Dragonkin: The Banished

Un'avventura da veri Cacciatori di Draghi

Pubblicato il 16 Aprile 2026 alle ore 12:14
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Bentornati, ragazzi e ragazze della Tribù, sulle nostre pagine per la recensione di Dragonkin: The Banished, titolo sviluppato da Eko Software e pubblicato da Nacon. Questo gioco, rilasciato il 16 marzo di quest'anno per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, è definibile come un Diablo-like con alcuni elementi da gestionale che offre una modalità cooperativa fino a 4 giocatori; Dragonkin si presenta, infatti, come una possibile evoluzione del genere, portando qualcosa di innovativo e intrigante sul tavolo.
Il titolo si basa sull'idea di un mondo dove l'umanità è sull'orlo del collasso a causa dei continui attacchi dei Draghi e della loro Progenie. In questo mondo di disperazione e distruzione, ci ritroveremo a combattere per la nostra vita e per quella del resto dell'umanità, in una battaglia epica che verrà raccontata per secoli a venire.

Personalmente, ho un debole per i giochi in stile Diablo e ne ho giocati svariati, quindi, quando ho ricevuto il codice per recensire Dragonkin: The Banished, sono nate certe aspettative, soprattutto per un titolo che potrebbe dare una svolta al genere. Quindi, mi sono tuffato in questa avventura con la miglior predisposizione possibile, curioso di scoprire se Dragonkin fosse un titolo capace di tenermi attaccato allo schermo per decine di ore senza rendermene conto come fecero i vari Diablo e Van Helsing.

Una trama estremamente… classica

Dragonkin: The Banished si presenta come un classico high fantasy, nel quale ci ritroviamo a combattere forze equiparabili al divino nella forma di grandi Draghi Esiliati, cacciati in una diversa dimensione d'esistenza chiamata Dracomondo. I Draghi, però, riescono a creare Brecce, passaggi che permettano alla loro progenie di riversarsi sul mondo umano causando morte e distruzione.
L'umanità ottenne la speranza di poter sopravvivere solo in seguito al tradimento di uno dei Draghi, che offrì loro il potere per combattere, insignendo alcuni dei più potenti e valorosi cavalieri delle sue Scaglie, capaci di tenere lontana l'influenza corruttiva dei Draghi Esiliati.

Dragonkin: The Banished

Una volta in gioco e creato il personaggio, scopriamo di essere gli unici membri della nuova leva di Cacciatori di Draghi e di essere in procinto di affrontare il nostro test finale prima di ottenere il titolo vero e proprio.
In seguito a vari avvenimenti, diventa chiaro che solo noi siamo capaci di ricacciare indietro i grandi Signori Esiliati dei Draghi e quindi iniziamo la nostra continua Caccia nei confronti di questi nemici, ognuno diverso dall'altro e con orde di avversari sotto il loro controllo. Questi esseri si nascondono dietro a illusioni, oppure cercano subdolamente di corrompere umani che facciano il loro lavoro sporco, mentre altri ci affrontano a testa alta, senza sotterfugi e convinti della loro imbattibilità.
Gli scontri contro questi grandi esseri si concludono sempre in dialoghi rivelatori che, uniti a quelli con i nostri compagni, sveleranno verità nascoste e ci renderanno protagonisti di grandi tradimenti, morti tragiche e salvataggi eroici, tutto mentre tentiamo di far concludere l'Era dei Draghi, così da far iniziare quella degli Uomini.

Dragonkin offre una trama principale dalle circa 30 ore che, una volta raggiunta la fine, apre ulteriormente il gioco mettendo a disposizione dei giocatori tutto il suo notevole contenuto endgame.
La storia che Eko Software ha sviluppato è molto classica, i colpi di scena sono prevedibili e i personaggi di per sé non sono molto interessanti; fatta eccezione per pochi come Son-Kan o Astrea, che ci accompagnano in multiple missioni riuscendo a creare un vero e proprio rapporto con noi e il nostro personaggio, il resto sono figure in sottofondo, per nulla intriganti e un semplice riempimento di una trama che poggia le sue basi sulla più classica tra le storie degli eroi. Per fare un esempio, Dragonkin mostra la morte o la menomazione di più di uno dei nostri alleati, ma non riesce a renderla davvero emotiva, sia per un doppiaggio appena sufficiente, che per la mancata capacità del gioco di farci affezionare ad essi. Inoltre, per quanto il doppiaggio sia solamente in inglese, l'adattamento in italiano dei testi è spesso sbagliato: infatti, nonostante saltuariamente riferisca più o meno lo stesso concetto, la maggior parte delle volte ne cambia il senso completamente.

