Dragon Ball Xenoverse 3 – Hands-On [Gamescom 2026]

Pubblicato il 16 Settembre 2026 alle ore 14:00
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Pongiornissimo, amici della Tribù, come state? Oggi siamo qui nuovamente per parlare di uno dei miei appuntamenti svolti in quel di Colonia, durante la passata Gamescom.
Come primissima tappa nel corso del mio secondo giorno di fiera, ho avuto il piacere e l’opportunità di venire ospitato presso lo stand di Bandai Namco Entertainment; in questa sede, ho potuto provare due titoli estremamente diversi tra loro e, nell’articolo di oggi, vi parlerò del primo di questi due, ovvero Dragon Ball Xenoverse 3. Da fan delle opere firmate dal mitico e compianto Akira Toriyama, mi sono avvicinato a questa particolare prova su strada con un sentimento un po’ più “legato” rispetto al solito, quindi non voglio indugiare ulteriormente, perché c’è tanto di cui parlare. Mettetevi comodi, stiamo per partire verso un’era del tutto inesplorata!

Appendice 1: Anno 1000

Dragon Ball Xenoverse 3 è il seguito diretto di uno dei giochi più longevi di tutto il gigantesco parco titoli dedicato alle avventure di Goku e dei suoi amici. Xenoverse 2, infatti, compirà presto il suo decimo anno di età ed è quindi chiaro che Bandai Namco e Dimps (gli sviluppatori della serie), vogliono fare le cose davvero in grande per il capitolo che dovrà fargli seguito. Per l’occasione, questo nuovo gioco di Dragon Ball si prepara a portarci mille anni avanti nel tempo, in un futuro del tutto inedito [ideato però dallo stesso Toriyama N.d.R.] rispetto ai molti archi narrativi a noi familiari.
In questa realtà di stampo marcatamente futuristico, denominata Age 1000, ci troviamo ad attraversare le strade di West City, una megalopoli popolata da numerosi umanoidi provenienti da specie molto diverse dell’universo di DB che convivono e prosperano. Tra le altre cose, questa gigantesca città funge anche da hub online, mentre l’influenza cardine del suo design dell’ambientazione è ovviamente la Capsule Corporation, l’azienda storica del franchise fondata da Bulma… che dal canto suo è riuscita in qualche modo a essere ancora in vita (oltre che ringiovanita) ed è un personaggio di riferimento nella nostra avventura.

In Xenoverse 3 ci troviamo a interpretare un avatar di nostra creazione, facente parte della Squadra Great Saiya, un gruppo di guerrieri dalle capacità straordinarie dedito alla protezione da minacce fuori dal comune.
Uno dei focus principali di quest’opera sta infatti nella personalizzazione del proprio personaggio, che avrà la possibilità di appartenere a una di sei razze giocabili, tra cui figura la novità assoluta del lignaggio androide, e di specializzarsi in un’incredibile varietà di tecniche di combattimento. Non per niente, nel corso del nostro incontro, ci è stato illustrato quanto sarà profonda la capacità di influenzare le mosse, i talenti e le abilità speciali del nostro combattente, dando libero sfogo alla propria creatività grazie a una struttura che prende a piene mani dal filone dei GDR più classici, con tanto di alberi delle abilità. Girando per West City, luogo che (per quanto visto per pochi minuti) ci è parso davvero brulicante di vita, è possibile fare la conoscenza di una miriade di personaggi, alcuni dei quali sono in grado di affidarci missioni e incarichi. Inoltre, sono anche presenti delle aree sotterranee, luogo principale dove si andrà alla ricerca di collezionabili di varia natura.

Appendice 2: Un’anima nella tasca

Come già detto, in base alle proprie scelte, in Dragon Ball Xenoverse 3 è possibile avere tra le mani un personaggio estremamente diverso da giocatore a giocatore, ma vi sono elementi fondamentali che accomunano tutti gli avatar. In particolare, le due meccaniche su cui è stata posta molta attenzione sono il Risveglio, la capacità di poter attivare uno stato potenziato che è legato all’uso della nostra aura, e l’anima, ciò che consente di farsi assistere (Aiuto anima) o direttamente di trasformarsi brevemente (Cambio anima) in un personaggio di Dragon Ball totalmente diverso dal proprio.
Quest’ultima novità, in particolare, è uno degli elementi più preponderanti su cui il nuovo Xenoverse sembra voler puntare, legato ai cosiddetti MystiPix. Se avete presente come funzionano i mentori nella modalità World Tour di Street Fighter 6, riuscirete a farvi rapidamente un’idea. In sostanza, grazie a un particolare PNG, abbiamo la possibilità di risvegliare le anime di guerrieri storici e stringere con loro un rapporto sempre più forte: col tempo, si sbloccano così sempre più elementi che dipendono da questo combattente, come animazioni diverse per i propri attacchi, potenziamenti esclusivi e tecniche a essi legati.

