

Benvenuti, amici e amiche della Tribù, nella recensione del nuovissimo titolo FromSoftware, ovvero Elden Ring Nightreign. Questo titolo spin-off della compagnia giapponese si presenta come una novità completa nell'universo dei Souls, andando a sfruttare quelle che sono le meccaniche che hanno reso famosi giochi come Dark Souls e Elden Ring base, ma aggiungendovi alcuni elementi che lo differenziano completamente da tutto quello che si è visto in precedenza.
Ovviamente tutto questo non significa che sia per forza in positivo, dato che il fatto di modificare una formula così affermata e di successo è un grosso rischio che solo i più temerari possono pensare di affrontare. Ebbene, il team di FromSoftware che ha raccolto questa sfida ha sicuramente fatto tutto ciò che poteva per riuscire a portare un prodotto di valore e significativo, ma ci sarà riuscito?
Prima di passare alla recensione vera e propria, vi informo del fatto che il codice per PC ci è stato gentilmente offerto dal publisher e che abbiamo giocato per svariate ore a questo titolo che promette un contenuto quasi infinito grazie alla sua grandissima rigiocabilità.
Ora, senza ulteriori indugi, vi lascio alla recensione di Elden Ring Nightreign.
Partendo da una delle parti solitamente meno importanti di questa tipologia di giochi, la trama di Nightreign è alquanto banale e semplice: dopo la Disgregazione, in un universo alternativo a quello del gioco base, una nebbia mortale si è diffusa per le terre dell'Interregno, una nebbia chiamata Marea Notturna. Essa è letale e avvolge tutto nel corso della notte, lasciando solo pochi spazi sicuri dove rifugiarsi. Solamente pochi coraggiosi sono rimasti, pronti a sacrificare la propria vita per tutte le volte che è necessario a riportare l'Interregno al suo stato precedente. Questi eroi ed eroine dell'ultima ora [letteralmente N.d.R.] sono chiamati Crepuscolari e lottano contro l'avanzare della Marea Notturna.
La trama non si evolve granché oltre questo punto, risultando quindi alquanto lineare e banale. Sicuramente non è il punto focale di Elden Ring Nightreign, comprensibilmente visto che questo gioco conta molto di più sul suo gameplay per tenere i giocatori attaccati allo schermo. In ogni caso, è una trama sicuramente meglio esposta rispetto allo standard dei giochi FromSoftware, dato che presenta un diario nell'hub di gioco (che è sempre la stessa Tavola Rotonda, solo ancora più in disuso, con personaggi diversi all'interno e un'isoletta esterna da esplorare che include un campo di addestramento) che ci permetterà di leggere le storie di tutti i personaggi utilizzabili per affrontare la Marea. Ognuno di essi, infatti, ha una propria storia, un proprio carattere e, di conseguenza, uno stile di gioco estremamente differente, ma del quale parleremo più avanti.
Restando sulla parte narrativa, questi personaggi scopriranno il loro passato e noi insieme a loro; i loro ricordi sono come sigillati e verranno sbloccati man mano che sconfiggiamo i boss finali delle nostre run.
Il problema però rimane, la trama non raggiunge la sufficienza perché riesce a malapena a supportare l'immersione nell'ambientazione, ma non a mantenere vivo un vero interesse, tale da spingere il giocatore a fare la classica "ancora una" per raggiungere l'obiettivo prefissato del personaggio o per scoprire di più su cosa si nasconde dietro la Marea Notturna.

