

Forza Horizon 6 è il capitolo più riuscito della serie, ma anche quello che più trasmette una sensazione di familiarità. Lo abbiamo giocato principalmente su Xbox Series X e il risultato è semplicemente spettacolare: il Giappone ricreato da Playground Games è magnifico da esplorare, il nuovo modello di guida è eccezionale e ogni strada sembra nascondere qualcosa da scoprire. Dopo circa trenta ore, una volta conquistata ogni gara ed evento della mappa fino a diventare una vera Leggenda di Forza, ci siamo ritrovati ad amare la saga più che mai, pur avvertendo quella sottile impressione di aver già vissuto tutto questo.
Come sempre, la vera protagonista è l’ambientazione. Le campagne giapponesi, le montagne innevate e le città illuminate al neon compongono una mappa vasta, varia e bellissima da attraversare. Il ritorno parziale delle stagioni aggiunge ulteriore fascino, anche se durante la nostra prova sembrava dominare soprattutto l’estate, con le cime settentrionali ancora coperte di neve [purtroppo durante l'accesso per la recensione erano disponibili solo l'estate e la primavera N.d.R.]. Il prologo segue la tradizione della serie: un’introduzione esagerata, spettacolare, pensata per mostrarci il mondo di gioco al volante di auto incredibili. In questo capitolo, però, il tema delle “leggende” è più centrale che mai, con la presenza di Legend Island, area speciale sbloccabile partecipando agli eventi e ottenendo i braccialetti necessari. La creazione del personaggio resta invece uno degli aspetti meno riusciti. I modelli dei volti sono poco gradevoli e le animazioni appaiono rigide, soprattutto se confrontate con quanto Playground Games ha mostrato con il nuovo Fable. Alla fine abbiamo scelto un avatar quasi a caso e non ci abbiamo più pensato. Il nostro personaggio, come da tradizione, resta muto, lasciando ai comprimari il compito di riempire l’avventura con dialoghi radiofonici, spiegazioni e battute.
La progressione iniziale è molto fluida. La mappa del Giappone parte relativamente vuota, ma esplorando Tokyo e le aree circostanti si riempie rapidamente di gare, sfide, eventi e attività. Forza Horizon 6 è un titolo Xbox Play Anywhere e arriva al lancio anche su Game Pass Ultimate e PC Game Pass, permettendoci di passare senza problemi da Xbox Series X a PC. Su ogni piattaforma il gioco si è comportato benissimo. Su console, in modalità prestazioni, abbiamo ottenuto un frame rate stabile a 60 fps con un’immagine nitida e artefatti di upscaling minimi. Su PC, con una configurazione dotata di Ryzen 5900X e RTX 3080Ti, il gioco ha girato in 2K, mantenendo stabilmente i 60 fps e superandoli spesso nelle aree meno pesanti. L’unico limite tecnico evidente riguarda il livello di dettaglio. Una volta notato, il pop-in vicino all’auto può risultare fastidioso, soprattutto su Series X in modalità prestazioni. Ad alte velocità abbiamo riscontrato qualche rallentamento anche su PC, seppur in modo sporadico. Nulla, però, compromette davvero l’esperienza, soprattutto perché la fisica di guida è straordinaria.
Dopo aver giocato diverse ore a Forza Horizon 6, siamo tornati brevemente su Forza Horizon 4 e Forza Horizon 5, e la differenza nel modello di guida è evidente. Questo nuovo capitolo offre una delle esperienze di curva più appaganti mai provate nel genere simcade. Il sistema fisico sembra ereditare il meglio di Forza Motorsport 2023, con superfici diverse che cambiano sensibilmente il comportamento dell’auto. Sterrato, neve, ghiaia e asfalto restituiscono sensazioni diverse, soprattutto in base agli pneumatici montati. Dominare una curva, gestire una derapata, recuperare aderenza e uscire più veloci degli avversari è esaltante. Il gioco ci sommerge di auto, in particolare con i contenuti della Premium Edition, e ogni veicolo può trasformare radicalmente il modo in cui affrontiamo una sfida. Dopo circa quindici ore abbiamo sbloccato una vettura Horizon Edition da drift che ha cambiato completamente il nostro rapporto con le zone di derapata: da attività che tendevamo a evitare sono diventate una delle parti più divertenti dell’esperienza. Su asfalto era un piacere far scivolare l’auto da una parte all’altra, mentre sullo sterrato serviva molta più attenzione per evitare testacoda improvvisi. Il cambio auto è velocissimo e anche il viaggio rapido richiede pochi secondi, rendendo l’esperienza molto più scorrevole rispetto ai vecchi capitoli su hardware con hard disk meccanico. Tuttavia, ogni gara impone spesso requisiti diversi sui veicoli utilizzabili, e questo riduce un po’ il legame con una singola auto preferita. Anche il sistema di abilità dei veicoli finisce per essere sfruttato meno, perché cambiamo macchina molto spesso. È un difetto minore, ma si sente.
