recensione

Star Fox

“Fine della ricreazione, Tribe Games!”

Pubblicato il 9 Luglio 2026 alle ore 9:30
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Pongiornissimo, ragazzi della Tribù! A distanza di poco più di un mese dalla mia ultima recensione, sopravvissuto alla miriade di comunicati che sono stati diffusi a seguito delle millemila presentazioni di inizio estate dedicate al nostro medium preferito… eccomi finalmente tornato per portarvi la mia analisi su un nuovo titolo.
La buona vecchia Nintendo è celebre per il suo modo di gestire i propri annunci in maniera del tutto imprevedibile e non è stata affatto da meno quando, in data 7 maggio, senza alcun preavviso e con un apposito Nintendo Direct, ha svelato al mondo il nuovo progetto dedicato alla sua saga sparatutto nello spazio, ovvero Star Fox, il titolo di cui vi accingete proprio ora a leggere i miei pareri grazie a un codice inviato in redazione dall’azienda stessa. A distanza di ben dieci anni dalla loro ultima comparsa, Fox e i suoi compagni sono tornati, in esclusiva su Nintendo Switch 2, pronti per una nuova (se così si può dire) avventura. Allacciate le cinture, dunque, perché stiamo per partire alla volta del Sistema Lylat, rock‘n’roll!

Capitolo 1: Cristallizzati nel tempo?

Soprattutto per i più giovani, Nintendo potrebbe non essere la prima azienda videoludica a cui associare prodotti di pura fantascienza. Ciononostante, la Grande N, nel corso della sua lunga storia, non ha prodotto solo titoli dal sapore magico e fantastico, ma anche diversi giochi che rientrano tranquillamente nel territorio del genere fantascientifico, tra cui figurano il già citato Star Fox, F-Zero e sicuramente Metroid [l’unica saga che, fino a poco tempo fa, si poteva considerare ancora “attiva” tra queste N.d.R.].
Nata sul Super Nintendo Entertainment System nel 1993, la serie di sparatutto su navette spaziali della casa di Kyoto ci porta alla scoperta di un sistema abitato da animali antropomorfi che hanno sviluppato una tecnologia ben superiore alla nostra, in grado di sfrecciare e combattere a bordo di sofisticate astronavi, attraversando lo spazio e colonizzando pianeti, nebulose e altri corpi celesti.

A distanza di tutti questi anni, la storia del primo gioco ancora non ci abbandona, dato che il capitolo più celebre della serie, Lylat Wars (noto all’estero come Star Fox 64), altro non era che un reboot della serie datato 1997. Dopo il progetto mai pubblicato [almeno fino ai tempi di SNES Mini N.d.R.] di un seguito diretto, il secondo gioco della saga riprendeva infatti le premesse del primo titolo, rielaborandole e ampliandole il giusto, riuscendo a consolidarsi come uno dei giochi più iconici della sua generazione.
Ma come sono andate le cose dopo? Prima, con seguiti che non sono mai riusciti a raggiungere i fasti passati, pur cercando di aggiungere novità alla formula, poi, con riedizioni e riproposizioni del capostipite de facto uscito per Nintendo 64. Quindi è giusto far presente che, sì, questo nuovo Star Fox altro non è che un remake di Lylat Wars, anche se forse, e solo il tempo ce lo dirà, cerca di essere qualcosa di più…

Capitolo 2: Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Ci troviamo nel già citato Sistema Lylat, dove è in corso un’invasione su larga scala mossa dal folle dottor Andross, esiliato anni prima e ora pronto a prendersi la sua vendetta. Il Generale Pepper si vede costretto a chiedere aiuto a persone disposte a compiere il tutto per tutto pur di vincere questa guerra a sorpresa e deve dunque rivolgersi alla Star Fox, la squadra di mercenari capitanata da Fox McCloud. Figlio dello scomparso fondatore James McCloud [a cui è dedicata la prima, eroica scena del gioco N.d.R.], il nostro è ben contento di farla pagare a colui che ha causato la presunta morte del padre e, per il giusto compenso, accetta l’incarico assieme ai suoi soci Peppy, Falco e Slippy. Ciò che li attende è un viaggio ricco di missioni al cardiopalma che li porterà dal grande pianeta di Corneria fino a Venom, la base operativa del malvagio scienziato, che pensa di poter mettere le sue manacce da primate sull’intera galassia!

