Metal Gear Solid Delta: Snake Eater

In the end, you have to choose whether you’re going to live as a soldier, or just another man with a gun.

Pubblicato il 16 Settembre 2025 alle ore 12:05
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

Come cambiano le cose. Konami aveva abbandonato i giochi per console nel 2015 e ora ci ritroviamo tra le mani un remake di Metal Gear Solid 3 e un nuovo Silent Hill all’orizzonte. Nello stesso anno, l’azienda cancellava il nome di Hideo Kojima da giochi e materiali promozionali. Oggi, invece, il nome del game director compare almeno sei volte nei primi minuti di Metal Gear Solid Delta: Snake Eater. Sarebbe difficile individuare i nuovi sviluppatori dietro il remake, tanto è stato fatto per rendere omaggio al team originale. Forse il tempo guarisce tutte le ferite, persino quelle di una rottura pubblica tanto rumorosa. Eppure, nonostante i cambiamenti, alcune cose restano immutate…

Questo era il quinto gioco della saga Metal Gear e fungeva da prequel dell’intera serie. Dopo le vicende narrate negli episodi precedenti, Kojima ci riportava all’inizio, mostrandoci come Snake avesse ottenuto il titolo di Big Boss. Metal Gear Solid 3: Snake Eater è considerato ancora oggi uno dei più grandi videogiochi di tutti i tempi grazie alla sua trama, al doppiaggio, al gameplay e al suo impatto culturale. Quando Kojima lasciò Konami dopo il turbolento sviluppo di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, molti pensarono che la serie fosse finita. L’impossibile si è però avverato: Konami Digital Entertainment e Virtuos hanno annunciato un remake di Metal Gear Solid 3. Poiché tutto questo è accaduto senza la supervisione di Kojima, ci siamo avvicinati con entusiasmo cauto. I trailer di Metal Gear Solid Delta: Snake Eater e il curriculum di Virtuos ci hanno rassicurati. Se questo remake sia all’altezza dell’originale, preservandone il valore e aggiungendo nuove funzionalità, è ciò che andiamo ad analizzare in questa recensione.

Se non conoscete l’originale, attenzione agli SPOILER relativi alla Missione Virtuosa. In Metal Gear Solid Delta: Snake Eater seguiamo l’agente della CIA Naked Snake nella sua prima operazione sul campo, ambientata nel 1964, in piena Guerra Fredda. Al fianco del Maggiore Zero, della consulente Para-Medic e della mentore The Boss, Snake deve recuperare lo scienziato russo Sokolov, costretto a lavorare su un’arma nucleare chiamata Shagohod, ma l’imprevista diserzione di The Boss e la comparsa del colonnello Volgin ribaltano la missione: Snake viene ferito gravemente e il mondo rischia una guerra nucleare. Da qui prende avvio l’Operazione Snake Eater, in cui Snake dovrà fermare Volgin, distruggere lo Shagohod e affrontare il suo stesso mentore. Konami e Virtuos hanno scelto di rispettare l’opera originale, migliorandone però gli aspetti tecnici. Il remake è stato ricostruito in Unreal Engine 5, con grafica in 4K, audio 3D e due modalità, Qualità e Prestazioni. I controlli sono selezionabili tra Legacy Style, fedele agli schemi originali, e New Style, più moderno e fluido. L’attenzione al dettaglio è evidente: dalle nuove animazioni CQC ai danni permanenti sulle uniformi, fino alla vegetazione più fitta che aumenta la tensione dell’infiltrazione. Sono stati aggiunti una Photo Mode, un sistema di mimetiche semplificato, una bussola opzionale e contenuti extra come Secret Movies e minigiochi, inclusa la divertente modalità Snake vs. Monkey.

La trama non è stata alterata, una scelta saggia vista la solidità dell’opera di Kojima. Tuttavia, alcune cutscene ci sono sembrate ampliate. La colonna sonora conserva l’iconico tema Snake Eater di Cynthia Harrell, che resta un’introduzione memorabile in stile James Bond. Ritornano anche i collezionabili storici, come i 64 Kerotan, affiancati da 64 nuove anatre GA-KO. Non sono mancati alcuni problemi tecnici isolati, come cutscene mancanti dopo determinati scontri o audio fuori sincrono dopo il caricamento dei salvataggi, risolvibili riavviando. Nulla che intacchi seriamente l’esperienza.

Nel complesso, Metal Gear Solid Delta: Snake Eater è un remake solido e rispettoso, che rende giustizia al capolavoro originale e lo rende accessibile a un pubblico più ampio. È un titolo che unisce fedeltà e modernità, capace di conquistare sia i fan storici sia chi si avvicina per la prima volta alla saga. Se Konami deciderà di continuare con altri remake della serie, la strada è già tracciata: restare fedeli all’anima creata da Kojima e arricchirla con le giuste innovazioni.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per Xbox Series X su cui è basata la recensione, ma abbiamo testato il gioco anche su PC senza avere grossi problemi.

Good

Graficamente eccezionale
Trama tragicamente ancora attuale
Illuminazione di altissima qualità
Il CQC con le nuove animazione è ancora più bello
La telecamera in terza persona è un'ottima aggiunta
IA migliorata
Sistema di codec e mimetiche semplificato
Controlli e combattimenti più precisi
Colonna sonora e doppiaggio sempre stupendi
Ottimi contenuti extra

Bad

La telecamera moderna rende i combattimenti e le boss fight molto più semplici
Purtroppo finisce
10
TRIBE MASTERPIECE

Sviluppatore: Virtuos
Distributore: Konami
Data di uscita: 28 agosto 2025
Genere: Stealth
PEGI: 18+
Piattaforme: Xbox Series X|S, PC, PS5

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