La progressione verso Legend Island, invece, ci ha lasciato qualche dubbio. Forza Horizon 6 utilizza più sistemi di avanzamento: punti Festival, missioni, obiettivi narrativi e attività sparse sulla mappa. Le storie seguono la formula classica della serie, con personaggi che ci accompagnano alla scoperta del Giappone tra racconti, gare ed eventi speciali. Fortunatamente, la scrittura è meno imbarazzante rispetto al quarto e al quinto capitolo, anche se non sempre abbastanza interessante da catturare davvero. Spesso ci siamo limitati a goderci paesaggi, motori e musica, lasciando i dialoghi sullo sfondo. Per raggiungere il Braccialetto d’Oro e accedere a Legend Island bisogna accumulare molti punti Festival. Questo significa ottenere tre stelle in tantissimi eventi, vincere gare, distruggere cartelloni e completare gran parte delle attività. Quando finalmente ci siamo arrivati, però, la ricompensa ci è sembrata meno forte del previsto, anche perché durante la fase di recensione la Playlist del Festival non era ancora disponibile. Abbiamo quindi sbloccato qualche gara aggiuntiva, ma non abbiamo avuto la sensazione di un vero climax. Il viaggio fino a quel punto, però, è stato eccellente. In trenta ore abbiamo completato tutte le gare, buona parte delle storie e quasi tutti gli eventi, vivendo un’esperienza incredibilmente “Horizon”: velocità folle, esplorazione libera, sfide continue e una colonna sonora splendida. Il Giappone offre una selezione musicale ricchissima, tra J-Pop, rock, musica classica, house e oltre duecento brani. Da Tame Impala alle Babymetal, dai Creepy Nuts ai Linkin Park, la varietà è davvero notevole. Gli eventi Horizon Rush, alternati agli Showcase, usano brani specifici per amplificare lo spettacolo. Tra gli eventi più memorabili c’è la corsa contro un gigantesco mech: non un robot realistico, ma una macchina esagerata, dotata di intelligenza artificiale, che cerca davvero di batterci. La gara è accompagnata da un brano che sembra uscito dalla sigla di apertura di un anime, ed è uno di quei momenti in cui Forza Horizon sa ancora sorprendere, anche se la formula generale è ormai molto familiare.
Per chi non conoscesse la serie, Horizon Festival è una celebrazione della guida e della cultura automobilistica. Le gare sono il cuore dell’esperienza, ma rappresentano solo una parte del pacchetto. La mappa open world è piena di attività: gare su strada, off-road, circuiti, salti pericolosi, zone di velocità, autovelox, derapate, eventi multiplayer e sfide speciali. Tokyo è l’area urbana più grande mai vista nella serie, e pur essendo una versione ridotta della città reale, è ricca di dettagli e contenuti. Ambientato in Giappone, il gioco dedica grande spazio al drifting, con una linea narrativa specifica e missioni pensate per esaltare questo stile di guida. Non si scende mai dall’auto, come sempre, e ogni veicolo ha quattro ruote: niente moto, almeno per ora. I drivatar tornano come avversari IA ispirati ai giocatori reali, anche se spesso sembrano più interessati a speronarci brutalmente che a correre pulito. La mappa è piena di collezionabili, cartelloni e nuove mascotte distruttibili che contribuiscono alla progressione legata all’esplorazione del Giappone. La quantità di icone può intimidire, ma il sistema di filtri della mappa permette di gestire facilmente cosa visualizzare. Una delle novità più interessanti è The Estate, una grande area legata a una delle case acquistabili. Qui possiamo sfruttare il sistema di costruzione per creare tracciati, diorami, scenari assurdi o vere e proprie strutture personalizzate. Possiamo ripulire il terreno, posizionare oggetti e salvare più configurazioni. Lo stesso spirito creativo si ritrova nei garage delle case, che diventano piccoli spazi espositivi per auto e decorazioni. È un sistema già affinato negli ultimi capitoli, ma qui trova una delle sue applicazioni più libere.
Le funzioni online, durante la nostra prova, non erano completamente attive, quindi non abbiamo potuto testarle a fondo. In ogni caso, la struttura resta quella classica della serie: mondo condiviso, eventi multiplayer temporanei, gare improvvisate, raduni e sfide cooperative. Forza Horizon 6 non obbliga mai davvero a partecipare a ciò che non interessa, almeno all'inizio, ed è uno dei suoi grandi punti di forza. L’unica eccezione, almeno per noi, è stata proprio la lunga corsa verso Legend Island, che ci ha spinto a completare anche attività che avevamo volutamente ignorato. Le ultime ore le abbiamo trascorse a ripulire la mappa da eventi che ci interessavano meno, come alcune zone di velocità visto che non avevamo abbastanza punti per sbloccare l'ultimo braccialetto e abbiamo dovuto completarle tutte a 3 stelle, altrimenti non avremmo avuto abbastanza punti per poter accedere alla parte finale; abbiamo trovato questa cosa abbastanza frustrante e sbagliata a livello di design. Proprio qui emerge il limite principale: pur essendo il capitolo migliore e più completo della serie, Forza Horizon 6 fatica a restituire un vero effetto novità. È una formula perfezionata, rifinita, spettacolare, ma ormai molto riconoscibile.
Nonostante questo, resta un’esperienza straordinaria. Il Festival Horizon in Giappone è una gioia per gli occhi e per le mani, il modello di guida è il migliore della serie, la quantità di contenuti è enorme e le prestazioni sono eccellenti su ogni piattaforma provata. Se avete mai amato Forza Horizon, questo sesto capitolo è probabilmente il migliore punto d’arrivo possibile. Se non lo avete mai provato, è il momento ideale per salire a bordo.
Il codice ci è stato fornito da Xbox Italia per Xbox Series X.

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