La trama di Dragonkin, quindi, non raggiunge la piena sufficienza, annoia dopo poco e si finisce per non volerla più seguire, andando avanti solo per il divertimento di massacrare orde su orde su orde di nemici, saltando i dialoghi secondari e seguendo a malapena i principali.

Dragonkin: The Banished

Dragonkin: The Banished, un titolo dal gameplay scottante

Parlando di gioco, Dragonkin offre un gameplay molto particolare che, per quanto sia interconnesso ottimamente, si divide in due principali sessioni: la Caccia e la Preparazione.
La Preparazione è quel periodo di tempo che passiamo all'interno della città di Montescaglia, il nostro hub principale che siamo incaricati di sviluppare al meglio. Lo sviluppo di questo luogo avviene tramite esperienza ottenibile esplorando ogni mappa, data da punti di osservazione e reliquie. Una volta ottenuta abbastanza esperienza, essa viene trasformata in punti da spendere per lo sviluppo della città, i quali permettono di aprire un nuovo negozio o di migliorarne uno esistente.
La città, quindi, mette a nostra disposizione tante diverse opzioni, dal Gioielliere che ci permette di creare anelli da equipaggiare, all'Erborista che ci fa creare pozioni benefiche, fino al Carceriere che ci offre il nostro personalissimo Draghetto da portare con noi mentre sterminiamo i suoi simili, un fedele compagno di viaggio che ci seguirà per tutta la nostra avventura.

Parliamo un momento della creazione del personaggio, che si sviluppa a partire da una scelta tra quattro possibili classi: il Berserker (la furia corpo a corpo), il Cavaliere (il vero e proprio tank esperto di difesa), il Mago (un notevole DPS alquanto fragile) e l'Arciere (un DPS estremamente mobile).
Ognuna di queste classi offre uno stile di gioco differente: giocare come Berseker, sempre nella mischia, è ben diverso dal giocare come Mago, che invece cerca la distanza dai nemici, ma entrambi divertono grazie ad un IA avversaria che migliora a seconda del livello di difficoltà scelto. Inoltre, più si alza la difficoltà, più bottini e risorse otteniamo dalla missione in questione e dai nemici, esattamente come in Diablo, in una progressione della difficoltà che sembra quasi una vera e propria copia da quella del titolo di casa Blizzard.

Abbiamo parlato della fase iniziale di creazione del personaggio per poter continuare a parlare della sezione di Preparazione, che ci offre la possibilità di preparare tutto il necessario prima di una Caccia, dall'equipaggiamento alle abilità. Ovviamente questi dettagli variano a seconda del personaggio che si è scelto e della sua classe, dato che le armi, armature e vari accessori saranno diversi, ma soprattutto varieranno le abilità.
Per quanto riguarda gli equipaggiamenti, questi seguono lo schema classico di Diablo, cambiando effetti e statistiche in base alla loro rarità. Questo schema, però, non viene applicato quando si parla di gestione delle abilità, sia attive che passive: Dragonkin mette a nostra disposizione la Griglia Ancestrale, un sistema basato su una griglia nella quale vanno inseriti tasselli esagonali che rappresentano le abilità e i loro possibili modificatori, che connessi tra loro creano combinazioni personalizzate che rendono il nostro personaggio sempre più forte.

