

A breve distanza dalla recensione di Coriolis: The Great Dark, eccoci a parlarvi di The Flowers of Algorab, una campagna pensata esplicitamente per introdurre i giocatori all’Orizzonte Perduto e a questo nuovo regolamento. Come tale, qui discuteremo e vi racconteremo la nostra esperienza con l’avventura senza soffermarci a discutere del motore di gioco o in generale delle sue regole. Se volete avere una valutazione sul sistema, vi rimandiamo alla recensione vera e propria. Allo stesso tempo, per evitare inutili spoiler o anticipazioni che potrebbero rovinarvi l’esperienza di gioco, non ci dilungheremo troppo sulla trama, ma piuttosto sulla qualità dell’avventura, sulla sua struttura, concentrandoci di volta in volta magari anche sui suggerimenti e aiuti che i manuali tendono ad offrire a giocatori e narratori non troppo esperti del gioco [come in effetti lo eravamo noi, essendo la nostra prima avventura con Coriolis: The Great Dark N.d.R.].

La vicenda narrata in The Flowers of Algorab vedrà un gruppo di avventurieri alle prese con uno strano caso. Il gruppo verrà infatti invitato da un alto funzionario della Gilda degli Esploratori al funerale di un esploratore piuttosto conosciuto, un certo Levon Najar. Anche se nessuno del gruppo lo ha conosciuto direttamente in vita, tutti lo conoscono di vista o per lo meno ne hanno sentito parlare per via delle sue gesta spericolate, ma grandiose. Sarà però solo alla fine del funerale che Moska, amica del defunto, nonché responsabile dell’invito, parlerà ai giocatori rivelando loro che ha dei sospetti sulla morte di Najar, e che vuole che venga fatta chiarezza sulle circostanze della sua dipartita. Dal suo tono e dalle informazioni che rivelerà, apparirà subito chiaro al gruppo che dietro alla sospetta morte del vecchio esploratore si nasconde qualcosa di ben più grande. A partire da questo incipit, che vede il gruppo alle prese con l’indagine all’interno di Ship City, la campagna poi si aprirà offrendo tutta una serie di possibili destinazioni esplorabili. I giocatori potranno quindi raggiungere diversi pianeti e punti di interesse nell’Orizzonte Perduto per continuare a seguire questo lungo filo rosso che parte da Najar, ma che potrebbe condurli a scoperte e verità che potrebbero rivoluzionare la loro conoscenza del cosmo e degli orizzonti.
Da un punto di vista prettamente narrativo, infatti, Flowers of Algorab porta con sé una trama complessa, matura ed estremamente accattivante, ricca di spunti e di libertà per i giocatori e che fornisce anche diverso materiale opzionale e di corollario con cui arricchire e rendere vivo il mondo attraversato dai giocatori. Eventi, storie parallele, indizi nascosti e molto altro ancora saranno i piccoli tasselli di questo puzzle che permetterà ai nostri personaggi di vivere una storia ben congeniata e con diversi colpi di scena molto interessanti. Detto ciò, il manuale tende a coprire gli eventi più centrali e importanti, ma offre delle ambientazioni veramente gigantesche che, come tali, lasciano anche parecchio spazio di manovra al narratore per infilarci qualcosa di particolare o personale.

Come spesso accade, infatti, i giocatori prendono strade e decisioni spesso imprevedibili, e non è infrequente che un manuale, per quanto meticoloso, non abbia previsto un determinato approccio; ecco, qui entra in gioco l’abilità del narratore che, con gli elementi forniti nel testo, potrà aggiungere eventi e incontri del tutto improvvisati, ma senza il patema di rovinare il set up. Tutto questo per dire che anche in Flowers of Algorab vi capiterà di dover improvvisare, ma che grazie alla mole impressionante di materiale a vostra disposizione, non sarà particolarmente difficile inventare qualcosa per tappare il buco. Il rovescio della medaglia di ciò sta nel fatto che dovrete leggere, e anche un bel po’ per assumere la giusta padronanza della narrazione. Coriolis è un universo denso, pregno di significati e storie, e presenta ai giocatori luoghi molto diversi tra loro, ma tutti ugualmente complessi e pulsanti di vita e mistero. Coriolis: The Great Dark pone infatti un accento molto forte sul concetto di esplorazione, concetto che in Flowers of Algorab si sposa con la tematica dell’indagine e del mistero, portando la vicenda a evolversi da un contesto ristretto in un primo momento, ad uno di più ampio respiro in cui l’esplorazione diventa di nuovo protagonista. Questo amalgama ci ha fortemente colpito positivamente, ma, come ben potete immaginare, non è l’unico elemento che ha lasciato il segno di questa produzione.

