

Bentornati, ragazzi e ragazze della Tribù, sulle nostre pagine per la recensione di EvoCreo II, un titolo che si ispira pesantemente ai Pokémon originali in 2D e cerca di evolverli con una formula nuova e particolare, fusa a una trama intrigante. Il gioco, sviluppato e pubblicato da ilmfinity Studios, è ambientato a Zenith, un mondo popolato dai Creo, creature che, esattamente come le loro più famose controparti, convivono con gli esseri umani.
EvoCreo II si presenta quindi come un simil-Pokémon con alcune caratteristiche peculiari nel gameplay e una storia più matura; una narrazione che vuole rimanere sullo sfondo, pur risultando presente e tangibile nel corso delle nostre avventure. Il team di ilmfinity Studios sarà riuscito nella sua impresa?
Dopo aver personalizzato il protagonista e i nostri amici d'infanzia, ci ritroviamo in un mondo dove il legame tra umani e Creo è la colonna portante della società, proprio mentre un'ombra antica torna a minacciare l'equilibrio di Zenith. In questo titolo vestirete i panni di un giovane Evocatore (o una giovane Evocatrice) alla ricerca di gloria, in un viaggio che si trasformerà presto in una corsa contro il tempo.
Tra antichi segreti e nuove tecnologie, dovrete esplorare terre selvagge per scoprire l'origine di una corruzione che rischia di spezzare il legame con le vostre creature.
Questa trama punta a essere più matura, come accennato in precedenza: mette al centro personaggi perlopiù adulti e si sviluppa sul classico viaggio dell'eroe. La scalata passa per la conquista delle Arene (le Palestre di EvoCreo II) e l'ottenimento delle medaglie per diventare il migliore della regione, per poi scoprire che il lavoro è solo all'inizio. Inoltre, si nota subito l'evoluzione rispetto al capitolo precedente, grazie soprattutto a un mondo nettamente più dinamico e interconnesso, capace di unire diverse avventure in un unico disegno coerente.
Il limite di questa narrativa risiede però nel contorno e nell'esposizione: per quanto sia intrigante, la storia non riesce a coinvolgere costantemente il giocatore. Sembra quasi che il team avesse timore di inserire una trama troppo invadente, finendo per renderla fin troppo rarefatta, in una via di mezzo che non soddisfa appieno. Per quanto per il team di ilmfinity la narrativa sia chiaramente importante, il gameplay prevale: i dialoghi chiave e le scene fondamentali sono brevi e intervallati da ore di gioco che, pur essendo divertenti, rischiano di far svanire la curiosità. Concentrarsi sul gameplay è stata una scelta comprensibile, ma la trama ne ha risentito: pur essendo piacevole da seguire, non risulta accattivante in maniera costante e finisce per perdere l'attenzione del giocatore.

EvoCreo II si sviluppa sulla base dei più classici titoli Pokémon, con un sistema di combattimento a turni e debolezze elementali legate alla tipologia del Creo in campo. Il gioco, tuttavia, introduce meccaniche che elevano l'esperienza tradizionale: è possibile controllare il tipo del Creo avversario nel pieno della battaglia, insegnare ai propri mostri molto più delle solite quattro mosse e sbloccare abilità di esplorazione (simili al classico Taglio) tramite maestri che le rendono disponibili per ogni creatura compatibile. Inoltre, il titolo offre inoltre diversi minigiochi, che variano dai labirinti alle gare di corsa, oltre a missioni secondarie e mappe ampie, talvolta labirintiche, che rendono l'esplorazione particolarmente intrigante.
Il vero limite del gameplay risiede però nella sua ripetitività: è comprensibile che il team di sviluppo abbia voluto omaggiare i vecchi classici, dove il "grinding" era fondamentale; meno comprensibile è che nel 2026 si sia ancora obbligati a combattere costantemente contro nemici selvatici per essere all'altezza delle sfide principali. Nonostante la presenza di un condivisore di esperienza, ci si ritrova spesso con alcuni compagni usati solo come strumenti per l'esplorazione e altri iper-allenati, anche perché i Creo selvatici risultano quasi sempre di livello troppo basso per essere utili. Inoltre, l'eccessiva frequenza degli incontri casuali, unita all'assenza di un vero deterrente nella prima parte dell'avventura, rende l'esplorazione a tratti frustrante.
A ciò si aggiunge una gestione problematica delle resistenze e delle debolezze: i Creo con doppio elemento risultano spesso meno efficaci di quelli "puri". Questo accade perché il doppio tipo implica doppie debolezze e, mancando uno standard equilibrato, dato che un elemento può avere una forza e due debolezze mentre un altro ne ha tre favorevoli e una sola contraria, si perde il bilanciamento tattico, che porta ad una maggiore difficoltà nella lettura del nemico e nella comprensione di quale mossa risulti effettivamente efficace in combattimento.

