The Legend of Heroes: Trails into Reverie

L'ultimo capitolo di un viaggio meraviglioso

Pubblicato il 30 Giugno 2023 alle ore 15:01
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La saga di Trails ha da sempre un posto speciale nel nostro cuore, tanti speciali sono stati spesi per narrare una storia che prende generazioni su generazioni (di console e di utenza) e tante recensioni sono state scritte per parlare di un brand che è diventato sinonimo di RPG di stampo tipicamente giapponese, con il suo sistema di combattimento a turni e una storia in grado di unire i temi politici a quelli sovrannaturali.
A poche settimane dal lancio abbiamo avuto modo di giocare il nuovo capitolo che, da quanto si presuppone, chiude definitivamente la storia di Rean e compagni andando a porre un accento finale anche su quanto visto con Lloyd e la SSS. The Legend of Heroes: Trails into Reverie è in arrivo il prossimo 7 luglio su PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e PC promettendo di diventare uno dei più importanti giochi dell’intera saga senza colpo ferire. Finalmente ci siamo e diamo inizio alle danze con la nostra recensione della versione PS5 di The Legend of Heroes: Trails into Reverie!

Le fiamme della rivoluzione

La tragedia del Great Twilight è stata sventata con successo dopo l’emozionante finale del quarto capitolo ed ora è tempo di festeggiare l’indipendenza di Crossbell dall’occupazione di Erebonia. La SSS (Special Support Section) effettua gli ultimi arresti prima della cerimonia, ma qualcosa - ovviamente - va storto. Durante il discorso alla nazione, infatti, Rufus Albarea fa il suo ritorno e la Imperial Defense Force prende nuovamente possesso della città tornando a una sorta di occupazione forzata, senza dar modo a Lloyd e compagni di controbattere. Tutto sembra perduto, ma il protagonista riesce a salvarsi grazie all’aiuto dei suoi amici, facendo scaturire così una serie di eventi che porteranno ad una delle più affascinanti e movimentate storie della serie Trails.
Trails into Reverie infatti è un gioco diverso da quelli classici e la sua storia, oltre a concentrarsi sull’indipendenza di Crossbell, prende forma attraverso altri due protagonisti: Rean Schwarzer e il misterioso “C”. I personaggi avranno una loro narrazione dedicata – divisa in vari capitoli – con le storie che man mano andranno a intersecarsi in un continuo di colpi di scena e dialoghi in stile The Legend of Heroes. Nel corso dell’avventura, i nostri protagonisti verranno bloccati da alcuni ostacoli e, per avanzare nella storia, sarà necessario continuare l’atto di un altro personaggio; questa tipologia di narrazione permette di raccontare eventi e mostrarli da due punti di vista differenti in modo da rendere il giocatore partecipe dell’interezza dei suoi fatti e raccontare coerentemente la storia. Questo capitolo, infatti, narra una storia che riesce a tenere incollati allo schermo per oltre 40 ore arrivando – come al solito – all’incredibile finale, che sembra chiudere una volta per tutte le gesta dei grandi eroi che abbiamo conosciuto nel corso degli anni. Ad accompagnare Rean ci penserà la solita Class VII con la formazione consolidata grazie a Trails of Cold Steel III e IV, mentre “C” sarà affiancato da alcune new entry che probabilmente compariranno anche nel futuro della serie (sappiamo già, infatti, che Kuro no Kiseki e il suo sequel sono in lavorazione e probabilmente verranno annunciati a breve come “in arrivo” nel nostro continente) come Lapis, Nadia Rayne e Swin Abel.

