Kingdom of Night

Il caro caos e delirio demoniaco dell'Arizona torna a colpire

Pubblicato il 13 Gennaio 2026 alle ore 9:34
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Negli ultimi anni DANGEN Entertainment ci ha abituato alle pubblicazioni di titoli molto diversi tra loro, ma uniti da quel carattere unico che solo le sperimentazioni “indipendenti” possono permettersi di portare sugli schermi.
Quello di cui vi parleremo oggi, in particolare, è un RPG isometrico che guarda ai compianti anni ’80, soprattutto allo splendido filone dell’immaginario horror B-movie che una piccola nicchia di persone riesce ancora ad apprezzare [diciamocelo, molti titoli sono puro caos… ma si amano per questo, N.d.R.]. Kingdom of Night vive di quella che oggi potremmo definire come un’estetica associata immediatamente a Stranger Things, ma che in questo caso affonda le proprie radici in ispirazioni decisamente meno patinate, come pellicole alla La notte dei morti viventi o La casa, e lo fa con risultati sicuramente interessanti, seppur non sempre centrati.

Sviluppato da Friends of Safety e pubblicato da DANGEN Entertainment, la lunga notte di Kingdom of Night ci porta a Miami, Arizona, del 1987. Quando un culto satanico evoca l’antica entità di Baphomet, la cittadina entra nel caos e ci ritroviamo così a esplorare strade, edifici e sotterranei infestati da demoni, zombie e creature aberranti sempre più ostili, cercando di salvare i nostri amici e conoscenti prima che sia troppo tardi.

La lunga notte di John

Partiamo subito con un concetto davvero semplice: la proposta di Kingdom of Night è quanto più lineare possibile e non presenta colpi di scena, eventi memorabili o svolte narrative sorprendenti. Il racconto procede in modo ordinato dall’inizio alla fine, senza mai tentare plot twist inaspettati o soluzioni metanarrative volte a sconvolgere le carte in tavola, e va benissimo così. La semplicità proposta nella narrazione si sposa perfettamente con l’atmosfera del racconto “vecchia scuola”, fatta di missioni principali diramate e di un’elevata presenza di quest e side quest da scoprire, spesso scollegate tra loro, ma comunque capaci di dare quello spessore necessario al mondo di gioco.

Non siamo davanti a una scrittura particolarmente profonda o raffinata, ma è estremamente coerente con il contesto e, in questo modo, Kingdom of Night riesce a offrire un’esperienza narrativa che si sostiene senza mai crollare su se stessa. Il vero problema, semmai, è che molte delle quest che accatteremo durante la nostra esplorazione non vengono mai spiegate a dovere, lasciandoci senza vere e proprie indicazioni e costringendoci spesso a procedere per scomodi tentativi, perdendoci senza una direzione chiara nei meandri della mappa di gioco.

Chiamiamolo RPG, nel bene e nel male

Dal punto di vista ludico, Kingdom of Night è un action RPG isometrico che punta tutto sulla libera esplorazione e su un gameplay loop piuttosto classico. All’inizio della nostra avventura avremo modo di testare un breve tutorial, seguito poi dalla scelta di una delle cinque classi disponibili (Barbarian, Knight, Rogue, Necromancer o Sorcerer), che determinano l’approccio al combattimento di John e la sua stessa progressione. Ogni classe è costruita attorno a tre rami d’abilità, basati su un sistema di crescita che si apre gradualmente e consente una buona dose di personalizzazione, soprattutto una volta superato il livello 10 e iniziato l’intreccio vero e proprio della propria build. A seguito di un recente aggiornamento, il level cap del gioco è stato portato al livello 22 e questo permette di sviluppare build maggiormente interessanti, seppur senza mai raggiungere una profondità estrema.

Kingdom of Night abilità

Il combat system in tempo reale richiede particolare attenzione a schivate, gestione della stamina e posizionamento, in quanto i colpi dei nemici saranno particolarmente sentiti dal nostro protagonista (almeno dalla difficoltà standard in su, mentre in modalità easy l’esperienza generale risulta molto più permissiva e adatta a chi vuole godersi la storia senza troppi pensieri). Se gli scontri normali con le orde di nemici soffrono di alcune imprecisioni evidenti e di una generale sensazione di ripetitività, le boss fight proposte risultano decisamente divertenti e ben ritmate, dando una sferzata positiva al gameplay. Purtroppo, però, le hitbox poco rifinite e una certa rigidità dei movimenti rendono il combattimento leggermente grezzo, soprattutto nelle numerose situazioni caotiche che ci si ritrova ad affrontare in ogni mappa. Nulla di effettivamente disastroso, ma abbastanza percepibile da far pensare che sarebbe bastato un ulteriore lavoro di rifinitura per alzare sensibilmente il livello complessivo dell’opera.