Pur non essendo originale, come abbiamo già detto, la piuttosto lineare trama del gioco (di circa due ore) funziona alla grande anche per questo, proponendo diverse scene memorabili, supportate da comparti tecnici di prim’ordine e da una ricontestualizzazione in chiave decisamente più cinematografica e spettacolare.
A farla da padrone, però, sul piano narrativo, più che l’intreccio in sé, troviamo il cast dei diversi personaggi. Essi non hanno quasi mai il tempo per essere eccessivamente approfonditi, ma è per questo che sono scritti per risultare roboanti, riconoscibili sin da subito per i loro tratti distintivi, qualcosa che li rende così iconici (nel bene e anche nel male). Questo vale sia per i componenti della Star Fox che per i comprimari ricorrenti e mostra un ottimo lavoro di scrittura, da far risalire sia all’opera originale sia a chi si è occupato delle aggiunte di questo remake, soprattutto negli intermezzi.

Capitolo 3: Fidati del tuo istinto

Arriviamo però al nucleo di questa recensione, parlando finalmente di come si comporta Star Fox in fatto di gameplay. Il titolo è uno sparatutto su rotaia, il che significa che, al contrario dei più moderni esponenti del genere, il giocatore non ha la possibilità di muoversi liberamente nei livelli, ma comanda il suo personaggio all’interno di percorsi che scorrono in automatico. Vi sono eccezioni, ma l’abilità del giocatore sta dunque perlopiù nel manovrare agilmente il proprio veicolo in due direzioni, abbattendo gli obiettivi avversari, stazionari o volanti che siano, e schivando o deviando al contempo i proiettili nemici. Questo rende il gioco parte di un genere estremamente di nicchia, legandolo agli albori della serie, un periodo in cui questi sparatutto erano invece ben più diffusi. A livello di design, però, riesce veramente bene a intraprendere questa strada, donando un’esperienza davvero stimolante.

La modalità principale del gioco, ripresa dal titolo originale, risiede nella sua Campagna: partendo da Corneria per giungere su Venom, abbiamo la possibilità di forgiare il nostro percorso e guadagnare punti nel corso di sette tappe.
Quali saranno queste tappe dipenderà però da noi, dato che diversi livelli hanno al loro interno bivi segreti (sbloccabili tramite determinate condizioni) che possono condurre a percorsi inediti, per un totale di ben sedici location. La ramificazione del percorso, che in particolare non permette di tornare sui propri passi, se non per rifare l’ultimo livello affrontato, è una costrizione estremamente “old school”, che rispecchia l’anima del progetto. Al contempo, la filosofia arcade del titolo spinge alla ricerca del punteggio massimo, che necessita di abilità e ottimizzazione delle proprie performance, non fornendo però qualche tipo di classifica [scelta bislacca N.d.R.]

Ogni qual volta si completa un livello della storia, se ne sblocca la versione per la modalità Sfida, che dà accesso a due set di obiettivi extra [e buona fortuna con quelli di grado massimo N.d.R.], permettendo di cimentarsi in prove che allungano ancora di più la rigiocabilità del titolo, fornendo uno stimolo inedito soprattutto per i completisti più abili. Va anche detto che è possibile giocare, in qualunque momento, con un amico, dividendosi i compiti di pilota e di artigliere, anche se non abbiamo avuto modo di fare un test.
Chiude il cerchio, in sostituzione del multigiocatore originale di Lylat Wars, una modalità online 4 contro 4 estremamente gagliarda, in cui ci si può cimentare in tre mappe diverse, ognuna con un obiettivo ad hoc. Ci siamo divertiti facendo ben più di una partita e abbiamo potuto verificare come il tutto sia stato pensato piuttosto bene, anche se a questa modalità manca un vero senso di progressione.

Capitolo 4: Nessuno viene lasciato indietro

Prima di parlare dei lati tecnici, partiamo citando gli sviluppatori di questo progetto, ovvero i ragazzi di Velan Studios, un’azienda con relativamente pochi anni di esperienza alle spalle, ma già autrice di progetti di tutto rispetto e proprietaria del Viper engine, usato anche per sviluppare questo titolo.
Lo studio ha ricreato da zero il gioco basandosi chiaramente sulla documentazione originale, il che è dimostrato da come i livelli siano riprodotti perfettamente, impostando però la direzione artistica verso una resa più realistica e spettacolare del racconto originale. Le cinematiche sono epiche, quasi hollywoodiane, e in più di un’occasione ci è parso di percepire un’impronta da vera e propria space opera [impossibile non pensare a Star Wars N.d.R.]. Inoltre il design dei personaggi, ora molto animaleschi, che ai tempi dell’annuncio aveva suscitato grande sgomento… alla fine ci ha davvero conquistato!

