Stadia Lo Streaming secondo Google – Speciale

Google Stadia

Disponibile ai Founders già da Novembre, ma aperto al resto del pubblico solo in tempi più recenti, il servizio di Streaming di Google, Stadia, è ormai alla portata di tutti, complice anche il periodo di prova proposto in occasione della pandemia in corso. Da bravi curiosi in redazione non abbiamo potuto esimerci dal mettere il prima possibile le mani su questo servizio di streaming e, dopo diversi mesi di gioco e prove, siamo qui per discutere dei pro e dei contro di questo tanto discusso prodotto proposto da Google.

DALLA FONDAZIONE

Per prima cosa iniziamo con il descrivere che cosa è Stadia a tutti gli effetti, e soprattutto cosa ha da offrire ai suoi clienti. Partiamo quindi dall’ovvio dicendo che Stadia è un servizio di streaming casalingo di titoli videoludici, annunciato ormai più di un anno fa, e che permette, anche senza disporre di un Pc o di una console da gioco, di usufruire di numerosi titoli sfruttando i server di Google. Al momento è infatti possibile accedere a Stadia in diversi modi e per mezzo di diversi dispositivi. Per chi ha acquistato la Founder’s Edition, o la più recente Premier Edition, il metodo più normale consiste nello sfruttare il Chromecast Ultra e il controller compresi nella loro edizione.  Per essere più precisi tutti i Chromecast Ultra sono al momento compatibili con Stadia e possono essere adoperati per accedere al servizio, anche se sarà necessario abbinare a quest’ultimo un controller per poter giocare effettivamente (al momento solo lo Stadia Controller, ma in futuro dovrebbe essere possibile abbinare anche altri controller delle più comuni console da gioco). Attenzione però che tutti i Chromecast Ultra precedenti al lancio di Stadia, ed anche alcuni messi in commercio nel periodo aperto ai soli Founders, non hanno di base il supporto a Stadia, e potrebbe essere necessario aggiornare il firmware del vostro dispositivo per veder comparire Stadia tra i servizi disponibili.

Il secondo metodo con cui fruire del servizio streaming di casa Google è quello di sfruttare il loro browser web, o per meglio dire sfruttare un browser web basato su Chromium che sia sufficientemente aggiornato [Siamo infatti riusciti a far funzionare Stadia anche sul nuovo Microsoft Edge disponibile da qualche tempo n.d.r.]. In questa configurazione sarà possibile sfruttare però una buona dose di controller, oltre a mouse e tastiera per giocare. Al momento è infatti possibile connettere quasi la totalità dei controller al Pc e sfruttarli sia via cavo che via Blutooth per giocare su Stadia dentro al vostro browser web.

In ultimo, ma non meno importante, Stadia è ora disponibile su diversi dispositivi Android. In origine solamente i telefoni Google, ed in particolare solo la serie Pixel 4 e Pixel 3, erano in grado di offrire il servizio, ma ora il supporto è stato esteso a molti dispositivi con Android 10.0 o superiore [Anche se il nostro consiglio è quello di controllare sul sito ufficiale i modelli compatibili, nel tempo sono destinati ad aumentare n.d.r.]. Con questa modalità di gioco avremo ancora una volta la possibilità di giocare usando i nostri controller casalinghi, collegandoli al nostro smartphone tramite bluetooth oppure via USB quando possibile. A rimanere fuori in questo caso però è il solo controller Switch Pro che, per il momento non è disponibile all’uso su dispositivi mobile in nessun modo. Al momento non ci sono inoltre notizie certe per quanto riguarda l’arrivo di una versione dell’App per i dispositivi Apple, che per il momento almeno, restano esclusi in toto dallo streaming [Sull’App store è però presente l’app ufficiale che, per ora, permette solo di sfogliare la propria libreria di titoli, ed acquistarne di nuovi per mezzo dello store online n.d.r.]

