

Una notte, un bambino si sveglia sconvolto da un incubo nel quale assisteva alla strage della sua famiglia; purtroppo, poco dopo, quell’incubo si avvera.
In seguito, Daragast Liar, un bardo guerriero, vaga nella foresta. Egli è tormentato dalla scomparsa della sua ex compagna a causa dell’uomo per il quale lei lo aveva lasciato ed è alla costante ricerca di un combattente più bravo di lui, che possa dargli finalmente la tanto sospirata morte. Parallelamente vi sono Asperia, una maga della Terra, e Riator, un mago del Fuoco. I due sono rivali e il subdolo Riator cospira costantemente per far allontanare Asperia dall’Accademia dei maghi.
Con il proseguire della vicenda, le terre di Hesperia vengono attaccate. Il mago Ramalin, sommo maestro dell’Ordine di Balanor, tramite i divinatori rivela che la città di re Andonat è assediata dalle truppe di un malvagio mago del Sangue: Triumvar Lothanor, che altri non è se non quel bambino che tanti anni prima aveva perso i genitori nella strage. Triumvar, con il suo drago, attacca una ad una le città del Kalesinar per risucchiare dentro di sé il potere dei maghi più forti e ottenere, così, l’immortalità. Purtroppo si viene a sapere che Riator è un traditore e una delle vittime del malvagio mago è il piccolo Leon, figlio di re Polinar, anche lui in possesso di un grande potere e unica speranza di fermare Triumvar. Un gruppo molto eterogeneo formato da Asperia, suo fratello Elethor, Daragast, una ranger della foresta si ritrova a cercare Leon per proteggerlo e nasconderlo finché non sarà cresciuto e in grado di sconfiggere il mago del Sangue. Il gruppo dunque intraprende un lungo viaggio attraverso le terre di Hesperia, ma Riator e Triumvar sono sulle loro tracce…
I Signori del Sangue e del Fuoco è il primo romanzo della Saga dei Kalesin; qui ci vengono presentati i personaggi, l’ambientazione e dato l’avvio della vicenda. Come si può intuire dai personaggi, si tratta di una storia fantasy, ambientata nel continente di Hesperia.
I protagonisti sono molto ben caratterizzati psicologicamente e, man mano che ci si addentra nella narrazione, ci vengono forniti dettagli del passato di ciascuno che contribuiscono a dare profondità e spessore ai personaggi, grazie anche ai flashback che inframmezzano la vicenda. Capiamo così che le azioni di “buoni” e “cattivi” sono spesso reazioni a episodi lontani che li hanno segnati profondamente, e tutti, da Daragast a Triumvar, hanno una motivazione che li spinge ad agire. Infatti, proprio per questo, un aspetto molto apprezzato è il fatto che i personaggi non sono piatti, ma hanno uno spessore e che si comportano come persone “normali”, non eroi imperturbabili. Nonostante magie, poteri e bravura nel combattere, essi prendono a cuore il destino di deboli e indifesi, restano turbati alla vista di una strage e vomitano guardando una cadavere dilaniato. Insomma, quel che più affascina dei protagonisti è la loro umanità.
Anche la storia è ben scritta e strutturata, nonostante qualche piccolo errore e alcuni refusi; il linguaggio di facile comprensione rende scorrevole e piacevole la lettura. Alberto De Stefano ha creato un universo in cui si articolano storie e avvenimenti complessi, ma mantenendo ordine e chiarezza nella narrazione.
Questo primo volume termina con molti punti di domanda e lascia al lettore la suspense per continuare la lettura del seguito.

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