

In occasione della Gamescom 2025 siamo stati ospiti di Xbox per un lungo evento durante il quale abbiamo avuto modo di provare e approfondire diversi titoli. Nel caso di The Outer Worlds 2 abbiamo potuto osservare una breve sezione di gameplay, durante la quale abbiamo ricevuto alcune delucidazioni importanti su questo atteso seguito.
The Outer Worlds 2 è infatti un more of the same, e gran parte delle meccaniche importanti e centrali del primo capitolo sono qui altrettanto fondamentali. Detto ciò, abbiamo potuto osservare una sezione di gameplay che mescolava un po’ di stili di gioco diversi, proprio per permetterci di toccare con mano la varietà dei possibili approcci offerti dal titolo. Sarà quindi possibile strisciare tra le ombre e i nascondigli per poi far saltare la testa a un ignaro nemico di guardia, oppure potremo optare per una strategia più diretta e a base di piombo. Insomma, ogni scelta è quella giusta, l'importante è che alla fine dia i suoi frutti.
Anche in The Outer Worlds 2 vige la regola che le skill sono un elemento fondamentale nel gameplay e, se verranno portate su a dovere, daranno accesso a opzioni di gameplay uniche che altrimenti richiederebbero più lavoro, oppure non che potrebbero non essere proprio disponibili. Nella sezione che abbiamo visto giocare il nostro protagonista si infiltrava dentro ad un edificio denominato Tomba della Matriarca; al suo interno è possibile procedere in vari modi, ad esempio se si ha hacking abbastanza alto si potranno violare alcune console di controllo, cosa che sarà fattibile anche con un valore della skill inferiore, ma richiederà di trovare prima una chiave. Comunque si decida di procedere, l’esplorazione è e resta una componente incoraggiata che premia il giocatore con semplici drop, ma anche con qualche opzione aggiuntiva.
Nel nostro caso, ad esempio, è stato possibile sfruttare un animatronix adoperato per narrare la storia locale per distrarre un automa sentinella che finirà con l’essere allontanato dalla sua usuale posizione di guarda proprio dallo strano comportamento della sua controparte, e ci permetterà quindi di svicolare oltre al suo controllo. Ad aggiungersi a questo abbiamo potuto osservare l’uso dei gadget, oggetti consumabili in grado di fornire un grosso aiuto in alcuni casi specifici. Nel caso specifico del nostro gameplay, l’artefatto usato ci ha permesso di avere un’idea di tutti i presenti nell’edificio entro un certo raggio, permettendoci così di pianificare le nostre mosse future con la dovuta calma.
Una meccanica che risulta invece del tutto nuova, e anche molto benvenuta, arriva sotto forma di una aggiunta al nostro HUD: nel momento in cui saremo delle vicinanze di un elemento segreto, e la nostra abilità sarà sufficientemente alta per farci rendere conto della cosa, ci comparirà al centro dello schermo un’icona a forma di occhio ad indicarci la vicinanza di un segreto di cui il nostro alter ego è consapevole. Per trovarlo sarà quindi sufficiente guardarsi in giro in modo da seguire gli indizi che otterremo dal gioco stesso e rivelare quindi il segreto in questione.
Per concludere ci teniamo a rassicurarvi, lo spirito di The Outer Worlds è, in questo seguito, del tutto intatto, a partire dal tono dei dialoghi e delle situazioni, per finire con le animazioni delle armi, spesso sopra le righe e molto stravaganti. Aspettatevi quindi il tipico humour alla The Outer Worlds e preparatevi ad esplorare molti altri pianeti e situazioni al limite del possibile in questo seguito, che ormai vedrà la luce tra non molto, esattamente il 29 ottobre.
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