

Per i più assidui lettori non sarà un segreto che Ace Combat 8: Wings of Theve è uno dei titoli che in redazione attendevamo maggiormente. Ve ne avevamo già parlato in occasione della Gamescom 2026, ma ora siamo qui per trattare finalmente la recensione vera e propria.
Questo nuovo capitolo non solo amplia la già nutrita e pluripremiata serie di Ace Combat, ma si propone di alzare l’asticella cercando di svecchiare e rendere godibile il genere di simulatore di combattimenti aerei arcade. Già con Skies Unknown, Bandai Namco aveva cercato di rendere l’esperienza di guida più realistica, non solo da un punto di vista simulativo, ma anche visivo, introducendo elementi ambientali come nuvole volumetriche, ghiaccio e nebbia. Certo, non stiamo parlando di aggiunte che stravolgono il genere, ma piuttosto di piccoli cambiamenti che, presi assieme, rendono l’esperienza più interattiva e interessante, aggiungendo quel pizzico di pepe in più.
Con Wings of Theve questo cambiamento viene acuito in modo ancora più subdolo, grazie a un sistema di controllo che aggiunge inerzia e imprecisione alle nostre manovre, cercando di simulare una dinamica più reale, ma pur sempre riconoscibile come arcade. E allora bando alle ciance, allacciatevi le cinture e preparatevi al decollo, perché stiamo per seguire la leggenda di Wings of Theve.
Le vicende di Ace Combat 8: Wings of Theve non iniziano certo nel migliore dei modi per il nostro alter ego. I nostri occhi si aprono mentre siamo a bordo di una scialuppa di salvataggio, reduci da un qualche incidente o naufragio. L’esercito ci raccoglie e porta in salvo, ma a quanto pare la situazione è molto grave. Sotoa ha attaccato e colto di sorpresa la FCU (Federation of Central Usea), infliggendo gravi perdite e conquistando diverse teste di ponte. Tutto questo grazie a una nuova, rivoluzionaria arma satellitare chiamata Tonitrus, la quale garantirebbe loro una capacità offensiva senza precedenti.
Il nostro destino è quindi chiaro: se siamo in grado di pilotare un aereo, lì è dove dovremo stare. La buona notizia è che non saremo soli, ma saremo in cabina con la leggenda di Usea, Wings of Theve in persona, Jan Cope. Il nostro nuovo compagno non addolcirà, però, la nostra pillola, rivelandoci come, a conti fatti, la sua “leggenda” sia più una trovata di marketing per sollevare il morale delle truppe; una manovra proposta da un enigmatico consulente militare affiliato alla Enso Order, una società militare indipendente. La nostra sfortuna però non finisce qui e, poche ore dopo essere stati salvati dalle acque, saremo dolorosamente di nuovo in mare con il nostro nuovo compagno caduto, e nuovamente in balia delle onde.

A partire da questo momento D.D. ci rivela che saremo noi a raccogliere il testimone dell’eroe caduto, portando il suo nome in battaglia e facendo credere alle masse che non sia mai morto. Il destino però ha il senso dell’umorismo e Jan Cope, anche se caduto in battaglia, finirà con il continuare il suo viaggio all’interno della nostra coscienza come un passeggero o una sorta di fantasma che non può riposare in pace senza prima portare a compimento il suo dovere.
Ace Combat 8: Wings of Theve si apre con questo incipit, raccontato all’interno del prologo, ma sviluppa poi, partendo da questo, il personaggio di Cope, raccontandolo tramite i suoi pensieri, i suoi monologhi, mentre alberga nella nostra mente. Sarà il suo dialogo interno a guidare a grandi linee la nostra vicenda, ma saremo noi in quanto giocatori a prendere le decisioni e a combattere, dando di conseguenza un grosso cambio di registro ai ritmi della squadriglia. La guerra contro Sotoa evolverà sotto i nostri occhi e ci porterà a incontrare temibili nemici [come le squadriglie Shadow N.d.R.] e alleati inaspettati, vivendo una storia che si dipana tra la guerra vera e propria e gli intrecci che i vari personaggi finiscono con il creare. Nella storia c'è infatti più di un colpo di scena interessante che cambia notevolmente il punto di vista che viene maturato sulle vicende e sui vari protagonisti che le vivono. Questo porta naturalmente a rivalutare più volte la situazione, osservando i vari personaggi coinvolti con nuovi occhi. Non siamo di certo davanti a una narrativa di altissimo livello, ma di sicuro è qualcosa che ci ha sorpreso in positivo in diverse occasioni, dipingendo e trattando con estrema delicatezza anche temi molto maturi e delicati.
In questo nuovo capitolo, Ace Combat 8: Wings of Theve non rivoluziona certo la formula tipica che abbiamo visto nella serie. Abbiamo la parte narrativa, portata abilmente su schermo tramite delle cutscene in CGI, a seguito di un briefing esaustivo della missione fatto con schemi e schermate che identificano le fasi del piano; infine ci si prepara per la missione scegliendo l'aereo e il loadout, e, ultimo, ma non meno importante, ci si imbarca per portare a termine il nostro compito.
A prima vista tutto lineare e bello, ma non senza qualche piccola novità e aggiunta. Iniziamo con il parlare, infatti, delle scene in CGI: ecco qui il nostro alter ego virtuale; sebbene non spiccichi una parola, avrà comunque voce in capitolo, offrendoci spesso la possibilità di rispondere alle domande che ci pongono. Al 90% le opzioni saranno Sì o No, e spesso si tratterà solo di scelte puramente estetiche; cionondimeno le abbiamo apprezzate nell’ottica di un giocatore che vuole dare un carattere al proprio pilota al di fuori del proprio stile di volo. Un’altra novità interessante la troviamo nell’albero degli aerei, ovvero il luogo dove investiremo i nostri crediti in tecnologia bellica. Come sempre potremo ottenere nuove parti per i nostri velivoli e nuovi aerei, ma qui arriva la novità: siccome dovremo fornire i mezzi anche ai nostri compagni di volo, non sarà sufficiente averne solo uno. Una volta sbloccato un nuovo aereo, infatti, potremo averne più unità a un prezzo decisamente vantaggioso, permettendoci quindi di fornire aerei migliori ai nostri gregari, anche se nel loro caso non potremo fornirli di parti o scegliere le armi speciali.

