

Codemasters è una di quelle società che hanno fatto dei giochi di guida la loro specialità, basti pensare banalmente al fatto che stiamo parlando di una software house affacciata al panorama dei racing game dal 1986. Dopo quasi 40 anni di onorato servizio, però, sembra che EA - che ha acquisito la software house nel 2020 - abbia chiuso definitivamente lo studio per includere gran parte dei suoi dipendenti sotto l’egida EA Sports. L’ultimo - anche se si spera di no - canto del gallo, quindi, potrebbe essere un gioco di Formula Uno alla vigilia di un netto cambio regolamentare che dovrebbe modificare il circus per sempre. Dopo molte ore passate su F1 25, siamo quindi pronti a darvi il nostro giudizio su uno dei giochi - per un motivo o per l’altro - più importanti di sempre nell’ottica dei racing game. Allacciate le cinture, inserite il vostro casco migliore e attendiamo lo spegnimento delle luci rosse dei semafori, stiamo partendo verso la recensione di F1 25!
Il cambiamento più grande di F1 25 riguarda la modalità My Team che perde la concezione del pilota-proprietario per metterci nei panni di un vero e proprio team principal. Ogni decisione, infatti, assume una grandissima importanza con impatti diretti alla struttura del team, sui piloti, i rapporti interni e sulla percezione della squadra all’esterno.
L’intera gestione si sviluppa attraverso tre dipartimenti principali: Ingegneria, Società e Personale. Ognuna di esse ha funzioni specifiche e influenza diversi aspetti della vita del team, la prima - infatti - si cura dello sviluppo tecnico della vettura con una modifica sostanziale rispetto agli aggiornamenti che, ora, non sono più immediati ma vanno sviluppati e fabbricati scegliendo se produrli per una sola delle due vetture o per entrambe, introducendo, quindi, decisioni tattiche e morali: favorire un pilota o mantenere le “Papaya Rules” (nome che usa McLaren per le regole di comportamento dei due piloti) più bilanciate possibili? La scelta sta al giocatore che potrà quindi evolvere la propria scuderia in qualsiasi modo, pur sapendo di giocare con il morale e rendere discontinua la prestazione della squadra.
Nel dipartimento legato alla società, invece, si tengono sotto controllo le finanze e gli aspetti relativi agli sponsor, con contratti più realistici - e le richieste che si basano sulla reputazione della squadra - che permettono di premiare in base alla fedeltà con fondi extra, punti esperienza ed elementi personalizzati a tema con il brand. Il dipartimento Personale, invece, è basato sulla crescita e gestione dei vari membri della scuderia e dei due piloti, con contratti che possono essere negoziati in veri e propri incontri in cui è possibile discutere cifre, durata e obiettivi. Interessante è la meccanica delle fughe di notizie, che può compromettere seriamente l’intera trattativa.
Si nota la volontà di avvicinare il prodotto alla serie F1 Manager sviluppata da Frontier che, purtroppo, è arrivata all’ultimo capitolo con la versione 2024. Il My Team, ora, è una piccola versione di quel titolo all’interno dell’annuale gioco di Formula 1 e non vediamo l’ora di vedere come si possa esprimere in futuro.
F1 25 vede anche il ritorno di Braking Point, la modalità storia che è stata introdotta in F1 2021 e che raggiunge il suo terzo capitolo quest’anno. Ambientata nelle stagioni 2024 e 2025, Braking Point 3 ci mette ancora all’interno della Konnersport e alle sue vicende sportive, ma, soprattutto, umane con uno stile che ricorda molto quello della serie TV Drive To Survive prodotta da Netflix. Il giocatore può scegliere quale dei due piloti interpretare e soddisfacendo gli obiettivi è possibile guidare la storia verso un determinato percorso aumentando la rigiocabilità grazie alle scelte da poter compiere all’interno dell’avventura. Terminata l’avventura è possibile importare la Konnersport anche in altre modalità, dando così una continuità alle avventure di questa scuderia e assottigliando così il confine tra finzione e realtà.
Dal punto di vista del guidato, F1 25 si differenzia dal suo predecessore con un sistema più realistico anche se legato agli stilemi del sim-arcade per eccellenza, cosa che sottolinea l’obiettivo di Codemasters. Il team, infatti, non vuole ricreare un nuovo iRacing o Assetto Corsa, ma, in alternativa, un gioco che prende ispirazione dall’esperienza reale per riproporre in pista qualcosa di adatto sia ai puristi del volante che agli appassionati più casuali che giocano magari con il pad. Durante la nostra prova del gioco, infatti, abbiamo avuto modo solamente di avere a che fare con il pad e questo si è rivelato ottimo nel suo utilizzo.
