The Ballad Singer: Knights Templar

Un nuovo Capitolo per i Templari

Pubblicato il 2 Novembre 2026 alle ore 10:15
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Che cosa significa guidare i Cavalieri Templari nel cuore delle Crociate? The Ballad Singer: Knights Templar prova a rispondere a questa domanda, trasportandoci in un'epoca segnata da conflitti, fede e ambizione. Sviluppato da Curtel Games, un micro-team italiano composto da due persone, e pubblicato su PC tramite Steam, il titolo ci mette nei panni di un Gran Maestro alla guida di un Capitolo Templare in Terra Santa, con tutte le responsabilità che ne conseguono.

Il vostro crostaceico redattore ha avuto l'opportunità di provarlo grazie a una key gentilmente offerta da Curtel Games e deve ammettere di essersi lasciato assorbire da un'esperienza tanto semplice nelle premesse quanto complessa nelle meccaniche.

Templari alla riscossa

Partiamo dalla trama, un elemento particolarmente importante, che funge da vero e proprio filo conduttore per tutti gli altri comparti del gioco. Un prologo ci mette nei panni del fondatore dell'Ordine, Hugues de Payns, impegnato a raccogliere risorse e consensi per dare vita al proprio Capitolo.
Questa sezione introduttiva, particolarmente interessante, ci mette subito di fronte a diverse scelte: dovremo decidere dove recarci per ottenere sostegno alla nostra causa, scegliendo tra Francia, Italia e Inghilterra, e affrontare ulteriori dilemmi nel corso dei viaggi, valutando quali risorse privilegiare in vista della campagna in Terra Santa. Il tutto, accompagnato dai primi combattimenti, funge da tutorial iniziale. Purtroppo, le spiegazioni che ci vengono fornite si rivelano fin troppo superficiali e poco chiare nelle fasi successive, costringendoci spesso a procedere per tentativi ed errori.

Terminato il prologo, un salto temporale ci porta nei panni del nuovo Gran Maestro del Capitolo Templare. Il nostro compito sarà mantenere in salute l'Ordine, garantendone la stabilità economica e rafforzandone la potenza militare.
Erediteremo alcune risorse e l'influenza accumulata sulle diverse fazioni durante il prologo, in misura variabile a seconda delle decisioni prese. Spetterà poi a noi sfruttare al meglio quanto ottenuto, costruendo edifici destinati alla produzione e allo stoccaggio delle risorse, all'addestramento e alla cura dei cavalieri, oltre ad accogliere nuovi membri nel Capitolo.
Da questo momento in poi, la trama si sviluppa seguendo le nostre decisioni, permettendoci di riscrivere il corso della Storia. Le numerose scelte a disposizione possono produrre conseguenze anche molto diverse, modificando gli equilibri geopolitici del mondo di gioco. Nel frattempo, cresceremo nel nostro ruolo di Gran Maestri, migliorando le statistiche e ampliando il Capitolo fino a raggiungere il massimo del suo potenziale.

La storia imbastita da Curtel Games è interessante e riesce a svolgere efficacemente il proprio ruolo di filo conduttore. Il problema è che la sua presenza non è sempre sufficientemente incisiva e la scrittura tende a essere eccessivamente prolissa. I lunghi blocchi di testo che siamo costretti a leggere, tanto durante la narrazione quanto nei tutorial, rischiano di allontanarci dall'esperienza e di stancarci rapidamente. A mitigare il problema interviene un doppiaggio di buona qualità, disponibile anche in italiano [grazie, Curtel Games! N.d.R.] che contribuisce a rendere la fruizione dei dialoghi più scorrevole e piacevole.

How to The Ballad Singer: Knights Templar

La componente narrativa trova un valido alleato nel gameplay, che offre una buona varietà di attività e riesce, almeno inizialmente, a mantenere vivo l'interesse del giocatore. The Ballad Singer: Knights Templar si presenta come un gestionale strategico nel quale dovremo valutare attentamente quali risorse spendere e quali conservare, così da garantire ai nostri uomini le migliori possibilità di sopravvivenza durante gli scontri.
Il sistema di gioco si articola in diverse fasi, determinate dalle carte che ci vengono proposte. All'inizio di ogni giornata possiamo scegliere tra due carte, ciascuna delle quali corrisponde a un'attività: si va dalla costruzione degli edifici e dalla gestione dei lavoratori alla nomina dei membri del Consiglio che governa il Capitolo, passando per il reclutamento di nuovi postulanti, ovvero aspiranti membri dell'Ordine, l'allontanamento di quelli già presenti e la raccolta delle risorse. Molte di queste attività si risolvono attraverso una scelta. Durante il reclutamento, per esempio, dovremo valutare quali candidati offrano le abilità o la dote più vantaggiose. Nella costruzione degli edifici, invece, sarà necessario stabilire dove assegnare i lavoratori e quali strutture convenga realizzare, mentre durante le missioni di pattuglia dovremo selezionare il gruppo di quattro soldati da inviare.
La raccolta delle risorse introduce, invece, un piccolo minigioco: dovremo distribuire i lavoratori tra le tre risorse che intendiamo estrarre e, successivamente, cliccare sulle figure che li rappresentano per accelerarne il lavoro.
Una volta esaurite le carte disponibili, la giornata volge al termine, spesso accompagnata da un evento narrativo che ci mette di fronte a una scelta destinata a influenzare le risorse a nostra disposizione.

