Rhythm Paradise Groove

Nintendo dimostra ancora una volta che osare paga

Pubblicato il 14 Luglio 2026 alle ore 13:00
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Nintendo ci ha sempre sorpreso con titoli di qualità nascosti sotto vesti tutt'altro che tradizionali. Uno di questi è la serie Rhythm Paradise (Heaven in America), co-sviluppata insieme a TNX Music Recordings, che mette i giocatori davanti a un'infinità di minigiochi ritmici di ogni tipo. Oggi parliamo di Rhythm Paradise Groove, uscito lo scorso 2 luglio su Nintendo Switch, che propone una lunga serie di sfide dal livello di difficoltà sempre crescente.

Composto da circa 80 minigiochi in single player e 30 in multiplayer, Rhythm Paradise Groove permette di vivere un'avventura all'insegna della stravaganza giapponese, accompagnata da una colonna sonora realizzata dal compositore storico della serie Tsunku e da numerosi altri artisti, tra cui Ado. Abbiamo trascorso l'ultima settimana alternando partite in singolo e in compagnia, e siamo finalmente pronti a raccontarvi la nostra esperienza.

Chk Chk Boom -Boom

Rhythm Paradise Groove arriva oltre dieci anni dopo l'ultimo capitolo della serie, quel Rhythm Paradise Megamix per Nintendo 3DS che rappresentava una sorta di raccolta definitiva del brand. Ma cos'è esattamente Rhythm Paradise? La serie nasce nel 2006 su Game Boy Advance da un'idea di Kazuyoshi Osawa, già autore di diversi capitoli di WarioWare. Il concept di base è infatti molto simile: tanti piccoli minigiochi in rapida successione, caratterizzati da una direzione artistica spiccatamente giapponese e sopra le righe. La differenza è che qui non vengono premiati i riflessi, bensì il senso del ritmo.

Le basi del gameplay sono semplicissime e i primi minigiochi risultano quasi banali. Il giocatore affronta livelli molto brevi, raramente superiori ai due minuti, nei quali è necessario utilizzare al massimo due o tre pulsanti in situazioni al limite dell'assurdo: aprire e chiudere ombrelli, aiutare un cane ad afferrare il frisbee o affrontare decine di altre trovate altrettanto folli. Ogni prova viene valutata in base alla precisione dell'esecuzione e sbagliare troppo spesso porta inevitabilmente al fallimento del livello, in un crescendo di ritmo e difficoltà che riesce a mettere in crisi anche chi è già abituato ai rhythm game [pur senza raggiungere gli estremi di brani come Through the Fire and Flames alla massima difficoltà di Guitar Hero N.d.H.].

Ciò che colpisce maggiormente, però, non è tanto il gameplay, quanto lo stile visivo della serie. Rhythm Paradise Groove propone livelli completamente diversi tra loro, con situazioni assurde, animazioni ricche di personalità e personaggi fuori di testa che danno vita a siparietti capaci di strappare più di una risata. Chi conosce già il brand sa bene che questo è sempre stato il suo punto di forza: unire rapidità, semplicità e immediatezza a una continua esplosione di creatività, trasformando scene di vita quotidiana in piccoli spettacoli ritmici. Si passa così da automobili che devono partire al momento giusto a ombrelli da sincronizzare, fino ad arrivare a frutti che rimbalzano sui muscoli di un palestrato o rane catapultate verso il cielo durante un salto. Una volta completata una colonna di minigiochi arrivano infine i remix, che fondono insieme spezzoni di prove differenti accompagnandoli con brani spesso cantati e dando vita ad alcuni dei momenti migliori dell'intera produzione.

Maniac

Se c'è una cosa che non manca in Rhythm Paradise Groove è sicuramente la quantità di contenuti. Oltre a una modalità multiplayer perfetta per le serate in famiglia o con gli amici, tra prese in giro e tentativi di restare a tempo, il gioco propone numerose attività extra, modalità dedicate ai minigiochi già completati e archivi che permettono di lasciarsi guidare dal caso verso una nuova sfida.

La novità più interessante è però Beatspell, una vera e propria avventura ruolistica in chiave ritmica nella quale affrontare potenti avversari lanciando magie seguendo il tempo della musica. La progressione è legata alle medaglie ottenute nei minigiochi principali, ma scoprire nuovi capitoli e affrontarli, anche fallendo miseramente, è stato uno degli aspetti che abbiamo apprezzato di più durante la prova, nonostante qualche piccola dissonanza nel ritmo di alcune sezioni.

