

Bentornati, ragazzi e ragazze della Tribù, sulle nostre pagine per un nuovo viaggio nell'universo videoludico. Oggi parliamo di Keeper, un titolo sviluppato da Double Fine Productions e pubblicato da Xbox Game Studios, che ci porta in un mondo estremamente fantasioso e artisticamente ispirato da pittori del calibro di Salvador Dalì e Max Ernst. Double Fine Productions vuole, quindi, portarci in un'ambientazione da sogno, vibrante di vita e stranamente familiare, simile alla nostra Terra, ma aliena in qualche maniera.
Ci siamo quindi preparati ad entrare in questo universo molto particolare, in cui l'assenza della parola viene colmata da suoni di animali e creature, dove le persone sono sostituite da esseri di varia origine, che sia meccanica o naturale.
Le aspettative, viste le premesse, erano alte; saranno quindi riusciti a rispettarle?
Non parleremo come al solito di quello che la trama propone, in quanto sarebbe molto semplice fare degli spoiler che rovinerebbero l'esperienza di chi tra voi vorrà giocare a Keeper. Questo titolo, infatti, propone una narrativa silenziosa, dove non esistono i dialoghi, ma solo un'esposizione tramite le ambientazioni, i movimenti e le reazioni delle creature presenti nelle varie scene. L'unica cosa che menzioneremo della trama è il contesto iniziale, utile a comprendere di cosa stiamo parlando: Keeper ci mette nei panni di un faro [come la Lanterna di Genova, ma più piccolo N.d.R.] che, dopo che un uccello estremamente variopinto vi si appoggia per proteggersi da una tempesta, inizia a muoversi e ad acquisire coscienza, oltre a sviluppare delle piccole gambette che ci permettono di spostarci.
Spinti da qualcosa, iniziamo a farci strada in questo mondo, passando di ambientazione in ambientazione, alcune montane e altre marine, da pianure a colline, con l'obiettivo di raggiungere la cima della montagna al centro dell'isola dove ci siamo risvegliati. Il tutto seguiti dal nostro fido compagno volante, che ci aiuterà a risolvere i vari puzzle che incontreremo sulla strada.
Il gioco poi si spinge sempre più in là, facendoci affondare in questo mondo fiabesco, pieno di colori, suoni e avventure da fronteggiare, nonché culture da conoscere.
Quello che è importante notare è che la trama funge da semplice filo conduttore per quello che veramente vuole essere questo titolo: un'esperienza che affronta varie tematiche, specialmente quelle della metamorfosi e del cambiamento. Keeper vuole infatti comunicare come il cambiamento porti le persone, e gli esseri viventi in generale, a reagire in modi completamente differenti, alcuni positivi, altri dannosi.
D'altro lato il titolo tratta anche i legami che si creano fra esseri viventi, di come possano nascere e di come possano finire, ma anche di come siano capaci di durare a lungo nel tempo, anche senza che ci siano contatti.
Però quello che rende questo gioco estremamente interessante e che Double Fine Productions desidera è che ogni giocatore interpreti il messaggio a modo suo, con la sua personale sensibilità, chiedendogli di diventare parte del processo creativo e di unirsi agli autori nella ricerca del messaggio che personalmente risulta più significativo.
In parole povere, Keeper è un'esperienza narrativa che ognuno di noi deve sperimentare per poter comprendere e che riesce, grazie anche ad un gameplay [di cui parleremo a breve N.d.R.] sempre a supporto della narrativa, ad emozionare i giocatori per la quasi totalità del titolo.

Bisogna dire, però, che Keeper è un videogioco, e in quanto tale deve presentare un solido gameplay e lo fa: in realtà, inizialmente può sembrare un po' lento, ma non fatevi ingannare, poiché questo è voluto e parte stessa della narrazione. Progredendo nella trama, infatti, questo aspetto si palesa sempre più, dato che pian piano il gameplay diventa sempre più intrigante e capace di supportare l'attenzione del giocatore.
Il titolo si presenta come un'avventura puzzle, in cui degli enigmi devono essere risolti per avanzare; la realtà è che il gameplay diventa più un pretesto per far vivere l'esperienza al giocatore come se fosse dentro alla storia stessa. Gli enigmi presenti, infatti, sono tutti abbastanza semplici, risolvibili semplicemente guardandosi bene intorno e, a volte, risultano essere fin troppi; il gameplay varia, offrendo esperienze diverse accomunate da un filo conduttore, ma le varie sezioni appaiono decisamente troppo lunghe, tanto che, verso la fine, iniziano a stancare. Tutto ciò fa sì che si perda un po' di ritmo di gioco e, a volte, ci si distragga dagli avvenimenti a schermo.
Ci troveremo, infatti, sia a camminare come un alto faro, sia a navigare come una barca sulle acque di quest'isola, ma lo faremo per un lungo periodo che ci porterà a desiderare qualcosa di nuovo; ci ritroveremo a utilizzare le nostre abilità o quelle delle creature che incontreremo e che aiuteremo, mentre si viaggia verso la cima della montagna al centro dell'isola, ma saranno sempre le stesse azioni che finiscono, dopo un po', per stancare.
Quindi, possiamo dire che il gameplay di Keeper è divertente e ottimamente connesso agli altri comparti del titolo, ma potrebbe anche essere gestito meglio per dimostrarsi più accattivante.

Partendo dall'aspetto tecnico, Keeper riesce ad offrire un'esperienza fluida, con rari momenti di lag e perlopiù piacevole. La grafica e il sonoro, invece, sono, senza alcun dubbio, le migliori parti di questo titolo.
Parlando della grafica, essa è ispirata, come detto in precedenza, da Dalì e Ernst, e presenta un mondo estremamente colorato, familiare nella sua topografia, ma molto diverso nella fauna e nella flora, nonché nelle civiltà che lo hanno abitato.
Va detto che rappresentare un mondo alieno ma simile al nostro non è mai semplice senza risultare banali, ma il team di Double Fine Productions è riuscito a realizzare delle ambientazioni molto convincenti che vi faranno innamorare per la loro bellezza mozzafiato. Ovviamente anche questo reparto di Keeper supporta perfettamente la narrativa e l'atmosfera che il team ha voluto creare, addentrandoci ancora più in questa realtà alternativa.
L'audio, esattamente come la grafica, si presenta alla perfezione, con colonne sonore capaci di suscitare emozioni nei giocatori, versi degli animali che ci fanno capire di cosa stanno parlando, suoni soddisfacenti che annunciano la soluzione di un puzzle e molto altro. Il sound design è stato realizzato alla perfezione e dà un tocco essenziale a un gioco che deve suscitare una certa reazione nei suoi giocatori.

Quindi, Keeper ha rispettato le aspettative? Beh, dobbiamo essere sinceri e dire che inizialmente non ci aveva convinto, ma ci ha fatto ricredere prima di arrivare al finale. Keeper è un'esperienza che, per quanto possa non entusiasmare da subito, merita di essere giocata e, soprattutto, vissuta.
Noi ci siamo immedesimati in queste creature surreali, cercando di capire a fondo il messaggio che il team voleva trasmettere e, alla fine, ci siamo emozionati per quello che avevamo compreso. Quindi, al netto dei pochi problemi che questo titolo presenta e che gli impediscono di essere un'opera al limite della perfezione, Keeper è un gioco che vi consigliamo caldamente di provare, sia per il divertimento, sia per il viaggio personale.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per Xbox Series X|S

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