Persona 4 Revival – Hands-On [Gamescom 2026]

Pubblicato il 17 Settembre 2026 alle ore 15:30
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Considerando che Atlus ha riportato in vita Persona 3 soltanto pochi anni fa, non sorprende che lo stesso trattamento sia stato riservato anche a Persona 4, con l’obiettivo evidente di avvicinare uno dei capitoli più amati della serie agli standard estetici e qualitativi imposti da Persona 5. Dopo circa un’ora trascorsa con questa nuova versione, non siamo rimasti folgorati da ciò che abbiamo visto, ma le basi sembrano solide e la conoscenza dell’opera originale ci lascia comunque aspettative piuttosto alte per l’esperienza completa. Quando si tratta di remake, Atlus sembra ormai aver definito una filosofia molto precisa: rispettare il materiale originale, intervenendo dove necessario, invece di ricostruirlo completamente.

Chi ha già giocato a Persona 4 conosce bene Inaba, le sue strade, i luoghi che scandiscono la quotidianità del protagonista e naturalmente i personaggi che finiscono progressivamente per entrare nella sua vita. Persona 4 Revival non vuole cancellare quei ricordi né sostituirli con qualcosa di completamente diverso. L’obiettivo sembra piuttosto quello di levigare ciò che oggi mostra maggiormente il peso degli anni, aggiornando l’esperienza dal punto di vista tecnico, visivo e ludico senza alterarne l’identità. La nostra sessione di circa un’ora ci ha permesso di trascorrere liberamente diversi giorni all’interno del calendario di gioco, scegliendo autonomamente come impiegare il tempo. Abbiamo potuto partecipare ad alcuni eventi legati ai Social Link, lavorare sulle statistiche sociali e dedicarci all’esplorazione dei dungeon appartenenti alle prime fasi della storia. Vedere Persona 4 Revival in movimento chiarisce immediatamente una cosa: il cuore del gioco originale è ancora perfettamente riconoscibile. Il salto grafico, però, è notevole. Il sistema di interfacce è stato completamente riallineato allo standard introdotto da Persona 5 e successivamente ripreso anche nel remake di Persona 3.

Menu, transizioni e schermate sembrano continuamente trasformarsi e ripiegarsi gli uni sugli altri, dando anche alle operazioni più semplici, come consultare l’inventario o gestire l’equipaggiamento, una personalità visiva molto più marcata. Atlus ha ormai trasformato il design delle interfacce in uno degli elementi distintivi della serie e Persona 4 Revival sembra voler proseguire su quella strada senza limitarsi a replicare quanto già visto. Anche la colonna sonora ha ricevuto un lavoro significativo. Come già anticipato durante una precedente presentazione, numerosi brani storici di Persona 4 sono stati rielaborati e ampliati, abbandonando in alcuni casi la struttura basata su loop relativamente brevi per assumere una forma musicale più completa. La musica ha sempre rappresentato uno dei pilastri della serie Persona. Ogni capitolo principale possiede una precisa identità sonora e quel linguaggio finisce per influenzare profondamente l’atmosfera dell’intera esperienza. Persona 4 Revival introduce una nuova voce principale, chiamata a reinterpretare diversi brani classici e a partecipare anche alla realizzazione di composizioni inedite. Su questo fronte rimaniamo cautamente ottimisti. Parlare di musica significa inevitabilmente entrare in un territorio molto soggettivo, soprattutto quando si interviene su tracce che molti giocatori ascoltano e amano da quasi vent’anni.

Per quanto ci riguarda, però, le modifiche ascoltate durante la demo ci sono sembrate ben calibrate. Sarà inevitabile provare nostalgia per alcune versioni originali, ma la nuova colonna sonora sembra possedere abbastanza personalità da non apparire come una semplice imitazione. Tra le novità abbiamo ascoltato anche una reinterpretazione vocale del tema notturno di Inaba e un brano di battaglia completamente nuovo. Lo stesso discorso può essere esteso al doppiaggio. Il nuovo cast di Persona 4 Revival ci è sembrato convincente e siamo curiosi di ascoltarlo in un numero maggiore di situazioni narrative. Sostituire un gruppo di doppiatori così profondamente associato ai personaggi originali rappresentava inevitabilmente un rischio, ma almeno durante la nostra sessione non abbiamo percepito cambiamenti particolarmente problematici nel Team Investigativo. L’unico personaggio sul quale conserviamo qualche dubbio è Teddie. Potrebbe dipendere semplicemente dal fatto che abbiamo avuto poche occasioni per sentirlo parlare, ma la sua nuova interpretazione ci è sembrata quella maggiormente distante dal ricordo dell’originale. Non sarebbe comunque la prima volta che Persona 4 modifica alcune delle proprie voci.