Parliamo infine delle migliorie apportate sotto il cofano, ovvero al gioco in sé. Vi abbiamo già accennato che Ace Combat 8: Wings of Theve prende e migliora la formula del settimo capitolo mantenendo gli effetti del tempo e del clima sui nostri sistemi di volo e sulla dinamica. Ecco, su questo punto Ace Combat 8 riesce a fare di meglio, fornendo un feeling più realistico e leggermente meno arcade degli aerei, e rendendoli più “sporchi” nei loro movimenti. Questo riduce molto la sensazione di volare su binari invisibili e rende alcune manovre sicuramente più difficili. Con questo non vogliamo dire che Ace Combat 8 diventa un simulatore, ma solo che, pad alla mano, scoprirete tutta una serie di piccole reazioni che in passato non avreste mai sperimentato, e questo ci è piaciuto molto. Altro elemento che ci ha convinto non poco è la successione delle missioni, qui amalgamata in modo interessantissimo con la trama. Queste sono infatti per lo più interessanti e ben costruite, soprattutto perché rispetto al predecessore limitano le odiose missioni a soglia, dove è necessario semplicemente abbattere un certo numero di forze nemiche in punti entro un limite di tempo. Queste missioni esistono ancora, ma sono state limitate in favore di obiettivi più interessanti e scenari più vari che forniscono situazioni dinamiche e, a volte, anche impreviste. Detto questo, non tutte le missioni sono interessanti allo stesso livello e alcune non brillano proprio per via di alcune scelte a tratti discutibili, o per un level design non sempre brillante. Alcuni nemici risultano letteralmente invulnerabili in alcune missioni e alcune trovate, introdotte per fornire alle truppe nemiche un vantaggio tecnologico, sono a volte dei modi per complicare la vita al giocatore piuttosto che degli espedienti di gameplay interessanti. Nulla di tragico, ma secondo noi questo genera un effetto qualitativo un pochino altalenante lungo le missioni che compongono la campagna principale.
Arrivati a questo punto, come non spendere almeno due parole sulla modalità online parallela alla campagna. Ace Combat Online è infatti un’esperienza del tutto parallela e, a parte qualche decalcomania e poco altro, giocare la campagna non vi gioverà poi molto. La buona notizia è che sarete liberi di concentrarvi solo su questa modalità se vorrete. In Ace Combat 8: Wings of Theve il multigiocatore ha infatti una dimensione del tutto rinnovata: fornisce un hub centrale dove i giocatori si possono vedere e interagire in perfetto stile MMO e, oltre a questo, ha un suo mercato, sfide, Battle Pass e una serie di potenziamenti e personalizzazioni uniche.
Gli sviluppatori di Bandai Namco hanno investito un bel po’ di fatica nel creare una serie di missioni e modalità cooperative e competitive, creando un vero ecosistema PvPvE che può finire anche nel più semplice deathmatch a squadre. Ogni missione vi farà progredire, sbloccare nuove ricompense e nuove abilità e, come potete immaginare, anche elementi cosmetici. Durante la nostra recensione ci siamo avvicinati a questa modalità abbastanza dubbiosi, ma dobbiamo ammettere che dopo averci giocato per un po’ e aver guadagnato qualche livello e potenziamento, il dinamismo e la rapidità di queste missioni ci hanno divertito e intrattenuto più di quanto avessimo preventivato, fornendoci abbastanza varietà da far passare il tempo senza accorgersene. Le varie categorie di match e di missione, inoltre, consentono stili di gioco e tempistiche diverse, permettendo così di scegliere di volta in volta quello che più ci interessa, anche in funzione del tempo a disposizione. Si passa da rapide incursioni a gigantesche battaglie contro boss della serie Ace Combat, per finire con il più banale tutti contro tutti. L'unico difetto forse sta nel matchmaking, meccanismo che dovrebbe mettere insieme persone grossomodo con gli stessi velivoli e le stesse abilità, ma che a tratti permette delle squadre non sempre bilanciatissime, vuoi per via dei veicoli acquistabili tramite battle pass premium, vuoi per la differenza dei velivoli stessi.
Nel caso aveste deciso di preordinare Ace Combat 8: Wings of Theve, potreste scoprire di avere vinto una gradita sorpresa. Bandai Namco ha infatti aggiunto come bonus di preordine la remastered di un Ace Combat molto particolare, Ace Combat Zero: The Belkan War, uscito nel 2006. Questo capitolo è particolarmente interessante per un paio di ragioni. In primis, è uno di quei capitoli della serie che non è mai stato riproposto ed era possibile giocarci solo su console, ma soprattutto era un capitolo che proponeva una meccanica inedita e molto interessante, legata alla moralità delle nostre azioni sul campo di battaglia. Normalmente in Ace Combat si tende a bersagliare e annichilire tutto ciò che ha un segnalino luminoso sopra. In questo capitolo saremo premiati come virtuosi se ci limiteremo a distruggere solo i bersagli contrassegnati come obiettivi di missione, quindi quelli con TGT in rosso per capirci. Inoltre, mentre attacchiamo un nemico, potrebbe anche accadere di colpire un velivolo, ma non abbatterlo. Nulla di atipico, da che mondo è mondo molti aerei richiedono due colpi per essere abbattuti, ma in Belkan War potrebbe succedere che questo nemico si arrenda o in qualche modo diventi inoffensivo. In questo caso, se il nemico è effettivamente innocuo, potremo decidere di non abbatterlo e lasciarlo invece in vita. Tutto questo permetteva al gioco di avere un sistema in cui il giocatore poteva essere visto come un salvatore o come un mercenario assetato di sangue, offrendo quindi finali multipli oltre a una serie di spunti molto interessanti.
The Belkan War rappresenta quindi per noi un grande valore aggiunto a questa produzione, e anche un gran peccato perché al momento non è ottenibile in altro modo. Bandai Namco potrebbe renderlo disponibile sullo store (Steam nel nostro caso) nel prossimo futuro, ma per ora non sembra che sia qualcosa destinato ad avverarsi nel breve.

