

Pubblicato da Koei Tecmo e sviluppato da Gust, Blue Reflection è un titolo che ha suscitato un turbinio di emozioni nel classico pubblico degli RPG in stile giapponese grazie a un insieme di elementi che hanno colpito particolarmente la fanbase. Prima di tutto per la scelta dell'ambientazione, quella scolastica giapponese, e in secondo luogo la decisione di portare in scena un cast totalmente al femminile con elementi majokko.
Blue Reflection nasce inizialmente come terzo titolo del progetto di Gust chiamato "Beautiful Girls Festival", che comprendeva anche Atelier Firis e Night of Azure 2. L'uscita si è rivelata un successo praticamente inaspettato, tanto da permettere alla serie di espandersi con uno spin-off anime, un sequel e un titolo mobile pubblicato esclusivamente in Giappone, dimostrando che il pubblico è sempre pronto ad accogliere nuove idee e storie particolari.
Per questo, quattro mesi fa, quando Koei Tecmo e Gust hanno annunciato BLUE REFLECTION Quartet, anche il pubblico occidentale ha drizzato le antenne. Il gioco, infatti, non si limita a riproporre una versione migliorata e rimasterizzata dei primi due capitoli, ma trasforma anche Ray, l'anime, e Sun, il gacha mobile uscito esclusivamente in Giappone, in vere e proprie esperienze single player, rendendo l'intero pacchetto decisamente più appetibile.
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di testare una versione completa su PC di BLUE REFLECTION Quartet e siamo pronti a parlarvi di tutte le novità racchiuse nei quattro giochi che compongono questa collection.
Partiamo dai due capitoli principali, rimasterizzati rispetto alle versioni originali pubblicate su PlayStation 4, PC e, nel caso di Second Light, anche su Nintendo Switch. Entrambi fanno ora il loro debutto su PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 con una versione migliorata.
La storia di Blue Reflection racconta di Hinako Shirai, una ragazza costretta ad abbandonare il balletto a causa di un grave problema al ginocchio, situazione che influisce profondamente anche sul suo equilibrio emotivo. Durante la vita scolastica conosce le sorelle Yuzuki e Lime Shijou e questo incontro le permette di diventare una Reflector, una vera e propria ragazza magica il cui compito è proteggere i frammenti delle emozioni dalla corruzione.
Second Light, invece, ci mette nei panni di Ao che, insieme ad altre tre ragazze, si risveglia in una misteriosa scuola circondata dall'acqua e completamente vuota. Le quattro iniziano così a esplorare l'isola di Faraway per recuperare i propri ricordi e scoprire il motivo della loro presenza in quel luogo, oltre al significato dei misteriosi anelli che portano al dito e dei poteri da Reflector che hanno acquisito.
I due capitoli si differenziano dagli spin-off di cui parleremo più avanti per una struttura decisamente più classica, incentrata sulla vita scolastica e sul susseguirsi delle giornate, durante le quali la protagonista aiuta le proprie compagne a fronte di numerose richieste, rafforzando progressivamente il rapporto con ciascuna di loro.
Anche il sistema di combattimento, pur presentando alcune differenze tra i due giochi, rimane fedele alla classica impostazione a turni dei JRPG. Second Light introduce però un sistema più raffinato, basato sull'Ether e sull'accumulo di punti azione necessari per utilizzare le abilità più potenti. È proprio questo il sistema che viene ripreso anche da Sun, tanto da poter essere considerato il possibile standard della serie da questo capitolo in poi.
I combattimenti ruotano attorno a un sistema di combo che aumenta progressivamente il moltiplicatore dei danni in base agli attacchi concatenati, consentendo di infliggere quantità enormi di danni man mano che lo scontro prosegue. All'aumentare dell'Ether, inoltre, le ragazze possono accumulare ancora più energia, trasformarsi in Reflector e aumentare sensibilmente il proprio potenziale offensivo, velocizzando così anche gli scontri più impegnativi.
