

Tra i numerosi action RPG che abbiamo provato quest’anno alla Gamescom 2025, Crimson Desert è di sicuro uno di quelli che maggiormente ha attratto la nostra attenzione. Durante la nostra visita abbiamo infatti avuto occasione di provare questo open world per quasi un’ora, sperimentando una corposa sezione di gameplay e persino una bossfight. Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo a parlare della nostra esperienza.

La demo inizia con una sezione piuttosto importante, circa quindici minuti dedicati al tutorial e all’introduzione dell’elaborato gameplay che avremo a disposizione. Crimson Desert offre infatti un combat system decisamente profondo e con una varietà di azioni rimarchevole. Oltre a disporre di diverse armi, il nostro alter ego avrà la possibilità di sfruttare diverse manovre offensive, difensive ed attacchi combinati. A questo si aggiunge un complesso sistema di tecniche e magie, che ci permetterà di usare gli elementi per sfruttare eventuali debolezze del nemico, e il combattimento da distanza con armi dedicate e mira libera. Per concludere avremo anche una serie di poteri con cui incrementare la nostra mobilità e con cui manovrare e spostare oggetti pesanti da usare per completare delle missioni, o come oggetti offensivi contro il nemico. Una volta terminata questa lunga disamina dei comandi a nostra disposizione, saremo finalmente catapultati su un campo di battaglia, dove è in corso un vero e proprio assalto con tanto di macchine da assedio ed eserciti in piena regola. Da bravi soldati il nostro compito qui sarà quello di guidare i nostri alleati, infondendogli coraggio, fornendogli supporto e cercando di ribaltare le sorti in quei punti strategici dove il nemico sembra avere la meglio. Tradotto in poche parole, riceveremo una serie di missioni che ci faranno esplorare il campo di battaglia e ci porteranno a sperimentare il gioco nelle sue varie componenti, il tutto condito con qualche scontro qua e là per farci familiarizzare coi controlli.
Ci siamo dunque messi all’opera ispirando i nostri compagni, riparando i cannoni e usandoli per distruggere le torri dell’accampamento nemico e molto altro ancora. Crimson Desert in questo riesce a proporre un'esperienza decisamente varia ed interessante, costellata di attività e ricca di dettagli. Il mondo che ci siamo trovati ad esplorare, infatti, non presenta un comparto grafico che fa urlare al miracolo, ma secondo noi presenta un colpo d’occhio più che ragguardevole, soprattutto considerando la dimensione del gioco e la sua natura aperta. In aggiunta a ciò, il gameplay risulta assolutamente stabile e godibile, anche in quei momenti in cui dovremo fronteggiare un nutrito numero di nemici, e a schermo ci ritroveremo con un buon numero di particellari dovuti al fuoco e alle nostre abilità.

A proposito di combattimenti, che sono poi una delle componenti fondamentali in questo action adventure, ne abbiamo sperimentati parecchi, e la nostra sensazione è stata per lo più positiva, ma con qualche riserva che approfondiremo a breve. Prima vorremmo parlarvi della seconda parte della nostra prova e della bossfight, entrambi momenti che ci hanno rivelato qualche altro interessante elemento del titolo. Arrivati a un certo punto del nostro gameplay, infatti, la demo ci ha proposto di teletrasportarci direttamente alla parte finale dello scontro, portandoci dentro al forte proprio nelle battute finali del conflitto. Qui faremo i conti con il comandante nemico e i suoi uomini che ci attendono nella sala principale del castello. Ecco, qui gli sviluppatori ci hanno rivelato che Crimson Desert ha spesso multipli percorsi per arrivare alla nostra meta, e talvolta potremo sfruttare delle “scorciatoie” per aggire qualche nemico. Nel nostro caso era possibile raggiungere la stanza del comandante rompendo una vetrata dall’esterno e intrufolandosi direttamente da lì, invece che assaltando direttamente la porta principale. Questo ci dimostra come gli sviluppatori abbiano cercato di rendere verosimile il titolo e di offrire quante più opzioni possibili ai giocatori.

