The Nameless: Slay Dragon

Una campagna con dungeon e dragoni come non l’avete mai vista

Pubblicato il 3 Ottobre 2025 alle ore 10:33
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Pongiornissimo, amici della Tribù! Eccomi nuovamente in vostra compagnia per una nuova recensione, è passato un po’ di tempo dall’ultima volta, vero? Dopo varie novità personali, sono felice di poter tornare su queste pagine e lasciarvi l'analisi di un nuovo titolo (conto anche di non far passare troppo tempo per la prossima).
Il gioco di cui andremo a parlare oggi è un’opera assai peculiare, intitolata The Nameless: Slay Dragon, un GDR sviluppato da Nameless Sword Studio (in rete anche riferito come The Nameless Epic) e pubblicato da WhisperGames, entrambe realtà cinesi. Pubblicato su Steam l’anno scorso, la versione che abbiamo potuto recensire grazie al codice inviato in redazione è però quella Switch, di recente uscita. Il titolo è un’esperienza piuttosto contenuta, ma non per questo manchevole di aspetti interessanti, quindi ora, di contro rispetto alla mia solita flemma, cercherò di trasportarvi nel suo mondo senza perdermi troppo in chiacchiere. Buona lettura, prodi guerrieri!

Capitolo 1: Buried History

The Nameless: Slay Dragon ci dà il benvenuto in una terra di chiara ispirazione fantasy, con alcuni dei tropi più celebri del genere sin da subito in bella mostra. Ad attenderci abbiamo infatti pericolosi draghi malvagi che terrorizzano i mortali, un variegato ventaglio di razze (come umani, elfi, nani e goblin) e membri del gruppo di protagonisti con ardenti desideri e segreti ben celati. Tutto quello che ci piace è al posto giusto, insomma!
Scopriremo subito che il nostro avatar, a cui potremo assegnare nome e classe iniziale [oltre ad altre caratteristiche decisamente più specifiche N.d.R.], altri non è che l’unico superstite del suo villaggio, colui che è stato in grado di scampare all’assalto della sua terra natia da parte proprio di un drago sputafuoco. Vestendo i suoi panni, il nostro primo compito sarà quello di riuscire a raggiungere LastGuard, l’ultima roccaforte del genere umano, per poter apprendere le antiche tecniche per sconfiggere i lucertoloni volanti e ottenere così la nostra vendetta. Inutile dire che raggiungere il nostro obiettivo non sarà per nulla così semplice…

Considerando che The Nameless vuole porsi come un punto di contatto tra le due grandi scuole dei videogiochi di ruolo, ovvero quella occidentale e quella nipponica, possiamo sicuramente dire che questa fusione è amministrata sin dal comparto narrativo in maniera ottima. Per quanto il gioco abbiamo una trama ben strutturata e destinata a procedere in una precisa direzione, l’esperienza viene pian piano plasmata dalle nostre scelte, sia per quanto riguarda decisioni minori che momenti nettamente più topici [il gioco alla versione attuale offre sei finali diversi, per intenderci N.d.R.]. Tra personaggi che ricadono in cliché noti pur mostrandosi molto più profondi di quello che potrebbe sembrare a una prima occhiata e una serie di trovate alquanto accattivanti, senza fare spoiler possiamo dirvi che la trama del titolo è stata in grado di colpirci, dipingendo un mondo ricco di segreti da scoprire e dove gli errori del passato hanno portato ai problemi del presente. Nota finale di merito di ciò che ci è molto piaciuto: il titolo del gioco non è casuale, ma parte del nucleo dell’esperienza.