Non tutti i minigiochi riescono infatti a trasmettere allo stesso modo la sensazione di stare seguendo il tempo della musica, ma, in fondo, è proprio questa la filosofia della serie: mettere il giocatore a proprio agio per poi sorprenderlo con situazioni sempre nuove, aumentando gradualmente il livello di sfida e rimescolando continuamente le carte grazie ai remix. È inevitabile una componente di trial and error, soprattutto quando bisogna imparare il tempismo di alcune prove, ma la brevissima durata dei livelli rende ogni tentativo immediato e mai realmente frustrante. Anzi, è proprio questa struttura che spinge continuamente a riprovare, accumulare medaglie e sbloccare l'enorme quantità di contenuti presenti nel gioco.

Do It

Dov'è, quindi, che Rhythm Paradise Groove si pone? Sicuramente tra quei giochi coraggiosi che, ormai, solo Nintendo tra i grandi publisher continua a pubblicare. Basti pensare allo spazio che brand come WarioWare, ARMS, Splatoon e tante altre proprietà intellettuali continuano ad avere sugli scaffali, fisici o digitali, di Switch e Switch 2. Sono produzioni che dimostrano come osare e come, ogni tanto, decidere di soddisfare una specifica fascia di pubblico, senza inseguire necessariamente il gioco dal comparto grafico ultra realistico o dalla regia cinematografica, possa ancora funzionare.

Non stiamo parlando di un titolo destinato a vendere milioni di copie, ma di un'opera che si unisce a produzioni come Sly Cooper, Ape Escape, Patapon o Gravity Rush, giochi che hanno sempre permesso a chiunque di divertirsi puntando tutto sulla propria identità. È proprio questo il motivo per cui i tanti pregi di Rhythm Paradise Groove finiscono quasi per oscurarne i pochi difetti, anche se è giusto evidenziarli.

Il più evidente è sicuramente l'assenza di una modalità multiplayer online, una scelta che potrebbe essere legata sia alla difficoltà di proporre un rhythm game di questo tipo a distanza, sia alla volontà di Nintendo di continuare a privilegiare il contatto diretto tra le persone. Un approccio che oggi in pochi sembrano voler perseguire e che, probabilmente, contribuisce anche a quell'impoverimento del panorama videoludico, sempre più concentrato esclusivamente sui tripla A più appariscenti o su quegli indie che, spesso, tanto indipendenti non sono più grazie a publisher capaci di sostenerne produzioni ormai sempre più costose. In tutto questo rischia di esserci sempre meno spazio per quei piccoli giochi che hanno fatto innamorare tanti giocatori quando erano bambini.

Un altro dei limiti più evidenti di Rhythm Paradise Groove è la rigidità del tempismo richiesto in alcuni minigiochi, elemento che ha messo in difficoltà anche noi durante la prova, soprattutto nelle sfide più avanzate e in alcune modalità multiplayer. È un aspetto che potrebbe scoraggiare rapidamente chi non è particolarmente appassionato di rhythm game o non possiede un grande senso del ritmo.

Run It Everywhere All Around the World

Il ritorno della serie rappresenta quindi un'ottima occasione per rivedere finalmente sugli schermi di tutto il mondo un brand che sembrava ormai dimenticato da Nintendo, capace di coniugare perfettamente uno stile giapponese ricco di ironia e sarcasmo con un rhythm game di altissimo livello.

L'enorme quantità di contenuti, con circa 80 minigiochi per il single player e una trentina dedicati al multiplayer locale, unita a un gameplay dal livello di difficoltà crescente, conferisce a Rhythm Paradise Groove una posizione ben precisa all'interno del catalogo Nintendo. È uno di quei giochi pensati per accompagnare il pubblico durante l'estate, in attesa di produzioni più grandi come Splatoon Raiders e Fire Emblem Fortune's Wave.

I suoi limiti esistono e riguardano soprattutto la natura stessa del genere, con alcuni minigiochi particolarmente severi nel richiedere precisione e una modalità multiplayer esclusivamente locale che limita le possibilità di giocare con gli amici. Sono però compromessi che incidono relativamente poco su un'esperienza capace ancora oggi di distinguersi per personalità, creatività e immediatezza.

Good

Minigiochi interattivi molto ispirati
Stile incredibilmente meraviglioso
Divertentissimo in multiplayer
Molto contenuto disponibile

Bad

Difficile per i non appassionati dei ritmici
Multiplayer solo locale
8.5
PEM-PEM

Sviluppatore: Nintendo EPD
Distributore: Nintendo
Data di uscita: 2 luglio 2026
Genere: Ritmico
PEGI: 7+
Piattaforme: Nintendo Switch

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