La Caccia, invece, è la parte chiaramente più divertente, essendo quella in cui veniamo mandati sul campo di battaglia a occuparci dei grossi problemi, che siano Progenie del Drago, banditi o esseri fatti di ghiaccio e di pietra; ogni tipo di nemico pensabile ci arriva contro con l'obiettivo di fermarci, generalmente fallendo miseramente considerando che, prima di dover tornare alla città obbligatoriamente, abbiamo un totale di sei vite che si ristabiliscono ogni volta che si cambia mappa.
Queste Cacce variano molto tra loro, passando da missioni di salvataggio, di sabotaggio o di sterminio, ad altre di difesa e scorta. Il gioco riesce quindi a mantenere l'attenzione sullo schermo, grazie all'intensità di ognuna di queste missioni e alla presenza costante di nemici a schermo, messi appositamente per far sentire l'atmosfera di guerra disperata e senza regole di ingaggio.

Il gameplay, poi, si apre ulteriormente con l'endgame, dato che Dragonkin: The Banished allarga il suo contenuto riutilizzando le stesse mappe e nemici, ma ponendo grandi ricompense e nuovi sistemi, come i Doni dell'Eterno e quelli degli Antenati, entrambi bonus e miglioramenti da dare al proprio personaggio che si sommano a quelli già presenti. L'endgame aggiunge anche nuove missioni e una Sala di Guerra dalla quale decidere che tipo di Caccia fare. Non solo, vengono anche aggiunte le Cacce del Caos, missioni personalizzabili con vari malus e bonus che generano casualmente nemici e mappa di gioco.
Tutto questo offre a Dragonkin una rigiocabilità pressoché infinita e parecchio divertente, soprattutto se si gioca in coop.

Dragonkin: The Banished

I comparti tecnico, grafico e sonoro

Dragonkin: The Banished è un titolo che, purtroppo, fallisce a livello tecnico: per quanto generalmente sia accettabile, questo gioco presenta svariati problemi, di compenetrazione dei personaggi che possono portare a finire sotto il terreno di gioco, forte lag in certe situazioni, nonché una pessima ottimizzazione [che ha reso il mio computer incandescente più di una volta N.d.R.] e delle hitbox decisamente troppo larghe.

Per quanto riguarda l'aspetto artistico, la grafica del titolo di casa Eko Software si presenta abbastanza bene, con visuali assolutamente dignitose; il problema è che risultano un po' datate, decisamente lontane dal next-gen che si è visto negli ultimi anni, nonché un po' anonime.
Dragonkin si presenta alla vista come un generico fantasy, nulla di più, nulla di meno.

Infine, il sonoro è una delle parti migliori di questo gioco: le musiche sono eccellenti e adatte ai vari momenti, il doppiaggio è veramente ben realizzato (nella maggior parte dei casi) e gli effetti speciali e sonori fanno il loro dovere, aumentando l'immersione.

Conclusioni su Dragonkin: The Banished

Questa avventura è iniziata come un semplice clone di Diablo, per poi evolversi in qualcosa di estremamente simile, ma con le proprie unicità. Tutta l'idea della Griglia Ancestrale è molto interessante e, per quanto possa non interessare a chi vuole un approccio più veloce e immediato, risulta perfetto a chi interessa l'ottimizzazione e la possibilità di rendere il proprio personaggio un mostro inarrestabile semplicemente con un po' di studio e olio di gomito.
In generale, Dragonkin: The Banished è un gioco che ci sentiamo di consigliare a tutti coloro ai quali piacciono i titoli in stile Diablo, con quell'epicità e tamarraggine che li contraddistinguono.

Di conseguenza, possiamo dire che ci ha soddisfatto? Direi di sì, è un gioco che ti tiene sulle spine e che possiede quel magnetismo, quella cosa che ti fa dire "ancora questa missione, dai" per poi continuare a giocare fino alle quattro del mattino. Non è un capolavoro, ma è un titolo solido che, per quanto ci riguarda, è promosso, anche se non a pieni voti.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per PC.

Good

Gameplay divertente
Colonne sonore eccezionali
La Griglia Ancestrale è una novità molto interessante
Coop estremamente divertente
Una quantità enorme di nemici a schermo, ben gestita

Bad

Doppiaggio discontinuo
Problemi tecnici vari
Trama debole e troppo banale
7.4
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Eko Software
Distributore: Nacon
Data di uscita: 16 marzo 2026
Genere: Hack 'n slash, action-adventure
PEGI: 16+
Piattaforme: PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC

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