Il lavoro svolto da Gust sulla remaster è, per certi versi, piuttosto semplicistico, basato principalmente sull'aumento della risoluzione, con texture scalabili fino al 4K nativo, e sul supporto per frame rate superiori ai 60 fps. Durante la nostra prova su Steam Machine siamo rimasti limitati dalle possibilità del cavo HDMI, non avendo modo di superare i 1440p a 60 fps. Il problema, però, è che manca un vero lavoro sugli elementi di contorno. Vegetazione, rocce e ambientazioni scolastiche mostrano ancora texture piuttosto semplici e poco rifinite, lasciando la sensazione di un intervento incentrato quasi esclusivamente sui modelli dei personaggi.
Un altro elemento modificato riguarda ciò che gli sviluppatori definiscono un adattamento ai tempi moderni. In diversi momenti dei due capitoli sono stati aggiunti numerosi indumenti per evitare scene in cui le protagoniste apparivano nude, seppur opportunamente coperte dall'inquadratura, o in intimo. C'è chi definirà questa scelta una censura e chi, invece, un semplice adeguamento ai tempi moderni. È però un discorso che meriterebbe un approfondimento a parte e che preferiamo non sviluppare ulteriormente in questa recensione.
Le vere novità di Blue Reflection Quartet sono rappresentate da Ray e Sun.
Ray nasce come adattamento dell'anime, che funge da preludio a Second Light e introduce alcune nuove protagoniste, tra cui Hiori Hirahara, destinata a diventare un personaggio giocabile. Questa versione utilizza il motore grafico di Second Light per ricreare la parte finale della serie animata, seguendo Hiori e Ruka mentre attraversano il Common nel tentativo di salvare il mondo.
La narrazione è intervallata da immagini statiche tratte direttamente dall'anime, nel tentativo di raccontare la storia anche a chi non ha visto la serie televisiva. Il risultato, però, convince solo parzialmente. Le circa tre ore di durata sono spesso diluite da lunghe sequenze narrative che interrompono continuamente il gameplay, con Hiori e Ruka impegnate a raccogliere frammenti di emozioni nel Common prima di assistere a nuove e interminabili cutscene.
Discorso completamente diverso, invece, per Sun, probabilmente la sorpresa più piacevole dell'intera collection.
Blue Reflection Sun nasce come gacha free-to-play con microtransazioni, sviluppato da DMM Games e Koei Tecmo. Qui viene introdotto il Leader, primo protagonista maschile dell'intera serie, affiancato da un gruppo di ragazze colpite da una misteriosa cenere capace di infettare gli esseri umani.
Le cosiddette Eroded possono trasformarsi in versioni potenziate, seppur incomplete, delle Reflector e il loro obiettivo diventa comprendere l'origine della cenere e impedirne la diffusione prima che provochi la distruzione del mondo.
La storia di Sun è stata adattata molto bene sfruttando il sistema di combattimento di Second Light per ricreare le battaglie del gioco originale. Sono stati inoltre aggiunti numerosi eventi riguardanti l'intero cast, insieme a un prologo e a un epilogo capaci di collegare perfettamente Sun a Second Light, creando un filo narrativo coerente tra tutti e quattro i giochi presenti nella raccolta. È proprio Sun il capitolo che ci ha sorpreso maggiormente. Gust è riuscita a trasformare un gacha ricco di microtransazioni in un vero e proprio spin-off single player perfettamente integrato con il resto della saga. La durata, circa il doppio rispetto a Ray, e la maggiore presenza di gameplay contribuiscono ulteriormente a rendere questo adattamento decisamente più riuscito.

Blue Reflection Quartet è un'operazione dal sapore dolceamaro. Da un lato una remaster dei primi due capitoli non era particolarmente richiesta, ma rappresenta comunque un'ottima occasione per permettere anche al pubblico occidentale di recuperare Ray e, soprattutto, Sun, rimasto fino a oggi confinato al solo mercato giapponese. D'altro canto, è impossibile ignorare alcuni limiti evidenti. Il lavoro tecnico è piuttosto contenuto e si concentra quasi esclusivamente sui personaggi, lasciando gli scenari praticamente inalterati. Inoltre, sia Ray sia Sun fanno un uso massiccio del riciclo di ambientazioni e asset, una pratica purtroppo piuttosto comune nelle produzioni giapponesi di dimensioni più contenute.
Nel complesso, però, ci sentiamo comunque di consigliarlo, anche e soprattutto per il prezzo di 49,99 €, che permette ai fan della serie di recuperare quattro giochi e decine di ore di contenuti a una cifra assolutamente in linea con il mercato.

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