recensione

Hell is Us

Un’avventura oscura tra enigmi e misteri, dove l’esplorazione supera il combattimento

Pubblicato il 9 Settembre 2025 alle ore 17:48
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

A prima vista, Hell is Us potrebbe sembrare un Soulslike, complice l’ambientazione oscura e malinconica che richiama subito il genere e oggi [purtroppo N.d.R.] “azione e avventura” è spesso un codice implicito per “Soulslike”. Tuttavia, nonostante le apparenze, il titolo di Rogue Factor non rientra in quella categoria. Qui i nemici restano morti una volta sconfitti (a meno che non si abbandoni l’area), non perdiamo esperienza o materiali in caso di morte e la difficoltà è ampiamente personalizzabile grazie a vari livelli e cursori di accessibilità.

Il cuore del gioco non è il combattimento, ma l’esplorazione e la risoluzione di enigmi ambientali. In Hell is Us vestiamo i panni di Remi, tornato nella propria terra natale devastata da una guerra civile e infestata da mostri soprannaturali invulnerabili alle armi convenzionali. La sua ricerca di risposte sulla famiglia e sulle proprie origini diventa il motore di una storia cupa e misteriosa. Il mondo di gioco è un semi-open world suddiviso in regioni con PNG, misteri ed enigmi da affrontare. Non ci sono waypoint né minimappa: dobbiamo affidarci alle indicazioni, osservare l’ambiente e interpretare la luce e i dettagli scenici. Questa scelta rende l’esplorazione naturale e appagante, con enigmi che spaziano da obelischi rotanti in stile Skyrim fino a puzzle fantascientifici, come l’hacking di computer tramite indizi testuali. La varietà è notevole, tra cripte sotterranee e laboratori futuristici, e la soddisfazione di risolvere ogni sfida senza aiuti diretti è palpabile.

Il sistema di combattimento, invece, resta il punto più debole. Gli avversari principali, gli Hollow, si dividono in versioni standard e versioni con “nuclei” da distruggere per renderli vulnerabili. Nonostante alcune varianti (più nuclei, o gruppi che ne condividono uno) la formula diventa presto ripetitiva. I colori dei nuclei riflettono emozioni come rabbia, estasi, paura e dolore, con schemi di attacco diversi, ma il risultato rimane monotono. Mancano veri e propri scontri con boss, e gli esseri umani non affrontano mai Remi direttamente. Al contrario, le prestazioni tecniche sono solide. Il framerate resta stabile anche con più nemici a schermo, e la direzione artistica regala scenari evocativi che mescolano fantasy e fantascienza. La narrazione affronta temi maturi come guerre civili, popolazioni sfollate e fanatismo religioso, con uno stile che ricorda in parte i lavori di Hideo Kojima. Elias Toufexis (la voce di Adam Jensen in Deus Ex) dona spessore al protagonista, nonostante un design dei capelli piuttosto discutibile.

In definitiva, Hell is Us è un titolo affascinante che brilla soprattutto nell’esplorazione e negli enigmi ambientali, mentre il combattimento appare meno ispirato e tende a diventare ripetitivo. È un ottimo proof of concept: se Rogue Factor avrà l’occasione di svilupparne un seguito, con più varietà nemica e sistemi di battaglia rifiniti, il potenziale potrebbe davvero esplodere. Per ora, rimane un’esperienza immersiva e originale, capace di distinguersi in un panorama spesso saturo di Soulslike.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per Xbox Series X.

Good

Mondo e ambientazione interessanti
Ottimo worldbuilding
Enigmi avvincenti
Ottime prestazioni e tecnicamente solido

Bad

Ripetitività dal punto di vista dei nemici e scontri
I capelli del protagonista
8.3
PEM-PEM

Sviluppatore: Rogue Factor
Distributore: Nacon
Data di uscita: 4 settembre 2025
Genere: Action, Adventure
PEGI: 16+
Piattaforme: Xbox Series X, PS5, PC

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