

Con Bluey’s Happy Snaps, Gameloft Brisbane sceglie di tornare alle basi dell’universo della celebre serie animata, costruendo un’esperienza semplice, colorata e soprattutto pensata per un pubblico molto giovane. Non bisogna quindi aspettarsi sistemi particolarmente complessi o una struttura che cerchi di mettere alla prova il giocatore, perché il cuore dell’avventura è racchiuso in un’idea estremamente immediata: esplorare gli ambienti, osservare ciò che ci circonda e fotografare tutto quello che riesce ad attirare la nostra attenzione. Una premessa elementare, certo, ma perfettamente coerente con il pubblico al quale il gioco si rivolge e con quello spirito di scoperta che da sempre caratterizza Bluey.
Partendo dalla casa della famiglia Heeler, il nostro obiettivo principale consiste nel trovare e fotografare determinati oggetti, personaggi e creature disseminati negli scenari. Ogni soggetto corretto permette di completare il relativo adesivo all’interno del nostro album fotografico e, una volta raggiunta una quantità sufficiente di fotografie, possiamo proseguire verso una nuova zona. Per accedere all’area successiva è necessario completare almeno quindici adesivi, una soglia sufficientemente bassa da non risultare frustrante per i bambini e, allo stesso tempo, abbastanza alta da invogliarli a guardarsi intorno invece di correre semplicemente verso il prossimo obiettivo. La casa degli Heeler rappresenta soltanto il punto di partenza, perché nel corso dell’avventura possiamo visitare numerose ambientazioni familiari, tra cui la spiaggia, il parco giochi, il parco e il punto panoramico, oltre ad altre zone ispirate direttamente alla serie televisiva. Sotto questo aspetto il lavoro svolto da Gameloft Brisbane ci è sembrato particolarmente attento: ogni ambiente è stato ricostruito con l’intenzione di mantenere colori, proporzioni e atmosfera della serie, fino a dare quasi la sensazione di muoversi all’interno di una delle sue puntate. Anche la fluidità contribuisce al risultato, con il gioco che gira a 60 fotogrammi al secondo, mentre il ritorno del cast originale [per le voci in inglese N.d.R.] aiuta ulteriormente a mantenere quella familiarità che per i bambini rappresenta probabilmente uno degli elementi più importanti dell’intera esperienza. La fotografia costituisce naturalmente il fulcro di Bluey’s Happy Snaps, ma gli scenari non sono semplicemente grandi fondali riempiti di soggetti da immortalare. Durante l’esplorazione troviamo numerosi elementi con cui interagire, dagli aquiloni da far volare ai trampolini, passando per gessetti con cui disegnare sul terreno e diversi altri piccoli giochi disseminati nelle varie aree. Sono attività semplici, coerentemente con l’età del pubblico di riferimento, ma aiutano a rendere gli ambienti più credibili e soprattutto a dare ai bambini un motivo per sperimentare invece di seguire soltanto la lista degli obiettivi indicati dall’album.
La maggior parte degli adesivi viene ottenuta individuando il soggetto richiesto e scattando la fotografia corretta, ma ogni ambientazione propone anche tre occasioni fotografiche speciali, generalmente legate a piccoli minigiochi o attività da completare prima di poter ottenere lo scatto. Potremmo, per esempio, dover sistemare una serie di giocattoli sopra alcune sedie per improvvisare una cena oppure guidare un carretto interpretando le ormai celebri “nonne”, riprendendo direttamente quell’approccio al gioco di fantasia che rappresenta uno degli elementi più riconoscibili della serie. Portare a termine queste fotografie speciali permette inoltre di sbloccare nuove immagini da colorare e personalizzare attraverso gli adesivi raccolti, aggiungendo un ulteriore livello di creatività a una struttura che continua comunque a rimanere estremamente accessibile. Non parliamo naturalmente di minigiochi capaci di mettere in difficoltà un giocatore adulto, ma non è quello il loro scopo: devono stimolare curiosità, osservazione e fantasia nei bambini, e sotto questo punto di vista svolgono bene il proprio compito. Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente di Bluey’s Happy Snaps riguarda proprio la libertà concessa al giocatore. L’album fotografico fornisce delle indicazioni e suggerisce quali soggetti cercare, ma al di fuori di questi obiettivi il gioco non ci obbliga a seguire rigidamente una strada prestabilita. Possiamo fotografare praticamente qualsiasi cosa troviamo interessante e, soprattutto, non esiste realmente il concetto di fotografia “sbagliata”.
Scattare una foto a qualcosa che non rientra negli obiettivi non comporta penalità e, al contrario, il gioco cerca continuamente di ricompensare la curiosità. È una scelta apparentemente semplice, ma particolarmente importante considerando il pubblico al quale il titolo è rivolto, perché evita di trasformare l’esplorazione in una continua sequenza di errori e correzioni. I bambini vengono quindi incoraggiati a provare, osservare e utilizzare la fotocamera secondo la propria fantasia, invece di essere puniti ogni volta che decidono di allontanarsi dal percorso previsto. Sotto questo aspetto Gameloft Brisbane sembra aver lavorato con particolare attenzione sull’accessibilità, costruendo un’esperienza che possa essere compresa anche dai giocatori più piccoli senza richiedere continue spiegazioni da parte di un adulto. I comandi sono semplici, gli obiettivi risultano facilmente leggibili e l’intero sistema di progressione è pensato per offrire continuamente piccole ricompense, evitando quasi completamente situazioni capaci di generare frustrazione. Molto interessante è anche il menu “Gioca nella vita reale”, probabilmente una delle idee più intelligenti dell’intero progetto. Questa sezione raccoglie alcune delle attività viste durante il gioco e propone semplici istruzioni per ricrearle insieme ai bambini lontano dallo schermo, trasformando ciò che abbiamo appena fatto virtualmente in un possibile spunto per giocare davvero. È un’aggiunta che abbiamo apprezzato particolarmente perché riconosce con grande naturalezza un aspetto spesso dimenticato quando si sviluppano prodotti rivolti ai più piccoli: il videogioco non deve necessariamente trattenere il bambino davanti allo schermo il più a lungo possibile. Bluey’s Happy Snaps prova invece a utilizzare l’esperienza digitale come punto di partenza per stimolare fantasia e gioco anche nel mondo reale, offrendo ai genitori un modo semplice per trasformare una sessione videoludica in un’attività condivisa.
Nel complesso, quindi, Bluey’s Happy Snaps non cerca mai di essere qualcosa di più complesso di ciò che serve al proprio pubblico, e probabilmente proprio questa consapevolezza rappresenta uno dei suoi maggiori pregi. Fotografare, collezionare adesivi, esplorare ambientazioni familiari e partecipare a piccoli minigiochi costituiscono una formula estremamente semplice, ma costruita con cura e con una evidente attenzione verso i bambini che entreranno per la prima volta nel mondo di Bluey attraverso un controller. Per un adulto potrebbe naturalmente risultare un’esperienza molto elementare, ma giudicarla esclusivamente attraverso questo parametro significherebbe ignorare completamente ciò che il gioco vuole ottenere. Bluey’s Happy Snaps vuole offrire ai più piccoli un ambiente sicuro nel quale esplorare, sperimentare e giocare senza paura di sbagliare, mantenendo allo stesso tempo quell’idea di fantasia condivisa che rappresenta il cuore della serie televisiva. Da questo punto di vista, il risultato ci sembra decisamente centrato.
Il codice ci è stato fornito dal publisher per Xbox Series X.

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