recensione

Ghostrunner

Un ninja replicante in un’universo cyberpunk: l’ultima frontiera del trial-and-error.

Pubblicato il 8 Novembre 2021 alle ore 11:00
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di Manuel Marzola
@Sentimento Persistente

Il vero punto di forza e la vera caratteristica che ogni giocatore sviluppa col tempo, nonostante le preferenze personali riguardo a generi e titoli, è la pazienza. La sensazione di vittoria che si prova dopo aver tentato e ritentato la stessa sequenza di gioco per 10, 20 o 30 volte di fila per conquistare il successo e l'aver alzato un bel dito medio alla scritta “Game Over” è uno dei momenti migliori durante l’intera esperienza di gioco.
Ghostrunner fa sua questa verità diventando uno dei trial-and-error più difficili di questi tempi, purtroppo con qualche svista a livello tecnico.

Diamo una ripulita al nostro esoscheletro, una bella affilata alla nostra katana monomolecolare e tuffiamoci in questa corsa infinita a suon di parkour e uccisioni acrobatiche.

Il Cybervuoto

Il plot narrativo di Ghostrunner non è sicuramente frutto di una scrittura originale ed articolata, ma riesce ad integrarsi perfettamente con il gameplay amalgamando il tutto in un’esperienza arcade con i fiocchi. Vestiamo i panni di un Ghostrunner replicante chiamato Jack, risvegliato dalla misteriosa figura conosciuta come l’Architetto [come in qualsiasi opera futuristica che si rispetti N.d.R.] con un unico scopo: scalare la città-torre di Dharma e porre fine alla tirannia del governatore Mara, il Maestro delle Chiavi.

Il Cyberspazio

Siamo dei Cyberninja in un futuro dispotico e oscuro, e per portare a termine il nostro compito daremo sfogo a tutte le nostre abilità: in che modo se non facendo a fette qualsiasi nemico a colpi di katana e a ritmo di wallrunning con salti precisi al millisecondo?

Jack potrà uccidere i propri avversari con un singolo movimento di spada, ma, allo stesso tempo, un singolo proiettile nemico sarà in grado di stenderci e farci ripartire all’inizio dell’azione. La nostra elevata mobilità ci permetterà di correre sui muri, utilizzare il rampino per attaccarci a dei ganci e, come ogni opera futuristica che si rispetti, avremo a disposizione delle abilità in grado di rallentare o velocizzare il tempo.
Il Subsystems Calibration Panel sarà il nostro strumento per personalizzare il nostro eroe: avremo a disposizione trentasei slot da poter riempire con le abilità e i potenziamenti ottenuti durante la partita, che ci aiuteranno a diventare sempre più un cyberninja letale. Proseguendo nel gioco e superate le ore iniziali, raggiungeremo un’apertura del level design ed è qui che iniziano ad insorgere le prime preoccupazioni: Ghostrunner si traduce, a conti fatti, in un’esperienza su binari dove il nostro obiettivo sarà quello di trovare il giusto ordine di azione per eliminare le minacce senza alcun margine di errore, altrimenti ci ritroveremo a ripetere la sequenza in una catena infinita di game over e riprova. Quindi armiamoci di pazienza, “skills” e ancora di tanta pazienza.

Più Error che Trial

Se dal lato della direzione artistica i ragazzoni di One More Level sono riusciti a donarci un’esperienza videoludica che ammicca all’universo cyberpunk cinematografico [e sì, su PS5 la grafica mostra davvero i muscoli con particellari e ray tracing da urlo N.d.R.], dall’altro abbiamo un gameplay che non risulta quasi per niente fluido e gratificante. Durante la nostra partita ci siamo trovati davanti a dei muri “parecchio” invalicabili, come le prime sezioni tutorial col rampino oppure la prima bossfight che risulta decisamente troppo ostica e prematura per l’esperienza del giocatore.
Ad accrescere la frustrazione è presente anche una mal gestione nei checkpoint, i quali interrotta la partita [o chiuso malauguratamente il software N.d.R.] ci vede catapultati ad inizio livello dovendo rifare anche più della metà della strada già fatta… insomma, un po’ troppo artificiosa come difficoltà.

Le sezioni del cybervuoto, proposte banalmente come dei tutorial interattivi per ottenere le quattro abilità speciali del gioco, vengono mal gestite e risultano ennesime parti artificiose e difficili da portare a termine, oltre ad apparire abbastanza vuote e prive di carattere. Ad abbassare ulteriormente l’asticella è un comparto tecnico che andrebbe pesantemente rivisto, segnalando la presenza di bug pesanti e non accettabili, come la scomparsa dell’audio di gioco dopo alcune morti e una vibrazione perpetua e continua del Dualsense verificatasi dopo circa 30 minuti di gioco e che, purtroppo, non è riuscita più ad abbandonarci per l’intera esperienza di gioco.

Gli aggiornamenti della versione PlayStation 5

Ghostrunner è stato aggiornato alla sua versione next gen a quasi un anno di distanza dall’uscita, di seguito le novità introdotte:

  • HDR;
  • Ray Tracing;
  • Supporto all’audio 3D;
  • Feedback aptico (funzione esclusiva del DualSense);
  • 4K/120fps per i pannelli che supportano tale risoluzione/framerate

Aggiungiamo inoltre che il titolo, contenente già tutte le modalità rilasciate preventivamente come la Photo Mode e Kill Run Mode, è stato rimpolpato con ben due nuove modalità: Wave, una rivisitazione in salsa Rogue-like dedicata a una sfida con 20 ondate nemiche e bonus casuali, ed Assist, una nuova difficoltà di gioco pensata per chi preferisce un’esperienza più leggera.

In conclusione

Un aggiornamento gratuito ad una versione potenziata è sempre visto di buon occhio; infatti, parlando di specifiche, Ghostrunner per PS5 è sicuramente la versione migliore del titolo da giocare: 4K, 120 fps e caricamenti pressoché inesistenti grazie ai muscoli dell’SSD.
La parte visiva risulta appagante nell’insieme, valorizzata da una buona gestione della luce e dei modelli poligonali; un punto a favore va assolutamente alla magnifica colonna sonora di Daniel Deluxe, che vi consigliamo di ascoltare anche al di fuori della partita [in caso siate troppo concentrati a schivare pallottole N.d.R.].
D’altro canto, ci auguriamo che gli sviluppatori diano una bella raddrizzata al comparto tecnico risolvendo l’orribile problema della vibrazione infinita e dell’audio ON/OFF di cui abbiamo parlato precedentemente, dando uno sguardo anche alla calibrazione generale.

In definitiva, se amate l’adrenalina e siete puri “hardcore gamer masochisti” possiamo assolutamente consigliarvi l’esperienza, ma armatevi di forte pazienza e nervi saldi: il cyberspazio non perdona. Mai.

Good

Grafica potenziata per Next Gen
Colonna sonora in pompa magna
4K / 120fps
L'adrenalina e la difficoltà creano un mix perfetto...

Bad

... ma il tutto risulta troppo artificioso e frustrante
Riscontrati bug riguardanti l'audio e vibrazione del Dualsense
Apprezzabile qualche cura in più sul lato tecnico
Presenza di molti inframezzi noiosi e altalenanti
6.8
NONNO APPROVED

Sviluppatore: One More Level
Distributore: All in! Games, 505 Games
Data di uscita: 27 ottobre 2020 (PS4, Xbox One, PC), 10 novembre 2020 (Switch), 28 settembre 2021 (PS5, Xbox Series X|S)
Genere: Azione, Platform
PEGI: 18
Piattaforme: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PC

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