GreedFall: The Dying World

Il prequel di GreedFall amplia il mondo della saga con nuovi compagni e un sistema tattico, ma non tutte le scelte funzionano

Pubblicato il 10 Marzo 2026 alle ore 10:00
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di Paolino Maisto
@PerrinAybara

A sette anni di distanza dal primo capitolo, e dopo oltre dodici mesi trascorsi in accesso anticipato su Steam, GreedFall: The Dying World è finalmente arrivato nella sua versione completa. Il nuovo progetto di Spiders si presenta come un prequel ambientato diversi anni prima degli eventi di GreedFall e introduce numerosi cambiamenti alla formula originale. Pur mantenendo un worldbuilding solido e un cast di personaggi interessante, il gioco modifica in maniera significativa il gameplay, soprattutto nel sistema di combattimento. Il risultato è un’esperienza che può risultare coinvolgente grazie al vasto mondo e alle numerose missioni secondarie, ma che divide inevitabilmente per alcune scelte di design, in particolare per la nuova impostazione tattica degli scontri e per una trama che, essendo un prequel, appare inevitabilmente più limitata nelle sue conseguenze.

L’avventura è ambientata tre anni prima della storia del primo GreedFall e ci mette nei panni di Vriden Gerr, un giovane saggio Teer Fradeean ancora in addestramento. Insieme a due amici viene catturato sulla sua isola natale e portato prigioniero nel continente di Gacane. Da questo momento inizia un viaggio che lo porterà a unirsi a un gruppo eterogeneo di ribelli e combattenti per la libertà appartenenti alle diverse fazioni del mondo di gioco. Nel tentativo di tornare a casa, la missione di Vriden si intreccia progressivamente con una complessa rete di intrighi politici che minaccia direttamente la sua terra d’origine. Questo cambio di prospettiva narrativa rappresenta uno degli aspetti più interessanti del gioco. Vivere gli eventi dal punto di vista di un isolano Teer Fradeean sul continente permette di affrontare molti dei temi già presenti nel primo capitolo [come discriminazione razziale, classismo e conflitti culturali N.d.R.], ma da una prospettiva completamente diversa. Inoltre possiamo finalmente esplorare luoghi che nel titolo precedente erano solo accennati o citati nei dialoghi.
Tuttavia, proprio la natura di prequel limita inevitabilmente la portata della trama. Sapendo che gli eventi non vengono menzionati durante le avventure di De Sardet nel gioco originale, diventa difficile percepire conseguenze davvero decisive per il mondo di gioco. Questa dimensione più contenuta non è necessariamente un difetto. Una storia più intima può funzionare bene, ma la trama principale fatica comunque a imporsi con la giusta forza. Il principale antagonista resta spesso lontano dall’azione, comparendo raramente sullo schermo, e questo indebolisce la tensione narrativa. Al contrario, i momenti migliori emergono durante le missioni secondarie dedicate ai compagni di squadra. Queste storie permettono di approfondire la lore del mondo attraverso le prospettive dei personaggi provenienti dalle varie nazioni e fazioni dell’ambientazione. Inoltre, molti di questi compagni sono potenziali partner romantici, senza limitazioni legate al genere del protagonista.

Sul fronte del gameplay, GreedFall: The Dying World introduce la modifica più evidente rispetto al suo predecessore. Il combattimento abbandona l’impostazione action RPG del primo gioco per adottare un sistema in tempo reale con pausa tattica, simile a quello visto in titoli come Dragon Age: Origins, Pathfinder: Wrath of the Righteous o Pillars of Eternity. Controlliamo direttamente Vriden Gerr, utilizzando le abilità tramite una barra di scorciatoie, mentre con la pausa possiamo impartire ordini al resto del gruppo. Al posto dei classici indicatori di mana o stamina, il sistema utilizza punti azione che si accumulano con gli attacchi base e possono essere spesi per attivare abilità speciali.
Va riconosciuto che il gioco riesce a gestire sorprendentemente bene questo sistema anche su console: le abilità sono associate a combinazioni di tasti del controller, permettendo di utilizzarle rapidamente senza dover aprire continuamente il menu tattico. Anche l’intelligenza artificiale dei compagni si comporta in modo piuttosto convincente. I membri del gruppo usano abilità e cure in modo autonomo, riducendo la necessità di controllarli costantemente. Inoltre il gioco include diversi profili di gameplay che permettono di regolare il grado di autonomia della squadra, il numero di comandi impartibili e il livello di zoom della telecamera, offrendo un buon margine di personalizzazione.

