Resident Evil Requiem

Due anime, un solo incubo

Pubblicato il 30 Marzo 2026 alle ore 9:15
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Nel corso di oltre trent’anni, la saga di Resident Evil ha attraversato trasformazioni profonde, passando dal survival horror più ragionato e atmosferico dei primi capitoli agli eccessi action inaugurati da Resident Evil 4. Dopo il ritorno alle origini con Resident Evil 7, il successivo Resident Evil Village aveva già rialzato il livello dell’azione, mostrando quanto questa serie sia sempre stata incline alla spettacolarizzazione. In fondo, anche nei capitoli più “contenuti”, si passava gradualmente da incontri lenti con pochi nemici a esplosioni degne di un blockbuster.
Con Resident Evil Requiem, questa doppia anima viene portata all’estremo attraverso una struttura narrativa ambiziosa. I due protagonisti, Grace Ashcroft e Leon S. Kennedy, incarnano due filosofie opposte: da un lato un ritorno al survival horror classico, dall’altro un’escalation d’azione che richiama i capitoli più adrenalinici. Questa dualità funziona alla perfezione nella prima metà dell’avventura, mentre nella seconda finisce per appoggiarsi troppo alla nostalgia, perdendo parte della sua identità.

L’inizio è senza dubbio il momento migliore dell’intero gioco. Vestiamo i panni di Grace Ashcroft, analista dell'F.B.I. con un passato personale legato al misterioso Hotel Wrencroft. Qui, anni prima, sua madre [la giornalista Alyssa Ashcroft, già apparsa in Resident Evil Outbreak N.d.R.] è stata uccisa in circostanze poco chiare. L’indagine si trasforma rapidamente in un incubo: Grace viene rapita da un ex scienziato Umbrella e condotta in una struttura ospedaliera teatro di esperimenti aberranti. Da questo momento, ci troviamo immersi in un’esperienza che richiama direttamente i capitoli più classici della serie. Il Rhodes Hill Chronic Care Center si presenta come un enorme puzzle ambientale, costruito attorno a chiavi, porte bloccate e scorciatoie da sbloccare. È impossibile non pensare a Villa Spencer o al dipartimento di polizia di Raccoon City: ogni corridoio nasconde un segreto, ogni stanza può diventare una trappola. Le sezioni di Grace puntano tutto su tensione e vulnerabilità. La visuale in prima persona, ereditata da Resident Evil 7, amplifica il senso di oppressione, mentre il sound design, fatto di lamenti lontani e rumori improvvisi, contribuisce a creare un’atmosfera costante di pericolo. Le munizioni sono scarse e spesso la scelta migliore è evitare il combattimento. A peggiorare la situazione, una creatura invincibile ci perseguita a intervalli regolari, costringendoci a muoverci con cautela.

Uno degli elementi più riusciti di Resident Evil Requiem è il ritorno di una meccanica che i fan storici riconosceranno subito: i nemici apparentemente eliminati possono rialzarsi sotto forma di versioni più rapide e aggressive, in un chiaro omaggio ai Crimson Head. Questo trasforma ogni backtracking in un momento di tensione pura. Anche attraversare un corridoio già “ripulito” diventa un rischio calcolato. In questo contesto, Grace si distingue come protagonista vulnerabile e credibile, o almeno lo sarebbe se non fosse un agente dell'F.B.I., ma una giornalista come la madre o un avvocato o qualsiasi altra cosa che giustifichi la sua impreparazione. Perché poi, per il resto, funziona benissimo, non è una veterana temprata come altri personaggi della saga, ma una persona normale intrappolata in una situazione fuori controllo. Il suo percorso emotivo, legato al trauma della perdita della madre, rappresenta uno degli elementi narrativi più riusciti dell’intera esperienza.
Accanto a lei troviamo Leon S. Kennedy, ormai veterano della serie. Le sue sezioni rappresentano il contraltare perfetto: ritmo serrato, scontri spettacolari e un arsenale decisamente più generoso. Leon è più stanco, segnato da anni di battaglie e da una misteriosa malattia, ma resta comunque un combattente letale. Le sue sequenze iniziali funzionano alla grande proprio perché spezzano la tensione accumulata con Grace. Dopo ore passate a evitare il combattimento, poter affrontare orde di nemici con fucili e colpi corpo a corpo risulta estremamente soddisfacente. Alcuni momenti, come il ritorno in aree già esplorate con Grace, ma affrontate stavolta con piena potenza offensiva, rappresentano veri picchi ludici. Il problema emerge nella seconda metà del gioco. Con il progressivo spostamento del focus su Leon, l’equilibrio tra horror e azione si spezza. L’esperienza diventa più lineare e meno ispirata, con ambientazioni meno memorabili [tutta la parte della periferia di Raccoon City è inutilmente lunga tanto da diventare noiosa e a tratti frustrante, non per le meccaniche, ma perché non sembra mai arrivare alla fine N.d.R.] e un uso eccessivo di richiami ai capitoli precedenti. Alcune sequenze sembrano voler replicare momenti iconici della saga senza riuscire a raggiungerne l’impatto. Anche la narrazione ne risente: i collegamenti alla lore diventano più forzati e alcuni colpi di scena appaiono poco convincenti. Pur mantenendo un gameplay solido e divertente, la sensazione generale è quella di un finale che non riesce a mantenere le promesse dell’inizio.

In definitiva, Resident Evil Requiem è un capitolo ambizioso che prova a unire passato e presente della serie. Quando riesce a bilanciare le due anime horror e azione offre momenti davvero memorabili. Tuttavia, quando si affida troppo alla nostalgia, perde parte della sua forza innovativa. Rimane comunque un’esperienza solida, capace di dimostrare ancora una volta quanto questa saga sappia reinventarsi, anche dopo trent’anni. Ora non ci resta che attendere per vedere dove ci porterà il DLC che hanno annunciato e il futuro della saga.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per PC.

Good

Ottima dualità tra horror e azione
Prima metà eccellente e ricca di tensione
Atmosfera, ritmo e level design richiamano il miglior survival horror classico
Personaggio di Grace ben scritto e credibile...
Sezioni action di Leon spettacolari e divertenti
La stazione di polizia
Level design in stile old school riuscitissimo

Bad

Seconda metà meno ispirata
Calo di ritmo che aumenta la dipendenza dalla nostalgia
Antagonisti poco incisivi, dimenticabili e quasi offensivi
... se non fosse un agente dell'F.B.I. e i suoi mugugni e lamenti ogni dieci secondi sono la cosa più fastidiosa dell'intero gioco
Periferia di Raccoon City troppo e inutilmente lunga
7.4
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Capcom
Distributore: Capcom
Data di uscita: 27 febbraio 2026
Genere: Survival horror
PEGI: 18+
Piattaforme: PC, PS5, Xbox Series X|S, Switch 2

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