Football Manager 26

Un capitolo di transizione tra ambizione e limiti tecnici

Pubblicato il 24 Novembre 2025 alle ore 9:10
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La serie Football Manager è una delle più longeve tra quelle sportive attualmente sul mercato. Nata come Championship Manager negli anni ’90, ha trovato la sua identità definitiva nei primi anni 2000 con l’acquisizione di Sports Interactive da parte di SEGA, dando vita al brand Football Manager e rivoluzionando il genere dei gestionali sportivi. Nel corso del tempo molte altre software house hanno provato a replicarne il successo (basti pensare a Basketball Manager o Eastside Hockey Manager per basket e hockey), ma nessuna è riuscita a ottenere lo stesso impatto sul pubblico.

Proprio per questo la rivoluzione annunciata da Sports Interactive due anni fa ha sorpreso e, allo stesso tempo, allarmato una buona parte della community. Lo spostamento e la successiva cancellazione di Football Manager 25 hanno reso ancora più concrete le paure dei giocatori. Con molta ansia, ma anche con la speranza di assistere a una svolta significativa, ci siamo quindi avvicinati a FM26 e… i risultati non sono stati quelli che speravamo. Ne parliamo nel dettaglio nella nostra recensione.

Rivoluzioni d’autunno

Dopo un anno di pausa forzata, Football Manager 26 torna sul mercato con la missione di inaugurare una nuova fase per la serie. Sports Interactive aveva promesso un capitolo capace di sfruttare appieno il nuovo motore grafico Unity, offrendo un’esperienza più moderna, più fluida e più accessibile anche ai giocatori che non seguono da sempre lo storico gestionale calcistico. In parte, questa rivoluzione riesce a farsi vedere: il match engine appare finalmente più fresco, le animazioni sono state ampiamente rinnovate e il calcio femminile fa il suo debutto con un’impostazione differenziata e interessante. Tuttavia, basta qualche ora per rendersi conto che la rivoluzione è ancora lontana dall’essere completata.

Il nuovo corso è infatti accompagnato da un numero preoccupante di limitazioni, assenze e compromessi che fanno percepire Football Manager 26 più come un progetto in evoluzione che come un capitolo realmente definito. Il passaggio a Unity porta dietro nuove possibilità, ma anche una quantità di problemi strutturali che trasformano l’esperienza in un equilibrio precario tra ambizione e incompletezza. Le funzioni storiche della serie (come la gestione delle nazionali o le indicazioni dalla panchina) sono state rimosse, molte schermate risultano semplificate o ridotte all’osso e la navigazione dell’interfaccia è spesso più macchinosa del passato. La sensazione è quella di trovarsi davanti a un titolo che cerca di ampliare il suo pubblico, sacrificando però parte dell’anima simulativa che ha reso Football Manager un punto di riferimento per oltre vent’anni.

Il nuovo design delle schermate punta a essere più immediato, quasi “console friendly”, ma per chi gioca su PC rappresenta un vero passo indietro. Intere sezioni che un tempo permettevano di analizzare nel dettaglio il comportamento della squadra (come heatmap, statistiche avanzate, analisi del possesso o indicatori più tecnici) sono state eliminate o rese difficili da raggiungere. Anche funzioni intuitive come la consultazione rapida dei profili avversari durante il match sono state nascoste dietro passaggi multipli, trasformando azioni semplici in procedure laboriose. Questo impoverimento dei dati ha effetti concreti sul modo di giocare: ci si trova spesso a perdere una partita senza capire il motivo, perché mancano gli strumenti per leggere realmente ciò che è accaduto in campo. Una paradossale mancanza proprio per una serie che ha costruito la sua identità sulla profondità analitica.

Il motore grafico, dal canto suo, offre partite visivamente più gradevoli e animate con maggiore naturalezza, ma non mancano bug di ogni tipo: fuorigioco valutati in modo errato dal VAR, movimenti incoerenti di alcune posizioni, finte e controfinte eseguite da giocatori che non dovrebbero avere la tecnica per farle e l’ennesima vulnerabilità dei cross bassi che mette in difficoltà quasi ogni difesa. Le patch arrivano di frequente, modificando elementi anche fondamentali del gameplay, ma contribuiscono a rendere l’esperienza instabile, come se si stesse testando un titolo in tuttora in lavorazione piuttosto che un prodotto finito.

Il calciomercato beneficia di un’interfaccia più ordinata e di dialoghi più strutturati con procuratori e dirigenti, ma risulta ancora troppo semplice sfruttare clausole, parametri zero e occasioni surreali, che portano a costruire squadre irrealisticamente forti già nelle prime stagioni. L’integrazione con Transfer Room è interessante e funzionale, ma gli intermediari restano poco efficaci.
Tra le novità più positive c’è invece l’introduzione del calcio femminile, una componente pensata con attenzione che propone animazioni dedicate, ritmo di gioco diverso e una struttura distinguibile dalla controparte maschile. Anche qui, tuttavia, la presenza di pochi campionati e squadre limita l’impatto complessivo, spingendo ancora una volta i modder a completare ciò che il gioco base non offre.

Un occhio al futuro, senza dimenticare il passato

Nel complesso Football Manager 26 rappresenta una transizione necessaria, ma troppo affrettata. Sports Interactive aveva bisogno di una rivoluzione tecnica, ed è evidente che Unity sarà fondamentale per costruire il futuro della serie. Allo stato attuale, questo nuovo capitolo appare come un “cantiere a cielo aperto” venduto a prezzo pieno: un prodotto ricco di potenzialità, ma allo stesso tempo segnato da mancanze che pesano sia sui veterani che sui neofiti. Le basi migliori della serie, ovvero profondità, statistiche, controllo totale sulla squadra e sulla tattica, sono state ridimensionate, mentre molte delle novità più attese sono ancora incomplete o in attesa di sviluppo. Le partite sono più piacevoli da guardare, ma meno comprensibili da leggere; i menu sono più moderni, ma meno informativi; il calcio femminile è un’aggiunta preziosa, ma povera di contenuti; e il mercato, seppur più presentabile, resta troppo semplice per soddisfare chi cerca sfida e realismo.

Football Manager 26 non è un capitolo da scartare, ma non resta che osservarlo e seguirlo nel tempo, nella speranza che gli aggiornamenti possano trasformarlo in ciò che avrebbe dovuto essere fin dal lancio. Al momento, però, resta la sensazione di trovarsi davanti a una rivoluzione iniziata ma non ancora compiuta, che paga il prezzo delle sue stesse trasformazioni.

Good

Match engine realistico
Interfaccia esteticamente gradevole...
Presenza del calcio femminile
Potenzialmente ottimo per i futuri aggiornamenti...

Bad

Numerosi bug ancora presenti
… ma davvero poco intuitiva
Funzioni storiche rimosse
… ma la sensazione è quella di un gioco in lavorazione
Database ridotto
7
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Sports Interactive
Distributore: SEGA
Data di uscita: 4 novembre 2025
Genere: Sportivo
PEGI: 3+
Piattaforme: Xbox Series, PlayStation 5, PC

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