recensione

Underchoice

Una vita sotterranea da incubi

Pubblicato il 6 Luglio 2026 alle ore 11:30
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Bentornati, ragazzi e ragazze della Tribù, sulle nostre pagine questa volta per discutere di Underchoice, un piccolo titolo dal grande potenziale che ricalca le orme di Papers, Please, riuscendo però a fonderlo con un'atmosfera da Fallout Shelter. Questo gioco, sviluppato da TG Indie e pubblicato da Targem Games, è uscito l'1 giugno 2026 su PC tramite Steam, e viene definito dagli sviluppatori come un Simulatore di sopravvivenza che vi metterà alla guida di un bunker in stile Vault in un mondo che ha appena iniziato il suo inverno atomico.

Underchoice ci ha incuriosito da subito per più motivi: presenta scelte morali da fare, una grafica in pixel-art che sembra intrigante e un gameplay molto particolare che, in questo genere di giochi, solitamente finisce per essere una perla da giocare almeno una volta. Con tutte queste buone premesse, ci siamo tuffati in questa breve, ma intensa, avventura, alla scoperta di quanto profondo e interessante possa essere Underchoice.

Come detto in precedenza, il titolo ci porta in un mondo sull'orlo della crisi apocalittica nucleare; noi siamo un robot assegnato alla supervisione del suo bunker, chiamato Nodo, e siamo responsabili di mantenerlo in funzione, anche se questo richiede sacrifici agli abitanti all'interno. Passata la prima settimana, che funge da tutorial e da momento tranquillo iniziale, le bombe cadono, il mondo va in malora e i sopravvissuti iniziano a riversarsi verso i vari Nodi; noi siamo l'ultima linea, decidiamo chi entra e chi rimane fuori, una scelta alquanto complicata e dalle implicazioni morali alquanto pesanti [il vostro crostaceico redattore, per esempio, che è un buono di cuore, è finito con il bunker distrutto da una bomba N.d.R.]. In tutto questo, dovremo anche stare attenti alle risorse all'interno del Nodo: provviste alimentari, energia elettrica (e quindi il carburante per generarla) e l'integrità del bunker stesso, che ha un totale fisso di punti ferita che DEVONO rimanere sopra lo zero.

A questo si aggiunge anche la gestione delle abilità speciali, sia attive che passive, dei vari abitanti del Nodo: ognuno di essi presenta uno specifico set di abilità che serve in determinati momenti per risolvere pesanti Minacce che possono rovinarci un'intera settimana nel giro di pochi secondi. Inoltre, tutti quanti hanno un'abilità speciale, che permette loro di fare di più, come guarire un punto ferita al cittadino che vive come suo vicino oppure un'altra dove c'è una possibilità del 20% che compaia un nuovo oggetto nel nostro inventario. Gli oggetti, infatti, sono un'ulteriore aggiunta che ci consente di organizzare meglio le giornate e le settimane, dato che possono riempire nuovamente le nostre risorse o permettere a qualcun altro di non usare energia elettrica, se non assolutamente necessaria.

Il gameplay di Underchoice, quindi, presenta un'idea di fondo molto interessante, che purtroppo rimane un poco sviluppata visto che, per la maggior parte del tempo, si finisce a far passare le giornate e poco altro. La trama si mischia anche con la narrativa attraverso la meccanica delle missive di ciò che rimane del governo centrale, il quale ci comunica cambi di regole in stile Papers, Please; il titolo non ha la stessa profondità narrativa e psicologica, quindi risulta poco interessante una volta superate le prime interazioni. In ogni caso, ci si riesce a divertire con Underchoice, nonostante sia abbastanza contenuto e diventi, alla lunga, ripetitivo. Il titolo di TG Indie ha bisogno di sviluppare al meglio tutte le idee che il team ha avuto, così da poter raggiungere il suo pieno potenziale.
In aggiunta, anche la trama risulta abbastanza banale e poco ispirata. Dialoghi e personaggi riescono sì a incuriosire, ma la linearità della narrazione e la scelta di demandare quasi completamente al giocatore la comprensione del proprio rapporto con il regime, senza adeguate indicazioni a schermo, finiscono per compromettere l'esperienza. Inoltre, tutta la narrativa sembra essere stata fatta con un po' di fretta, come se fosse un semplice filo conduttore che non dovrebbe avere troppa importanza. Insomma, la storia di Underchoice meritava di essere molto più prominente e d'impatto.
Invece, abbiamo trovato i personaggi e i dialoghi molto interessanti, pieni di sfaccettature e molto diversi tra loro. Nonostante ciò, l'interesse nei loro confronti è scemato nelle ore di gioco successive, in quanto inizieremo a conoscere tutti i 20 possibili inquilini disponibili e a non essere più sorpresi da ciò che possono fare [per esempio, il tizio che arriva e si fa esplodere è interessante la prima volta, ma perde interesse alle sue apparizioni successive N.d.R.].

Tutto questo è supportato dalla grafica e dal sonoro, per quanto con qualità differenti: mentre la grafica in pixel-art compie un ottimo lavoro e riesce a creare un'atmosfera di continua tensione e di crisi, l'audio risulta molto poco convincente per le poche tracce musicali e i limitati effetti sonori; il problema è che annoiano dopo un paio di partite complete, dato che presentano poca varietà. La fortuna di Underchoice è l'eccellente comparto tecnico, che offre un'esperienza estremamente fluida e priva di bug, solamente con qualche rara hitbox imprecisa.

In conclusione, Underchoice è un titolo ambizioso che vorrebbe unire la classica esperienza di Papers, Please con quella di un Fallout Shelter. Gli sviluppatori di TG Indie sono riusciti a creare un'atmosfera di tensione, paura e di pressione grazie a un gameplay che si basa sulle decisioni del giocatore per raccontare la sua storia. Purtroppo, Underchoice aveva e continua ad aver bisogno di un'espansione narrativa e meccanica, nonché di maggiori opzioni per l'accessibilità e la facile comprensione delle varie meccaniche; più spiegazioni dettagliate degli effetti di abilità e oggetti, migliore UI e una storia più importante e comprensibile lo renderebbero un titolo davvero convincente, una piccola perla che chiunque dovrebbe provare.
Ad oggi, ci sentiamo di consigliarlo a chiunque voglia passare un paio d'ore di sfide continue, di cercare di leggere i personaggi solo dalle poche linee di dialogo e di vivere un'esperienza che mette una certa pressione per l'importanza della missione che stiamo svolgendo. Non dovete pensare di trovare un nuovo Papers, Please o un Fallout Shelter con qualcosa in più, ma semplicemente un titolo che ci si avvicina a entrambi per poi separarsene nettamente, andando a creare la propria esperienza.

Promosso? Sì, ma con riserve e la consapevolezza del grande potenziale che per il momento non è riuscito a raggiungere.

Good

Gameplay divertente...
Personaggi intriganti e ben scritti...
Tecnicamente quasi perfetto
Grafica in pixel-art ben realizzata

Bad

...ma con poca profondità
...ma accompagnati da una trama troppo banale
Colonna e effetti sonori troppo poco variegati
6.6
NONNO APPROVED

Sviluppatore: TG Indie
Distributore: Targem Games
Data di uscita: 1 giugno 2026
Genere: Simulatore di sopravvivenza
PEGI: 16+
Piattaforme: PC

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