

Blizzard ha costruito la propria reputazione anche grazie alla qualità delle sue espansioni, e Diablo IV: Lord of Hatred non fa eccezione. Dopo l'arrivo di Vessel of Hatred nel 2024, che ha ampliato la storia di Neyrelle conducendoci nelle terre di Nahantu e introducendo la classe Spiritborn, arriva finalmente il momento di affrontare le conseguenze di quel finale aperto. A quasi due anni di distanza, Lord of Hatred ci porta a Skovos, la leggendaria culla dell'umanità, per proseguire la caccia a Mephisto e scoprire quale destino attenda Sanctuary.
Faremo solo un rapido accenno agli eventi della precedente espansione. Al termine di Vessel of Hatred, Neyrelle riesce a spezzare il legame con Mephisto, mentre Eru si impossessa della Pietra dell'Anima e del corpo di Akarat, attraversando una fenditura e consegnando il tutto al Primo Male. Lord of Hatred riprende direttamente da quel momento. Mephisto ha ormai raggiunto Skovos e agisce nell'ombra sotto mentite spoglie, manipolando gli eventi e tessendo la propria rete di inganni. Toccherà ancora una volta a noi e ai nostri alleati fermare la sua avanzata prima che il mondo precipiti definitivamente nel caos. Dopo aver completato la campagna, possiamo dire con certezza che il team di sviluppo aveva una visione chiara della storia da raccontare. Senza entrare nei dettagli per evitare spoiler, la nuova avventura, della durata di circa sei-otto ore, riesce a mantenere alta la tensione dall'inizio alla fine. I personaggi risultano ben caratterizzati, le scene più importanti centrano l'obiettivo e la regia narrativa riesce spesso a lasciare il segno. Ci sono un paio di passaggi che avrebbero potuto essere sviluppati meglio, ma si tratta di episodi isolati all'interno di una campagna che si conferma tra le migliori viste finora in Diablo IV. Naturalmente, per molti giocatori la vera attrazione dell'espansione non è soltanto la storia, ma soprattutto l'arrivo di due nuove classi. Diablo IV: Lord of Hatred introduce infatti il Paladino e lo Stregone, due archetipi estremamente diversi tra loro che ampliano notevolmente le possibilità offerte dal sistema di gioco.
Il Paladino rappresenta un graditissimo ritorno per i veterani della saga. Apparso per la prima volta in Diablo II, era celebre per le sue pesanti armature, le aure di supporto e la devastante abilità Zelota. Blizzard è riuscita a modernizzare questa classe mantenendone intatta l'identità. Noi abbiamo scelto di sviluppare una build basata proprio sullo Zelota e, nelle fasi avanzate dell'avventura, ci siamo ritrovati a falciare orde di demoni con una rapidità impressionante. Chi preferisce approcci differenti può invece specializzarsi come Arbitro, sfruttando il potere della luce sacra, oppure come Juggernaut, trasformandosi in una vera fortezza vivente. Le possibilità di personalizzazione sono numerose e consentono di creare configurazioni adatte a qualsiasi stile di gioco. Lo Stregone rappresenta invece l'altra faccia della medaglia. Oscuro, fragile, ma devastante, utilizza le stesse forze infernali contro i propri nemici. Blizzard ha mantenuto segreta questa classe fino a poco prima del lancio e, dopo averla provata, comprendiamo perfettamente il motivo. Si tratta di una delle aggiunte più divertenti e versatili mai viste nella serie. Lo Stregone può evocare servitori demoniaci, controllare il campo di battaglia attraverso effetti debilitanti oppure specializzarsi in build offensive capaci di trasformarlo in una vera incarnazione del fuoco infernale. Le sue abilità ricordano in parte quelle del Negromante, ma con una personalità e una filosofia di gioco completamente differenti. Entrambe le nuove classi richiedono un po' di pratica prima di esprimere tutto il loro potenziale, ma risultano estremamente soddisfacenti da utilizzare e promettono mesi di sperimentazione tra build, equipaggiamenti e combinazioni sempre nuove.
Ad accompagnare queste novità troviamo Skovos, una nuova regione che amplia ulteriormente il mondo di Sanctuary. Terra natale dell'umanità e dominio delle Amazzoni, offre ambientazioni molto diverse tra loro: coste spettacolari, pianure rigogliose, fitte foreste e pericolose zone vulcaniche. L'esercito di Mephisto ha lasciato il proprio segno ovunque, trasformando l'esplorazione in un continuo alternarsi di meraviglia e pericolo. L'espansione introduce anche diversi sistemi inediti. Tra questi troviamo il Talismano, una nuova categoria di equipaggiamento composta da un nucleo centrale e da diversi slot dedicati agli amuleti. Ogni amuleto fornisce bonus passivi e può appartenere a set specifici, offrendo ulteriori opzioni per la personalizzazione delle build. Più curiosa è invece l'introduzione della pesca. Attraverso un semplice minigioco potremo raccogliere pesci e ottenere occasionalmente materiali o ricompense utili. Al momento non sembra una meccanica particolarmente profonda, ma rappresenta comunque un diversivo piacevole rispetto al costante massacro di demoni. I nostalgici saranno inoltre felici di assistere al ritorno del Cubo Horadrico. Ancora una volta potremo combinare oggetti dello stesso tipo per tentare di ottenere equipaggiamento migliore, liberando spazio nell'inventario e aggiungendo un ulteriore livello strategico alla gestione del bottino.
Il vero cuore dell'endgame è però rappresentato dai nuovi Piani di Guerra. Una volta completata la campagna, riceveremo incarichi sempre più complessi che ci porteranno a eliminare specifici bersagli, recuperare artefatti e affrontare eventi dedicati. Le ricompense sono generose e il sistema rappresenta uno dei modi più efficaci per migliorare il proprio equipaggiamento e avanzare nei livelli Paragon. Accanto alle novità principali troviamo anche una serie di miglioramenti all'esperienza esistente. Il livello massimo sale da 60 a 70, vengono introdotti nuovi gradi di difficoltà fino a Tormento XII e tutte le classi ricevono aggiornamenti ai rispettivi alberi delle abilità. Anche attività consolidate come la Fossa e le Torri sono state adattate ai nuovi contenuti. Molto gradita anche l'introduzione di un filtro per il bottino completamente personalizzabile, che permette finalmente di concentrarsi soltanto sugli oggetti realmente interessanti.
Che si tratti di affrontare la nuova campagna, sperimentare le potenzialità di Paladino e Stregone, esplorare Skovos o dedicarsi ai contenuti endgame, Diablo IV: Lord of Hatred offre esattamente ciò che desideriamo da una grande espansione. Pur non raggiungendo la perfezione assoluta, ci si avvicina davvero molto. Se Diablo IV aveva costruito solide fondamenta e Vessel of Hatred aveva ampliato l'universo narrativo, Lord of Hatred rappresenta la naturale evoluzione di quel percorso. Le nuove classi sono eccellenti, la storia coinvolge fino all'ultimo minuto e le attività post-game garantiscono una longevità notevole. Blizzard dimostra ancora una volta di conoscere perfettamente la propria creatura, consegnandoci una delle migliori espansioni moderne del genere action RPG.
Il codice ci è stato fornito dal distributore per PC.

Devi essere connesso per inviare un commento.