Gli sviluppatori hanno saputo ottimizzare l’esperienza in maniera ottima, spingendo le capacità grafiche di Switch 2 al massimo senza rinunciare alle prestazioni. Implementando sagge scelte tecniche, infatti, la console non ha tentennato in nessuna occasione: Star Fox porta a schermo un gameplay dalla frequenza dei fotogrammi costante che consente di giocare in modo sempre fluido e con caricamenti molto rapidi.
A conclusione del paragrafo, dobbiamo poi fare un plauso a tutto tondo al comparto sonoro di Star Fox. La colonna sonora, che riarrangia in versione orchestrale musiche già incredibilmente iconiche, si sposa perfettamente con il tono epico scelto per questa nuova incarnazione della saga e il doppiaggio in lingua nostrana non ci ha mai fatto rimpiangere quello inglese. Ancora non ci sembra vero che Nintendo abbia cominciato a doppiare i suoi giochi in italiano, ma non potremmo che essere più felici di così!

Conclusioni: FAI UN AVVITAMENTO!

Ed eccoci atterrati per la nostra ultima tappa del viaggio di oggi, pronti a tirare le somme su questa incarnazione delle avventure di Fox McCloud e soci. Pur non essendo stato sviluppato direttamente da Nintendo, il nuovo titolo di Star Fox ci ha fatto percepire la passione di Velan Studios verso il prodotto originale. La casa di sviluppo americana, sotto la guida della Grande N, ha infatti ricreato fedelmente l’esperienza classica del gioco per Nintendo 64, senza rinunciare però alla possibilità di espanderla, modernizzandolo e rendendolo più accessibile al pubblico di oggi. Chiaro, non stiamo parlando di un lavoro perfetto, alcune sbavature ci sono [soprattutto a livello di nostalgia N.d.R.], ma al contempo siamo davanti a un prodotto veramente pregevole che può essere apprezzato sia dai fan di lunga data che da chi non ha mai avuto modo di scoprire questa saga.
Se siete amanti (o anche solo curiosi) degli sparatutto classici, avrete ore di divertimento ad attendervi, oltre al grande stimolo di migliorarvi pur di sbloccare la modalità Pro e raggiungere poi gli obiettivi e i traguardi più ostici.

La vera conclusione che ci troviamo a dover fare, come abbiamo anticipato nel primo paragrafo di questa recensione, è ora chiederci se Star Fox sia… “tutto qui”. Dopo aver inserito il suo protagonista all’interno del secondo film di Super Mario [mossa da molti ancora chiacchierata N.d.R.] e dopo aver cercato di raccontare in maniera decisamente più epica e cinematografica l’inizio di questa saga grazie a questo titolo, noi (come tanti altri) siamo curiosi di sapere se Nintendo abbia intenzione di riportare davvero in auge questa serie che, per tanto tempo, non ha detto nulla di nuovo al suo pubblico. Quest’opera può essere un’eccellente rampa di lancio per qualcosa di inedito, dunque non possiamo far altro che attendere di ricevere notizie riguardo a un possibile seguito di Star Fox, in grado di portare la serie verso nuovi orizzonti e, soprattutto, di riuscire a slegarla dal paradossale ciclo metanarrativo in cui sembra essere stata bloccata da tempo. Non ci resta che sperare!

Good

Un gameplay raffinato che premia strategia e abilità
Campagna piena di percorsi alternativi e segreti…
Modalità online accattivante…
Storia e personaggi iconici come non mai
Musiche orchestrali sensazionali
Doppiaggio in italiano superlativo
Direzione artistica da vera space opera
Lato tecnico granitico
Lo strumento da VTuber furry (anche se serve la telecamera)

Bad

Mancanza di una classifica per i punteggi
… ma molto contenuta per chi non è un completista
… anche se con nessun tipo di progressione
Resta il remake di un gioco già riproposto più volte
9
TRIBE APPROVED

Sviluppatore: Velan Studios
Distributore: Nintendo
Data di uscita: 25 giugno 2026
Genere: Sparatutto su rotaia
PEGI: 7+
Piattaforme: Nintendo Switch 2

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