recensione

EA Sports FC 26

FC 26 segna il gol più importante: riportare il calcio al realismo

Pubblicato il 10 Ottobre 2025 alle ore 10:11
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L’appuntamento calcistico è uno dei più importanti, in ambito videoludico, per gli appassionati dei titoli sportivi. Il sottoscritto ha iniziato la sua carriera qui su Tribe Games parlando di uno dei giochi più rilevanti dell’epoca, PES 2018, e sono ormai sette anni che, tra una cosa e l’altra, è sempre presente quando si tratta di approfondire i nuovi videogiochi sportivi.

Un anno fa EA Sports ha deciso di concentrarsi maggiormente su alcune modalità di gioco, lasciando però un gameplay figlio degli ultimi anni della partnership con la FIFA, con un focus sul competitivo e sulla necessità di essere veloci e scattanti. Dopo 365 giorni, però, ci attende una vera e propria rivoluzione sul campo da gioco. Abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo per analizzare tutti i cambiamenti e capire come questi possano influenzare il futuro della serie. Siete pronti a scoprire il fulcro dell’esperienza EA Sports FC 26? Noi sì, e presto capirete il perché.

Esperienza Live

Dal punto di vista delle modalità, EA Sports FC 26 non si discosta molto dai suoi predecessori, presentando solo alcuni piccoli ritocchi nelle modalità offline, pensati per vendere il gioco anche a chi non ama confrontarsi online. La modalità Carriera è stata ritoccata graficamente, con l’aggiunta di alcune opzioni che rendono più semplice e veloce modificare le tattiche durante una partita, una funzione introdotta un anno fa e gradita da gran parte dei fan.

In questo nuovo capitolo è possibile apprezzare le Stagioni Live, una delle introduzioni più intelligenti nel genere: propongono sfide aggiornate durante la stagione, da completare per ricevere piccole ricompense come maglie storiche. Una di queste, ad esempio, richiede di vincere cinque partite di campionato partendo con una squadra selezionata tra un gruppo ristretto. Una sfida apparentemente semplice, ma che nasconde insidie come l’impossibilità di operare sul mercato se non tramite prestiti e la necessità di fare cassa vendendo alcuni giocatori del proprio organico.

Oltre alle sfide live, sono state aggiunte alla Carriera alcune situazioni impreviste che aggiungono varietà: infortuni durante gli allenamenti, malumori nello spogliatoio, cambi di proprietà e altre circostanze che arricchiscono l’esperienza. Tutto questo consente di vivere una vera e propria carriera da allenatore, un passo ulteriore verso la metamorfosi di questa modalità nel FIFA Manager citato nella scorsa recensione, magari con una rinnovata profondità anche sul piano del gameplay, che andremo a esplorare tra poco.

Al di fuori di questi cambiamenti alla Carriera, l’esperienza con FC 26 è pressoché identica a quella dell’anno scorso fuori dal campo. Dentro il terreno di gioco, invece, (quasi) tutto è cambiato…

Realismo o competitivo?

Il cambiamento più interessante rispetto allo scorso anno è l’introduzione di due diverse modalità di gioco: una dedicata all’esperienza offline e una all’online. Negli anni passati, infatti, uno dei problemi più evidenti di EA Sports FC riguardava la necessità di giocare, al netto di eventuali slider che modificavano l’esperienza, nello stesso stile sia in una carriera single player che in una normale week-end league su FUT.
Da quest’anno, invece, EA Sports ha accolto le critiche e le richieste della community, implementando un modo di giocare completamente differente.

Con il preset competitivo ci troviamo di fronte al classico gameplay di FC 25: ritmo rapido, finte a ripetizione, punteggi tennistici e assenza quasi totale del raccordo a centrocampo. La difesa richiede un intervento manuale per essere efficace, poiché l’IA non se ne occupa più di tanto e, anzi, a volte sembra persino intralciare il giocatore. Per sopperire ad alcuni storici problemi del gameplay, EA ha lavorato a fondo sulle animazioni, e il miglioramento si nota soprattutto nei tackle, ora più efficaci e utili se eseguiti con il giusto tempismo.

Tra i miglioramenti condivisi da entrambe le modalità ci sono anche i portieri, finalmente più reattivi e affidabili tra i pali, capaci di respingere molti tiri che in passato sarebbero finiti in rete. Restano però ancora deboli negli uno contro uno e contro i tiri rasoterra, che sembrano praticamente imparabili.

