

Non tornavamo su S.T.A.L.K.E.R. 2 da quando lo avevamo recensito nella sua versione PS5, un’esperienza che ci aveva conquistato nonostante qualche evidente imperfezione. Ora, insieme al corposo aggiornamento 2.0, è arrivato anche Cost of Hope, un DLC che interviene sul gioco quasi come Phantom Liberty aveva fatto con Cyberpunk 2077, accompagnando una nuova e riuscitissima espansione narrativa con una serie di miglioramenti capaci di rendere l’intera esperienza decisamente più completa.
In questa recensione torneremo quindi ad analizzare anche alcuni degli elementi fondamentali di S.T.A.L.K.E.R. 2, soffermandoci soprattutto sulle novità introdotte dall’aggiornamento 2.0 e sui contenuti di Cost of Hope. Partiremo proprio dalle nuove meccaniche e dalle modifiche apportate al gioco base, anche perché parlare nel dettaglio dell’espansione senza anticipare almeno qualche piccolo elemento narrativo sarebbe piuttosto difficile.
Il primo cambiamento evidente riguarda il comparto visivo. La versione 2.0 introduce un sistema d’illuminazione rivisto e numerosi miglioramenti alla vegetazione, rendendo la Zona ancora più credibile e suggestiva. Molto più importante, però, è il lavoro svolto sull’A-Life, il sistema di intelligenza artificiale che governa il mondo di S.T.A.L.K.E.R. 2. Il comportamento di nemici e fazioni appare ora decisamente più naturale: gli avversari non compaiono improvvisamente davanti a noi e sono diminuite anche quelle continue sparatorie casuali che tendevano a trasformare l’esplorazione del mondo aperto in una successione quasi ininterrotta di combattimenti. Nelle circa quindici ore trascorse con l’espansione abbiamo avuto la sensazione di trovarci finalmente all’interno di una Zona più viva, coerente e realmente indipendente dalle nostre azioni. A queste modifiche si aggiungono i binocoli, un nuovo sistema legato alla nebbia che permette di sfruttarla maggiormente come copertura, ulteriori armi e numerosi altri ritocchi. S.T.A.L.K.E.R. 2 sembra finalmente aver raggiunto quella forma definitiva che, probabilmente, avrebbe voluto mostrare sin dall’inizio. Avevamo adorato il gioco anche al lancio, ma era evidente quanto il team avesse dovuto faticare per portare a termine soprattutto la versione PS5. A distanza di tempo, il passaggio a una versione più recente di Unreal Engine 5 ha migliorato sensibilmente le prestazioni e, durante la nostra prova, gli unici problemi incontrati sono stati alcuni sporadici glitch grafici.
Eppure, il motivo principale che ci ha convinti a tornare nella Zona è rappresentato naturalmente dalla nuova espansione narrativa. Cost of Hope si inserisce all’incirca dopo il primo quarto della campagna principale e accompagna il giocatore fino a una fase prossima ai tre quarti dell’avventura originale, intrecciandosi quindi direttamente con gli eventi del gioco base. Chi desidera concentrarsi esclusivamente sui contenuti del DLC può sfruttare l’Avvio Avanzato, entrando direttamente in un mondo già predisposto per affrontare la nuova storia. Prima di accedervi sarà comunque necessario compiere una scelta importante relativa agli eventi della campagna, necessaria per determinare alcune condizioni iniziali dell’espansione. Dopo così tanto tempo lontani dalla Zona, ricordare tutti i sistemi di gioco, orientarsi nuovamente all’interno dell’enorme mappa e riprendere confidenza con inventario, equipaggiamento e gestione delle risorse non è stato immediato. Tuttavia è bastata circa un’ora perché tutto tornasse familiare e ci ritrovassimo nuovamente immersi in S.T.A.L.K.E.R. 2, che oggi appare, gira e si lascia giocare meglio di quanto abbia mai fatto.
Un elemento che continua invece a convincerci poco è il doppiaggio inglese. Gli interpreti fanno sicuramente del loro meglio, ma molte battute faticano ancora a risultare naturali e credibili. Utilizzare il doppiaggio originale accompagnato dai sottotitoli rende l’esperienza decisamente più autentica e coinvolgente, anche se introduce un problema non trascurabile durante le sequenze più concitate.