I fan storici ricorderanno, per esempio, che anche Chie ha avuto doppiatori differenti nel corso delle varie incarnazioni e degli spin-off della serie. Una novità molto più importante riguarda invece i Social Link. In Persona 4 Revival saranno completamente doppiati, permettendo ai personaggi di esprimere con maggiore forza emozioni, personalità e sfumature che nell’originale erano necessariamente affidate quasi esclusivamente al testo. Per chi conosce già queste storie, potrebbe diventare uno dei motivi più interessanti per riviverle. Se la componente quotidiana rimane relativamente fedele al materiale originale, i dungeon mostrano invece un intervento decisamente più profondo. La parte della demo dedicata all’esplorazione ci ha portati all’interno del primo dungeon e, pur mantenendo una struttura riconoscibile rispetto alla versione PlayStation 2, il sistema di combattimento è stato completamente modernizzato. Oltre all’evidente miglioramento grafico, le azioni principali sono ora associate direttamente a pulsanti specifici, rendendo la gestione dei turni molto più rapida e immediata. Diverse meccaniche introdotte con Persona 5 fanno inoltre il loro ritorno e sembrano integrate in modo naturale. Tra queste troviamo il comando di assistenza e soprattutto il Baton Pass. Quest’ultimo ha sempre generato discussioni tra i fan, perché modifica sensibilmente il ritmo degli scontri e la gestione delle debolezze elementali. La sua presenza in Persona 4 Revival probabilmente riaprirà lo stesso dibattito.

Da una parte rende il combattimento più fluido e offre molte più possibilità tattiche; dall’altra rischia di cambiare in maniera importante l’equilibrio su cui era costruita l’esperienza originale. Alla stessa filosofia appartiene Prime Time, la nuova meccanica centrale introdotta dal remake. Questo sistema aggiunge ulteriori opzioni durante le battaglie più impegnative e sembra pensato per aumentare la varietà delle strategie disponibili. Visivamente è molto spettacolare e si inserisce perfettamente nell’estetica generale del gioco. Resta però da capire quale impatto avrà realmente sulla difficoltà.
Un’aggiunta che ci ha convinti decisamente meno riguarda invece l’esplorazione dei dungeon. Durante la demo era presente una sorta di percorso luminoso capace di indicare chiaramente la direzione da seguire per raggiungere il piano successivo. Non sappiamo ancora se fosse semplicemente un aiuto introdotto per rendere più immediata la sessione dimostrativa oppure una caratteristica destinata a rimanere anche nella versione finale. Nel secondo caso avremmo qualche perplessità. La semplificazione è comprensibile, ma guidare eccessivamente il giocatore rischierebbe di ridurre ulteriormente il senso di esplorazione all’interno di strutture che già nell’originale non erano particolarmente complesse.

Il grande limite di qualsiasi anteprima dedicata a Persona rimane comunque la durata. Un’ora permette di capire come funzionano i sistemi, osservare la nuova veste grafica e provare qualche combattimento, ma difficilmente può raccontare davvero cosa significhi vivere all’interno di un gioco della serie. Persona occupa settimane della vita del giocatore. Le sue storie vengono costruite attraverso decine di ore, giornate apparentemente insignificanti, relazioni che evolvono lentamente e piccole decisioni che acquistano significato soltanto con il passare del tempo. Un’ora rappresenta quindi poco più di un frammento. Possiamo parlare della nuova interfaccia, della qualità delle animazioni, del doppiaggio o di quanto ci abbia convinto la colonna sonora rivisitata, ma tutti questi elementi costituiscono soltanto una parte dell’esperienza complessiva.

Per il momento, Persona 4 Revival possiede comunque molte delle caratteristiche che ci aspetteremmo da un remake di qualità. Le fondamenta dell’originale sono ancora chiaramente presenti e Atlus sembra intenzionata a modernizzarle senza trasformare radicalmente ciò che aveva reso Persona 4 così amato. Le interviste agli sviluppatori hanno già anticipato alcune modifiche minori alla sceneggiatura, ma durante la nostra sessione non abbiamo avuto modo di notare differenze particolarmente evidenti. Sappiamo invece con certezza dell’assenza della route romantica dedicata a Yosuke, contenuto molto richiesto e particolarmente caro a una parte della community. È una mancanza che ci dispiace parecchio e resta da capire quanto finirà per pesare all’interno del pacchetto complessivo. Dopo questa prima ora non siamo ancora pronti a definire Persona 4 Revival il remake definitivo che molti stanno aspettando. Abbiamo visto un gioco più bello, più fluido e molto più vicino agli standard moderni della serie, ma alcune delle modifiche introdotte potrebbero incidere profondamente sull’equilibrio originale. Il materiale di partenza, però, rimane straordinariamente forte. Se Atlus riuscirà a modernizzare Inaba senza cancellare ciò che l’ha resa speciale, Persona 4 Revival non avrà bisogno di reinventare un classico. Dovrà semplicemente dimostrare di aver capito perché lo è diventato.

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