Parliamo adesso del gameplay di Nightreign e di come sia stato modificato rispetto a quello di Elden Ring base. Per iniziare, in Nightreign non abbiamo la possibilità di creare una build completamente personalizzata, ma dobbiamo invece adattarci a giocare con lo stile di uno dei personaggi; ognuno si comporta in maniera diversa e saremo noi a dover trovare quello più adatto al nostro modo di giocare. La differenza tra i gameplay dei personaggi si vede in ogni parte, dalle armi che possiedono al tipo di schivata, fino alle abilità uniche che padroneggiano: ognuno dei personaggi ha un attacco speciale leggero e uno pesante, i quali possono sia essere solamente rivolti a provocare danni ai nemici, sia avere altri effetti secondari, come quello del guardiano che permette di curare tutti i membri del party presenti in una certa area intorno a lui. Inoltre, l'aumento di livello quando si è sul campo è automatico e non ci permette di scegliere quali caratteristiche aumentare e quali lasciare indietro.
Un'altra, importante, differenza, è la mancanza del tempo di esplorare le terre in cui ci troviamo, cercandone ogni anfratto e rivelandone ogni segreto, dato che siamo inseguiti dalla Marea Notturna che pian piano continuerà a chiuderci in un piccolo cerchio di terra dove dovremo affrontare il boss della notte. Dopo aver superato due giorni in questa maniera, affronteremo il boss finale della run, solitamente molto più difficile rispetto ai precedenti.
Sconfitto il Boss finale, si ritorna alla Tavola Rotonda, avendo recuperato dei materiali da usare in rituali per potenziare il proprio personaggio.

Un'altra differenza sostanziale, la si trova nella gestione dell'equipaggiamento e dei personaggi stessi: mentre nel gioco base si raccolgono armi che useremo per il resto del gioco, in Nightreign dovremo ogni volta ricominciare da zero, andando a trovare armi sul campo come se fossimo un novello Snake. Sconfiggendo boss che si trovano in giro per la mappa, aprendo casse e risolvendo enigmi delle torri magiche, potremo ottenere vari bottini, tra i quali molte armi. Le armi stesse possiedono ranghi che le distinguono e hanno effetti secondari che rimangono attivi anche se le si ha solo nell'inventario e non le si equipaggia. Proprio per questo l'inventario è stato ristretto, possiamo portare solo tre armi, uno scudo, due talismani e alcuni oggetti da utilizzare, oltre alle immancabili fiaschette per recuperare la salute.
Riassumendo, il gameplay si basa sull'andare in spedizione nell'Interregno, potenziarsi sconfiggendo boss secondari, aprendo casse e facendo attività secondarie, sconfiggere il boss finale della spedizione attuale [che scegliamo noi tra quelli disponibili prima di partire per l'Interregno N.d.R.], tornare all'hub a potenziare il personaggio e a leggere della sua storia.
Questo tipo di loop di gameplay è sicuramente interessante e riuscirà ad essere accattivante per alcuni fan, ma ha un grosso ed evidente problema: Elden Ring, e in generale il sistema di combattimento dei Souls, si presta poco a questo tipo di giochi. Mentre nel gioco base si prende con calma la mappa, la si esplora in ogni angolo e se ne trovano i segreti [parte fondamentale dell'esperienza N.d.R.], in Nightreign si è costretti a correre in giro per una mappa che spesso si percepisce vuota, nonostante non sia enorme, lasciando indietro molti dei suoi segreti nella speranza di incontrare quell'esatta disposizione di edifici e eventi sulla mappa di gioco nella prossima spedizione.
Questo titolo di FromSoftware toglie la parte di esamina delle armi, dei poteri acquisiti e degli oggetti, poiché si è di fretta e con la paura che la Marea possa arrivare da un momento all'altro.