Capitolo 2: Dragon-Slaying Essentials

Passando a parlare del gameplay, anche in questo caso The Nameless: Slay Dragon cerca di creare un’esperienza ibrida, dove meccaniche dei CRPG spalleggiano stilemi dei JRPG per creare un mix unico.
Ad accompagnare le nostre avventure troveremo come prima cosa i tiri di dado (udibili, ma non visibili): in molte situazione, ci saranno da eseguire delle prove come nei più classici GDR da tavolo, con i personaggi che avranno una percentuale di successo che gli permetterà di essere più o meno utili per superare varie sfide, come foraggiare, arrampicarsi od origliare. A prescindere dalla riuscita o meno, anche solo l’aver affrontato una prova migliorerà le nostre capacità, portandoci poi alle conseguenze in base al risultato. A tutto questo si aggiunge poi l’amministrazione della fatica, che influisce negativamente sulle proprie prestazioni quando si rimane troppo all’avventura senza sostare in zone franche. Scegliere quanto riposare in The Nameless è fondamentale, dato che è possibile raggiungere ricompense extra se si riesce a rimanere in un determinato limite di volta in volta.

Quando sarà il tempo di imbracciare le armi, il gioco darà poi spazio a un classico sistema di combattimento a turni, dove la capacità strategica sarà la chiave del successo, data la grande varietà di attacchi, bonus e malus presenti. I membri del gruppo sono in grado di scatenare tecniche veramente devastanti e combinare effetti alquanto soddisfacenti, ma i nemici, boss in particolare, possono fare altrettanto e rivelarsi letali, quindi è buona cosa imparare a ragionare, amministrando le proprie difese, i propri MP (che permettono di usare le tecniche) e il proprio Will Power, una barra di energia che si ricarica in base a diverse condizioni e può essere spesa per alterare le sorti della battaglia in vari modi.
The Nameless: Slay Dragon permette inoltre di sfruttare i momenti fuori dal combattimento per accumulare risorse e utilizzarle poi per creare strumenti e consumabili utili, grazie alla possibilità di cucinare, forgiare e alchimizzare. Forse questa è la parte del sistema di gioco che meno ci ha convinto, ma resta un aspetto che aggiunge profondità e diverse opzioni interessanti.

Trattando più nello specifico la gestione dei personaggi, la prima cosa che salta sicuramente all’occhio è come il protagonista e i suoi stessi compagni non appartengano a una classe ben precisa, ma possano ottenere livelli per migliorare così le loro capacità in maniera decisamente libera. La scelta fatta all’inizio del gioco, infatti, non limita affatto ciò che possiamo fare, ma dà solo il via alla nostra carriera, visto che, sia tramite eventi precisi della storia che grazie a oggetti acquistabili, avremo la possibilità di sbloccare un gran numero di classi per i vari personaggi e combinarle a nostro piacimento, influenzando la progressione dell’intero gruppo. Tutte le classi, a loro volta, daranno poi accesso a tecniche, tratti e “scintille” (spark in inglese) differenti; tutte queste caratteristiche fanno sì che ogni avventuriero risulti personalizzabile in modo minuzioso in base alle nostre preferenze, fino ai molti tipi di effetti che i suoi attacchi possono avere in battaglia [è addirittura possibile dar loro un nuovo nome quando si raggiunge la maestria massima N.d.R.].

Capitolo 3: Encircled by Threats

Per quanto The Nameless: Slay Dragon se la cavi bene su un po’ tutti i precedenti fronti, negli aspetti più tecnici è dove probabilmente la qualità del titolo risente un po’ di più di una mancata ottimizzazione. In questo frangente, c’è però da far giustamente notare, come pubblicizzato dalla stessa WhisperGames prima dell’uscita, di come questo sia un gioco sviluppato da una sola persona nel corso di tre anni, dettaglio che a nostro avviso fa mettere in prospettiva l’esperienza, e non certo sotto una luce negativa.
Malgrado il gioco non presenti un gran numero di opzioni e il lato tecnico sia un poco carente a livello di pulizia, non abbiamo notato problemi strutturali che potessero inficiare in maniera davvero sostanziale l’esperienza. Certo, il rallentamento appena pochi secondi dopo che si è entrati in una nuova mappa non è piacevole, così come i testi che non sempre procedono spediti, ma solo una volta siamo incappati in un bug che ci ha costretto a riavviare la partita. Se non altro, possiamo dire che il sistema di salvataggio è solido e i caricamenti non ci sono parsi mai troppo lunghi.