Al di là delle molte spiegazioni, ci siamo infine anche lanciati nella nostra missione di prova, accompagnati per l’occasione da tre compagni guidati dalla CPU. Esplorando una distesa ghiacciata abbiamo potuto menare le mani con degli sgherri di bassa lega per prendere confidenza con il sistema di combattimento e l’interfaccia di gioco. Dobbiamo ammettere che, sulle prime, ci siamo trovati un attimo in difficoltà a orientarci tra comandi ed elementi a schermo, ma senza troppi problemi siamo giunti alla scontro finale con un boss d’eccezione, ovvero Broly!
È in questo combattimento che ci siamo resi conto di quanto Xenoverse 3 punti molto sul lavoro di squadra, dato che senza i nostri compagni saremmo stati spazzati via piuttosto facilmente dal nemico, malgrado l’uso delle nostre tecniche più potenti. Altro elemento di gioco che riprende molto gli action RPG è la barra dell’aura del nemico che, mano a mano che egli viene danneggiato, si consuma per poi lasciarlo vulnerabile per qualche secondo. Anche l’interazione con l’ambiente, dato che per difenderci da alcuni attacchi è stato necessario nascondersi dietro a pilastri di ghiaccio trovando copertura, sembra spingere in questa direzione (nel bene e nel male).

A conti fatti, il combattimento di Xenoverse 3 ci ha divertito, ma non ha mostrato la profondità che ci aspettavamo e, per quanto le tecniche a nostra disposizione si siano rivelate interessanti, il tutto ci ha lasciato dubbiosi sulla sua solidità. Parliamoci chiaro, trasformarsi in Trunks, imbracciare la sua spada e lanciarsi all’assalto in uno stato uberpotenziato è stato ovviamente soddisfacente, ma ci chiediamo se questo basti a Xenoverse per fare i passi in avanti che gli sviluppatori si sono prefissati. In particolare, è inevitabile il confronto con un più recente Sparking! ZERO, che per sua stessa natura, a livello di profondità di gameplay, è anni luce avanti a un titolo come questo, che mostra un approccio forse troppo leggero.
Chiaro è che, nel corso del nostro provato, non abbiamo avuto modo di godere di tutto il processo di personalizzazione e ottimizzazione del nostro alter ego, ma è anche vero che una customizzazione incredibilmente profonda non porta troppo lontano se, pad alla mano, non ci si sente stimolati. In tutto questo, c’è anche da prendere in considerazione che la componente multigiocatore non era presente nel test, altro elemento che può spostare molto gli equilibri di un titolo come questo.

Conclusioni: Verso il futuro

Come potete immaginare, ci sarebbe ancora molto da dire riguardo agli elementi inediti di Dragon Ball Xenoverse 3, siano essi parte dell’ambientazione o del suo gameplay, ma il tempo a disposizione nella demo era tiranno [15 minuti in totale N.d.R.], quindi non ci resta che cercare di tirare le somme della nostra prova. Come nota aggiuntiva, possiamo di certo spendere buone parole per la scelta di passare a un cel-shading più marcato rispetto ai due capitoli precedenti, rievocando meglio lo stile artistico che ha reso celebre Dragon Ball!
Il nuovo titolo curato da Dimps mette sul piatto novità interessanti, che sottolineano la natura quasi MMORPG del progetto. Indubbiamente, una personalizzazione così approfondita, unita alla libertà di approccio (almeno sulla carta) alla storia e ai molti personaggi di DB, di cui il gioco sarà pieno, è un elemento che può fare la felicità di tanti fan. L’idea di spingersi in un contesto del tutto inesplorato è inoltre affascinante, ma al contempo ci riserviamo di avere dei dubbi su quanto alcune aggiunte possano essere davvero cruciali per spingere il gameplay verso nuove vette di divertimento e longevità. Prima del lancio ufficiale, fissato per il 2027, c’è ancora tempo, quindi siamo certi che gli sviluppatori avranno modo di continuare ad aggiustare il tiro anche in base ai pareri della community!

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