Parlando delle spedizioni, esse possono essere avviate sia in cooperativa che in solitaria, ma sconsigliamo fortemente di cimentarsi nella seconda: se si gioca da soli, l'esperienza diventa oltremodo frustrante, a causa di nemici dalla troppa salute che si radunano intorno a noi e non ci danno la possibilità di salvarci, oltre ai quasi imbattibili boss. La modalità cooperativa, invece, risulta alquanto divertente, ma solo se si hanno amici con cui giocare e coordinarsi; giocare online con sconosciuti significa trovare molto raramente un gruppo decente e capace di organizzarsi [a me è capitato solo un paio di volte N.d.R.] con il quale arrivare fino in fondo. Per il resto si trovano persone che, per quanto magari ci mettano tutta la loro buona volontà, finiscono per cacciarsi in grossi guai dai quali dobbiamo tirarli fuori noi o per abbandonare direttamente la partita prima che essa sia finita, lasciandoci così in grossa difficoltà.
Un altro grosso e palese problema è il posizionamento dei nemici e il level design delle aree: se con il gioco base ci si ritrova in mappe complesse, ma intuitive, in Nightreign ci ritroviamo spesso in percorsi o lineari o talmente complessi da essere labirintici, spesso con nemici posizionati in luoghi che li rendono impossibile da affrontare.
Insomma, il gameplay di Nightreign potrebbe essere interessante, ma non con il pieno stile FromSoftware: funzionerebbe molto meglio con una mappa nettamente più piccola o che non comprenda aree sotterranee, con una presenza di nemici più ristretta se si gioca in singolo e con un limite di tempo più ampio per permettere di organizzarsi anche con persone con le quali non possiamo parlare. Inoltre, la sola presenza dei rituali, che permettono di applicare tre bonus ai nostri personaggi, come sistema di build del personaggio è alquanto ridicola e sembra aggiunta giusto per accontentare chi vuole avere del controllo sullo sviluppo del proprio Crepuscolare.

Passiamo invece a parlare di lati positivi, per quanto con qualche nota dolente: la grafica rimane di assoluto livello, l'utilizzo della base di Elden Ring ha fatto sì che questa terra avvolta dalla Marea Notturna sia di incredibile bellezza e capace di regalarci scorci meravigliosi. Anche le animazioni dei personaggi sono fluide e veramente esaltanti [non tutte, ma la maggior parte N.d.R.].
Il tasto dolente, purtroppo, lo si trova nel riutilizzo estremo di tutti gli asset di Elden Ring, al punto che quasi non sembra esserci nulla di nuovo. Alcuni boss finali sicuramente sono una novità, ma la maggior parte di nemici base, così come casse, torri, terreni, oggetti e ambientazioni è presa direttamente dal gioco base e rimescolata per farla sembrare diversa.
Di conseguenza, per quanto sia molto bello da vedere e abbia un impatto spettacolare, il mondo di gioco risulta "copiato" e poco ispirato, non invoglia ad esplorarlo a fondo come dovrebbe fare. Ciò avviene anche a causa della fretta messa dal gameplay, che relega la mappa ad elemento secondario di poco interesse, utile solo a segnare il prossimo punto dove andare.

Infine parliamo di come si comporta Elden Ring Nightreign a livello tecnico e sonoro. Per quanto riguarda la parte tecnica, Nightreign è pessimo, mostrando cali di framerate continui, spesso di fronte a boss che causano un gran numero di particellari con le loro mosse, connessioni ai server abbastanza instabili che rendono alcune partite ingiocabili, personaggi che compenetrano nel terreno e lag sia nell'input [per quanto raro N.d.R.], sia a volte nello scalare la salute dei nemici.
Il sonoro, invece, non ha punti deboli, è di eccellente realizzazione, sia nella colonna sonora che si adatta alla situazione, sia negli effetti sonori come versi di nemici e alleati, o colpi che vanno a segno, o ancora il suono di morte di uno dei personaggi del party.

Quindi, cosa possiamo dire di Elden Ring Nightreign? Noi crediamo che sia un gioco che potrebbe avere del potenziale, ma che spinge due generi insieme in maniera disordinata e conflittuale.
Il team di FromSoftware che si è dedicato a creare questa esperienza lo ha sicuramente fatto con grande voglia e dedizione, ma non è riuscito a trovare la quadra per poter realizzare un prodotto di grande qualità. In ogni caso, il titolo può divertire e lo consigliamo a coloro che pensano possa essere il loro tipo di videogioco; purtroppo, per il pubblico generale, noi non lo consigliamo, in quanto, oltre alla difficoltà elevata dell'esperienza, Elden Ring Nightreign è un titolo che funziona solamente se giocato con amici con i quali potersi coordinare.
Per il resto il gioco non raggiunge una sufficienza piena, a causa dei vari problemi che abbiamo elencato.
Consigliato? No, ma da tenere da conto quando arriveranno i saldi Steam ad abbassarne il prezzo.

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