Si potrebbe certamente fare qualcosa di più dal punto di vista del realismo. Le vetture, infatti, tendono ad avere molta più aderenza rispetto a quella che dovrebbero avere le auto ad effetto suolo, soprattutto una volta che vengono staccate le ruote da terra a causa di un cordolo particolarmente violento. Il feeling, però, è tra i migliori che la serie abbia mai avuto con un handling particolarmente azzeccato e una serie di piccole migliorie che hanno ridotto sensibilmente la componente arcade, portando i giocatori più inesperti a migliorare sempre di più il proprio stile di guida per restare al passo con la difficoltà dell’IA. E a proposito dell’intelligenza artificiale dobbiamo dire che in questo capitolo l’abbiamo trovata migliorata rispetto al passato: in alcuni tratti infatti si avvicina eccessivamente al realismo con comportamenti molto “Verstappiani” con staccate al limite dell’impossibile, veri e propri dive-bombing per prendere la posizione o, ancora, errori banali che consentono agili sorpassi dopo aver bloccato le ruote in frenata. Altre volte, invece, la CPU si ritira troppo docilmente dallo scontro fisico e facilita il compito all’utente che si ritrova sorpassi fin troppo semplici da portare a termine anche in situazioni in cui sarebbe necessaria un po’ di cattiveria. Però è necessario ammettere come F1 25 abbia compiuto progressi incredibili nelle fasi iniziali della gara con partenze più fluide, meno contatti e comportamento molto più ordinato nei primi giri a vantaggio del ritmo di gara e dell’immersione.
Tra le pecche della sezione in pista possiamo vedere la solita gestione delle bandiere rosse e delle Safety Car che rimangono centellinate nonostante siano attivate nelle impostazioni. Ci sono capitate situazioni in circuiti cittadini come Jeddah che necessitassero di uno stop della gara, ma, invece, sono state esposte solo le bandiere gialle per evitare i sorpassi senza, però, fermare effettivamente la corsa come avviene nella realtà.
Novità anche per le comunicazioni radio con nuovi interventi dei team principal durante alcune sezioni del gran premio, aumentando l’immersività e il realismo di certe situazioni. Le conversazioni con il proprio ingegnere di pista risultano più coerenti con quello che si vive in pista e rimangono variegate anche se, purtroppo, ogni tanto qualche piccola défaillance ancora viene registrata.
Codemasters ha evidenziato più volte nelle comunicazioni pre-rilascio come F1 25 avrebbe avuto alcuni circuiti ricostruiti con la tecnologia LIDAR e il risultato si nota alla grande. Cinque circuiti (Bahrain, Miami, Melbourne, Suzuka e Imola) sono stati ricostruiti con modelli tridimensionali millimetrici comprensivi di dislivelli, dettagli a bordo pista, cordoli e vegetazione specifica del luogo. Correre in questi circuiti è stato esattamente come accendere la propria televisione (o lo schermo del PC) e vedere la gara su F1 TV e ci auspichiamo che questa tecnologia venga presto applicata anche ad altri circuiti. Quelli storici, infatti, iniziano a mostrare i segni del tempo in quanto non sono stati applicati aggiornamenti significativi lasciando intatti difetti visivi e tecnici ormai evidenti.
L’implementazione su PC del Path Tracing su PC rende le monoposto incredibili da vedere, con Codemasters che ha lavorato molto per mostrare al meglio queste vetture ad effetto suolo l’anno prima del cambio regolamentare. Ogni dettaglio è stato replicato alla grande e non solo è possibile affrontare le gare con la propria scuderia preferita, ma anche apprezzare i più piccoli particolari, come le differenze tra i vari volanti disponibili, alla perfezione. Ottimo lavoro effettuato dalla casa di sviluppo anche sull’asfalto e sulle gomme, con particolare sottolineatura dello sporco che viene recuperato dalla gomma non appena si esce di pista con alcuni metri che rimangono necessari per vedere lo pneumatico pulito e la corretta gestione dell’auto riprendere. La versione PC di F1 25 non ci ha deluso per niente e, anzi, a dar manforte è stata proprio l’ottimizzazione del titolo anche su schede video più vecchie e senza alcuni elementi moderni come il Frame Generator. Abbiamo mantenuto una media di 100 FPS con tutte le impostazioni al massimo, anche se il tutto si è sentito nelle calde temperature che ha raggiunto il PC per simulare in tutto e per tutto l’ambiente di guida.
In definitiva, F1 25 è un capitolo che non è solo il classico aggiornamento annuale, ma, in tutto e per tutto, un passo avanti nella serie che andrà confermato nel 26 quando l’intera F1 verrà scossa dal cambio regolamentare. Non ci aspettiamo che già tra 365 giorni le cose possano essere perfette, ma questo gioco è sicuramente un netto passo avanti rispetto al capitolo precedente che ha rischiato più volte di deluderci e che solo l’intervento di Codemasters nei rapidi aggiornamenti è riuscito a sistemare. Il rimodernamento del MyTeam ha colpito per la sua profondità e il feeling in pista è tra i più riusciti di sempre, con anche un grandissimo lavoro effettuato dal punto di vista grafico per presentare al meglio le monoposto a effetto suolo per l’ultima volta.
Assolutamente consigliato a tutti gli appassionati di Formula Uno e non vediamo l’ora di rimetterci il casco per volare in pista.

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