

Dopo aver parlato di Yakuza Kiwami per Switch 2 nella nostra precedente recensione, è arrivato il momento di analizzare un po’ più approfonditamente (visto che attualmente sul sito non esiste pubblicamente una recensione) del suo sequel. Yakuza Kiwami 2 è il remake del secondo capitolo della serie Yakuza, rilasciato nel 2018, che vede Kiryu subire ancora di più le conseguenze di ciò che è successo alla fine del primo capitolo con il suo ritiro dal mondo malavitoso per rifugiarsi nell’amore paterno per Haruka, una ragazzina incontrata nella sua precedente avventura che condivide con lui dei sentimenti per una donna che purtroppo non tornerà mai più. Nel corso della recensione parleremo più approfonditamente del gioco, seppur senza andare eccessivamente nei dettagli, e della conversione su Switch 2 che, seppur più interessante, è sicuramente la più problematica tra quelle analizzate sul sito per svariati motivi.
La storia di Yakuza Kiwami 2 si svolge circa un anno dopo le vicende del primo capitolo e ci mostra Kiryu e Haruka che celebrano l’anniversario della morte di alcune delle persone più importanti per i due che sono venute da poco a mancare. Poco dopo l’omaggio funebre (che funge anche da video recap del primo capitolo) Kiryu viene raggiunto da Yukio Terada, un caro amico e quinto capofamiglia del Tojo Clan che - però - rimane vittima di un agguato da parte di alcuni membri della Omi Alliance del Kansai, una sorta di gruppo rivale del Tojo Clan. Rimasti orfani di un nuovo capo, il Tojo Clan inizialmente rifiuta l’aiuto di Kiryu che, però, mosso dall’amicizia per Terada decide di indagare sulla Omi Alliance dirigendosi a Osaka, nel pieno della base nemica. Qui incontra il Drago del Kansai, Ryuji Goda, e si ritrova invischiato in una nuova guerra che fa le sue vittime e, soprattutto, in una cospirazione che si risolverà - ovviamente - a suon di cazzottoni spettacolari con rivoli di sangue e cutscene mozzafiato. Yakuza Kiwami 2, ovviamente, è un miglioramento in tutto e per tutto del primo capitolo e un remake che permette di scoprire la storia dei due dragoni giapponesi con un nuovo stile e, soprattutto, una storia inedita di Goro Majima che permette di scoprire di più sul personaggio.
Il sistema di combattimento rimane pressoché lo stesso della serie con numerose migliorie dovute a una nuova iterazione del Dragon Engine che consente una maggiore interazione con le ambientazioni e tante nuove mosse speciali da poter utilizzare al culmine della forza interiore di Kiryu. Il Dragone di Dojima, infatti, possiede numerosi stili da poter utilizzare in base al nemico che ci si trova davanti, potendo optare per attacchi potenti nel caso si debbano frantumare le difese più arcigne o più veloci nel caso ci si trovi davanti a un gruppo numeroso da attaccare nello stesso momento. Il gameplay funziona ottimamente e, ancora una volta, dimostra come RGG Studio sappia fare i compiti a casa portando sullo schermo un netto miglioramento rispetto al passato (sia con 0 che con Kiwami), ma il difetto più grande deriva proprio dal Dragon Engine. Questo motore, infatti, è molto pesante e inficia pesantemente non solo sulle performance di gioco, ma anche sulla capacità o meno di raggiungere i 60 FPS. Infatti anche su Switch 2 il gioco è bloccato sui 30 frame al secondo a causa di alcuni problemi tecnici sull’engine che, se portato a 60, rischia di corrompere definitivamente elementi di gioco come le combo o alcune tipologie di minigiochi che non sono stati realizzati pensando a una frequenza video più alta. Questo può essere un netto passo indietro rispetto a Kiwami e 0 che sulla console ammiraglia Nintendo possono garantire i 60 FPS stabili, ma il tutto viene controbilanciato da un importante upgrade grafico che mette in mostra i muscoli del Dragon Engine e le sue potenzialità, dimostrando il motivo del suo utilizzo negli anni a venire. Il gioco, infatti, raggiunge tranquillamente i 1080p (in portatile) e il 4K (in modalità Dock) senza problemi e il frame rate, seppur bloccato sui 30, viene mantenuto tranquillamente anche nelle sequenze più importanti e piene di effetti a schermo.
Punto di forza di questa versione, oltre alla possibilità di giocare in portatile stabilmente, è anche la localizzazione nella nostra lingua - come per Yakuza Kiwami - che sarà disponibile direttamente da domani su Nintendo Switch 2 e dall’8 dicembre su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam (con un update gratuito) che includerà oltre all’italiano anche i sottotitoli in altre lingue come il tedesco, il francese e lo spagnolo, tra le altre. La localizzazione è di ottimo livello e non abbiamo notato particolari strafalcioni a parte piccoli refusi (lettere magari invertite o simboli grammaticali posti in maniera errata) che, siamo sicuri, verranno sistemati con una patch.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per Switch 2

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