Trails into Reverie non è solo storia principale, in quanto viene affiancato da una meccanica in grado di rendere le partite imprevedibili e portare i giocatori a godersi in tutto e per tutto un titolo che saluta i vecchi protagonisti per far posto al nuovo che avanza: il True Reverie Corridor. Qui i tre gruppi separati si possono riunire, formandone uno solo e avventurandosi per una serie di dungeon creati casualmente con possibilità di allenamento e di recupero di oggetti unici in grado di fornire un incredibile aumento di caratteristiche. Durante l’esplorazione del True Reverie Corridor si potranno recuperare alcune particolari sfere in grado di sbloccare alcune funzionalità, come nuovi membri del party disponibili per il Corridor o scene in grado di mostrare il background dei vari gruppi nei 5 mesi che separano la fine del quarto capitolo e l’inizio di questo. Oltre a ciò, sono disponibili numerosi minigiochi (anche loro da sbloccare attraverso le sfere, questa volta di colore rosso) in cui il fan service la fa da padrona, oppure un gatcha in grado di fornire numerosi oggetti e orb per potenziare le squadre.
Inutile dire che, seppur il core del contenuto sia la trama principale, il True Reverie Corridor può garantire ore e ore di divertimento puramente ludico per i fan del sistema di combattimento che, a oggi, rimane uno dei migliori della serie. Per i più avvezzi al completismo, questa aggiunta di elementi potrebbe portare il conto delle ore di gioco anche oltre il centinaio.

Orb, ordini ed assalti

Il sistema di combattimento, di cui abbiamo accennato qualcosa nel paragrafo precedente, è rimasto sostanzialmente immutato rispetto alle precedenti iterazioni della saga. Come al solito, però, un nuovo elemento fa il suo capolino: il sistema United Front. Nel corso dell’esplorazione nell’overworld e in combattimento, i protagonisti possono riempire un particolare indicatore che, come nei passati capitoli, può essere utilizzato per attacchi a sorpresa verso i nemici oppure – in questo Trails into Reverie – con il sistema United Front, figlio dell’evoluzione della tecnologia. In questo caso è possibile sfruttare 5 membri del team per alcune azioni extra che possono ribaltare facilmente l’esito dello scontro con attacchi fisici e magici, oppure avere l’opportunità di curare l’intero party ed eliminare qualsiasi stato alterato. L’UF è una meccanica che, se utilizzata sapientemente, può cambiare l’esito del combattimento, soprattutto a difficoltà più elevate. L’evoluzione della turnistica rimane con i soliti bonus forniti in alcuni turni, visibili sulla timeline posta alla sinistra dello schermo, costringendo il giocatore a una sorta di approccio strategico. In base al cooldown delle varie mosse, infatti, è possibile intervenire sull’ordine dei turni cercando di prendere per sé alcuni dei bonus più utili e lasciare ai nemici i debuff, questo soprattutto durante il True Reverie Corridor che presenta debuff molto importanti a cui far attenzione, come status alterati negativi fino alla morte diretta. La gestione viene mantenuta con l’utilizzo sensato delle Art (le magie, equipaggiabili con dei vari orb da trovare sia nel mondo di gioco che durante il True Reverie Corridor) e Craft, vere e proprie abilità speciali dei personaggi in grado di infliggere danni molto pesanti al nemico e fornire numerosi buff alla squadra.
La loro versione potenziata sono le S-Craft: vere e proprie mosse conclusive in grado di consumare interamente la barra dei CP (Combat Point che vengono accumulati durante le battaglie in base a danni subiti e inflitti) rendendole quindi tatticamente da usare durante alcune fasi particolari del combattimento. Ogni nemico ha, infatti, due indicatori in grado di garantire la sua forza: gli HP e la robustezza. Una volta che quest’ultima viene ridotta a zero, entra in uno stato denominato Break in cui ogni attacco viene considerato critico e infligge quindi molti più danni, facilitando l’abbassamento dei suoi HP e accorciando la durata del combattimento. Far entrare il nemico in stato di Break è una tattica fondamentale durante lo scontro con i boss e con alcuni nemici più caratteristici, infatti questo rende il tutto una vera e propria gara di scacchi con il nemico, in quanto è necessario tenere d’occhio il proprio indicatore degli HP e dei CP e, al contempo, sfruttare gli attacchi migliori per rompere la sua robustezza. L’introduzione nel terzo capitolo dei Brave Orders ha portato la serie ad evolversi nuovamente in una versione migliore di sé stessa, con l’apice raggiunto proprio in questo Trails into Reverie con uno dei sistemi di combattimento più soddisfacenti mai giocati nell’esperienza di chi vi sta parlando. Il True Reverie Corridor è una sorta di droga in grado di far apprezzare molto di più alcune meccaniche e in grado di far dimenticare in fretta la storia principale (che rimane di un livello altissimo, e che tante produzioni moderne possono tranquillamente invidiare).

