

La storia di Ninja Gaiden affonda le sue radici nel lontano 1988. Sebbene l’originale e i suoi sequel abbiano brillato soprattutto su console, all’epoca non mancavano versioni PC con la storica grafica CGA. La vera consacrazione arrivò però nel 2004, quando la serie passò con successo al 3D e conquistò una nuova generazione di fan, diventando una sorta di “Dark Souls ante litteram” [per la difficoltà abnorme N.d.R.] grazie al suo livello di difficoltà elevatissimo. I capitoli classici, figli del loro tempo, erano spesso considerati “ingiusti” nei confronti del giocatore. Oggi, invece, i game designer preferiscono proporre sfide calibrate piuttosto che difficoltà artificiali. È proprio questa la lezione che The Game Kitchen (Blasphemous) e Dotemu hanno fatto propria nello sviluppo di Ninja Gaiden: Ragebound: un tributo ai predecessori che conserva l’anima arcade, ma bilancia meglio il gameplay.
Ninja Gaiden: Ragebound è uno spin-off della serie classica. Al posto di Ryu Hayabusa vestiamo i panni di Kenji Mozu, uno degli apprendisti del Clan Hayabusa. La trama ruota attorno all’invasione di demoni, ai conflitti con il Clan del Ragno Nero e persino all’intervento dell’FBI. Nulla di particolarmente memorabile, ma sufficiente a fare da cornice a un’esperienza arcade e platform solida, rapida e old-school. Una particolarità è la possibilità di giocare con due protagonisti. Oltre a Kenji, che brandisce la spada per gli scontri ravvicinati e può deviare i proiettili, controlliamo anche Kumori, un’assassina che combatte con i kunai e possiede abilità uniche per svelare segreti o scatenare devastanti attacchi contro i boss. A un certo punto della storia, i due diventano un tutt’uno, fondendo i loro poteri.
Il cuore del gameplay risiede in alcune meccaniche chiave:
Questi sistemi rendono il combattimento un’autentica danza frenetica, in cui ogni nemico e piattaforma diventa parte di un puzzle d’azione. Seguendo il ritmo giusto, ostacoli e minacce si trasformano in opportunità per avanzare più velocemente. La vera difficoltà di Ragebound non sta semplicemente nel terminare i livelli, resa comunque più accessibile dalla presenza di numerosi checkpoint, ma nell’ottenere il punteggio migliore. Ogni stage propone sfide aggiuntive, come sconfiggere un boss in meno di un minuto o completare la sezione senza cadere. Per raggiungere il rango S+ occorre velocità, precisione e la raccolta di tutti i collezionabili, il che invita a rigiocare più volte gli stessi scenari.
Per i più temerari, il gioco offre persino penalità opzionali che, se attivate, aumentano il punteggio finale (ad esempio impedendo a Kenji di curarsi). Una scelta che soddisfa i completisti in cerca di adrenalina pura. La durata complessiva si aggira intorno alle 6-7 ore, ma la longevità cresce notevolmente per chi vuole padroneggiare ogni livello o scalare le classifiche online.
Dal punto di vista tecnico, Ninja Gaiden: Ragebound sfoggia una pixel art vivace e dettagliata, con animazioni fluide e colori brillanti. L’estetica richiama direttamente gli anni ’90, mentre la colonna sonora dinamica accompagna l’azione con ritmi energici e nostalgici. Se cercate un action platformer esplosivo, rapido e impegnativo al punto giusto, Ninja Gaiden: Ragebound è il tributo perfetto alla saga. Pur con una trama semplice, il gameplay bilanciato, le meccaniche innovative e l’atmosfera rétro lo rendono un’esperienza che cattura sia i fan storici sia i nuovi giocatori.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per PS5.

Devi essere connesso per inviare un commento.