

Ben ritrovati ragazzi, finalmente è arrivato il momento di parlarvi di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties. L’originale Yakuza 3 ha sempre rappresentato un momento di svolta per la saga. Pubblicato nel 2009 in Giappone, fu il primo capitolo principale a debuttare su PlayStation 3 e, come spesso accade nei passaggi generazionali, portò con sé diversi compromessi tecnici e strutturali. Questo non lo rendeva affatto un brutto gioco: l’ambientazione di Okinawa offriva una boccata d’aria fresca rispetto alle solite strade congestionate di Kamurocho, e la nuova vita di Kazuma Kiryu come responsabile di un orfanotrofio aggiungeva una dimensione umana e sorprendentemente tenera al suo personaggio. Tuttavia, il sistema di combattimento risultava incerto, con nemici eccessivamente difensivi che trasformavano molte risse in scontri frustranti e poco dinamici.
Con Yakuza Kiwami 3, Ryu Ga Gotoku Studio ha deciso di affrontare di petto quelle criticità, applicando una revisione profonda grazie al Dragon Engine e arricchendo il pacchetto con una notevole quantità di contenuti inediti. Alcune aggiunte funzionano meglio di altre, ma l’obiettivo è chiaro: rendere Yakuza 3 finalmente all’altezza degli standard moderni della serie. A completare il tutto arriva Dark Ties, una nuova storyline secondaria che approfondisce il passato di Yoshitaka Mine prima degli eventi principali. Il risultato finale dipende molto dal vostro rapporto con l’originale, ma è innegabile che ci sia parecchio da apprezzare. La storia di Yakuza 3 resta una delle più lineari e leggibili dell’intero franchise, e lo intendiamo come un pregio. Tra tradimenti, complotti e svolte improvvise, il fulcro resta sempre Kiryu, ora impegnato a proteggere l’orfanotrofio Morning Glory a Okinawa insieme ad Haruka. L’assenza di più protagonisti giocabili, come accadeva in Yakuza 4 e 5, rende la narrazione più compatta e focalizzata. Quando Morning Glory finisce nel mirino di speculatori edilizi e Daigo Dojima, sesto presidente del clan Tojo, viene gravemente ferito, la trama si riaccende e ci riporta anche a Kamurocho. Le nuove cutscene introdotte in questa versione ampliano e rafforzano alcuni passaggi chiave, senza snaturare le caratteristiche eccentriche tipiche dello studio.
Morning Glory diventa il vero cuore pulsante di Yakuza Kiwami 3, trasformandosi in una sorta di gestionale accogliente e sorprendentemente profondo. Se nell’originale l’interazione con i bambini era piuttosto superficiale, qui possiamo dedicarci a numerose attività quotidiane che rendono l’orfanotrofio vivo e credibile. Il sistema del Daddy Rank è una delle aggiunte più riuscite: completando minigiochi come aiutare con i compiti, cucinare, cucire o catturare insetti, rafforziamo il legame con i bambini e miglioriamo il nostro ruolo di figura paterna. Il tutto è reso ancora più memorabile da momenti volutamente sopra le righe, come sentire Kiryu proclamare con serietà assoluta di essere diventato “un drago… del cucito”. A questo si aggiunge la gestione del giardino, dove possiamo coltivare ortaggi, allevare animali e commerciare con i mercanti locali. Piantare, raccogliere, scambiare e reinvestire le risorse diventa un ciclo sorprendentemente coinvolgente, capace di farci perdere ore senza accorgercene. Ogni attività contribuisce a migliorare il benessere dei bambini e le finanze dell’orfanotrofio, rendendo il progresso tangibile e appagante.
Naturalmente, la pace non dura a lungo e Kiryu deve tornare a fare ciò che sa fare meglio: combattere. Il sistema di combattimento è stato profondamente rivisto. Oltre al rinnovato stile Dragon of Dojima, tornano gli stili Ryukyu, che introducono l’uso di armi come i nunchaku e offrono nuove opzioni per il controllo della folla. Il combattimento risulta molto più fluido rispetto alla versione PS3, con animazioni migliorate, meno nemici passivi e boss fight più dinamiche, arricchite da QTE e da una maggiore enfasi su schivate, tempismo e gestione delle aperture. Il potenziamento delle abilità è ora più immediato e meno macchinoso, grazie a un sistema semplificato che elimina le vecchie suddivisioni in sfere. Accumulare denaro è relativamente facile, soprattutto dedicandosi alle attività secondarie, rendendo la crescita di Kiryu costante e gratificante. Alcune nuove meccaniche, come il sistema telefonico in stile “Aloha Links”, appaiono però superflue e poco integrate, soprattutto considerando alcune funzionalità storiche che sono state rimosse.
Tra le assenze più dolorose spicca quella delle Revelations, uno degli elementi più iconici della serie. Vedere Kiryu trarre ispirazione da situazioni assurde per sbloccare nuove mosse era parte integrante dell’identità di Yakuza 3, e la loro rimozione pesa più di quanto si vorrebbe ammettere. Anche alcuni recast di personaggi principali risultano controversi: Goh Hamazaki, Rikiya e Nakahara hanno nuovi modelli che, in alcuni casi, perdono parte del carisma originale, pur mantenendo una buona resa complessiva grazie alla sceneggiatura.
Tra le aggiunte più convincenti spicca invece la storyline delle Haisai Girls, una gang motociclistica femminile guidata da Kiryu in qualità di mentore. Le missioni legate a questa sottotrama offrono combattimenti frenetici, guerre territoriali e risse su larga scala che risultano divertenti e ben strutturate, pur restando opzionali rispetto alla storia principale.
Dark Ties rappresenta infine una delle sorprese più interessanti del pacchetto. Vestendo i panni di Yoshitaka Mine, assistiamo alla sua ascesa nel mondo criminale attraverso uno stile di combattimento brutale, ispirato alla boxe, e meccaniche inedite come Shackled Heart. Le attività di Damage Control, incentrate sul ripulire la reputazione di Kanda, offrono missioni varie e spesso ben scritte, mentre la Hell’s Arena introduce una variante strategica al classico Colosseo, con rischio e ricompensa costantemente in equilibrio. Il finale, senza entrare nei dettagli, introduce alcune modifiche dal peso potenzialmente significativo per il canone della serie, scelte che potrebbero dividere i fan più attenti alla continuità narrativa.
Nel complesso, Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties è un pacchetto ambizioso e ricco di contenuti. Non tutte le scelte convincono e alcune modifiche faranno storcere il naso ai fan storici, ma l’espansione di Morning Glory e la qualità di Dark Ties da sole giustificano l’operazione. È un remake che osa, sperimenta e, pur inciampando qua e là, riesce a offrire una delle reinterpretazioni più coraggiose e sostanziose dell’intera saga.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per PC.

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