Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2

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Pubblicato il 21 Settembre 2026 alle ore 11:00
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Sono passati tre anni dal rilascio della Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1, che ripercorre la prima parte del viaggio di Solid Snake (e di noi giocatori) attraverso un'opera poco riuscita. I dubbi sono quindi rimasti alti per molto tempo, almeno fino all'annuncio della seconda Collection dedicata a Peace Walker e, soprattutto, a Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots. Quest'ultimo è stato rilasciato per la prima volta fuori dall'ecosistema PS3 proprio per l'occasione, rappresentando un momento di libertà dalla “prigionia” tecnologica per uno dei giochi più apprezzati da fan e critica.

Abbiamo testato la Master Collection Vol. 2 e siamo pronti a parlarvene nella nostra recensione.

Peace Walker

Uscito originariamente nel 2010, Peace Walker è un sequel di Metal Gear Solid 3 e mostra le vicissitudini vissute da Naked Snake dopo la missione Snake Eater. Il suo progetto di abbandonare gli Stati Uniti e fondare la propria nazione inizia a prendere forma, mentre debutta anche l'unità mercenaria Militaires Sans Frontières (MSF), con l'aiuto del sempre stoico Kazuhira Miller.

Il gioco è ambientato nel 1974 in Costa Rica, dove una missione di liberazione porta il corpo militare a investigare su un esercito che ha occupato alcune parti del Paese. Dopo aver incontrato una ragazzina chiamata Paz e riconosciuto uno dei suoi alleati come agente del KGB, Big Boss inizialmente rifiuta la missione, ma si ritrova a cambiare idea ascoltando una registrazione di The Boss. Parte da qui una delle operazioni più interessanti prodotte da Kojima, che ha creato un capitolo portatile, originariamente uscito solo su PSP, con l'intenzione di renderlo il vero Metal Gear Solid V.

La struttura a missioni rende Peace Walker un gioco perfetto per essere goduto in portabilità e durante brevi sessioni. Il suo punto forte è la libera interpretazione del gameplay e la possibilità di reclutare nuovi soldati semplicemente mandandoli alla Mother Base, una piattaforma di ricerca ormai abbandonata che diventa il quartier generale del gruppo MSF.
La parte gestionale richiede a Big Boss di recuperare i soldati storditi usando un particolare palloncino chiamato Fulton e, una volta recapitati alla base, di impiegarli in determinati compiti in base alle loro caratteristiche. Man mano che le varie sezioni aumentano di livello, viene creato nuovo equipaggiamento che può essere utilizzato attivamente per migliorare le proprie prestazioni in missione. Un sistema che funzionava nel 2010 ma che, non troppo sorprendentemente, riesce a essere particolarmente attuale anche sedici anni dopo.
Il porting non aggiunge nulla rispetto a quanto visto in passato con la HD Collection e, onestamente, non ci aspettavamo nulla di diverso. Il gioco girava originariamente su PSP e, su Xbox Series X, console sulla quale abbiamo effettuato la nostra prova, non presenta alcun problema di funzionamento. Il frame rate rimane fisso sui 60 fps e la parte grafica beneficia di un notevole lavoro di upscale ben realizzato da Konami, rendendo giustizia a uno dei capitoli più belli dell'intera saga.

Guns of the Patriots

Uno dei principali motivi per acquistare questa seconda Collection riguarda Guns of the Patriots, quello che idealmente sarebbe dovuto essere il punto finale del percorso di Solid Snake ma che, in realtà, ne rappresenta solo un iconico passaggio. La storia racconta dello storico e incredibile soldato che, ormai invecchiato a causa delle nanomacchine, si ritrova a dover chiudere tutti i conti prima della sua dipartita.
Per gran parte dei videogiocatori moderni questo potrebbe essere il primo contatto con uno dei giochi più particolari del panorama. Dal 2008, infatti, Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è stato relegato solamente a PlayStation 3, rendendolo quanto più vicino possibile a un lost media.

La Master Collection porta quindi l'ultima avventura di Snake anche su altre piattaforme, con alcuni cambiamenti sostanziali che tendono a rimuovere i riferimenti alla console Sony, soprattutto su Nintendo Switch. Tra questi troviamo un aggiornamento delle frasi di Otacon, che ora rimane al passo con le tecnologie moderne. Sulle altre piattaforme, invece, Snake continua a utilizzare il DualShock 3 come controller per l'MK. II e sono ancora presenti delle PS3 come modelli in-game. Su Nintendo Switch viene eliminato ogni possibile riferimento alla console Sony, sostituito da elementi più generici.

Chi conosce Guns of the Patriots sa quanto sia importante la sua narrativa e come la narrazione messa in piedi da Hideo Kojima raggiunga qui il suo massimo splendore e, al tempo stesso, la sua massima prolissità. Il lavoro è senza dubbio ancora molto attuale, basti pensare a come le AI e gli LLM governano il nostro attuale mondo, e chiunque stia riscoprendo la saga con la Master Collection si ritrova davanti a un titolo che non risente del passare del tempo e che rappresenta ancora oggi uno dei migliori lavori di Hideo Kojima.

Dal punto di vista del gameplay, niente è stato ritoccato da Konami che, anzi, ha puntato sul lavoro sicuro, mantenendo il miglioramento del gameplay rispetto al terzo capitolo e gli elementi introdotti all'epoca, come il Solid Eye e la tuta mimetica che si adatta all'ambiente. Metal Gear Solid 4 possiede ancora oggi un gameplay godibile e divertente, che non risente del passare del tempo, al netto di un lavoro di porting che comprende un leggero upscale delle texture e qualche ritocco alla UI.

Due al prezzo di uno

Il potere della Master Collection è quello di portare sui sistemi moderni i grandi titoli del passato, segno forse della volontà di un riavvicinamento di Konami al brand Metal Gear e, possibilmente, al suo creatore. Se, però, la prima Collection non è stata all'altezza delle aspettative a causa di numerosi problemi, la seconda rende molta più giustizia ai due giochi.
L'attesa era soprattutto per Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots e non siamo rimasti per niente delusi, con due giochi pienamente godibili ancora oggi, nonostante gli anni trascorsi dalle uscite originali. La serie Metal Gear Solid non possiede giochi definibili “brutti”, ma Peace Walker è ancora oggi una delle release più divertenti e godibili, mentre Guns of the Patriots porta a schermo una rappresentazione più cinematografica rispetto al passato, con cutscene che superano tranquillamente l'ora, ma al tempo stesso moderna per quanto riguarda il gameplay.

Consigliamo la Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2? Sì, assolutamente, ma solo se conoscete la saga o avete giocato il Volume 1. Se siete alla vostra prima esperienza con Metal Gear Solid, il consiglio è quello di recuperare il Vol. 1, altrimenti rischiereste di non capire nulla della storia e dei vari riferimenti presenti nei due giochi.

Good

Collection ben realizzata...
Metal Gear Solid 4 finalmente su console moderne
Ottima scelta mantenere la collection solo su Peace Walker e Guns of the Patriots
Gameplay sempre al top

Bad

…ma un porting estremamente essenziale
8
PEM-PEM

Sviluppatore: KONAMI
Distributore: KONAMI
Data di uscita: 27 agosto 2026
Genere: Stealth
PEGI: 18+
Piattaforme: PS5, Xbox Series, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC

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