La gestione dell’inventario, invece, viene espressa attraverso il nostro fedelissimo zaino, affiancato dal taccuino su cui troveremo oggetti e accessori da poter equipaggiare, raccolti tramite un sistema di loot di diverse rarità. Il tutto risulta semplice e leggibile, seppur anche in questo caso emergano limiti strutturali: l’assenza di filtri dedicati all’ordinamento degli strumenti e una UI poco chiara rendono la gestione degli oggetti troppo macchinosa e stancante, soprattutto nelle fasi più avanzate del gioco.

Less is more, ma il duo vince

Non possiamo mentire: il vero tallone d’Achille di Kingdom of Night è la struttura della mappa. L’ambientazione proposta è ampia, completamente interconnessa e, almeno sulla carta, decisamente affascinante. Nella pratica, però, molte aree risultano inutilmente espanse e spesso molto più che vuote. Molto presto il backtracking diventa una costante, portando a lunghi minuti passati a zigzagare tra zone poco interessanti, riempite unicamente di elementi ambientali che intralciano i movimenti, come muretti, cactus e ostacoli non sempre ben leggibili.

A questo si aggiunge una forte ripetitività visiva, che sul lungo termine smorza l’entusiasmo. Nonostante una direzione artistica altamente riuscita e ispirata, insieme a una pixel art di buona qualità, l’uso reiterato degli asset ambientali finisce per generare una sensazione di stanchezza. Più si avanza e più diventa evidente come un progetto più compatto e meglio calibrato avrebbe dato ancora maggior valore al titolo, valorizzando quella che, a conti fatti, è una piccola perla ludica soffocata da una struttura fin troppo espansa.

Tra gli aspetti decisamente inattesi per un titolo del genere, ma anche riusciti, troviamo la possibilità di affrontare l’avventura in compagnia di un secondo giocatore tramite cooperativa locale. Il nostro P2 non è un semplice comprimario, ma partecipa attivamente al gameplay, creando anche interessanti sinergie tra le classi disponibili. Non abbiamo provato troppo a lungo la modalità cooperativa, ma per quanto ci riguarda questa possibilità ha aiutato ad attenuare alcune asperità del combat system di base, rendendo l’esperienza più dinamica.

Dal punto di vista tecnico, invece, Kingdom of Night si è dimostrato un titolo stabile sia su PC che su Steam Deck. Se in precedenza erano presenti diversi bug, non solo scomodi per il software, ma anche game breaking rispetto ad alcune missioni principali, ora le problematiche maggiori sono state risolte, portando a un miglioramento a tutto tondo dell’esperienza e delle prestazioni. Queste ultime, infatti, risultano decisamente solide e permettono di godersi il gioco senza particolari intoppi.

Considerazioni finali

Kingdom of Night è un gioco dalla fortissima identità e dal grande carattere, ma che finisce per perdersi nella sua stessa ampiezza. Fin dal primo momento riesce a evocare con estrema limpidezza l’immaginario horror anni ’80, senza nasconderne le classiche imperfezioni e, anzi, facendone un vero e proprio tratto distintivo. Allo stesso tempo, però, è un titolo che perde di vista il suo reale potenziale, annacquando l’esperienza in una mappa sovradimensionata, contenuti ripetitivi e un gameplay che avrebbe meritato una maggiore definizione.

Resta comunque un RPG interessante, capace di stuzzicare la curiosità di chi ama le esperienze libere, dark e leggermente caotiche. Una perla grezza che mostra chiaramente come, a volte, fare meno sia davvero la scelta giusta.

Good

Atmosfera horror anni ’80 riuscita
Co-op locale ben integrata
Prestazioni stabili su PC e Steam Deck
Struttura RPG ricca di quest...
Progressione delle abilità flessibile

Bad

Mappe troppo grandi e vuote
UI e inventario macchinosi
Combat system poco rifinito
… ma spesso poco chiare
7.4
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Friends of Safety
Distributore: DANGEN Entertainment, Game Source Entertainment
Data di uscita: 2 dicembre 2025
Genere: RPG d'azione
PEGI: N/A
Piattaforme: PC

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