

Esistono ormai moltissimi RPG con elementi deck-building, ma ciò che rende davvero speciale Echo Generation 2 è il modo in cui riesce a distinguersi grazie a un approccio più minimale e concentrato sulla narrazione. Il nuovo progetto di Cococucumber, studio canadese di Toronto, può sembrare più contenuto rispetto ad altri esponenti del genere, ma compensa con un’identità forte, personaggi memorabili e un universo narrativo sorprendentemente coinvolgente.
Avevamo già provato il primo Echo Generation senza però approfondirlo troppo, pur trovandolo divertente e pieno di personalità. Lo scorso anno abbiamo giocato anche Ravenlok, l’action adventure dello stesso team, un titolo forse più semplice del previsto, ma comunque capace di intrattenerci parecchio. Echo Generation 2 sembra raccogliere l’eredità di entrambi i giochi, proponendo un’esperienza che amplia le idee precedenti e le trasforma in un’avventura RPG a turni davvero piacevole da seguire.
Una delle prime cose che ci ha colpito è stata la struttura narrativa. Prima di iniziare non sapevamo quasi nulla del gioco e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla suddivisione in capitoli indipendenti. Ogni episodio racconta la storia di un personaggio differente, approfondendone il passato, le motivazioni e il ruolo all’interno di questo strano universo sci-fi. Non vogliamo entrare troppo nei dettagli, perché gran parte del fascino dell’opera nasce proprio dal modo in cui tutti gli eventi si intrecciano gradualmente. Si parte controllando protagonisti completamente diversi tra loro: una ragazza con poteri paranormali che ricorda molto Undici di Stranger Things, un pistolero dallo spirito alla Star-Lord, oppure una donna zombie intrappolata in un mondo quasi totalmente monocromatico mentre cerca disperatamente sua figlia. Ogni capitolo funziona come una piccola storia autonoma, quasi una mini-serie dentro un universo condiviso, ed è proprio questo a renderlo così intrigante. Questa struttura fa da base a quello che, in sostanza, è un RPG a turni con forti elementi deck-building. È una formula che presenta sia vantaggi sia limiti. Da una parte abbiamo adorato il modo in cui il racconto viene costruito e il livello di varietà offerto dai diversi mazzi di carte. Dall’altra, però, questa impostazione riduce inevitabilmente la profondità di alcune meccaniche, soprattutto nelle prime ore.
Echo Generation 2 punta molto sull’impatto delle sue idee. Non è un gioco enorme né particolarmente lungo, ma riesce comunque a costruire un mondo narrativamente ricco e pieno di misteri. Ogni protagonista vive la realtà da una prospettiva diversa e il giocatore, poco alla volta, inizia a collegare gli eventi comprendendo che dietro queste storie apparentemente separate esiste qualcosa di molto più grande. Durante i vari capitoli ci ritroveremo ad affrontare nemici, raccogliere denaro e ottenere nuove carte per il nostro mazzo. La costruzione del deck avviene in maniera piuttosto rapida e questo permette di sperimentare facilmente nuove strategie, soprattutto quando si perde uno scontro o si vuole provare un approccio differente. Ogni personaggio dispone di circa venti carte differenti, con abilità che spaziano dai danni fisici agli effetti veleno, passando per magie, cure, scudi protettivi e combo con creature alleate. È presente anche una semplice meccanica di parata attiva: premendo il tasto A al momento giusto possiamo ridurre i danni subiti. Non è particolarmente elaborata, ma riesce comunque a mantenere dinamici i combattimenti. Curiosamente manca invece un sistema offensivo basato sul tempismo, come accade in Paper Mario o Super Mario RPG, scelta che ci ha un po’ sorpresi soprattutto visto che all'inizio ce la mostra e poi per il resto del gioco sparisce.
La varietà dei mazzi ci ha davvero convinti. Ogni capitolo possiede un’identità visiva e narrativa differente, ma non ci aspettavamo che anche il gameplay variasse così tanto tra un protagonista e l’altro. È evidente quanto Cococucumber abbia lavorato per rendere ogni personaggio unico da giocare.
Il limite principale dell’esperienza resta però la durata complessiva. Ogni capitolo dura mediamente meno di due ore e questo significa che spesso non si ha abbastanza tempo per padroneggiare davvero le abilità appena ottenute. In più occasioni abbiamo avuto la sensazione di non riuscire mai a sfruttare fino in fondo il potenziale di alcuni mazzi proprio perché il gioco cambia prospettiva troppo rapidamente. Anche la gestione narrativa dei finali lascia qualche dubbio. Le storie partono tutte in maniera estremamente intrigante, introducendo misteri, collegamenti tra personaggi e domande sul mondo di gioco. Lo sviluppo resta interessante e ricco di idee originali fino quasi alla conclusione, ma molti archi narrativi terminano in modo piuttosto brusco. Nella maggior parte dei casi ci ritroviamo davanti a dialoghi finali che suggeriscono appena il futuro dei protagonisti che, anziché fornire risposte, lasciano ancora più interrogativi e una leggera sensazione di incompiuto. Il gameplay, nel complesso, funziona molto bene, fatta eccezione per alcune decisioni discutibili presenti nel capitolo finale [che non vi diremo per non farvi spoiler, ma quando ci arriverete capirete da soli a cosa ci stavamo riferendo N.d.R.]. È presente anche una piccola componente esplorativa; niente di particolarmente profondo, ma sufficiente per raccogliere monete da spendere nell’acquisto di nuove carte e potenziamenti. Le aree attraversate sono comunque piacevoli da osservare e i nemici vantano un ottimo character design, contribuendo a mantenere alta la curiosità durante tutta l’avventura.
Dal punto di vista artistico, Echo Generation 2 è davvero splendido. Cococucumber continua a dimostrare una notevole sensibilità estetica, soprattutto nella gestione delle luci e degli scenari. Ogni ambiente possiede una forte identità visiva e persino i capitoli quasi privi di colori riescono a risultare vibranti e ricchi di atmosfera. L’atmosfera generale è uno degli aspetti migliori del gioco. Pur cambiando protagonisti, ambientazioni e tono narrativo, ogni episodio riesce a mantenere una coerenza sorprendente. Il risultato ricorda quello delle migliori serie antologiche televisive, dove il piacere principale nasce dalla scoperta graduale dei misteri e dall’immersione in un universo sempre più affascinante.
Forse non sarà il deck-building RPG più profondo o strategicamente complesso disponibile sul mercato, ma Echo Generation 2 ha comunque tantissimo da offrire. La componente narrativa costruisce una coinvolgente epopea fantascientifica, mentre il gameplay a turni rimane sempre piacevole e immediato. È il classico gioco perfetto per chi cerca un RPG più accessibile, narrativamente forte e capace di accompagnare piacevolmente per qualche serata. Con Echo Generation 2, Cococucumber conferma ancora una volta la propria capacità di creare avventure originali, stilisticamente affascinanti e piene di personalità.
Il codice ci è stato fornito dall'editore per PC.

Devi essere connesso per inviare un commento.