recensione

Wild Hearts S

Wild Hearts S rinasce su Switch 2 con un porting sorprendentemente solido, tutti i DLC inclusi e un sistema di caccia e costruzione che brilla più che mai

Pubblicato il 8 Ottobre 2025 alle ore 14:14
0
di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Qualche anno fa, un affascinante titolo di caccia chiamato Wild Hearts arrivò sulle principali piattaforme moderne, ben prima che Switch 2 fosse disponibile. Pubblicato sotto l’etichetta EA Originals, il gioco non ebbe la fortuna che meritava: le prestazioni altalenanti su PC e il rapido abbandono del supporto post-lancio ne frenarono la popolarità. Ed è un peccato, perché si trattava di un action RPG in stile Monster Hunter realizzato con estrema cura, arricchito da un’idea brillante nella costruzione e gestione degli strumenti.

Nel corso degli anni abbiamo sempre considerato Wild Hearts un titolo straordinario e, oggi, torna con una nuova occasione per brillare. Wild Hearts S approda su Switch 2, svincolandosi dall’ombrello di EA e includendo tutti i contenuti della Karakuri Edition e gli aggiornamenti post-lancio, già integrati al momento dell’uscita. L’avventura ci riporta nella magnifica Azuma, un Giappone feudale fantastico diviso in quattro grandi regioni stagionali. Qui un profondo squilibrio naturale ha spinto enormi bestie chiamate Kemono a lasciare i propri habitat, devastando i villaggi umani e assediando la roccaforte dei cacciatori di Minato. La trama esplora con sensibilità il fragile equilibrio tra uomo e natura, portando a una conclusione tanto inevitabile quanto drammatica: la natura deve essere domata, una caccia alla volta.

Fin dai primi minuti di gioco ci siamo innamorati di Wild Hearts S. Durante il tutorial, il gioco invita ad avvicinarsi furtivamente a una creatura pacifica per... accarezzarla a volontà. Un momento semplice, ma emblematico, che cattura lo spirito del titolo: un mix di rispetto per la natura e combattimenti spietati contro colossali mostri che minacciano la sopravvivenza di Minato. Fortunatamente, abbiamo a disposizione un arsenale di otto armi straordinariamente diverse e spettacolari. Ogni tipologia offre un approccio unico: la Katana, inizialmente tradizionale, si trasforma in una frusta letale capace di tagliare i Kemono in un turbine di colpi; le Lame Artiglio consentono di agganciare il bersaglio e muoversi in aria con eleganza; l’Arco invece si rivela un’arma esplosiva e devastante, capace di conficcare dozzine di frecce nei nemici per poi farle detonare tutte insieme.

Il sistema Karakuri è il cuore dell’esperienza. Fin dall’inizio possiamo costruire strutture e congegni ingegnosi utilizzando le risorse del mondo: teleferiche, alianti, trampolini e rampe che rendono l’esplorazione più dinamica e gratificante. È possibile piazzare accampamenti in qualunque punto, con tende per il viaggio rapido e fucine mobili per modificare l’equipaggiamento. Nel nostro caso, abbiamo trasformato una spiaggia in una base perfetta, completa di cucina e vista sull’oceano: un piccolo angolo di paradiso in un mondo spietato.
Durante le battaglie, i Karakuri diventano strumenti strategici. Nei momenti più intensi, il gioco ci regala “ispirazioni” che sbloccano nuove costruzioni utili per contrastare gli attacchi dei boss. Ricorderemo per sempre la prima volta in cui un gigantesco cinghiale è stato proiettato a metri d’altezza da un muro evocato all’ultimo secondo: puro spettacolo. Con il progredire dell’avventura, le possibilità si moltiplicano, arrivando a strutture colossali come il Cannone Celeste, una delle invenzioni più folli e soddisfacenti del gioco.

Anche la varietà dei Kemono resta elevata. Dai ratti e cinghiali delle prime cacce si passa presto a creature titaniche come scimmie infuocate, tigri glaciali e lupi elementali. Le battaglie sono intense, visivamente spettacolari e sempre diverse, grazie a un level design che spinge a sfruttare al massimo il terreno e i Karakuri. Come in ogni buon gioco di caccia, i materiali ottenuti dai nemici servono a forgiare nuove armi e armature. Tuttavia, Wild Hearts S delude leggermente sul fronte estetico: la maggior parte dei set d’armatura risulta visivamente anonima, tanto che abbiamo preferito utilizzare per tutta la campagna la splendida skin ninja in legno della Karakuri Edition. Sul piano funzionale, però, l’equipaggiamento resta utile grazie a bonus per la difesa, la resistenza e le abilità speciali.
Dal punto di vista tecnico, il porting su Switch 2 è sorprendentemente solido. Non raggiunge i 60 FPS stabili, ma si mantiene fluido e visivamente appagante, un netto miglioramento rispetto alla versione PC originale. Considerando la natura open-world del titolo, le prestazioni sono più che soddisfacenti e rendono questa edizione la più equilibrata mai realizzata.

In definitiva, Wild Hearts S è un ritorno riuscito di un action RPG sottovalutato, che oggi trova la sua forma migliore su Switch 2. Con un sistema di costruzione brillante, combattimenti intensi e un mondo vivo e affascinante, il gioco di Omega Force riesce finalmente a ricevere l’attenzione che meritava. EA potrà anche aver chiuso il capitolo, ma noi speriamo che Wild Hearts continui a crescere: Azuma è troppo bella per essere dimenticata.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per Switch 2.

Good

Sistema di caccia profondo e dinamico
Meccaniche Karakuri brillanti
Ambientazione affascinante
Armi varie e spettacolari
Grande libertà di esplorazione
Porting ben ottimizzato su Switch 2
Esperienza completa con tutti i DLC e gli aggiornamenti post-lancio già inclusi

Bad

Design delle armature poco ispirato
Progressione leggermente ripetitiva con alcune cacce e boss che vengono riproposti più volte, riducendo la varietà nelle fasi più avanzate
8.9
PEM-PEM

Sviluppatore: Omega Force
Distributore: KOEI TECMO Europe
Data di uscita: 25 luglio 2025
Genere: Avventura, azione
PEGI: 12+
Piattaforme: Nintendo Switch 2

Approfondisci:

Lascia un commento

Tribe Games ® Tutti i diritti riservati.
tagbubblehistorycheckmark-circlecross-circle