

Come accade anche in altri otome di AmuLit, The Red Bell’s Lament dà assoluta priorità alla narrazione e racconta una storia oscura, densa di tensione e potenzialmente costellata da finali negativi. Il romanticismo è presente, ma cede il passo all’azione, al dramma e persino a componenti thriller. Se abbiamo apprezzato titoli come Bustafellows o Even if Tempest, che mettono la storia al centro lasciando spazio solo occasionale al sentimento, allora ci troveremo perfettamente a nostro agio con questo nuovo otome firmato Voltage.
Proprio perché il romanticismo non è il cuore pulsante del gioco, i momenti di intimità passano in secondo piano, a favore dello sviluppo dei personaggi, della costruzione del mondo e della messa in scena di colpi di scena davvero sorprendenti. Questo approccio narrativo si riflette anche nella struttura dei “percorsi”, qui gestita in modo diverso rispetto agli otome più tradizionali. The Red Bell’s Lament integra tutte le scelte in un’unica grande trama, rendendo il diagramma di flusso incluso nel gioco un alleato prezioso. Durante la missione di salvataggio di Nyx, ogni nostra decisione e ogni scelta influenzeranno l’esito finale della storia.
Vista la grande varietà di finali negativi e positivi – alcuni dei quali necessari per sbloccare contenuti extra, come le Storie Speciali e le Corone Elgan – questa struttura a bivi risulta essenziale. Inoltre, la presenza di una comoda funzionalità di Q.o.L. che ci riporta all’ultimo crocevia in caso di finale negativo precoce evita frustrazioni eccessive. Se siete abituati a visual novel con percorsi dedicati a ogni personaggio, potrete trovarvi spaesati all’inizio, ma questo sistema ci ha convinti: offre una narrativa fluida e coinvolgente anche nei giochi otome più intricati.

Sebbene The Red Bell’s Lament sia principalmente una visual novel, include segmenti più dinamici. Durante le Missioni, ci troviamo su una sorta di scacchiera dove muovere una pedina per attivare eventi, raccogliere Corone Elgan e raggiungere il traguardo entro un numero limitato di mosse. Non si tratta mai di sezioni particolarmente impegnative, ma alcuni enigmi richiedono una riflessione attenta se vogliamo completare tutto al 100%. Abbiamo apprezzato l'integrazione di questi momenti, perché ben si adattano al tono del gioco e aggiungono una dimensione interattiva interessante.
Dal punto di vista della scrittura, la sceneggiatura può risultare talvolta discontinua. Il doppiaggio, invece, è eccezionale. Il cast regala performance di altissimo livello. La storia ci conquista davvero una volta arrivati a Nyx, anche grazie a uno sviluppo dei personaggi ben calibrato, con protagonisti e comprimari ugualmente sfaccettati. Anche i personaggi non romantici sono stati curati con attenzione. Tuttavia, ci sono passaggi dove la localizzazione potrebbe risultare un po’ goffa; non si tratta di errori grossolani o di un uso di traduzioni automatiche, ma piuttosto di frasi che stonano nel contesto. Ad esempio, quando Juliet dice ad Asher: “Immagino che questo significhi che siamo liberi di fare ciò che vogliamo per il prossimo periodo”, la costruzione risulta forzata. Per fortuna, momenti di scrittura ben riuscita non mancano, specialmente nei dialoghi che mettono in evidenza le diverse personalità dei personaggi, da Rhodes più formale a Jack più rilassato.

A parte qualche formulazione strana, gli unici veri difetti che abbiamo riscontrato in The Red Bell’s Lament sono di natura tecnica: qualche bug e alcuni testi non tradotti che ancora compaiono nella versione attuale. In una sezione ambientata in un bar, ad esempio, ci siamo trovati davanti a opzioni senza testo, costretti a indovinare alla cieca. In altri momenti, alcune etichette o risposte contenevano ancora il giapponese originale. Un’altra volta, durante una missione nel terzo capitolo, il gioco si è bloccato sulla nostra Switch originale, ma ricaricando la versione digitale su Switch 2, il problema non si è più presentato.
Diamo credito a Voltage, che si è già dimostrata pronta a correggere i problemi post-lancio con Even if Tempest, e ha confermato di essere al lavoro su patch correttive anche per questo titolo.
In conclusione possiamo dire che The Red Bell’s Lament è l’ennesima conferma della capacità di Voltage di offrire giochi otome di alta qualità, in grado di sorprendere per struttura narrativa e stile. È vero, l’elemento romantico non è preponderante, ma la narrazione resta solidissima, con colpi di scena ben scritti e personaggi memorabili. Al lancio il titolo presenta qualche problema di traduzione e stabilità, ma siamo certi che questi difetti verranno corretti presto. Quando ciò accadrà, sarà senza dubbio uno dei giochi otome più affascinanti disponibili su Nintendo Switch. E, secondo noi, sarà un acquisto imprescindibile per ogni fan del genere.
Il gioco ci è stato fornito dal publisher per Nintendo Switch.

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