Ci siamo infatti ritrovati più volte a distogliere lo sguardo dall’azione per leggere i dialoghi e, in un gioco spietato come S.T.A.L.K.E.R. 2, bastano pochi secondi di distrazione per essere eliminati a difficoltà normale o superiore. Abbiamo affrontato Cost of Hope al livello standard “STALKER” e siamo comunque morti quasi cinquanta volte, anche se buona parte di queste sconfitte è arrivata durante alcune poco indulgenti sezioni platform. La storia di Cost of Hope ruota principalmente attorno alle fazioni del Dovere e della Libertà, approfondendo ulteriormente uno degli elementi più interessanti dell’universo di STALKER. Durante l’avventura raggiungeremo aree della Zona che prima dell’espansione erano inaccessibili, tra cui spiccano la Foresta di Ferro e la centrale nucleare di Chernobyl. Il percorso narrativo ci porterà inoltre davanti a una decisione particolarmente importante, dalla quale dipenderà uno dei due finali previsti dal DLC.
Dal punto di vista della struttura delle missioni, Cost of Hope insiste parecchio sulla componente horror. Abbiamo trascorso diverse serate nella Zona e possiamo assicurarvi che, giocando da soli con un buon paio di cuffie, alcune sequenze riescono davvero a mettere alla prova i nervi. Utilizzando uno schermo OLED, la nuova gestione dell’illuminazione e l’oscurità quasi totale di determinate ambientazioni hanno innalzato ulteriormente il livello di tensione. In alcuni momenti ci siamo trovati letteralmente incapaci di distinguere una parete a pochi metri di distanza. Procurarsi quanto prima un buon visore notturno diventa quindi una priorità assoluta, soprattutto se non volete esplorare certi luoghi affidandovi esclusivamente alla torcia e alla speranza.
La versione aggiornata di Unreal Engine 5 permette inoltre a S.T.A.L.K.E.R. 2 di gestire molto meglio le situazioni più caotiche, un aspetto fondamentale considerando la portata di alcuni combattimenti presenti nel DLC. Ci siamo trovati nel mezzo di grandi scontri con mutanti, battaglie su vasta scala tra fazioni rivali e sequenze in cui anomalie ed effetti ambientali si sovrapponevano, mentre intorno a noi esplodeva praticamente qualsiasi cosa. Cost of Hope offre parecchio da scoprire sia sotto il profilo narrativo sia da quello puramente ambientale. L’espansione riesce a bilanciare bene differenti tipologie di missioni e scenari, alternando esplorazione, combattimenti, tensione horror e momenti più orientati alla scoperta. Dovremo comunque attraversare la gigantesca mappa diverse volte, quindi consigliamo di individuare quanto prima una guida amichevole e sfruttare il viaggio rapido ogni volta che se ne presenta l’occasione.
Se non avete ancora giocato a S.T.A.L.K.E.R. 2, l’arrivo di Cost of Hope e dell’aggiornamento 2.0 rappresenta probabilmente uno dei momenti migliori per entrare nella Zona. Bisogna però ricordare che non si tratta di un’espansione completamente indipendente: per comprenderne pienamente gli eventi è necessario essere già piuttosto avanti nella campagna principale. Proprio questa integrazione, tuttavia, è uno dei suoi maggiori punti di forza, perché Cost of Hope non sembra un contenuto aggiunto artificialmente, ma una vera estensione dell’avventura originale. I momenti capaci di generare autentica paura non mancano e il gunplay, da sempre uno dei tratti distintivi di S.T.A.L.K.E.R. 2, risulta oggi più soddisfacente che mai. Il miglioramento dell’A-Life, le prestazioni più solide e le modifiche introdotte dall’aggiornamento 2.0 fanno inoltre emergere con maggiore chiarezza le qualità di un gioco che, al debutto, aveva dovuto convivere con numerosi compromessi.
Cost of Hope non si limita quindi ad aggiungere qualche ora di contenuti alla campagna: questo DLC arriva insieme a una trasformazione molto più ampia di S.T.A.L.K.E.R. 2 e ci restituisce una Zona più credibile, inquietante e tecnicamente stabile. Se avevate abbandonato il titolo dopo il lancio, questo è probabilmente il momento giusto per concedergli una seconda possibilità; se invece non avete mai smesso di esplorarne le terre contaminate, l’espansione offre più di un motivo per tornare a imbracciare il fucile. Il nostro consiglio resta quello di provare il doppiaggio originale, accettare la maggiore attenzione richiesta dai sottotitoli e lasciarsi completamente assorbire dall’atmosfera. Perché una volta accettate tutte queste "richieste" S.T.A.L.K.E.R. 2 riesce a farvi sentire soli, vulnerabili e costantemente osservati nel cuore della Zona, e poche altre esperienze riescono a trasmettere la stessa sensazione.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per PC.

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