Con il preset realistico, invece, il ritmo si abbassa e le partite iniziano ad assomigliare di più a quelle reali: il centrocampo assume un ruolo fondamentale, le azioni diventano più ragionate e – soprattutto – cresce l’attenzione verso gli scontri fisici. Anche altri fattori iniziano ad avere peso, come il terreno, le variabili ambientali e meteorologiche, che influenzano il comportamento del pallone rendendolo più pesante e vicino alla realtà. Il preset realistico è disponibile solo nelle modalità offline e fa davvero piacere vedere, finalmente, un gioco di calcio che prova a rappresentare lo sport in modo credibile, come solo la serie PES (soprattutto PES 2021) era riuscita a fare in passato. Manca ancora qualche piccolo aggiustamento da effettuare manualmente tramite slider, in base alle proprie preferenze, ma è già sorprendente che si sia arrivati a questo livello di fedeltà.

Una serie di miglioramenti al gameplay, documentati nei mesi scorsi nei vari deep dive, hanno portato il titolo della casa canadese a un interessante bivio: da una parte i giocatori offline, dall’altra chi vive per l’online. In entrambi i casi, però, ci sono ancora dettagli da sistemare: la CPU, ad esempio, muove la squadra avversaria in modo troppo scolastico, con pochi cambi di ritmo o di fronte, limitandosi spesso a uno sterile giro palla che punta a sfruttare solo gli errori del giocatore.

La direzione, comunque, è quella giusta. E bisogna ammetterlo: disputare una sfida live in single player ha offerto molte più soddisfazioni rispetto a intere week-end league di FUT o campionati dei capitoli precedenti. Questo anche grazie ai notevoli miglioramenti dell’IA difensiva, che ora intercetta meglio i palloni e risulta più incisiva in fase di copertura, e dei portieri, che evitano di servire involontariamente gli avversari con respinte centrali, preferendo deviazioni basse e laterali più realistiche.

Sul piano offensivo, invece, EA ha lavorato per rendere più credibile l’uno contro uno: affrontare un difensore ora obbliga a cambiare lato, e il cambio di direzione è più meccanico e con animazioni più lunghe. Ne deriva un vantaggio per chi sa usare bene la levetta destra ed effettuare finte con i giocatori più adatti. Un Dybala o un Leao, ad esempio, risultano letali nel proprio ruolo, anche grazie all’uso corretto dei vari Playstyle (introdotti negli anni scorsi) e alle migliorie fisiche che portano il gameplay su un altro livello.

Ci sono ancora diverse finezze da rifinire, una su tutte, i difensori che a volte coprono gli spazi senza seguire il pallone, lasciando praterie agli attaccanti, ma, come già detto, la strada intrapresa è quella giusta. E siamo sicuri che, nei prossimi mesi (o direttamente con il capitolo successivo, vista la politica annuale), EA riuscirà a sistemare anche queste routine comportamentali.

Il giuoco del calcio

Parlando in definitiva, EA Sports FC 26 è un videogioco che ha tutte le carte in regola per essere uno dei migliori titoli sportivi di EA degli ultimi anni. La serie PES, nei suoi ultimi capitoli prima della trasformazione in eFootball, aveva raggiunto una delle massime espressioni del gioco del calcio, e FC 26 riesce ad avvicinarsi molto a quel livello.

Pesa, purtroppo, per chi cerca realismo, l’impossibilità di modificare le squadre con nomi e maglie reali (come invece era possibile in PES). Nel nostro campionato, ad esempio, mancano ancora i diritti di club come Milan, Inter e Lazio. Tuttavia, sul fronte gameplay, i miglioramenti sono evidenti e, bisogna dirlo, notevoli.

L’introduzione di un gameplay più lento e ragionato è una meraviglia per i giocatori offline (come il sottoscritto), che preferiscono vivere un proprio campionato piuttosto che buttarsi su FUT o Rush.
Il focus di quest’anno sembra essere stato proprio sulle modalità single player, visto che non ci sono state grandi modifiche lato online (motivo per cui non sono state approfondite in recensione). FUT e Rush, comunque, restano presenti e più attivi che mai.
Non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro della serie.

Good

Nuovi preset di gameplay che modificato l'esperienza
Modalità Carriera ritoccata con le esperienze live
Portieri e diensori ottimi, finalmente

Bad

Qualche piccolo aggiustamento sull'IA necessario
Nessuna novità lato microtransazioni
8.4
PEM-PEM

Sviluppatore: EA Romania, EA Canada
Distributore: EA Sports (Electronic Arts)
Data di uscita: 26 settembre 2025
Genere: Sportivo
PEGI: 3
Piattaforme: PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC

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