Un motore ormai superato

Abbiamo giocato The Legend of Heroes: Trails into Reverie in versione PlayStation 5: purtroppo il motore grafico utilizzato da Falcom durante il suo percorso ha fatto un po’ il suo tempo e questo titolo lo evidenzia sempre di più. Questo non perché sia visivamente brutto, piuttosto per le scarse prestazioni durante determinate sezioni e la mancanza di dettagli per quanto riguarda alcune ambientazioni scarne. Il lavoro effettuato durante la conversione PlayStation 5 non è sicuramente brutto, ma nel 2023 si potrebbe volere assolutamente di più da questo punto di vista, senza più basarsi sul noioso stereotipo che il JRPG classico debba avere una brutta struttura tecnica perché l’importante è il gameplay in tutto e per tutto. Non stiamo parlando di un comparto grafico generazioni indietro, ovviamente, ma il rilascio su Nintendo Switch probabilmente ha limitato il lavoro da poter fare su un titolo che, nonostante da noi arrivi solo ora, è uscito da molto tempo in terra orientale, dando quindi mesi (e anni) di tempo per cercare di modernizzare alcuni elementi.
Ottimo, invece, il lavoro effettuato dal punto di vista della OST, ma è ormai la normalità per l’intera serie e non dovrebbe sorprendere questa tipologia di lavoro da parte di Falcom, con tracce che entrano facilmente in testa per cui vi capiterà di canticchiarle per tanto tempo anche dopo la fine del gioco.
Come da tradizione, nonostante la sempre più crescente passione per il brand stia iniziando a fare capolino anche nel nostro paese, non è presente una traduzione in italiano, lasciando la localizzazione con audio dedicato al doppiaggio giapponese o inglese.

Hajimari no Kiseki

In sostanza, possiamo dire come The Legend of Heroes: Trails Into Reverie sia un gioco che percorre perfettamente la strada tracciata dai precedenti, con un finale in grado di chiudere un grosso arco narrativo che ha toccato più generazioni di giocatori e console. Il grosso del comparto ludico è composto dal True Reverie Corridor, un vero e proprio dungeon casuale che permette ai giocatori di esprimere al meglio il gameplay che Falcom offre in questa sua ennesima iterazione, in attesa dei cambiamenti di Kuro e Kuro II che pongono la base per un nuovo futuro per la serie. Narrativamente il discorso da fare è molto complesso: la chiusura di Trails of Cold Steel IV era perfetta per passare oltre e arrivare a un nuovo capitolo con protagonisti e cast diversi pur mantenendo lo stesso mondo, svelando così alcuni dei misteri arrivati con quel finale e dando finalmente riposo a Lloyd e Rean dopo tanti anni passati sui nostri schermi a risolvere i conflitti causati dall’invasione ereboniana. Non stiamo parlando di un titolo dalla brutta narrativa, sia chiaro, ma potremmo quasi riassumerlo come un grosso episodio filler con alcune grandi rivelazioni, che arrivano solamente verso il finale, lanciando nuove - anche se piccole - informazioni sul possibile futuro della serie. Se siete fan della saga è assolutamente da giocare e finirete per amarlo, ne siamo sicuri, ma il tempo è ormai maturo per avvicinarsi sempre di più a una nuova storia e – magari – velocizzare il processo di pubblicazione in occidente per non rimanere sempre anni e anni indietro sui programmi originali.

Good

Storia narrata bene...
La massima espressione del sistema di combattimento a turni
Il True Reverie Corridor è una droga
OST sempre di alto livello
Tutti i personaggi della saga in un solo gioco

Bad

... anche se poteva essere evitata
Tecnicamente arretrato
Necessario conoscere completamente la saga
8.9
PEM-PEM

Sviluppatore: Nihon Falcom
Distributore: NIS America
Data di uscita: 7 Luglio 2023
Genere: JRPG
PEGI: 18+
Piattaforme: PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC (Steam)

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