Detto questo, la bossfight in sé è stata forse la parte meno interessante del gameplay. Il nemico si è dimostrato infatti estremamente aggressivo e brutale, caricandoci senza troppi complimenti e portandoci fuori dall’area di combattimento [rischiando tra l’altro di regalarci un game over perché fuori dall’area di missione N.d.R.]. Ripresi da questa iniziale batosta, abbiamo cercato di gestire il nostro avversario mantenendo una certa distanza e cercando di sfruttare le finestre per colpirlo ogni volta che ne avevamo l’occasione. Ben presto però, abbiamo compreso come la battaglia fosse abbastanza impari. La mobilità del nostro nemico è altissima, e anche prendendo le distanze in pochi istanti ci si ritrova comunque corpo a corpo. A complicare la faccenda la stanza dove combatteremo è piuttosto piccola, e il pavimento pieno di ostacoli che nel tempo non faranno che aumentare per via delle colonne che crolleranno. Mantenere le distanze è quindi quasi impossibile e, a causa dei danni piuttosto elevati, saremo portati a curarci spesso e volentieri per evitare spiacevoli conseguenze. Per concludere il nostro danno nei confronti del boss sarà incredibilmente basso, generando uno scontro di attrito che rischia di protrarsi per un tempo lunghissimo. Abbiamo successivamente appreso che era possibile infliggere ingenti danni al boss lanciandogli contro le colonne nei momenti in cui riuscivamo a stordirlo, ma come vedremo a breve, questa è un’operazione che richiede un bel po’ di tempo e di tasti da premere.
Per il resto la bossfight è risultata anche estremamente epica e molto scenografica, sicuramente uno scontro degno di un’epopea fantasy, ma a nostro modo di vedere andrebbe decisamente rivista in termini di vita e danni. Combattendo normalmente siamo stati sconfitti solo una volta e, dopo 20 minuti di scontro serrato (la vita del boss non si è rigenerata dopo la nostra resurrezione), siamo al meglio riusciti a portare il nostro avversario all’ultimo terzo di vita. Facendo rapidamente due conti, questo significa che limitandosi a combattere normalmente il boss, sono necessari circa trenta minuti per portare la sua vita a zero, cosa che ci appare francamente un po' esagerata. Ad onor del vero il gioco ci ha fornito in questa demo quasi 100 cure, cosa che avrebbe dovuto farci comprendere fin da subito la loro importanza all’interno del gameplay stesso, ma al di là di questo crediamo che un’aggiustatina allo scontro sarebbe d’obbligo, se non altro per renderlo un po’ meno pesante.

Giunti a questo punto non possiamo dunque che parlare dell’elefante nella stanza, ovvero l’elemento che più ci ha dato da pensare durante tutto questo gameplay di 50 minuti. Crimson Desert è un gioco che ci ha colpito positivamente sotto quasi ogni punto di vista, ma ci ha lasciati con un grande interrogativo. Il suo più grande pregio è infatti anche il suo più grande difetto e, dopo aver provato questa demo, ci sentiamo abbastanza sicuri di quello che stiamo per dirvi. Disporre di un gameplay così profondo e articolato è infatti una cosa positiva, ma in questo caso ci siamo trovati di fronte a un numero di comandi ed azioni semplicemente folle. Il tutorial iniziale di quindici minuti era infatti solo un elenco infinito di azioni e combo da memorizzare. Ora personalmente mentre giocavamo abbiamo usato un terzo delle azioni provate nel tutorial e, negli scontri normali, forse la metà. Oltre alla difficoltà di doversi ricordare ogni combinazione di tasti a cosa corrisponde, abbiamo anche serie di azioni che vanno eseguite in sequenza per ottenere azioni complesse. Nella bossfight, ad esempio, avremo potuto usare le colonne abbattute in modo offensivo, ma questo prevedeva di ritirare l’arma, passare con la pressione di R1+L1 alla modalità concentrazione, quindi inquadrare la colonna premere un tasto per agganciarla, premere ripetutamente X per sollevarla da terra, avvicinarla a noi, premere triangolo per afferrarla ed infine premere di nuovo un tasto per mirare ed uno per lanciarla. Tutto questo mentre il nemico era a terra stordito per una ventina di secondi.
Detto ciò, siamo piuttosto certi che il gioco finale introdurrà le singole azioni con delle tempistiche molto più dilatate, permettendo al giocatore di assimilare con il tempo le varie azioni, e quindi di memorizzarle sia a livello mnemonico che muscolare. Anche alla luce di questo, una sequenza del genere di tasti, anche con i suggerimenti a schermo, in una situazione concitata come una bossfight, risulta decisamente un po’ troppo da eseguire, specie le prime volte. Al di là di questo, se fallirete o sarete troppo lenti, avrete sprecato per intero la finestra offerta dal gioco, finestra che avreste potuto impiegare banalmente per colpire ripetutamente il boss. Tutto questo sproloquio è per dire che in Crimson Desert la complessità del gameplay è stata forse portata un po’ troppo all’estremo, finendo con lo sforare nel macchinoso e rendendo le cose più complesse del necessario. Nei combattimenti contro i nemici normali, infatti, le cose sono piuttosto lineari e alla fine si usano un numero molto più basso di combinazioni, poteri e combo, vuoi perché non ci si ricorda tutti i tasti mostrati, o perché davvero non si sente il bisogno di usare proprio tutte le manovre apprese. Se quindi nel gioco finale riusciranno ad alleggerire un po' il combat system, ma mantenendo comunque un livello così profondo di azioni nel gameplay, Crimson Desert potrebbe diventare veramente un gioco memorabile, perché per il resto le carte in regola ci sono. Se quindi come noi siete in attesa di questo interessante open world, sappiate che purtroppo non vedrà la luce quest’anno, ma sarà disponibile a partire dal 19 marzo 2026. Rimanete dunque sulle nostre pagine per saperne di più in futuro, e perché no, per l’eventuale recensione.

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