Giocare ad Ace Combat 8: Wings of Theve è stato un po’ come un gradito ritorno a casa. Abbiamo goduto nel ritrovare quel feedback e quel feeling di volo tanto familiare quanto rinnovato. Purtroppo alcuni vizi sono duri a morire, e la qualità delle missioni, sebbene sia di altissimo livello, talvolta fa qualche scivolone inserendo alcune trovate non proprio geniali o godibili. Detto questo, Ace Combat 8: Wings of Theve è un titolo carico di contenuti ed estremamente longevo. Anche procedendo speditamente per la campagna abbiamo avuto bisogno di quasi 19 ore per portare a compimento le trenta missioni della storia principale e, oltre a questo, vi ricordiamo sempre la possibilità di rigiocare il tutto a difficoltà più alta e con i nuovi aerei sbloccati, la modalità multigiocatore online e persino la remastered di The Belkan War nel caso abbiate voglia di un po’ di retro gaming. L'unico aspetto, forse un po’ critico, è che il lato hardware non è accessibilissimo. Con i suoi 32 GB di RAM consigliata, 8 GB di VRAM e 150 GB di spazio su disco, non stiamo certo parlando di un gioco leggero. Detto questo, a parte qualche crash iniziale (sistemato aggiornando i driver video più recenti), il gioco si è poi sempre comportato in modo più che degno, senza perdere frame anche nelle situazioni più concitate. Sicuramente, se avete dei requisiti più vicini ai minimi le cose potrebbero essere più complicate, ma in questo caso il nostro consiglio è anche quello di limitare le configurazioni se non volete cuocere uova al tegamino sulla vostra GPU per cena.
Per concludere, Ace Combat 8 è stata una bellissima esperienza, un more of the same rafforzato ed esteso rispetto a Skies Unknown e un degno successore per la serie, ricco di contenuti, longevo e anche molto affascinante.

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