia, ma chissà come mai è difficile ricordarle con chiarezza. Il nostro nome è Samuel Mather, e lentamente iniziamo a ricordare chi siamo, o, per meglio dire, chi eravamo. I nostri ricordi riaffiorano e, mentre ci guardiamo attorno nella cabina, la voce annuncia il nostro nome tra i vincitori della lotteria di bordo. A questo punto siamo riusciti a prendere un minimo di coscienza e, con nostra sorpresa, ogni volta che riconquisteremo un ricordo o entreremo in possesso di un nuovo pezzo di informazione cruciale, davanti a noi comparirà una carta. Inconsciamente inizieremo poi ad usare queste carte e non solo come promemoria, ma anche per interrogare e parlare con altri individui e interagire con il mondo stesso. Un colpo alla porta ci riporta alla realtà: è il controllore che viene a prelevarci per riscuotere il nostro premio. Non ha senso opporsi e nemmeno ci proviamo, ma poco dopo, con nostra grande sorpresa, ci ritroveremo nuovamente chiusi nella nostra cabina ancora vivi. Cosa è successo?
La storia di Dreadline Express inizia proprio in questo momento, il frangente in cui la motrice divina rifiuta di consumarci e, anzi, fa comprendere al capotreno che vuole affidarci un compito. Ben presto ci verrà infatti fornito un segno della nostra autorità sul treno, cosa che ci porrà al di sopra dei normali passeggeri. Inizieremo dunque a parlare e conoscere i singolari ed eccentrici passeggeri del Dreadline Express, scambieremo con loro informazioni, segreti e scaveremo a fondo nel passato di ognuno nel tentativo di ricostruire cosa accadde quel giorno, il giorno in cui il treno è partito e il mondo come lo conosciamo è finito.

Come avrete capito leggendo fin qui, in Dreadline Express sia la narrativa che il gameplay stesso orbitano attorno alle carte. Queste contengono gli argomenti, gli oggetti, le conoscenze e le domande che potremo porre ai passeggeri del treno o che potremo usare per interagire con i suoi elementi. In entrambi i casi la meccanica è piuttosto semplice. Basterà aprire il nostro raccoglitore di carte e selezionarne fino a tre da tenere in mano; una volta selezionate, basterà usarle per interagire con qualcuno o qualcosa e il gioco è fatto. Potremo chiedere informazioni su una persona o un oggetto, su un evento o su un argomento specifico. A mano a mano che parleremo con i vari individui a bordo, non solo scopriremo le loro storie, ma raccoglieremo sempre nuove carte, ampliando in questo modo di volta in volta la rosa di argomenti e questioni che potremo affrontare. A prima vista potrà sembrare banale o limitante, ma le relazioni logiche, consequenziali e concettuali tra le carte, gli argomenti che trattano e il loro significato recondito permetteranno un numero di combinazioni e possibilità da capogiro. Come accade in alcune avventure grafiche, vi capiterà di provare le combinazioni più assurde e incredibili nel tentativo di trovare relazioni o rivelare i segreti di qualcuno, e tutto questo semplicemente tenendo in mano dei pezzi di carta.
La narrativa in Dreadline Express si fonde infatti con l’estetica del treno e con la meccanica delle carte che vi abbiamo appena descritto, ma il risultato finale riesce ad essere incredibilmente desolante e funzionale anche grazie alla direzione artistica, stupendamente grottesca e cupa, e anche a un comparto audio [musica ed effetti sonori N.d.R.] che davvero funziona a dovere. Come accade nei racconti di Lovecraft, l’orrore e la follia non sono quasi mai manifesti, ma nascosti dietro a un paravento. Ogni argomento, ogni carta e ogni domanda ci avvicinano sempre di più ad apprendere verità e conoscenze che, inconsciamente, sappiamo potrebbero annientare la nostra sanità mentale e la nostra povera mente mortale. Ad ogni segreto svelato si ha l’impressione di avvicinarsi sempre di più a questo orrore abissale, a questa verità innominabile, ma alla fine ci si ferma sempre a un passo dall’oblio, lasciando spesso quel gran senso di impotenza tipico di chi al più può aspirare a essere un osservatore di questi eventi.

Dreadline Express ci accompagna in questo viaggio fatto di storie e follia e, come avrete capito, in funzione dei segreti scoperti e delle scelte compiute, avremo accesso a finali diversi. Questo ci porta direttamente al peso delle nostre scelte e alle conseguenze che esse avranno sul futuro del treno stesso. Non a caso siamo stati scelti e il nostro destino giace nelle nostre inconsapevoli mani, ed è proprio qui che Dreadline Express rivela la sua genialità, perché tutto questo può essere portato avanti solamente con le nostre memorie e il nostro fido mazzo di carte. Ecco, questa singola meccanica, sebbene sia perfettamente integrata all’interno della narrativa, della vicenda e del gioco più in generale, potrebbe far sollevare qualche sopracciglio qua e là. Vi verrà naturale in più occasioni desiderare un sistema più libero in cui fare domande e ricevere risposte in maniera più diretta o più aperta. Dopo aver giocato al titolo, e aver visto per lo meno uno dei possibili finali, ci sentiamo però di smentire, almeno parzialmente, questa paura. Sebbene il gioco si basi esclusivamente sulle carte, queste non sembreranno mai inadeguate, e anzi ci spingeranno a cercare correlazioni e collegamenti in modo assai più creativo, rendendo al contempo la sfida ancora più interessante.
Se proprio dobbiamo trovare un difetto a Dreadline Express, è forse nella durata. La nostra partita è finita in meno di quattro ore, non certo un tempo incredibile. Tenete però presente che in questa nostra partita siamo stati in grado di vedere un solo finale, e soprattutto non abbiamo collezionato tutte le carte presenti nel gioco [anche se alla fine al nostro album ne mancavano veramente poche N.d.R.]. Alla luce di ciò riteniamo che la durata sia in fin dei conti adeguata e, a modo suo, incentivi i giocatori a provare strade diverse giocando la storia più volte.

Giunti a questo punto non ci resta che tirare le somme di questo enigmatico e orrorifico titolo. Dreadline Express è un gioco che fin da subito ti cattura e sa tenerti incollato allo schermo. La sua durata non è eccezionale in termini di ore, ma ogni dialogo, ogni scambio di battute è denso di segreti e significati. Parole e concetti si legano e si mescolano tra loro, segreti vengono a galla di continuo e orrori cosmici e umani si intrecciano sia visivamente che narrativamente parlando, creando un racconto ispirato ai miti di Lovecraft che decisamente riesce a trasmettere il giusto livello di inquietudine. Questo senso viene acuito ulteriormente dall’ambientazione e dalla direzione artistica, altri elementi secondo noi decisamente azzeccati e amalgamati con un comparto sonoro competente e disturbante al punto giusto. Tutto sembra essere al proprio posto in Dreadline Express per raccontare una storia di cui saremo noi a scrivere la pagina conclusiva, anche se fino all’ultimo non saremo consci dell’esito finale. Se siete degli amanti dei titoli narrativi, amate Lovecraft e i suoi mondi dissonanti, Dreadline Express è il gioco che fa per voi. Consigliamo di giocarci anche a chi semplicemente ama il genere o le storie ricche di segreti e mistero, o anche semplicemente gli investigativi a toni dark o noir. Insomma, a dire il vero, ci sentiamo di consigliare questo gioco un pochino a tutti, fatto salvo chi proprio i giochi narrativi proprio non li digerisce, per voi probabilmente meglio girare a largo.

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