UN CONTROLLER DIVERSO

Fin qui non vi abbiamo detto molto del controller di Google Stadia, ed il motivo è che si tratta di un pezzo di hardware piuttosto interessante. A prima vista non vince certo il premio per il controller più bello, o ergonomico della storia, ma condivide un certo numero di caratteristiche con i suoi cugini provenienti dal mondo console. Il D-pad è piuttosto classico e presenta una corsa degli switch piuttosto breve, mentre i tasti azione arrivano direttamente dal mondo Microsoft sfoggiando i classici a, b, x, y sul lato destro del dispositivo e quattro dorsali, di cui due grilletti. La disposizione degli stick analogici arriva invece dal mondo Sony, con gli stick posizionati alla medesima altezza ed il d-pad lasciato nella parte alta sinistra. Nella parte centrale del corpo  i classici “start” e “select” ed in più un tasto deputato a catturare degli screenshot dello schermo, ed uno che ci permette di invocare l’assistente vocale Google (anche se al momento le funzionalità ed il suo uso sono limitati alla sola schermata Home, e solo per alcue funzioni tra cui lanciare i giochi in libreria). Il controller ha infatti nella parte bassa un microfono che può essere usato per le funzioni di chat, ed un jack da 3,5” per collegare eventuali cuffie.

Per ricaricare il controller, ed eventualmente connetterlo via cavo ad un Pc o uno smartphone, lo Stadia Controller fa uso di una singola porta Usb Type-C che ci permette di ricaricare in tempi piuttosto rapidi la batteria del nostro compagno; batteria che risulta essere interna e non sostituibile, se non smontando il controller stesso.  La caratteristica peculiare di questo controller sta però nella modalità con cui può interagire con il servizio di Google. Oltre a collegarsi via cavo è infatti possibile sfruttare il Wi-Fi, avete letto bene, non il bluetooth. Lo stadia controller si connetterà infatti direttamente al vostro Access Point, o Router Wi-Fi, bypassando del tutto l’eventuale Chromecast Ultra o Pc (Su dispositivi Androind questa funzione non è disponibile dato che potreste non essere connessi a nessun Wi-Fi). Questo escamotage permette al controller Stadia di essere direttamente in collegamento con i server Google, guadagnando di fatto in responsività e qualità dei controlli.

PRO, NON PER FORZA

Google Stadia arriva sul mercato con la possibilità di giocare senza pagare alcun abbonamento mensile. Stadia Pro è infatti un servizio che ci darà accesso ad alcuni privilegi esclusivi, ma non ci vincola ad un pagamento mensile per forza. Su Stadia infatti i giochi si comprano dallo store, ed una volta acquistato un gioco sarà possibile giocarci in streaming gratuitamente (a patto di disporre di un modo per collegarsi ai server e fruire il gioco). Giocare in modalità free avrà però le sue limitazioni; i giochi saranno fruibili al massimo in 1080p a 60 FPS e con l’audio in stereo [Limitazioni abbastanza blande se non disponete di una Tv o schermo Pc in 4K ed un impianto in 5.1 n.d.r.]. Al contrario pagare l’abbonamento Pro ci darà accesso ad alcuni privilegi tra cui il video in 4K con il supporto per l’HDR e l’audio in Dolby 5.1 [Purtroppo al momento non si tratta di un 4K nativo, la risoluzione a cui i giochi vengono renderizzati è probabilmente 1440p e quando poi il segnale viene ricevuto dal Chromecast Ultra questo esegue un Upscale in 4K n.d.r.]. Attenzione però che queste specifiche sono al momento da intendersi solo su Chromcast Ultra, su Browser verranno introdotti col tempo, ed al momento della scrittura di questo articolo è stato introdotto solo il supporto per l’audio 5.1. Altri benefici che si hanno con il Pro sono: l’accesso agli sconti esclusivi sullo store che verranno periodicamente aggiornati, e la possibilità di riscattare gratuitamente un certo numero di titoli al mese [da 1 a 3 per ora n.d.r.], titoli che però saranno disponibili al gioco solamente finché sarete membri Pro.