Anche dal punto di vista visivo il gioco non brilla esageratamente, ma la direzione artistica è accattivante ed è supportata a dovere dalla maggior parte delle scelte stilistiche. Anche in questo caso si nota la fusione tra uno stile occidentale e quello orientale, coi vari personaggi che non hanno molti ritratti, ma aiutano a vendere bene l’atmosfera fantasy, e le saltuarie tavole a schermo intero dedicate a momenti salienti della storia che ci sono piaciute. Su questo fronte, dobbiamo però sicuramente dire che la leggibilità è ciò che più di ogni altra cosa andrebbe migliorata, visto che spesso le opzioni di testo o alcuni punti di interesse fanno poco contrasto con lo sfondo o la mappa, perdendosi un po’.
Anche la musica fa il suo e, da quel che abbiamo potuto sentire, è molto più variegata di ciò che potrebbe sembrare. Ci sono sì temi che si ripetono più spesso [ed è facile notare come le tracce audio non vadano in loop, ma ricomincino N.d.R.], ma ci sono momenti dell’avventura in cui la musica più particolare entra in scena e aiuta a rafforzare l'atmosfera, pur senza essere troppo memorabile.

Conclusioni: Song of the Nameless Hero

A concludere la nostra disamina, possiamo dire che The Nameless: Slay Dragon è stato un titolo per certi versi sorprendente, seppur non privo di difetti. La possibilità di personalizzare l’esperienza in molti suoi aspetti sin dalle prime battute, non solo tramite la difficoltà, ma anche selezionando i talenti che il nostro avatar avrà a disposizione o diversi parametri aggiuntivi che toccano anche varie meccaniche di gioco, permette di tarare l’avventura con grande precisione rispetto ai gusti di ciascun giocatore. Di pari passo, il gioco ha come punto fisso il non volersi perdere in chiacchiere [se non in un paio di punti della storia N.d.R.], quindi i tutorial saranno pochi e nemmeno obbligatori, cosa che potrebbe, giustamente, destabilizzare i giocatori meno esperti, dato che in più di un momento non si ha la capacità di potersi “guardare indietro” e si rischia di trovarsi in situazioni spinose con scarso preavviso.
Armato di una direzione creativa ambiziosa, The Nameless è un’esperienza meritevole, ma anche piuttosto ruvida nella sua interezza, il che non lo rende apprezzabile da tutti. Grazie ad alcune trovate peculiari, come l’inserimento dei testi per risolvere enigmi, e alcuni momenti che quasi ricordano una visual novel, il titolo di Nameless Sword Studio è pronto a offrirvi una storia per certi aspetti anche abbastanza attuale [stop al genocidio N.d.R.] che, siamo sicuri, potrà soddisfare gli appassionati delle avventure fantasy e dei gameplay stratificati!

Good

Personalizzazione maniacale dell’esperienza
Narrativa fantasy accattivante
Stilisticamente piacevole e riconoscibile…
Durata contenuta, pensata per fare anche più partite
Elementi ben sfruttati in storia e gameplay
Sonoro che, a volte, ha ottimi guizzi
Un titolo con un significato

Bad

Lato tecnico claudicante
Alcune meccaniche sono meno approfondite di altre
… anche se a volte non visivamente chiaro
Errori di battitura qua e là
Abbastanza ostico per chi non conosce il genere
8.2
PEM-PEM

Sviluppatore: Nameless Sword Studio
Distributore: WhisperGames
Data di uscita: 26 settembre 2024 (PC), 28 agosto 2025 (Switch)
Genere: GDR a turni, GDR giapponese
PEGI: 3+
Piattaforme: PC, Nintendo Switch

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