Nel complesso, il gameplay gestionale di The Ballad Singer: Knights Templar è semplice da comprendere nelle sue basi, ma offre un buon numero di attività. Il problema emerge dopo alcune ore, quando le meccaniche iniziano a mostrare il fianco alla monotonia; capita persino di ritrovarsi a scegliere una carta che, in quel preciso momento, non permette di compiere alcuna azione utile.
Una gestione delle attività meglio calibrata avrebbe potuto evitare situazioni simili, che finiscono per rendere l'esperienza frustrante.

Il discorso cambia, almeno in parte, quando si passa ai combattimenti. Questi si basano su numerosi fattori e risultano decisamente poco intuitivi. Gli scontri si svolgono su campi di battaglia suddivisi in celle, sulle quali possiamo muovere i nostri soldati; quando ingaggiamo un nemico, possiamo inoltre scegliere le mosse, rappresentate da carte, che il nostro cavaliere o postulante dovrà utilizzare. Eppure, nonostante queste possibilità, l'esito degli scontri dipende in larga misura dalle statistiche dei combattenti coinvolti e dal loro equipaggiamento.
A determinare il risultato è infatti un sistema di calcolo che opera in background e automatizza buona parte della risoluzione del combattimento. Il problema è che le sue regole vengono spiegate in maniera confusa e frammentaria, senza fornire al giocatore una visione d'insieme sufficientemente chiara per poterle sfruttare a proprio vantaggio. Il risultato è una notevole dose di frustrazione: può capitare di scoprire, senza riuscire a comprenderne davvero il motivo, che un cavaliere apparentemente valido si riveli estremamente inefficace, mancando ripetutamente i colpi e finendo al tappeto dopo appena due attacchi avversari. Con un po' di olio di gomito e buona volontà è comunque possibile ottenere risultati soddisfacenti. Resta però la sensazione di trovarsi davanti a un sistema eccessivamente complesso, che avrebbe beneficiato di regole più intuitive e di un maggiore controllo da parte del giocatore, oltre che di una componente casuale meno determinante.

Nel suo insieme, il gameplay, arricchito dalle scelte narrative che ci permettono di guadagnare o spendere risorse, risulta particolare e in parte originale. Le meccaniche contribuiscono a farci entrare nell'atmosfera del gioco e si integrano discretamente con la trama. Il legame tra le due componenti, tuttavia, non è sempre efficace: con il passare delle ore, la ripetitività delle attività finisce per emergere, facendo perdere parte di quella magia iniziale. Nonostante ciò, l'esperienza rimane divertente per buona parte del tempo e riesce a mantenere vivo il nostro interesse.

Anche il comparto tecnico e quello grafico contribuiscono a dare forma all'esperienza, pur presentando alcune criticità. Le hitbox risultano talvolta grossolane e la gestione degli input non è sempre precisa: durante i combattimenti, per esempio, trascinare il cursore per spostare la visuale può provocare anche il movimento involontario dell'unità selezionata, facendoci sprecare un turno.

Sul fronte visivo, lo stile grafico si adatta bene al periodo storico rappresentato e presenta una direzione artistica gradevole, ma l'esecuzione appare ancora piuttosto grezza. A questo si aggiunge la mancanza di animazioni particolarmente curate, che contribuisce a far percepire alcuni limiti della produzione.

Cosa pensiamo di The Ballad Singer: Knights Templar

The Ballad Singer: Knights Templar è un titolo intrigante, che mette in mostra l'ambizione e le capacità dei due sviluppatori italiani di Curtel Games, alle prese con un progetto che sembra, in alcuni suoi aspetti, andare oltre le loro possibilità attuali. Il risultato finale rimane comunque più che valido e lascia intravedere un potenziale che sarebbe un peccato sottovalutare.
Nel corso delle nostre ore di gioco siamo riusciti a immergerci nell'atmosfera templare che Curtel Games intendeva ricreare, divertendoci nonostante i limiti evidenziati. Ci sentiamo quindi di consigliare il titolo agli appassionati di storia e dei Cavalieri Templari, ma anche a chiunque sia incuriosito da un gestionale che propone meccaniche articolate e un sistema di combattimento che richiede pazienza per essere compreso.

Promosso, ma con ampi margini di miglioramento.

Good

Narrativa interessante e ricca di scelte
Doppiaggio di buona qualità, anche in italiano
Ambientazione templare suggestiva
Buona varietà di meccaniche gestionali

Bad

Tutorial poco chiaro e insufficiente
Ripetitività e testi eccessivi
Combattimenti poco intuitivi
7.5
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Curtel Games
Distributore: Curtel Games
Data di uscita: 6 ottobre 2026
Genere: Gestionale Strategico
PEGI: N.D.
Piattaforme: PC tramite Steam

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