Chi ha letto la recensione del gioco base probabilmente avrà già intuito dove vogliamo andare a parare. Coriolis è un sistema basato sullo Year Zero Engine, un motore di gioco che in questa iterazione funziona meravigliosamente a livello di narrativa ed esplorazione, ma che porge il fianco nelle sezioni più concitate, come i combattimenti. Se infatti nella narrativa il tiro di dadi, con le diverse meccaniche, funziona discretamente bene proprio perché si fonde con la narrazione e l’ambientazione in modo organico e senza interrompere eccessivamente il ritmo, i combattimenti sono un’altra storia.
I giocatori in questi frangenti si sono a più riprese lamentati di un sistema che, offrendo ben poche opzioni (un movimento e un'azione al turno), rende queste parentesi noiose e ripetitive. A livelli bassi, quindi a inizio campagna, le manovre a disposizione del gruppo sono ben poche e, al di là di ciò, avere una sola azione al turno limita notevolmente le scelte. Anche in The Flowers of Algorab questo problema si presenta in modo piuttosto fastidioso, portando i giocatori ad agire quasi sempre con un movimento e un attacco, e in rare occasioni a usare anche una manovra. Tutto ciò purtroppo banalizza tali intermezzi e spezza il ritmo inserendo delle sezioni che, francamente, non ci hanno divertito più di tanto, se non per qualche tiro decisamente inaspettato e fuori da ogni statistica. Questo punto negativo viene in parte addolcito, come detto, dalla presenza delle esplorazioni (le sezioni denominate Delve). Queste ultime integrano il combattimento in un contesto più strategico e forniscono delle componenti più interessanti e sfidanti, seppur mantengano nei combattimenti gran parte delle criticità evidenziate. Ciò che giova al gameplay in questo caso è che il combattimento ricopre qui un ruolo di secondo piano e viene integrato all’interno di una sezione di gameplay a se stante, dove assume un aspetto decisamente più digeribile.

Un elemento di cui teniamo in particolar modo a parlarvi è la questione Virtual Tabletop. I nostri amici di Free League Publishing sono stati infatti così gentili da fornirci l’intera avventura come pack per Foundry VTT, un software per giocare a molti giochi di ruolo online. Questo genere di programmi permette non solo di giocare con persone anche fisicamente molto lontane, ma offre un livello completamente nuovo di immersione e automatismi che, a modo suo, permette di avvicinare al gioco anche chi magari le regole non le mastica proprio alla perfezione. Non solo il narratore e i giocatori dispongono di una vista personalizzata, ma i contenuti della campagna sono interamente disponibili all’interno del software, consentendo al narratore di accedere comodamente alle informazioni necessarie e di mostrarle e renderle disponibili ai giocatori. Oltre a questo, è presente la scheda del giocatore, possono essere create le pedine e i token, si possono organizzare le battaglie e molto, molto altro ancora.
Non è questa la sede per parlarvi del software in sé, ma avere il materiale già pronto per una piattaforma del genere, come potrebbe essere per un Roll20, è un valore aggiunto decisamente importante per chi intende avvalersi di questi strumenti.
Da questo punto di vista, The Flowers of Algorab dispone di un modulo avventura che contiene tutte le mappe, gli NPC, gli eventi, le tabelle, i nemici e gli elementi testuali con cui arricchire la vostra avventura e giocarla interamente online. Vi segnaliamo che, per disporre di tutti gli automatismi, le abilità e i contenuti del manuale base, sarà necessario aver acquistato anche quello su Foundry VTT. Questo prevede che si abbiano il modulo base più quello dell’avventura per avere tutti i contenuti necessari a compilare le schede e giocare con il motore al suo pieno. Tradotto significa che dovrete comprare separatamente il manuale base e l’avventura con i suoi contenuti aggiuntivi. Non è proprio economico se avete già preso il manuale e/o l’avventura in copia fisica o digitale, in quanto avrete un costo supplementare, ma il valore aggiunto di questi elementi è sicuramente direttamente proporzionale alla mole di contenuti che essi offrono. Il calcolo sulla convenienza lo lasciamo a voi, quello che possiamo dire è che si tratta di un’aggiunta sicuramente molto gradita e apprezzata.
The Flowers of Algorab, così come Coriolis in sé, sono dei contenuti che abbiamo imparato ad apprezzare e amare, ma non senza qualche remora. Sebbene la storia e il mondo narrativo siano forse tra i più curati e appassionanti nel panorama, non possiamo certamente chiudere entrambi gli occhi su un sistema che, giunti a questa iterazione, speravamo avesse accumulato un po’ più di maturità. Vero, lo Year Zero Engine è un motore rimaneggiato e adattato a moltissime ambientazioni e giochi, ognuno con le sue sfaccettature e portato avanti da squadre diverse; ciò nondimeno, ci saremmo aspettati un sistema di combattimento sicuramente più ispirato, o per lo meno in linea con altre vecchie implementazioni, a nostro modo di vedere più riuscite. Questo non squalifica a priori Coriolis e tantomeno Flowers of Algorab dai giochi, tutto l’opposto. Quello però che ci sentiamo di dire è che questa campagna è sicuramente più diretta a coloro che vogliono un'ambientazione molto orientata all'esplorazione, all'indagine e al mistero, un set up, insomma, in cui il combattimento occupa uno spazio decisamente di nicchia, in favore di una narrativa e di un worldbuilding incredibili. Se ne deduce che se siete giocatori in cerca del famigerato power play, se siete dediti al min-maxing dei personaggi e al bilanciamento di poteri, armi e abilità per creare l’alter ego definitivo, beh, qui non troverete un terreno fertile per le vostre fantasie. Per tutti gli altri, The Flowers of Algorab è un ottimo punto di partenza che si basa su un regolamento sicuramente non eccessivamente complesso e che potrebbe catturarvi grazie al suo carisma.

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