Nonostante questi aspetti positivi, il sistema in tempo reale con pausa tattica resta una scelta divisiva. Storicamente questo approccio si colloca in una sorta di terra di mezzo: non possiede la fluidità immediata di un vero sistema action né la precisione tattica di un combattimento a turni. Anche qui non si arriva mai a situazioni ingestibili, ma coordinare manovre più elaborate può risultare macchinoso, soprattutto su console. Dare ordini complessi al gruppo finisce spesso per sembrare più faticoso del previsto. Sebbene sia stato piacevole poter portare tre compagni in squadra invece dei due del primo GreedFall, il sistema originale risultava nel complesso più immediato e divertente.
Fortunatamente il gioco non si limita al combattimento. Oltre alle classiche statistiche e agli alberi delle abilità, Vriden dispone di un sistema di potenziamenti chiamato Talenti, dedicato alle attività fuori dal combattimento. Qui possiamo migliorare competenze come Artigianato, Alchimia, Furtività o Diplomazia. Questo sistema si integra bene con le missioni, offrendo diversi approcci alla risoluzione degli obiettivi. Per esempio, per infiltrarsi nella villa di un nobile corrotto possiamo scegliere tra diverse opzioni: entrare di nascosto, forzare una serratura laterale o riparare una scala usando le abilità di artigianato. Non tutte queste meccaniche funzionano allo stesso modo. In particolare la furtività appare poco efficace, a meno di utilizzare specifici travestimenti che il gioco non suggerisce chiaramente. Al contrario, il sistema di affinità con i compagni e l’equipaggiamento offre bonus passivi ai Talenti, incentivando l’esplorazione delle missioni secondarie e la sperimentazione con diversi set di equipaggiamento.

Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, i dialoghi rappresentano una parte importante dell’esperienza. Le scelte influenzano alcune situazioni e permettono approcci alternativi, anche se l’impatto complessivo sulla storia resta piuttosto limitato. Non troviamo la complessità narrativa di titoli come Baldur's Gate 3, ma piccoli dettagli come i personaggi che si rivolgono direttamente a un membro del gruppo presente nella scena contribuiscono a rendere il mondo più credibile.
Dal punto di vista tecnico, tuttavia, emergono alcune imperfezioni tipiche delle produzioni di Spiders. L’esperienza su PS5 è sicuramente più stabile rispetto alla versione Early Access del 2024, ma restano diversi difetti minori: errori nei sottotitoli, nomi incoerenti di alcune aree o piccole limitazioni nei menu, come l’impossibilità di confrontare l’equipaggiamento dei compagni direttamente con quello dei mercanti. Anche i tempi di caricamento, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco, possono diventare piuttosto lunghi. Infine, anche il comparto visivo avrebbe potuto essere più ambizioso. Nonostante l’ambientazione richiami una versione fantasy dell’Epoca della Vela, con città portuali, isole e navi, la palette cromatica tende spesso a tonalità marroni poco vivaci. Le diverse regioni [come la patria dei Naut, la città di Olima o le strade di Peren N.d.R.] avrebbero potuto distinguersi maggiormente dal punto di vista estetico.

Nel complesso, GreedFall: The Dying World resta un’esperienza piacevole, anche se non priva di limiti. Il sistema di combattimento tattico è più funzionale di quanto ci aspettassimo, ma non riesce a convincere completamente. Al contrario, il cast dei compagni e l’universo narrativo rappresentano i punti più solidi dell’avventura. Se siete nostalgici dei vecchi RPG in tempo reale con pausa tattica, come i classici Dragon Age o Baldur’s Gate, questo titolo potrebbe avvicinarsi a quell’esperienza, pur senza raggiungerne le vette. Il mondo da esplorare è affascinante, ma il viaggio richiede pazienza… e la consapevolezza che non tutte le tempeste potranno essere evitate.

Il codice ci è stato fornito dal distributore per PS5.

Good

Worldbuilding ricco e coerente, l’universo di GreedFall viene ampliato con nuove regioni, fazioni e prospettive narrative
Compagni di squadra ben caratterizzati
Molte missioni secondarie di qualità, con le quest dei compagni e delle fazioni spesso più coinvolgenti della trama principale
Sistema di Talenti interessante fuori dal combattimento con diplomazia, furtività e artigianato che permettono approcci diversi alle missioni
Sistema di combattimento tattico flessibile
Maggiore libertà nella composizione del party

Bad

Combattimento in tempo reale con pausa divisivo, non ha la fluidità di un action RPG né la precisione di un sistema a turni
Trama principale poco incisiva: la natura di prequel riduce il senso di pericolo e le conseguenze narrative
Antagonista poco presente
Diversi difetti tecnici e imperfezioni nei menu
Direzione artistica poco distintiva
6.9
NONNO APPROVED

Sviluppatore: Spiders
Distributore: Nacon
Data di uscita: 12 marzo 2025
Genere: GDR
PEGI: 16+
Piattaforme: PS5, Xbox Series X|S, PC

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