Little Nightmares III

Un ritorno cupo ma poco ispirato: Supermassive Games riprende l’eredità di Little Nightmares senza riuscire davvero a farla brillare

Pubblicato il 31 Ottobre 2025 alle ore 10:16
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

La prima parte della serie, creata dallo studio svedese Tarsier, ci aveva conquistati con il suo mondo originale e inquietante. La piccola Six, avvolta nel suo inconfondibile impermeabile giallo, è diventata un’icona del genere horror contemporaneo. Il successo del primo capitolo ha portato alla nascita di un universo narrativo più ampio, con sequel, fumetti e persino podcast. Tuttavia, mantenere un tale livello di eccellenza non è mai semplice. Con Little Nightmares III, la torcia passa agli inglesi di Supermassive Games, che ne conservano l’inconfondibile stile audiovisivo, ma faticano a mantenere viva la stessa magia.

Diciamolo subito: Little Nightmares III è un horror in 2.5D tecnicamente solido, capace di intrattenere per le circa quattro ore della sua durata. Tuttavia, come sequel, risulta sorprendentemente piatto e privo di quella scintilla che ci aveva resi fan della serie. È un titolo che funziona, ma non riesce mai davvero a brillare. Questa volta seguiamo due bambini, Low e Alone, che intraprendono un viaggio di fuga verso una salvezza indefinita. Il loro cammino, suddiviso in quattro ambienti principali, è costellato di incubi grotteschi e mostri deformi, tipici del mondo di Little Nightmares. Le creature che incontriamo sono una fusione disturbante di realtà e immaginazione, tanto familiari quanto spaventose. Low impugna una piccola balestra, mentre Alone brandisce una chiave inglese: due strumenti che usiamo per risolvere enigmi ambientali o difenderci, anche se i combattimenti restano fortunatamente rari. L’esperienza si basa più sulla tensione e sull’osservazione che sulla forza bruta; tuttavia, la struttura per tentativi ed errori si ripete fin troppo spesso: basta un minimo ritardo o una scelta incerta per morire e ricominciare da capo. Ci si aspetta che capiamo subito cosa fare, che si tratti di nasconderci sotto un tavolo o usare un oggetto preciso, e questo approccio può risultare frustrante.

L’obiettivo resta esplorare ambienti visivamente affascinanti, ma poco gratificanti. Passiamo di stanza in stanza, cercando la via d’uscita tra scale, condotti d’aerazione e piattaforme improvvisate. Alcune aree, però, risultano inspiegabilmente vuote, privando il mondo di quella sensazione di mistero palpabile che caratterizzava i primi capitoli. L’unico momento di vero calore arriva con l’incontro con piccoli elfi erranti, presenze che ci ricordano che anche in un mondo di tenebra può esserci un barlume di speranza. Il ritmo, però, non convince: la narrazione salta spesso da una scena all’altra senza costruire la tensione, lasciandoci poco coinvolti nel viaggio dei protagonisti. Little Nightmares III è pensato per essere giocato principalmente in solitaria, ma include una modalità cooperativa che, purtroppo, non funziona come dovrebbe. Non esiste alcun supporto al multiplayer locale né al cross-play, una decisione inspiegabile per un titolo che si basa sulla collaborazione. Il Friend Pass, che consente di giocare in coppia anche se solo uno dei due possiede il gioco, è una buona idea sulla carta, ma risulta limitante: una volta iniziata una partita con un amico, non è possibile proseguirla da soli con un personaggio controllato dall’intelligenza artificiale, e viceversa. Giocando in solitaria, il sistema di cooperazione con l’IA è rigido e poco dinamico. Gli enigmi risultano spesso ripetitivi e prevedibili, basati su meccaniche già viste come spingere casse, tirare leve o usare l’altro personaggio. Solo in rari momenti la cooperazione viene sfruttata in modo davvero creativo. A confronto, altri titoli cooperativi recenti come Split Fiction o Lego Voyagers riescono a essere più intuitivi, più ricchi di idee e, soprattutto, più divertenti, pur muovendosi in una fascia di prezzo simile.

In definitiva, Little Nightmares III conserva l’atmosfera cupa e lo stile visivo contorto che ha reso la saga celebre, ma perde mordente nella sostanza. L’ambientazione da luna park è uno dei pochi momenti in cui ritroviamo il fascino disturbante dei precedenti capitoli, ma troppo spesso il ritmo rallenta e l’avventura si limita a ripetere schemi già visti. Pur rimanendo un’esperienza breve ma suggestiva, Little Nightmares III manca del coraggio necessario per evolvere davvero la formula. È un viaggio che ci intrattiene, ma non ci inquieta né ci sorprende come avrebbe dovuto.

Il codice ci è stato fornito dal publisher per Xbox Series X.

Good

Atmosfera visiva e sonora d’eccellenza
Protagonisti intriganti
Ottima direzione artistica

Bad

Puzzle ripetitivi e poco ispirati
Cooperativa mal progettata
Ritmo narrativo discontinuo
Poca innovazione rispetto ai capitoli precedenti
6
NONNO APPROVED

Sviluppatore: Supermassive Games
Distributore: Bandai Namco Entertainment
Data di uscita: 10 ottobre 2025
Genere: Platform, Puzzle
PEGI: 16+
Piattaforme: Xbox Series X|S, Xbox One, PS5, PS4, PC, Switch, Switch 2

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