Kamakura Jidai: l’inizio del Medioevo giapponese e Ghost of Tsushima

Pubblicato il 15 Aprile 2020 alle ore 10:00
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di Silvia Begotto
@Linda White

Bentornati amiche e amici della Tribù al nostro appuntamento con gli speciali che ci accompagneranno fino all’uscita di Ghost of Tsushima, il 26 giugno.
Vediamo dunque insieme gli eventi che hanno segnato il Periodo Kamakura (鎌倉時代 Kamakura jidai) che copre l’arco di tempo dal 1185 al 1333, durante il quale è ambientata la vicenda narrata nel gioco.

UNA NUOVA CAPITALE, UN NUOVO GOVERNO

Fino al 1185 la capitale del Giappone era stata Heian (l’attuale Kyōto) che da il nome anche al periodo che va dal 794 al 1185 per l’appunto. Questo fu un periodo molto florido per la cultura giapponese, in cui si toccarono gli apici nella produzione letteraria, nell’assimilazione della cultura cinese e nello sviluppo del Buddhismo. Fu anche il periodo di ascesa della classe militare e, infatti, questo porterà, alla fine del Periodo Heian, allo scoppio della Guerra Genpei, il conflitto che vide contrapposti i clan Taira e Minamoto. La guerra, che vinsero i Minamoto, segnò la fine di questo periodo storico e il trasferimento della capitale a Kamakura, nel Kantō, che divenne il nuovo centro politico.

Nel 1192 Minamoto no Yoritomo si fece nominare shōgun 将軍 (il “generalissimo”), la carica più alta dell’esercito giapponese e instaurò il Kamakura bakufu 鎌倉幕府, il “governo della tenda di Kamakura”: nonostante formalmente fosse nominato dall’imperatore, questo titolo divenne col tempo ereditario. Il Periodo Kamakura segnò l’inizio del Medioevo giapponese, durante il quale shōgundaimyō 大名, letteralmente “grande nome”, e samurai ottennero sempre più privilegi. Lo shōgun concentrò sempre più potere nelle sue mani diventando di fatto il governatore del Giappone, mentre l’imperatore venne relegato a mera figura simbolica, affiancata da un reggente della nobile famiglia Hōjō. Si ebbe così il passaggio da un’aristocrazia di corte a un’aristocrazia guerriera e venne anche codificato il bushidō, l’etica del guerriero.

In questo periodo dominato dalla classe guerriera si collocano gli eventi raccontati in Ghost of Tsushima, ovvero l’attacco al Giappone da parte dell’esercito mongolo, nel 1274 e successivamente nel 1281. Le flotte mongole vennero però spazzate via da due violenti tifoni che si abbatterono sulle navi. Per la straordinarietà dell’accadimento, i giapponesi battezzarono questi venti kamikaze, cioè “vento divino”, a rafforzare la credenza dell’aiuto celeste per vincere contro gli invasori.
Lo shogunato instaurato da Yoritomo durò fino al 1333, durante il quale si succedettero i suoi discendenti; lo sterminio della famiglia Hōjō (che avevano eliminato i Minamoto per impossessarsi del potere) e la distruzione di Kamakura da parte di Nitta Yoshisada da un lato, e il tentativo di restaurare il potere imperiale da parte di Ashikaga Takauji dall’altro posero fine allo shogunato Kamakura e segnarono l’inizio del Periodo Muromachi-Ashikaga.

PROFONDI MUTAMENTI

Anche sul versante letterario e artistico non mancarono di certo le novità. I profondi cambiamenti socioeconomici avevano tolto gran parte del potere effettivo alla corte di Heian, la quale usò l’arma che ancora possedevano gli aristocratici: la poesia. Infatti videro la luce molti capolavori, primo tra essi lo Shinkokinwakashū (“Nuova raccolta di poesie antiche e moderne”). D’altro canto, le battaglie furono lo spunto per i racconti epici, chiamati gunki monogatari (“cronaca militare”), in cui si fondono valori vecchi e nuovi e che portano con sé la consapevolezza che la morte è sempre in agguato sui campi di battaglia.
In queste opere una grandissima rilevanza viene data alla fragilità della vita umana e tutti i testi sono intrisi del pessimismo che deriva dal senso di transitorietà del mondo che ci circonda. Qui si colloca uno dei capolavori del Periodo Kamakura: lo Heike monogatari (Storia della famiglia Taira), un’epopea del filone dei gunki monogatari incentrata su sentimenti buddhisti, che segue l’ascesa e il declino del clan Taira e il suo scontro con i Minamoto. Le battagli, l’amore, l’amicizia e i tradimenti narrati furono tutti spunti per numerose opere successive e testi teatrali.

Anche architettura, pittura e scultura subirono dei cambiamenti rispetto alla precedente epoca e in Periodo Kamakura queste acquisirono maggior realismo e naturalezza. In ogni caso lo stile fu influenzato dalla cultura cinese e dalla diffusione del Buddhismo Zen, oltre che dalla necessità di rendere il Buddhismo più accessibile anche al popolo. Una delle opere più grandiose e rappresentative è l’enorme statua in bronzo di Amida Buddha del tempio Kōtoku-in di Kamakura: è un’imponente scultura alta più di tredici metri, cava all’interno [Io ci sono entrata durante la mia visita a Kamakura, è veramente un’opera imponente N.d.R.], realizzata nel 1252.
I principi di mujō 無常 (“impermanenza delle cose”) e di mappō 末法 (la “fase finale della Legge”, intendendo quella buddhista) furono essenziali per lo sviluppo della cultura di questo periodo in ogni campo e l’incipit dello Heike monogatari ne è un perfetto esempio:

Il rintocco della campana di Gion riecheggia l’impermanenza di tutte le cose. Il colore dei fiori dei due alberi di sala (si dice che due Buddha raggiunsero l’illuminazione sotto questo albero) dimostra veramente che coloro che prosperano ineluttabilmente decadono. Gli orgogliosi sono destinati a finire presto simili a un sogno in una notte di primavera. Anche i coraggiosi infine spariranno come polvere davanti al vento.

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