Il comparto tecnico del titolo targato ilmfinity Studios risulta purtroppo poco rifinito. Il gioco è affetto da diverse criticità, come mappe dal caricamento lento, personaggi che compenetrano il terreno o gli edifici e limiti della visuale mancanti, che permettono spesso di scorgere il "vuoto" oltre i confini della mappa.
Sebbene l'ottimizzazione sia accettabile (per quanto non fosse un compito proibitivo per un titolo di questo genere), l'esperienza ne risente pesantemente e la traduzione italiana è stata letteralmente realizzata con un Google Traduttore, il che genera una serie di incomprensioni a tratti divertenti, ma spesso frustranti.
Dal punto di vista estetico, EvoCreo II punta su una pixel-art 2D che fa leva sulla nostalgia dei giocatori veterani e che, di base, funzionerebbe anche bene; tuttavia, la resa visiva è compromessa dai già citati limiti tecnici: compenetrazioni costanti, zone d'ombra causate dall'uscita dai confini della mappa, edifici privi di profondità e sprite dei personaggi poco nitidi. Anche le animazioni sono pressoché assenti, persino durante i combattimenti: i Creo si limitano a scivolare l'uno verso l'altro durante l'attacco, accompagnati da brevi effetti visivi statici e privi di dinamismo.
Anche il sonoro non riesce a esprimere appieno il proprio potenziale. La colonna sonora, pur essendo gradevole, risulta estremamente ripetitiva, mentre gli effetti sonori sono scarsi e poco curati.
Questo comparto avrebbe meritato maggiore attenzione, specialmente data l'assenza di un doppiaggio, che avrebbe dovuto spingere il team a optare per suoni caratteristici in stile Ace Attorney per distinguere i personaggi, e a dare più enfasi ai colpi e alle mosse dei Creo così che risultassero più accattivanti.

Mi sono tuffato in questa avventura pensando di trovarmi davanti a un Pokémon vecchio stile, ma ne è emerso un titolo che, pur ispirandovisi, cerca di separarsene nettamente. Nonostante lo sforzo, EvoCreo II non riesce a rendersi completamente indipendente e il suo gameplay fondamentale rimane legato a doppio filo a quello creato da Game Freak.
In ogni caso il gioco è divertente: per gli appassionati del genere può rappresentare una piccola perla personale, capace di centrare perfettamente quella sensazione nostalgica di quando avevamo un Game Boy tra le mani e giocavamo ai primi Pokémon. Tuttavia, non riesce a essere un titolo accattivante o al passo con il periodo storico che viviamo, infatti risulta vecchio e frustrante proprio come alcuni titoli della nostra infanzia.
Lo consigliamo a chiunque sia appassionato di monster tamer sulla falsa riga dei vecchi classici, ma non a chi non condivide questa passione, poiché difficilmente risulterebbe un'esperienza godibile.
Promosso, ma con riserve.
Il codice ci è stato fornito per PC tramite Steam dal distributore.

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