

In un periodo in cui gli anime game sono tra i più gettonati, ci sembrava impossibile non occuparci di uno dei brand che più ha beneficiato della trasposizione animata. Kimetsu no Yaiba, per gli amici Demon Slayer, è un’opera che tra il 2016 e il 2020 ha visto la sua storia raccontata in 23 volumi pieni di azione, dramma e colpi di scena più o meno telefonati. Rimasta a lungo in sordina, è esplosa nel 2019 grazie alla prima stagione dell’anime, animata da Ufotable, che ha portato in scena in maniera spettacolare il lavoro del maestro Koyoharu Gotouge. A quella prima serie sono seguiti un film e poi la seconda e terza stagione, portando gli spettatori a vivere gran parte della storia di Tanjiro e Nezuko: lui diventato cacciatore di demoni per salvare la sorella, trasformata a sua volta, ma capace di mantenere la propria umanità, a differenza degli altri. Nei prossimi anni vedremo la conclusione dell’opera animata in tre film che ripercorreranno l’ultimo arco narrativo, ma intanto SEGA e CyberConnect2 – maestra del genere, come dimostrano i Naruto: Ultimate Ninja Storm – ci permettono di rivivere le avventure dei due protagonisti sotto un’altra prospettiva: quella videoludica.
Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Hinokami Chronicles 2 è uscito lo scorso 5 agosto su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC e siamo pronti a raccontarvi fino all’ultimo secondo le sue nobili gesta nella nostra recensione.
Una delle differenze principali tra The Hinokami Chronicles 2 e i Naruto: Ultimate Ninja Storm (a parte il brand) è che questi ultimi tendevano a rinnovarsi molto da capitolo a capitolo, con modifiche sostanziali al gameplay e alla struttura. La seconda iterazione di Demon Slayer, invece, mantiene quasi intatta la sua formula, nel bene e nel male.
La modalità Storia riprende infatti gli archi narrativi del Quartiere dei Piaceri, del Villaggio dei Forgiatori e dell’Allenamento dei Pilastri, mettendoci nei panni di Tanjiro e altri membri della squadra ammazza-demoni. La struttura resta pressoché identica al primo capitolo: sezioni di esplorazione dove raccogliere collezionabili, affrontare side quest discutibili e interagire con NPC, ma con pochissima interazione ambientale. Risultato: intermezzi ridondanti e spesso vissuti solo come pausa tra un combattimento e l’altro.
Una novità è la possibilità di controllare altri personaggi oltre a Tanjiro, ognuno con abilità uniche: il protagonista sfrutta l’olfatto per individuare i demoni, Inosuke utilizza l’istinto per seguire le tracce dei seguaci di Muzan, mentre con Zenitsu si possono intercettare conversazioni e raccogliere informazioni. Restano anche piccoli minigiochi in stile rhythm game, come lo shamisen, ma la campagna tende a ripetersi e a diventare un semplice ponte verso i combattimenti e lo sblocco dei personaggi. Un peccato, visto il potenziale del brand.
Accanto alla storia troviamo i combattimenti singoli, la possibilità di rivivere gli scontri della prima stagione (senza cutscene di raccordo) e la modalità online, che permette di affrontare giocatori da tutto il mondo scegliendo liberamente tra Cacciatori e Demoni. Anche qui, però, non emergono particolari differenze rispetto al capitolo precedente: la longevità si concentra soprattutto nella storia e nell’online.
Se la modalità Storia è cambiata solo in parte, lo stesso non si può dire del sistema di combattimento, rimasto praticamente invariato rispetto al 2021. Complici le solide meccaniche prese in prestito dai Naruto: Ultimate Ninja Storm, il combat system di The Hinokami Chronicles non aveva bisogno di interventi radicali, e il sequel si limita a piccoli ritocchi.
Le vere novità sono la Doppia Tecnica Finale e l’Equipaggiamento. La prima consente ad alcune combinazioni di personaggi (come i fratelli Kamado) di sfoderare spettacolari mosse finali combinate, mentre il secondo introduce la possibilità di personalizzare i lottatori con oggetti di supporto attivati automaticamente durante il combattimento. Si possono equipaggiare onigiri che ripristinano salute all’80%, strumenti che aumentano la velocità di movimento, accelerano il riempimento della barra speciale o potenziano le tecniche finali. Una scelta che avvicina la serie a titoli come Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi, rendendo più varia la personalizzazione.
Nella modalità Storia, questi oggetti finiscono per semplificare i combattimenti, facilitando l’ottenimento del rank S contro i boss di fine capitolo e agevolando i completisti.
Il primo Hinokami Chronicles offriva 18 personaggi base e una dozzina aggiunti tramite DLC gratuiti e a pagamento, numeri lontani dagli oltre cento di altre serie CC2. Questo sequel amplia il roster fino a 46 lottatori, anche se con qualche fastidioso doppione di troppo (cinque versioni di Tanjiro, ad esempio).
Come già accaduto con i Naruto: Ultimate Ninja Storm o Dragon Ball Z: Kakarot, la linea che separa gioco e anime è sottilissima. Le cutscene spesso rubano la scena, facendovi dimenticare il pad in mano. La grafica in cel shading non ha nulla da invidiare a Ufotable, mentre effetti sonori e musiche ormai iconiche accentuano ulteriormente la sensazione di trovarsi di fronte a un episodio dell’anime.
Tolte rare imperfezioni, CC2 ha curato ogni dettaglio, offrendo un comparto tecnico e artistico di altissimo livello, soprattutto alle alte risoluzioni. Abbiamo testato The Hinokami Chronicles 2 su PC con una configurazione medio-alta e non abbiamo mai riscontrato cali di framerate, nemmeno nelle fasi più concitate con effetti a schermo pieni di spettacolarità.
In definitiva, Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Hinokami Chronicles 2 è un titolo perfetto per i fan del brand, desiderosi di vestire i panni dei propri personaggi preferiti e rivivere i momenti salienti della storia di Koyoharu Gotouge. Il successo planetario di Demon Slayer ha spinto CyberConnect2 ad alzare ulteriormente l’asticella grafica e tecnica, regalando un gioco che sembra quasi uscito dallo schermo televisivo o cinematografico. Peccato per una modalità Storia che avrebbe giovato di un’impostazione più snella, limitata a cutscene spettacolari e combattimenti, senza le sezioni di free roaming che finiscono per apparire come meri riempitivi.

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