LA NOSTRA PROVA

In questi mesi abbiamo avuto modo di provare il servizio di Google in diverse situazioni e su diverse piattaforme, potendo sperimentare condizioni di rete disparate. Partiamo quindi con il dire che, nella maggioranza dei casi, siamo riusciti a giocare in modo dignitoso ai titoli nella nostra libreria, ma con alcuni singhiozzi e senza qualche problemino saltuario. La prima cosa che abbiamo riscontrato è come tra la versione Chromecast Ultra, e quella per Browser ci sia una certa differenza, non solo in termini di risoluzione, ma anche di stabilità e qualità dell’immagine. Se su Chromecast Ultra la nostra esperienza è per lo più fluida e con una qualità eccellente dell’immagine, non possiamo sempre dire lo stesso della nostra esperienza su Browser Web. Responsabile di questa differenza sono, con ogni probabilità, i decoder video integrati in chrome che richiedono ancora un certo grado di raffinatezza ed ottimizzazione. Le immagini presentano infatti diversi artefatti, soprattutto in quelle scene a bassa luminosità e con colori molto simili tra loro, inoltre anche la responsività dei comandi risulta saltuariamente essere rallentata con alcuni fenomeri più rari di vero e proprio lag. Abbiamo quindi optato per eseguire un test cambiando la qualità della connessione e cambiando Pc. Il risultato è che giocando su un Pc più performante i problemi riscontrati vengono in parte arginati, ma non del tutto (sintomo di un problema di ottimizzazione insito nel software di riproduzione, piuttosto che un problema di vera e propria mancanza di prestazioni da parte dell’hardware o di connessione).

Variando la qualità della connessione abbiamo invece raccolto informazioni piuttosto interessanti. Stadia infatti tende a non saturare troppo la connessione che ha a disposizione, e per la maggioranza del tempo non richiede una connessione esagerata. Ci sono però diversi fenomeni di picco, per lo più legati a scene particolarmente concitate, che possono portare la connessione ad essere messa sotto torchio a dovere. Google dichiara che il minimo per garantire un’esperienza a 720p e 30 FPS è di 10Mbps mentre quella raccomandata per un’esperienza fluida in 4K è di 35Mbps. A questi valori però Google non ha affiancato un requisito per quanto riguarda il Ping, valore forse ancora più cruciale della mera larghezza di banda all’interno di un servizio di streaming. Alla luce dei nostri test abbiamo però riscontrato dei valori leggermente diversi e, per godere appieno dell’esperienza in 4K con HDR e audio in 5.1 riteniamo che sia più credibile avere 40-50 Mbps ed un ping che non sia superiore di troppo ai 10ms. Con valori di ping più alti, e di banda più limitati, infatti, lo streaming scende facilmente in 1080p e, soprattutto a fronte di un ping più elevato, la reattività dello streaming tende a peggiorare anche in modo piuttosto tragico, arrivando ad essere quasi ingiocabile con valori superiori a 30ms. Anche il valore di 10Mbps ci pare quindi poco ragionevole per un limite inferiore, anche se qui il vero problema non è tanto la larghezza di banda, quanto più che connessioni di questo tipo sono tipicamente ADSL vecchio stampo con un valore massimo di banda di 20Mbps e un ping che di solito si attesta sui 35ms, cosa che rende improbabile giocare in modo fluido. Non escludiamo che con una banda molto limitata, persino a 10 Mbps, ed un ping molto basso il tutto possa risultare giocabile come dice Google, ma si tratta di uno scenario non certamente comune.

GIOIE E DOLORI

Stadia alla fine della fiera si è dimostrato un servizio valido e, per la maggioranza dei casi anche stabile e perfettamente fruibile persino in 4K con HDR e audio in 5.1 [target raggiunto su Chromecast Ultra con una connessione di circa 60Mbps in download e 9 ms di ping n.d.r.]. Il pubblico però sembra non aver recepito troppo bene questa novità, ed il numero di utenti che si sono avvicinati al servizio streaming di Google è ancora basso. Persino dopo questo periodo di pandemia e la prova gratuita che permette di fruire di due mesi di Pro gratuito a tutti  i giocatori, il numero degli utenti stenta a salire.  A ben vedere l’elefante nella stanza in questo caso, non è proprio la qualità del servizio, quanto più nella politica marketing di Stadia stessa. Già nel periodo pre-lancio Google ha fatto diversi errori, anche gravi, nella comunicazione con i suoi utenti, promettendo funzioni che poi si sono dimostrate non ancora pronte al lancio, o del tutto assenti dall’offerta finale. A questo panorama già non troppo lusinghiero si è aggiunta una libreria al lancio non proprio ben nutrita, e con veramente pochi titoli di richiamo per il grande pubblico. Persino ora che i giochi sono aumentati di numero restano comunque ancora decisamente pochi per offrire varietà alla community dei player e, complice di questo,  vi è sicuramente il prezzo dei giochi sullo store, e l’abbonamento, percepito come un’aggiunta sgradevole che fa lievitare il prezzo dell’esperienza. Salvo sconti per Pro infatti, tutti i titoli presenti nello store sono a prezzo di lancio pieno, anche per quelli usciti sul mercato più di un anno fa (titoli che  la maggioranza dei giocatori ha già comprato, giocato e finito a suo tempo). In aggiunta l’abbonamento Pro permette l’accesso ad un numero molto limitato di giochi [laddove la concorrenza di altri servizi analoghi propone una libreria molto più nutrita, ed un abbonamento con una lineup di tutto rispetto n.d.r.], ed alcuni anche di scarso richiamo per le grandi masse di giocatori. Stadia ha infatti pochi titoli che fungono da System Seller, e con questo intendiamo titoli che escono in esclusiva per la piattaforma [si veda Gylt ad esempio n.d.r.] oppure giochi che escono simultaneamente su tutte le piattaforme, mettendo così Stadia almeno ad armi pari con le altre piattaforme di gioco. Il risultato è che la maggioranza dei giocatori preferisce giocare ancora su console e Pc, magari acquistando i titoli dagli store virtuali, o persino dai tanto criticati siti di Key, che offrono prezzi decisamente più bassi.

CONCLUSIONI

Stadia è un prodotto che a dirla tutta ci piace. L’esperienza è ottima, ed i giochi funzionano senza troppi problemi, permettendoci di giocare senza pensare a patch, aggiornamenti, o download fastidiosi. Acquisti un gioco e semplicemente lo avvii senza ulteriori perdite di tempo e senza soluzione di continuità. Non abbiamo avuto modo di provare l’esperienza su piattaforma mobile, ma a conti fatti, per ora la qualità migliore è sicuramente offerta dall’accoppiata Chromecast Ultra + Stadia Controller. A dispetto di questo le scelte di Marketing di Google sono alquanto discutibili e, soprattutto se paragonate ad altri servizi concorrenti, risultano poco competitive andando così a svalutare agli occhi del pubblico la totalità del servizio. Stadia è infatti un servizio che non ha ancora raggiunto la piena maturità, e prova ne è il fatto che molte funzioni non sono ancora disponibili ed i titoli sono ancora pochi. Google ha assolutamente bisogno di pubblicare più prodotti di richiamo, e soprattutto rivedere in parte la sua politica di prezzi per rendere questo prodotto appetibile al pubblico. Come appare chiaro al momento, la sopravvivenza, e l’eventuale successo di Stadia è ora nelle mani combinate di Utenti e Sviluppatori. Se Google riuscirà a convincere il pubblico a far parte del loro servizio sicuramente ne vedremo delle belle, al contrario il rischio è di assistere ad un inesorabile quanto catastrofico flop che porterà alla chiusura prematura di questo tanto discusso servizio.

Nato nel lontano 87, entrato in contatto col videogioco grazie a NES e Game Boy, ma consacrato al mondo del gaming solo più avanti dalle saghe di Final Fantasy e Metal Gear. Ora convinto sostenitore del media video ludico come mezzo per comunicare non solo storie, ma anche e sopratutto emozioni ed esperienze coinvolgenti. "I giochi in passato non avevano una grafica assurda, era altro che li rendeva memorabili ai nostri occhi di bambini, la nostra capacità di sognare. Ed io voglio tornare a sognare".

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